01/04/2023
La violenza sessuale misconosciuta
Nella mia pratica clinica di psicoterapeuta mi trovo sempre più spesso ad incontrare giovani donne che hanno subito violenze sessuali. Qualcuna ha denunciato, molte no. Si tratta di rapporti non consenzienti che fino ad alcuni fa sarebbero stati derubricati a rapporti di una notte andati male. La violenza si perpetra grazie a delle circostanze favorevoli all'aggressore, una differenza di età a beneficio del maschio, la vittima non ha i mezzi per tornarsene autonomamente a casa, non si sente a suo agio a chiedere aiuto perché in casa se c'è qualcuno, sono i genitori dell'aggressore e può risultare difficile dire loro : tuo figlio mi sta costringendo ad avere una relazione. A volte non si tratta di uno ma di due aggressori, inizialmente parte di un gruppo di amici, e il secondo era stato chiamato dalla vittima per proteggerla. E invece in un gesto di cameratismo becero, quello che viene aiutato è proprio il più forte.
La cosa che accomuna queste violenze è che mai anche dopo il rapporto, il maschio appare consapevole di avere commesso una violenza. Neanche quando viene denunciato. Rimane genuinamente convinto di avere avuto un rapporto normale, magari richiama il giorno dopo per rivedersi come se nulla fosse. In genere viene sostenuto dalla famiglia.
Ed è lì che secondo me sta la radice del problema, una cultura in cui il consenso è un optional, l' educazione sessuale lasciata in mano a siti come youporn, una stigmatizzazione delle vittime e un'assenza di sostegno a chi denuncia sono tutti gli ingredienti per una cultura dello stupro. Ed è così che gli aggressori diventano soltanto dei "co****ni" e non delle minacce (vedi le parole di Beppe Grillo rispetto al figlio).
L'assenza di consapevolezza è a mio parere un drammatico fattore facilitante della violenza. Perché se spaccio so che sto trasgredendo una legge, e mi assumo i rischi, mentre per molti tutto quello che avviene in una camera da letto è esente da un intervento penale. E poi la convinzione che se la vittima non urla, ma dice soltanto no allora non c' è violenza. Perché ancora esiste questo pregiudizio: si sa le donne dicono di no ma in realtà li va.