Il Canto Della Psiche

Il Canto Della Psiche Psicologia e psicoterapia. Psicoterapia adolescenti e adulti. Psicologia analitica. Psicologia femminile. Fiabe e psicoanalisi. Seminari tematici. Sandplay therapy.

03/04/2026

"IL SINTOMO È UNA SPECIE DI ORACOLO"
Cristopher Bollas

Il corpo è il luogo fisico e concreto di ogni patimento, non solo di quello fisico; anche la sofferenza psichica e quella esistenziale vengono percepite attraverso gli strumenti e le sensazioni del corpo.
Quando il destino si abbatte sull'uomo, il corpo accusa dolorosamente il colpo.
Le forze misteriose e sovrapesanti del fato giungono all'Io attraverso le sofferenze e le dolorose sensazioni registrate dal corpo.
Jung evidenziò come nell'attuale psiche collettiva le potenze transpersonali e le componenti sovraegoiche si annuncino spesso alla coscienza non in forma di immagini, ma di sofferenze; con espressione efficace, egli disse che per l'uomo moderno gli dei sono diventati sintomi.
È allora da chiedersi se i patimenti del corpo non possano anche essere anche i profeti di potenza fatali che promanano dall'inconscio.
Se così fosse, i sintomi costituirebbero un ulteriore versione del libro del destino, in cui si annunciano passaggi essenziali del percorso individuativo. (...)

Molte biografie di persone geniali confermano che le sofferenze del corpo scandiscono in maniera clamorosa la loro evoluzione individuativa e lo sviluppo del loro destino.
Molte più storie di persone comuni attestano che i sintomi sanno annunciare i passaggi forti del piano di vita e proclamano i sussulti lungo la via del destino.

Claudio Widmann
Opera di Munch

03/04/2026

La cosa migliore da fare quando si è tristi, è imparare qualcosa. È l'unica cosa che non fallisce mai.
Puoi essere invecchiato, con il tuo corpo tremolante e indebolito, puoi passare notti insonni ad ascoltare la malattia che prende le tue vene, puoi perdere il tuo solo amore, puoi vedere il mondo attorno a te devastato da lunatici maligni, o sapere che il tuo onore è calpestato nelle fogne delle menti più vili.
C'è solo una cosa che tu possa fare per questo: imparare. Impara perché il mondo si muove, e cosa lo muove. Questa è l'unica cosa di cui la mente non si stancherà mai, non si alienerà mai, non ne sarà mai torturata, né spaventata o intimidita, né sognerà mai di pentirsene. Imparare è l'unica cosa per te. Guarda quante cose ci sono da imparare.

Terence Hanbury White

30/03/2026

C’è qualcosa nell’ulivo che non è solo vegetale.
È una presenza antica, quasi archetipica.
L’ulivo cresce lentamente, affonda le radici nella terra dura, si torce, resiste al vento, alla siccità, al tempo.
Non cerca la perfezione: porta su di sé i segni della vita.
E forse è proprio qui che il simbolo si approfondisce.
L’ulivo unisce cielo e terra:
le radici nell’oscurità, i rami verso la luce.
È un’immagine vivente di quella unione degli opposti che per Carl Gustav Jung rappresenta il cuore del processo psichico.
Non elimina la tensione: la tiene insieme.
Non sceglie tra alto e basso: li collega.
Per questo attraversa le tradizioni come un segno di alleanza e trasformazione.
Nel racconto della Genesi, è il ramoscello riportato dalla colomba a Noè dopo il diluvio:
non la fine della tempesta, ma l’inizio di un nuovo patto.
Nella tradizione cristiana, accompagna l’ingresso di Gesù Cristo a Gerusalemme
e veglia nell’Orto degli Ulivi, nel momento più oscuro e umano della sua esperienza.
Nel Corano, l’ulivo è “albero benedetto”, sorgente di una luce che illumina anche senza fuoco:
una forza vitale che non appartiene né all’oriente né all’occidente, ma attraversa entrambi.
Così, nelle diverse immagini culturali e religiose, l’ulivo appare come un vero e proprio asse del mondo,
un punto di passaggio tra dimensioni,
un simbolo di continuità tra visibile e invisibile.
In una prospettiva junghiana, potremmo dire che l’ulivo non è solo pace.
È la forma che la pace assume quando attraversa il conflitto.
È resilienza che diventa coscienza.
È tempo che diventa saggezza.
È ferita che, senza scomparire, si trasforma in possibilità.
Oggi, forse, possiamo chiederci:
quale parte di noi sta cercando unire ciò che è diviso?
L’ulivo non cancella la frattura: la attraversa, e la rende vivibile.

