Stefano Cobianchi Psicologo Psicoterapeuta

Stefano Cobianchi Psicologo Psicoterapeuta Anche online

Psicologo, Psicoterapeuta Analitico Archetipico,
Ricercatore e Docente in Psicologia Dinamica, Clinica e Neuroscienze
La Psicologia Archetipica è una re-visione della psicologia oltre i condizionamenti del moralismo, del positivismo e del letteralismo.

06/03/2026
Chi ha detto che non si può riscrivere e riadattare un capolavoro della letteratura? Partendo dal presupposto che, come ...
01/03/2026

Chi ha detto che non si può riscrivere e riadattare un capolavoro della letteratura? Partendo dal presupposto che, come dice Hillman, la letteratura sia la vera psicologia, e che il mito a cui essa attinge sia la rappresentazione artistica delle dinamiche della psiche, Cime Tempestose ‘26 riscrive magistralmente l’amore in chiave post-moderna, neogotica e borderline, estetica e materialista.
Leggi qui il mio nuovo articolo:

Chi ha detto che non si può riscrivere e riadattare un capolavoro della letteratura?...

𝗛𝗮𝗺𝗻𝗲𝘁: 𝗹’𝗮𝗿𝘁𝗲 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗻𝗼𝗶. 𝗝𝘂𝗻𝗴, 𝗶 𝘀𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗲𝘀𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲Nelle sale dei cinema, “Hamnet” ci ricorda che, se è so...
23/02/2026

𝗛𝗮𝗺𝗻𝗲𝘁: 𝗹’𝗮𝗿𝘁𝗲 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗻𝗼𝗶. 𝗝𝘂𝗻𝗴, 𝗶 𝘀𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗲𝘀𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲

Nelle sale dei cinema, “Hamnet” ci ricorda che, se è soltanto attraverso l’arte e il mito che prende senso la storia della nostra vita, è sempre questa a costituire il primo vero materiale grezzo con cui opera un artista.
In una intervista, la regista Chloé Zhao racconta di aver insegnato agli artisti a esplorare l’intersezione tra lavoro creativo e lavoro interiore, usando la tecnica di recitazione insegnata da Kim Gillingham, allieva di Marion Woodman, a sua volta allieva di Carl Gustav Jung. L’approccio di Kim fonde la psicologia junghiana con il lavoro somatico, respiratorio e simbolico, utilizzando nell’analisi i sogni come collaboratori creativi nel processo artistico e attoriale.
Puoi leggere il mio nuovo articolo qui:

Nelle sale dei cinema, “Hamnet” ci ricorda che, se è soltanto attraverso l’arte e...

Sono ormai dappertutto, pronti a dirti in modo spicciolo, banalizzante e fuorviante - perché senza minimamente riconosce...
23/02/2026

Sono ormai dappertutto, pronti a dirti in modo spicciolo, banalizzante e fuorviante - perché senza minimamente riconoscere i soggetti e i singoli casi -, cos’è di cui avresti bisogno oppure no. Pur di avere successo e di vendere la propria immagine, gli psicologi influencer o “POPsicologi” indottrinano le masse con le loro opinioni scambiandole per scienza, quando la terapia della psiche si fonda e si realizza imprescindibilmente nel transfert della relazione intima e privata tra paziente e terapeuta, e sui dati empirici della psiche di ogni soggetto nei modi in cui emergono in ogni singola diade. Come diceva Jung: quello che va bene per un paziente, non va bene per un altro…
Gli atteggiamenti sensazionalistici, banalizzanti, eccentrici e seduttivi dei POPsicologi sono perlopiù vietati dal codice deontologico degli psicologi, per cui costituiscono un attentato alla salute pubblica e un vilipendio alla professione e ai professionisti.

18/02/2026

𝗟𝗮 𝗺𝗮𝘀𝗰𝗵𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗗𝗶ò𝗻𝗶𝘀𝗼: 𝗹’𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝘁𝗶𝗽𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗮𝗿𝗻𝗲𝘃𝗮𝗹𝗲Dalla notte dei tempi, portare una maschera significa giocare dei ruoli...
12/02/2026

𝗟𝗮 𝗺𝗮𝘀𝗰𝗵𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗗𝗶ò𝗻𝗶𝘀𝗼: 𝗹’𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝘁𝗶𝗽𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗮𝗿𝗻𝗲𝘃𝗮𝗹𝗲

Dalla notte dei tempi, portare una maschera significa giocare dei ruoli. Ciò che si indossa, l’ habitus in latino, significava proprio il ruolo che si rivestiva in una certa situazione. Il bambino che si veste da principe e la bambina da principessa, il benestante che si trucca da pezzente e il nullatenente che si maschera da Batman, l’impiegato che si diverte a travestirsi da donna e la manager da poliziotto, il timido che diventa audace dietro la sua maschera e il duro che si fa bambino ruggendo nel suo costume animalesco, il marito che si fa demone e la moglie che si traveste da strega, la ragazza che indossa orecchie e baffi da gatta e il padre che indossa la maschera di Putin; hanno tutti in comune l’obbedire per un giorno a Diòniso il dio liberatore, e così si liberano di desideri segreti, di fantasie proibite e di rimpianti rimossi, maschere di altrettante parti della propria psiche.
Puoi leggere l’articolo intero qui:

Dalla notte dei tempi, portare una maschera significa giocare dei ruoli. Ciò che si...

