14/01/2026
Ci sono scelte che crediamo di fare con la testa,
e poi ce ne sono altre che facciamo con il corpo,
prima ancora di averle davvero pensate.
Perché il corpo non cerca ciò che è giusto.
Cerca ciò che è familiare.
I modi in cui siamo stati visti, aspettati, ignorati, protetti — o lasciati soli — diventano una mappa silenziosa che continua ad accompagnarci,
anche quando la vita cambia e noi crediamo di essere diversi.
E così può succedere di tornare in dinamiche che conosciamo bene,
non perché ci facciano stare bene,
ma perché il sistema nervoso le riconosce, le sa attraversare, le sa “gestire”.
Non è debolezza.
È memoria emotiva.
Riconoscerla non serve per giudicarsi,
ma per iniziare, lentamente, a scegliere con più libertà.
ti è mai capitato di riconoscere questo meccanismo nelle tue relazioni?
Se ti va, scrivilo nei commenti