Fabio Meloni - Psicologo Psicoterapeuta

Fabio Meloni - Psicologo Psicoterapeuta Counseling e Psicoterapia: Roma - Online. Disturbi alimentari, fame nervosa, obesità, bulimia. Ansia, depressione, fobie. Problemi affettivi e di relazione.

Tematiche LGBT. Roma: Largo Bradano, 1
- INSTAGRAM: fameloni - Psicologo
- Psicoterapeuta
- Dottore di ricerca (PhD) in Scienze Cognitive
- Ricercatore (assegnista) presso l'Università di Perugia
- Psicologo e ricercatore presso il Centro per la diagnosi e la terapia dell’obesità e della grave obesità (Azienda Ospedaliera San Camillo – Forlanini, Roma). Iscritto all’Ordine degli Psicologi

Socio SICOB (Società Italiana di Chirurgia dell'Obesità e delle Malattie Metaboliche). Socio ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica)
Membro rete PASS dell'Ordine Psicologi Lazio - Psicologi Alimentari al Servizio della Salute

Esercita privatamente come psicoterapeuta e riceve a Roma (Largo Bradano) e online. Principali ambiti di interesse: disturbi dell’alimentazione e dell’immagine corporea, disturbi d’ansia, depressione, orientamenti sessuali e identità di genere. Per un elenco delle pubblicazioni, consultare il sito: www.fabiomeloni.com

3 modi di hackerare il tuo overthinking a fin di bene:1) Da overthinking a organizzazioneQuando i pensieri girano in ton...
20/01/2026

3 modi di hackerare il tuo overthinking a fin di bene:

1) Da overthinking a organizzazione

Quando i pensieri girano in tondo, il modo più rapido per allentare la presa è tirarli fuori dalla testa. Scrivili. Mettili davanti a te. Riducili a domande semplici:
“Cosa sto davvero cercando di capire?”
“Qual è un piccolo passo concreto che posso fare adesso?”
Questo crea distanza dai pensieri: li vedi come eventi mentali, non come ordini da eseguire. E da lì, la confusione spesso diventa chiarezza.

2) Rispondi a “E se…?” con “Come..?”

Il “what if” infinito si alimenta perché resta tutto sospeso. Un modo potente per interromperlo è completare i puntini:
Invece di “E se fallisco?”, prova: “Come posso trarne vantaggio?
È una svolta piccola, ma cambia la traiettoria: non stai più costruendo catastrofi, stai cercando soluzioni. E ricordi al cervello una verità importante: hai già affrontato cose difficili, e ti sei adattatə.

3) Trasforma l’overthinking in lungimiranza

Pensare al futuro non è sempre un problema: la mente è fatta per simulare scenari e prepararsi. Diventa tossico quando resta bloccato sulla stessa paura. Fatti un check veloce:
“Questa prova mentale mi sta preparando… o mi sta punendo?”

La differenza tra overthinking che logora e pensiero utile è l’intenzione:
👉se serve a controllare tutto, crea caos;
👉se serve a capire, crea chiarezza.

E quando inizi a rispondere alla tua mente con compassione (non con la guerra), l’overthinking smette di essere un nemico e diventa un segnale da ascoltare.

Ti accorgi che tuo figlio (o tua figlia) sta frequentando qualcuno che non ti convince: ti sembra manipolatore, troppo g...
15/01/2026

Ti accorgi che tuo figlio (o tua figlia) sta frequentando qualcuno che non ti convince: ti sembra manipolatore, troppo grande, poco rispettos*, o semplicemente “non adatt*”. In quei momenti la tentazione è quasi automatica: intervenire, vietare, mettere in guardia con forza.

Eppure proprio l’approccio più duro rischia di ottenere l’effetto opposto: chiudere il dialogo, alimentare segretezza e rafforzare il legame tra i due. Questo articolo è pensato per aiutarti a trovare un equilibrio: proteggere senza controllare, dire la tua senza umiliare, mantenere aperta la comunicazione e, quando serve, intervenire con decisione sulla sicurezza.

Ti accorgi che tuo figlio (o tua figlia) sta frequentando qualcuno che non ti convince: ti sembra manipolatore, troppo grande, poco rispettoso, o semplicemente “non adatto”. In quei momenti la tentazione è quasi automatica: intervenire, vietare, mettere in guardia con forza. Eppure proprio l’...