Qui il video del mio intervento “Il Sogno e la Sincronicità: un incontro con Aldo Carotenuto” al convegno “L’ultima Medu...
07/02/2026

Qui il video del mio intervento “Il Sogno e la Sincronicità: un incontro con Aldo Carotenuto” al convegno “L’ultima Medusa” per commemorare i 20 anni dalla scomparsa di Carotenuto, organizzato dal Centro Studi Psicologia e Letteratura da lui fondato, e svoltosi a Roma lo scorso novembre:

https://youtu.be/Z40kvoMYe50

𝗧𝗿𝗶𝗮𝗻𝗴𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗲: 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 è 𝘁𝗼𝘀𝘀𝗶𝗰𝗮Chi non ha mai visto i propri genitori discutere? Sono stati loro ...
07/02/2026

𝗧𝗿𝗶𝗮𝗻𝗴𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗲: 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 è 𝘁𝗼𝘀𝘀𝗶𝗰𝗮

Chi non ha mai visto i propri genitori discutere? Sono stati loro i primi a insegnarci a confrontarci con gli altri. Ma tra discutere e litigare c’è una fondamentale differenza, soprattutto quando sono i figli a esserne coinvolti.
Si tratta della “triangolazione familiare”, una dinamica tossica e disfunzionale, in cui nel conflitto tra i genitori viene coinvolto un figlio, che diventa loro mediatore, alleato o capro espiatorio. Questo meccanismo riduce la tensione immediata di uno dei genitori o della coppia, ma nel figlio crea una grave sofferenza emotiva, ansia e problemi comportamentali, alimentari o relazionali.
Il coinvolgimento di un figlio in una disputa genitoriale crea una coalizione tra un genitore e il figlio contro l’altro genitore. Spesso si creano ruoli di vittima, persecutore e salvatore, quest’ultimo di solito assunto dal figlio, che può cercare di intervenire per placare le discussioni dei genitori. Indurre un figlio a schierarsi in una disputa familiare è un atto immaturo e violento, che silenziosamente provoca in lui una seria scissione psichica.
Questi svilupperà poi un attaccamento insicuro con problemi di autolesionismo, vittimismo alternato a scoppi di rabbia e aggressività, disturbi alimentari e digestivi (anoressia, bulimia, binge-eating, colite nervosa, ecc.), dipendenze affettive o da sostanze, e in generale una difficoltà nella differenziazione del sé e nell’individuazione nel mondo.
La terapia individuale o familiare sistemica mira a rendere la comunicazione diretta tra i membri, eliminando il ruolo di mediatore del figlio e spingendo i genitori a gestire il conflitto tra loro e in modo sano.
Uscire da questa dinamica richiede che il membro “triangolato” riconosca il suo ruolo, rinunci a essere la vittima o il salvatore, e impari a non assumersi la responsabilità delle tensioni altrui.
(Immagine: La Famiglia Belleli, dipinto di Degas, 1867, Parigi, Orsay)

Nelle sale in questi giorni il bellissimo film Norimberga ci porta indietro fino al 1946, quando, finita la seconda guer...
19/01/2026

Nelle sale in questi giorni il bellissimo film Norimberga ci porta indietro fino al 1946, quando, finita la seconda guerra mondiale, ventidue gerarchi nazisti vennero giudicati per la prima volta nella storia da un tribunale internazionale. Facciamo risalire a questo processo la nascita del Diritto Internazionale, ampliamente stralciato dai gerarchi di oggi. Un film dunque importantissimo per i nostri giorni, sia per ricordare come i nazisti, proprio come loro, presero il potere sotto gli occhi di tutti, e cominciarono a invadere paesi limitrofi con le stesse giustificazioni di “ordine pubblico” e “sicurezza” che portano oggi i nuovi gerarchi del mondo, sia per capire che allo stesso modo cercarono di nascondere genocidi e crimini contro semplici cittadini.
Ma soprattutto, questo è un film che ha il raro pregio di non schierarsi preventivamente, come oggi fanno psicologi influencer e criminologi positivisti, ma di analizzare la psicologia nazista per comprenderla veramente, riprendendo un meccanismo già rivelatosi efficace nel film “La zona di interesse”, ovvero mostrare il nazismo dal punto di vista dei nazisti. Cosa spinge degli esseri umani a dei crimini così cruenti? È ciò che nel film si chiede e, alla fine, comprende lo psichiatra Douglas Kelley, incaricato di analizzare e proteggere dal suicidio Hermann Göring, braccio destro di Hi**er, e gli altri gerarchi prima del processo.
Puoi leggere il mio nuovo articolo qui:

Nelle sale in questi giorni il film diretto da James Vanderbilt ci porta indietro...