25/03/2026

23/03/2026

“Mio figlio non vuole uscire. È sempre chiuso in camera.”

È una frase che molti genitori raccontano sempre più spesso negli ultimi anni. Parliamo di hikikomori, il ritiro sociale estremo. Ma cosa succede davvero dentro quella stanza? Spesso pensiamo che il problema sia lo schermo. In realtà lo schermo non è la causa. Diventa piuttosto un contenitore sostitutivo: uno spazio dove il ragazzo può restare in relazione senza esporsi troppo. Secondo molte osservazioni cliniche, il ritiro può essere un tentativo di protezione. Il ragazzo si chiude non perché non voglia vivere, ma perché l’incontro con il mondo è diventato troppo difficile da sostenere.

21/03/2026
21/03/2026

"È così intelligente, capisce tutto... perché soffre così tanto?" 🤔

Spesso pensiamo che un alto potenziale cognitivo sia un "superpotere" che rende la vita facile. Ma la ricerca ci mostra una realtà diversa: la plusdotazione è spesso accompagnata da una profonda fragilità emotiva.

💎 Il paradosso del bambino Gifted:
Hanno una mente da adulti in un corpo e un cuore da bambini. Questa "asincronia" crea un divario: capiscono concetti complessi come la morte o l'ingiustizia, ma non hanno ancora gli strumenti emotivi per gestirli.

🚩 Cosa osservare:

Ipersensibilità al giudizio e ai fallimenti.

Senso di isolamento dai coetanei ("nessuno mi capisce").

Noia scolastica che può trasformarsi in rifiuto.

Non guardiamo solo a quanto sanno, ma a come si sentono. Il talento ha bisogno di un contenitore emotivo sicuro per non diventare un peso.

12/03/2026
12/03/2026

Ogni adolescenza ha radici molto più antiche di quanto immaginiamo.

Tra la nascita e l’adolescenza scorre un filo invisibile che lega le prime esperienze della vita psichica alle trasformazioni profonde della crescita.

La giornata di studio “Perinatalità e adolescenza: un filo rosso che lega” propone una riflessione sul legame tra le primissime relazioni della vita — in particolare la diade madre-bambino — e le traiettorie evolutive che conducono alla complessità dell’adolescenza.

Attraverso contributi teorici, dati di ricerca e discussione di casi clinici, l’incontro offrirà uno spazio di confronto su sviluppo psichico, genitorialità e lavoro clinico con adolescenti e giovani adulti.

📍 28 marzo 2026
📍 A.I.P.A. – Via Antonio Musa 15, Roma
In presenza e online

Partecipazione gratuita per gli iscritti al corso La teoria della tecnica nel lavoro analitico con l’adolescente ed il giovane adulto e per gli allievi AIPA.
Per tutti gli altri: quota di partecipazione 40€.

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06/03/2026

Queste interazioni contribuiscono a determinare la natura della loro esperienza emotiva in quel particolare momento; nel contesto di una relazione di attaccamento, durante i primi anni del bambino esercitano inoltre sullo sviluppo delle sue strutture cerebrali effetti che possono influenzare direttamente quelli che saranno in futuro i suoi meccanismi di regolazione delle emozioni. Daniel J. Siegel

Indirizzo

Viale Opita Oppio 46a
Rome
00174

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 21:00
Martedì 09:00 - 21:00
Mercoledì 09:00 - 21:00
Giovedì 09:00 - 21:00
Venerdì 09:00 - 21:00
Sabato 09:00 - 21:00

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