Dr.Antonino Cardella Andrologo-Endocrinologo

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17/09/2018

Domande frequenti sulla eiaculazione precoce. Le risposte dell 'esperto andrologo Dr. Antonino Cardella.

27/07/2017

Studio specialistico dr. Cardella - endocrinologo - andrologo a roma - specialista del benessere per la coppia

17/10/2016

La terapia con testosterone nella disfunzione erettile/impotenza.

Domanda: Dott. Cardella è vero che con l’aumentare dell’età nell’uomo decade la produzione di testosterone e che questo è causa di impotenza sessuale?
Risposta: E’ vero, ma solo in parte. La riduzione di secrezione di testosterone nell’uomo, che si definisce ipogonadismo, è una condizione che si riscontra nel 25-30% degli uomini, a seconda delle fasce di età, ma un marcato deficit dell’ormone si riscontra soltanto nel 5-10% dei soggetti con impotenza/disfunzione erettile; quindi non tutti gli uomini con bassi livelli di testosterone lamentano impotenza.
Domanda: Ma, dott. Cardella, considerato che soltanto in una quota di uomini con deficit di testosterone c’è impotenza, significa che questo ormone non è essenziale per l’erezione?
Risposta: No, il testosterone è necessario per gli aspetti psichici e funzionali della sessualità e i livelli devono essere adeguati per il desiderio sessuale, o libido, per una normale risposta erettile, ma anche per il metabolismo in generale, per il mantenimento della struttura ossea, per una adeguata forza muscolare, per il sostegno al tono dell’umore. Ma non si possono ricondurre gli eventuali disturbi di tutti questi aspetti al semplice dosaggio di testosterone: questo dosaggio infatti va considerato non solo come misura dell’efficienza funzionale del testicolo, ma anche come un indicatore del benessere psicofisico dell’uomo.
Domanda: Perché dott.Cardella?
Risposta: Perché se è vero che il testosterone è necessario per una adeguata risposta sessuale, per il desiderio sessuale, per un normale tono dell’umore, è anche vero che questi possono essere condizionati da altri fattori. Infatti il desiderio sessuale può essere inibito da conflitti o problemi esistenziali, e così lo stato di ansia/depressione, sia reattiva che primaria; tutte queste condizioni , se protratte nel tempo, oltre che interferire con l’equilibrio ed il benessere psichico, possono inibire notevolmente la secrezione di testosterone; i livelli dell’ormone tornano poi a salire appena migliorata o risolta la causa del disagio.
Domanda: Dott. Cardella, ha descritto situazioni di stress emotivo, psichico, che possono determinare riduzione della secrezione di testosterone; ci indica alcune cause organiche?
Risposta: Certamente l’età anagrafica e poi tutte le patologie croniche, degenerative, neoplastiche che determinano un decadimento generale delle condizioni fisiche. Ma le cause più diffuse, meno drammatiche ma insidiose per le gravi conseguenze che determinano sulla salute, non solo sessuale, sono l’obesità, la sindrome metabolica, il diabete, condizioni patologiche quasi sempre interconnesse attraverso cui il paziente passa in un progressivo aggravamento della sua condizione fisica.
Domanda: Dott. Cardella, ci ha illustrato vari fattori che possono determinare la riduzione dei livelli di testosterone e cosa può determinare il deficit di questo ormone, ma come vanno interpretati i dati di laboratorio alla luce di quanto ci ha detto?
Risposta: All’inizio ho ricordato che non tutti gli uomini con bassi livelli di testosterone lamentano disfunzione erettile, e anche per questa evidenza i dosaggi vanno interpretati in rapporto all’età e alle condizioni generali del paziente. E’ necessario premettere che spesso viene dosato il “testosterone libero”con l’errata opinione che dosare la quota di ormone biologicamente disponibile nell’organismo, perché non legato alle proteine che lo trasportano nel sangue, ci dia delle informazioni più attendibili; questo è sbagliato perché il dosaggio del “testosterone libero” è scarsamente attendibile per limiti intrinseci alla metodica di dosaggio e non al singolo laboratorio. E’ invece utile dosare il testosterone totale associando il dosaggio della SHBG, la proteina che trasporta in modo specifico l’ormone nel sangue e che, oltre a darci nel calcolo con il testosterone totale la quota di libero, è estremamente utile perché suggerisce ulteriori informazioni sullo stato di salute del paziente.
Domanda: E i dati che vengono dal laboratorio come si interpretano nel singolo paziente?
Risposta: Un valore basso di testosterone in un uomo giovane, se non dipende da disfunzione testicolare o ipofisaria, ha buone probabilità di essere legato a problematiche relazionali, psichiche. Un valore basso di testosterone in un uomo maturo, non anziano, ma obeso, sedentario, può dipendere dalla disfunzione del suo metabolismo. Un valore basso di testosterone nell’uomo anziano, se in buone condizioni di salute, può dipendere dal fisiologico decadimento della funzione testicolare. Ma sono soltanto alcuni esempi del processo di valutazione clinica che svolge lo specialista per definire la diagnosi; l’esame obiettivo e i sintomi riferiti dal paziente, a parte quelli sessuali, sono fondamentali.
Domanda: Dr. Cardella con quali criteri si prescrive la terapia con testosterone?
Risposta: Una volta evidenziato uno stato di deficit di testosterone in rapporto ai parametri del laboratorio e individuata la causa, si deve considerare l’età del paziente: è chiaro che un dosaggio di testosterone ai limiti bassi in un giovane ha una rilevanza diversa che nell’anziano; tutti i processi biologici è normale che si regolino su standard più bassi con l’aumentare dell’età, e quindi un dato francamente patologico nel giovane può essere considerato invece normale nell’anziano.
Domanda: Quali farmaci vengono prescritti per il deficit di testosterone?
Risposta: I prodotti farmaceutici a base di testosterone vengono formulati per la somministrazione orale, trans dermica, iniettiva intramuscolare e hanno differente tempo di azione e differenti vie di metabolizzazione, ovvero di trasformazione ed eliminazione dall’organismo. Ma i livelli di testosterone possono essere aumentati anche con farmaci diversi dal testosterone che effettuano la stimolazione della funzione testicolare, le gonadotropine, attivando le potenzialità dell’organismo a produrlo.
Domanda: E allora è meglio stimolare l’organismo con le gonadotropine o integrare somministrando direttamente il testosterone?
Risposta: Anche qui la risposta dice che si sceglie caso per caso ricordandoci che il deficit di testosterone spesso si può correggere, anche e soprattutto, migliorando le condizioni metaboliche, cliniche, psicologiche del paziente.