È online gratuitamente il nuovo numero del Giornale Storico del Centro Studi Psicologia e Letteratura (CSPL) fondato da ...
14/01/2026

È online gratuitamente il nuovo numero del Giornale Storico del Centro Studi Psicologia e Letteratura (CSPL) fondato da Aldo Carotenuto, dal tema “Sirene”, con il mio articolo “Ondina:
l’immaginario del femminile rimosso nel maschile”. In questo articolo affronto il problema del dualismo e dell’opposizionismo che ancora influenzano la psicologia, con l’ossessione per la distinzione e la definizione dei modi e dei sensi di un “femminile” da quelli di un “maschile”, perlopiù mutuandoli dalle assunzioni eterocisnormative che esistano soltanto queste due modalità psichiche, con gli annessi stereotipi di genere. Come presupposto archetipico, andando a guardare alla base poetica della mente artistica, risaliamo a “Ondina”, un breve ma importantissimo racconto che ha caratterizzato la cultura romantica e cavalleresca con i suoi stereotipi di genere, portandoli avanti fino al giorno d’oggi. Perché fu una favola così di successo in tutto il mondo occidentale? Vedremo insieme come l’Ondina, creatura delle acque terrestri, come la Sirena e in modo più moderno e convincente, è l’archetipo chiave non solo del femminismo e degli stereotipi di genere, ma anche dei femminicidi di cui si fa un gran parlare oggi attribuendoli erroneamente alle figure archetipiche di Eco e Narciso.
Potete trovare il mio articolo insieme agli altri qui: 👇🏻

L’immagine che più ci ricorda, che immediatamente ci viene in mente, sul tema di questo numero è quella di una antica narrazione poetico-mitologica che troviamo in Omero, che mostra Ulisse durante il suo peregrinare per il ritorno in patria. In particolare quando deve affrontare due momenti cruc...

Disponibile su Amazon, la Scuola di Psicoterapia Analitica ATANOR propone un nuovo numero dei “Quaderni di Psicologia Ar...
22/12/2025

Disponibile su Amazon, la Scuola di Psicoterapia Analitica ATANOR propone un nuovo numero dei “Quaderni di Psicologia Archetipica”, con un mio contributo. Dopo i precedenti numeri “Terremoto” (2010), “Il linguaggio della Psiche” (2012), “Omaggio a Hillman” (2014), “Amplificazioni” (2021), “Esempi di amplificazioni archetipiche” (2022), “Riflessioni archetipiche” (2023) e “L’individuo e l’anima del mondo” (2024), in questo numero parliamo de “Gli archetipi e l’espansione di coscienza” (2025); e in particolare il mio articolo riguarda “Il problema del Tempo in analisi”, un tema capitale che la psicologia ha sempre trascurato, e di cui ne delineo le dimensioni, le caratteristiche e le funzioni psichiche.

Con riflessioni accurate e nuove prospettive di lavoro all’interno dell’apparato teorico pratico della psicologia analitica archetipica, il libro propone fini riferimenti bibliografici e analisi dettagliate dei processi psichici ricorrenti nella psiche umana. Con attenzione a temi che riguardano la società contemporanea, gli studiosi professori e terapeuti si confrontano portando esempi clinici e contributi della letteratura per raccontare le innumerevoli configurazioni con cui la psiche collettiva si mostra attraverso “i fatti del mondo” e le sofferenze degli individui, amplificando i contenuti per coglierne gli archetipi sottostanti: dalla filosofia alla spiritualità, dalla scienza all’arte, la psiche propone con simboli e immagini la densità delle esperienze umane caratterizzandole di significati psichici profondi. La lettura è consigliata sia ai terapeuti o psicologi che si interessano di psicologia del profondo, sia a chi vuole iniziare ad approcciarsi al metodo analitico archetipico per interesse culturale.

Il Natale, l’Albero, le Palline colorate, le Luci… sono tutti archetipi dell’inconscio collettivo, e quindi anche se per...
19/12/2025

Il Natale, l’Albero, le Palline colorate, le Luci… sono tutti archetipi dell’inconscio collettivo, e quindi anche se per qualche motivo ideologico odiate il Natale come il Grinch, difficilmente la società ne abbandonerà tutte le tradizioni.
Qual è oggi il senso del festeggiare la natività di Cristo? Perché a Natale addobbiamo un albero con delle luci e delle p***e? Qual è il significato del Natale che per noi è rimasto?

Puoi leggere il mio articolo su
WWW.PSICOLOGIAARCHETIPICA.IT:

https://www.psicologiaarchetipica.it/larchetipo-del-natale-oggi/

Il potere delle immagini archetipiche natalizie resiste nel tempo nonostante il cristianesimo come pratica,...

Indirizzo

Via Giovanni De Agostini 49
Rome
00176

Orario di apertura

Martedì 10:00 - 20:00
Mercoledì 10:00 - 20:00
Giovedì 10:00 - 20:00

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