30/04/2026
𝗟𝗲 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗲 𝘀𝗶 𝗰𝗵𝗶𝘂𝗱𝗼𝗻𝗼 𝗲 𝘀𝗶 𝗿𝗶𝗮𝗽𝗿𝗼𝗻𝗼.
C’è questa pericolosa moda, tra gli psicologi, a voler banalizzare e rendere tutto una semplice regoletta. Forse colpa del counseling, o forse colpa del neopuritanesimo laico e positivista dilagante nelle ultimissime generazioni, fattostà che gli immensi e ineguagliabili sforzi di personalità geniali come Freud, Jung, Hillman, vengono evaporati dalla psicologia spicciola, che - fomentata dal titanico archetipo del Monos - seduce colleghi e colleghe a vendere banali soluzioni uniche per questioni estremamente complesse. Eppure, lo sanno tutti che le porte, come sono fatte per essere chiuse, sono fatte anche per essere riaperte. E difatti, a meno che ogni volta non abbandoniamo e distruggiamo tutto, gli ex tornano sempre, cosi come i loro ricordi. Opera del dio Eros, e gli dèi da lui toccati non hanno potere contro di lui. Contro amore, creatività, passione non c’è forza che tenga, a meno di perdere l’anima. Come insegna il mito, c’è un motivo più grande, uno scopo superiore a ogni nostra possibile ragione: Eros crea e ricrea il mondo tessendo le complesse trame delle trasformazioni attraverso gli incroci e gli incontri da lui orditi. Il dio delle porte e dei passaggi, Ermes duplex o Giano bifronte, è un aspetto dello stesso Eros, perché ogni incontro passa per una porta che si apre e unisce i due mondi per contaminarli e trasformarli ancora. Se gli ex tornano, e se noi gli chiudiamo la porta in faccia, comunque li vedremo e dovremo parlarci come immagini, come sogni, come ricordi. Ci ossessioneremo nelle nostre riflessioni, o succederà tutto di nuovo col prossimo amante. Gli amanti, attraverso l’amore, imparano proprio per prove ed errori, per tradimenti e illusioni, per gioie e dolori. “Obscurum per obscurius, ignotum per ignotius” è il motto degli iniziati ai passaggi e alle trasformazioni di Eros, e se vogliamo seguire l’Anima che, attraversando le sue porte, ci porterà ai suoi misteri più profondi.