Ritorno Al Benessere

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15/07/2024

Libera la Mente dal Tunnel
Come le tue convinzioni Creano la tua Realtà

Ho parlato più volte di convinzioni e certezze difficili da rintracciare per via della loro naturale accettazione. Riuscire a riconoscerle e padroneggiarle consente alla persona di comprendere meglio l'ambiente circostante e come poterlo gestire. Una fra le più importanti è quella della certezza di continuità. La persona tende per non credere che le cose accadano in maniera conseguenziale, giorno dopo giorno inconsapevole che questa sua certezza a fare continuare le cose giorno dopo giorno. Prendiamo ad esempio una persona che si ritrova all'interno di un tunnel e tenta di uscirne,come già spiegato in un altro post. La persona rimane lì e gli risulta impossibile uscire dal tunnel perché continua a cercare una soluzione . Cerca una metodica per uscire da quel tunnel . Questo suo atto di ricerca privo di una certezza di aver trovato una strada adatta è quello che riporta la persona in quel tunnel . La ricerca stessa sta dichiarando di essere al centro di quel tunnel . Che ne è incapace di uscirne e quindi l'universo lo riporta lì. Il problema persiste perché la persona crede che quel tunnel esista realmente e che debba fare qualcosa per uscirne fuori. Basterebbe essere certi o almeno dichiarare di essere già fuori dal tunnel della serie non ho compreso come ho fatto ma fortunatamente sono uscito fuori da quel tunnel. La persona a breve si ritroverebbe fuori da quel tunnel. Questo accade perché l'individuo ritiene che quel tunnel esista e persista nel tempo fino a che lui non riesca ad uscirne fuori, quando in realtà il tunnel esiste nel momento in cui la persona inizia a parlarne, quindi nel momento in cui inizia a parlare del tunnel il tunnel si concretizza collocando la persona in quel punto preciso del tunnel. La questione di cui con una persona si deve rendere conto è che nel momento in cui inizia a parlare della crostata di mirtilli il tunnel cessa di esistere. In quel momento esiste solamente la crostata di mirtilli e nel momento in cui si inizia di nuovo a parlare del tunnel non viene richiamato il vecchio tunnel, per poi proseguire il discorso .Viene generato un nuovo tunnel di sana pianta ed è la persona che si ricolloca al centro del tunnel nel momento in cui ricomincia a parlarne. E' sufficiente che la persona si collochi al di fuori del tunnel. Nel momento in cui inizia a parlarne nuovamente, essa si ritroverà fuori dal tunnel nell'istante, così come ha concretizzato con le sue nuove parole. Giungendo a comprendere questa dinamica appare sempre più chiara l'importanza di ciò che si va affermando, quindi comprendete bene ciò che volete ed iniziate ad affermarlo come già ottenuto e ringraziare Dio per avere già ottenuto tutto e tutto si concretizzerà istantaneamente.
V.B.

02/07/2024

Convinzioni e compressioni

E' un argomento che fa parte di quelle informazioni che devi dare solamente se la persona si ritrova davanti al problema. Qual è il problema e qual' è la soluzione. La questione è che la persona in questo momento sta vivendo una giornata che ha disegnato diciamo 12 giorni fa e oggi ha già disegnato ciò che accadrà nei prossimi 12 giorni. Quindi nel momento in cui io interferisco arbitrariamente su una convinzione, nel momento in cui la cambio, questa variazione deve andare a influire i disegni dei 12 giorni successivi. Quindi se io cambio una convinzione in merito a una situazione o una persona e questa situazione, questa persona si presenta davanti a me dopo 2 o 3 giorni, c'è stato il tempo sufficiente affinché tutto quanto si decomprimesse e si venisse ridisegnato con serenità mentre se io cambio delle convinzioni metti caso su mio padre o mio fratello con cui convivo e un istante dopo averle cambiate, un quarto d'ora, 20 minuti dopo mi ritrovo ad a che fare con loro, potrei ritrovarmi davanti a una compressione, cioè in un istante ritrovarmi davanti la compressione di tutti i disegni che avevo fatto per i prossimi 12 giorni. E una compressione, è evidente perché magari il rapporto è della serie: ci salutiamo a mezza bocca poi io cambio le convinzioni su di lui, lo rincontro e anziché vederlo con la solita faccetta che mi fa il suo saluto a mezza bocca, lo vedo da lontano che brandisce una ciabatta e mi urla contro insensatamente, quindi comprendo che la cosa è una compressione, non è un qualcosa che appartiene realmente alla mia vita. La devo riconoscere come tale e dire semplicemente: la mia vita è priva di queste cose e un istante dopo ti renderai conto che magari sta urlando nei confronti di qualcuno dietro di te, ma non ce l'aveva con te. Mentre se rimani perplesso e dici: oddio è peggiorato , si abbatterà su di te e temendo che sia diventato così, avrà aumentato la sua dose e le convinzioni saranno risultate vane e dovranno essere nuovamente ripiantate. Quindi nel caso uno si ritrova davanti a una condizione esagerata deve semplicemente riconoscerla come una compressione di ciò che è accaduto prima e delle convinzioni mutate precedentemente, neutralizzarla con un semplice atto di presenza dicendo: no, ora la mia vita è priva di queste cose e dopodiché svanirà quella compressione e la persona si mostrerà esattamente così come lei ridisegnata con le tue nuove convinzioni.
V.B.

