22/09/2022
💪Come promesso, voglio parlarvi ancora dell'anestesia. Opero prevalentemente in anestesia locale, infiltrando un anestetico simile a quello che avviene dal dentista che toglie la sensibilità dolorosa dell’area che andiamo a trattare.
A questa si aggiunge una sedazione endovenosa che consiste nel somministrare farmaci che rilassano ulteriormente e possono indurre un sonno simile a quello naturale, in cui non si ha coscienza di ciò che succede intorno mantenendo però i propri riflessi e la capacità di respirare spontaneamente.
Il vantaggio di questa modalità è che si somministrano meno farmaci, non c’è necessità di intubazione, si incide in modo minore sull’equilibrio delle funzioni vitali, interferendo meno sulla pressione arteriosa e sulla frequenza cardiaca. Ovviamente si richiede che il paziente sia ben orientato sul fatto che potrebbe avvertire la sensazione di “toccare” e “spingere”, ma non di dolore. In caso di fastidio si può ripetere l’infiltrazione di anestetico locale.
La sedazione, inoltre, può essere regolata un po’ come il volume della radio, in base alle necessità chirurgiche. Ad esempio, più “forte” nella fase di infiltrazione più “leggera” nella parte finale dei punti.
La capacità dell’anestesista è di riuscire a personalizzare dosaggi e farmaci in base al momento dell’intervento e alla risposta di ogni paziente.
🎯Ciò permette di ridurre gli effetti collaterali da sovradosaggio, mantenere il paziente in una condizione di comfort durante l’intervento, e garantire una ripresa più rapida.
Se avete ancora dei dubbi scrivetelo nei commenti👇