Perché non rispondo alle domande? Leggi:IL WEB NEL DIALOGO CON IL MEDICODomanda:  Dr. Cardella perché nella sua pagina F...
19/09/2016

Perché non rispondo alle domande? Leggi:

IL WEB NEL DIALOGO CON IL MEDICO
Domanda: Dr. Cardella perché nella sua pagina Facebook e nel suo sito www.antoninocardella.it ha scelto le interviste virtuali e non un blog aperto alle domande degli utenti?
Risposta: Ho scelto le interviste virtuali perché in queste ho sintetizzato le domande reali che più di frequente mi sono state poste dai pazienti in studio, per offrire uno strumento divulgativo potenzialmente utile a chi abbia curiosità su alcuni argomenti propri delle mie specializzazioni.
Domanda: Che riscontro ha avuto?
Risposta: Considerate le migliaia di visite sui numerosi argomenti, direi un riscontro lusinghiero, perché probabilmente utile.
Domanda: Perché dr. Cardella ha rinunciato alle domande dirette degli utenti?
Risposta: Perché si deve distinguere tra informazione, a cui l’utente può accedere scegliendo in una vastissima offerta, dalle più qualificate e specialistiche, come le biblioteche scientifiche internazionali, ai tanti “blog casalinghi”, e il quesito clinico. In questa informazione può entrare anche la mia offerta con le interviste virtuali, ma il quesito clinico è cosa diversa dall’informazione.
Domanda: Perché dr.Cardella?
Risposta: Perché chi pone il quesito clinico, per se o per un familiare, non chiede informazione, nuove nozioni, sull’argomento, ma attende una risposta medica ad una necessità clinica.
Domanda: Perché dr.Cardella in questo caso la risposta sarebbe inadeguata?
Risposta: Perché senza conoscere il paziente, la sua storia, senza visitarlo, ogni risposta non può essere che generica, rischia di essere confondente, quasi sempre si conclude con il consiglio più o meno esplicito di effettuare un consulto clinico, che effettivamente è l’unico contesto in cui è corretto porgere un quesito clinico.
Domanda: Allora, dr. Cardella, chi ha un problema clinico per avere una risposta è comunque costretto a spendere?
Risposta: Assolutamente no. Chi ha un problema ha diritto, direi deve sentire come dovere verso se stesso o la persona cara, di informarsi; per il bravo medico curare un paziente informato è sempre un vantaggio. Ma chi vuole porre un quesito clinico, o vuole confrontarlo con un altro parere, non può e non deve evitare la visita.
Domanda: Ma chi non ha le possibilità economiche di rivolgersi ad uno specialista esperto che può fare?
Risposta: Si deve preferire sempre e comunque un vero rapporto medico/paziente, anche con un medico in formazione in un policlinico universitario, piuttosto che una generica risposta dal web. Ho conseguito la prima specializzazione nel 1981 e, sebbene non avessi l’esperienza di oggi, già allora fui utile come medico, non virtuale, per tanti pazienti. Alcuni mi onorano ancora oggi della loro

16/06/2014

Il Dott.Antonino Cardella, andrologo Roma, è Direttore di Unità Operativa Dipartimentale Ospedaliera di Endocrinologia. E' Dirigente Endocrinologo Ospedaliero dal 1981 ed ha svolto attività di consulente Endocrinologo e Andrologo presso varie Aziende Ospedaliere e Consultori

Indirizzo

Rome
00185

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