02/07/2024

Come fare pensieri semplici

Cerchiamo di capire nel concreto cosa significa avere una mente semplice o complessa. Prendiamo ad esempio un momento in cui la persona va in un luogo e trova inaspettatamente una porta chiusa. La persona semplice guarderà la porta chiusa, esclamerà fra sé stessi qualcosa del tipo: che strano ed andrà via verso una nuova meta.
Ammesso e non concesso che la persona razionale, complessa giungesse alla porta senza preoccupazioni pregresse, nel trovare la porta chiusa, cercherà di comprendere e nel tentativo di farlo si lancerà in decine di simulazioni mentali.
Inizia tutto da un timore, la paura di non aver compreso tutto, e qualcosa gli possa sfuggire o gli sia sfuggito. Allora cerca di dare un senso a ciò che sono tutte le sue informazioni edilizia ad incastrarle dando vita al ragionamenti più o meno sensati. Questi ragionamenti vanno comunque in produzione dunque, se nel guardare la porta chiusa la persona ha prodotto ragionamenti del tipo: lì Su qualcuno mi vuole male, forse non mi vogliono fare entrare; forse hanno staccato prima; mo sarà impossibile finire in tempo. Forse hanno cambiato sede o forse si è rotta la porta.
Questi suoi presunti che sembrano apparentemente innocui, in realtà faranno da base per ciò che saranno avvenimenti futuri che includono una porta chiusa.
Senza rendersi conto ha generato una porta chiusa con persone che dal dentro lo vogliono tenere fuori perché ce l'hanno con lui, in quel momento lo ha emesso, come possibile, senza poi rivalutarne la reale plausibilità del pensiero fatto, questo lo ha lasciato proseguire come plausibile e quindi concretizzabile. Ricordandosi che nella vita della persona accade sempre solo ciò che la persona ritiene plausibile, si inizia ad avere un'idea del perché le persone si ritrovano davanti a situazioni sgradevoli di cui faticano a sentirsene l'artefice.
La mente centrata che si rende semplice, riconosce la porta chiusa come una sorta di anomalia sapendo e ricordando che la propria vita è priva di porte chiuse. Questo lo porterà a vedersela aprire un istante dopo o più semplicemente si renderà conto che era leggermente incastrata da una parte ma aperta.
Tornando ai pensieri emessi dal razionale, più o meno consapevolmente porterà avanti anche un altro pensiero prodotto in quel frangente. Gli sarà impossibile terminare la cosa in tempo, dunque si creeranno problemi e giù con altre valanghe di simulazioni multiple sugli effetti di quella porta chiusa.
Che tutto è iniziato dal timore di non aver compreso dato dal bisogno di avere controllo. Ora che si è compreso che la ricerca stessa del controllo è in realtà una dichiarazione aperta di una incapacità di avere controllo su quella della cosa, in quanto nel momento in cui si ha il controllo di una cosa, la mente pensa ad altro o la pensa decidendo. Ora che si è compreso ciò, sarà possibile spegnere il bisogno di controllo, dimostrando a se stessi e agli altri di averlo, smettendo di temere, iniziando a decidere ed ottenere ciò che di meraviglioso vuole per sé e per gli altri.
Nel rendervi conto di tutte le molteplici simulazioni, pensieri e preoccupazioni che avete generato, sappiate che esiste un metodo semplice, rapido e potente con cui azzerarle in blocco.
Si richiamano tutte le visualizzazioni mentali tutte assieme, lì si osservano un attimo e si le si riconoscono come delle proprie aberrazioni mentali e ci si fa sopra una ricca risata trovandole semplicemente ridicole e queste svaniranno istantaneamente.
Ed ogni volta che si ripresentano nella mente, spazzatele via con una bella risata. Dio provvederà affinché tutto vada come avete già deciso deciso ed avete smesso di avere queste paure.
V.B.

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Rome
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