12/01/2026

Quanti dei tuoi problemi, oggi, diventano una giustificazione per non muoverti?

Fritz Perls, padre della psicoterapia della Gestalt, scrive una frase volutamente provocatoria: i traumi possono trasformarsi in “bugie” a cui ci aggrappiamo per spiegare la nostra indisponibilità a crescere. Non sta negando l’esistenza del trauma, né il suo impatto. Sta mettendo in guardia da un rischio molto comune: usare ciò che è accaduto ieri come spiegazione totale di ciò che facciamo (o non facciamo) oggi.

Nell’ottica della Gestalt, il passato non esiste più e il futuro non esiste ancora. Esiste il presente: il qui e ora. È qui che si manifestano le conseguenze, i blocchi, le paure. Ed è qui che, passo dopo passo, possiamo scegliere strade nuove.

Crescere non significa “dimenticare” o “minimizzare” quello che è successo. Significa smettere di consegnargli il volante della nostra vita. Significa assumersi la responsabilità di sé: iniziare a fare da soli, con consapevolezza, con strumenti adeguati, senza pretendere di farcela “a forza”.

Se senti che eventi traumatici del tuo passato ti stanno ancora bloccando nel presente, possiamo lavorarci insieme. Contattami per un confronto.

Quando si parla di “genitore narcisista” è facile immaginare un’etichetta netta, quasi clinica. Nella realtà, però, molt...
08/01/2026

Quando si parla di “genitore narcisista” è facile immaginare un’etichetta netta, quasi clinica. Nella realtà, però, molte storie non stanno dentro definizioni rigide: più spesso si tratta di tratti narcisistici (grandiosità, bisogno di ammirazione, scarsa empatia, controllo, vulnerabilità alla critica) che, nel contesto familiare, diventano uno stile relazionale costante e prevedibile.

Non è necessario fare diagnosi per riconoscere una cosa fondamentale: crescere con un adulto centrato su sé stesso può lasciare segni profondi nel modo in cui una persona percepisce il proprio valore, le relazioni e perfino la realtà emotiva.

Quando si parla di “genitore narcisista” è facile immaginare un’etichetta netta, quasi clinica. Nella realtà, però, molte storie non stanno dentro definizioni rigide: più spesso si tratta di tratti narcisistici (grandiosità, bisogno di ammirazione, scarsa empatia, controllo, vulnerabilit....

Tutti dovrebbero fare ogni giorno almeno 2 cose che odiano fare. Per fare pratica.William James
03/01/2026

Tutti dovrebbero fare ogni giorno almeno 2 cose che odiano fare. Per fare pratica.

William James

Perché la connessione umana sta diventando la risorsa più preziosa in un mondo dominato dalla tecnologiaPer molto tempo ...
31/12/2025

Perché la connessione umana sta diventando la risorsa più preziosa in un mondo dominato dalla tecnologia

Per molto tempo l’innovazione è stata sinonimo di velocità: processi più rapidi, decisioni immediate, comunicazioni istantanee. Oggi l’intelligenza artificiale sta trasformando in profondità il mondo del lavoro, ma dalle neuroscienze e dalla psicologia comportamentale emerge un dato meno evidente eppure centrale: man mano che la tecnologia accelera, molte persone, sul piano emotivo, sembrano rallentare e affaticarsi.

Perché la connessione umana sta diventando la risorsa più preziosa in un mondo dominato dalla tecnologia Per molto tempo l’innovazione è stata sinonimo di velocità: processi più rapidi, decisioni immediate, comunicazioni istantanee. Oggi l’intelligenza artificiale sta trasformando in profon...

Molte persone se lo chiedono in modo spontaneo: quello che mangio ha un effetto anche sulla mia mente? Il cibo può diven...
29/12/2025

Molte persone se lo chiedono in modo spontaneo: quello che mangio ha un effetto anche sulla mia mente?

Il cibo può diventare, almeno in parte, una forma di cura per il benessere psicologico?

Negli ultimi anni la ricerca ha iniziato a rispondere con sempre maggior chiarezza: chi segue un’alimentazione ricca di verdura, frutta, legumi, cereali integrali e grassi “buoni” (come quelli dei pesci ricchi di Omega-3, dell’olio extravergine d’oliva e della frutta secca) sembra avere un rischio più basso di sviluppare sintomi depressivi e ansiosi rispetto a chi consuma soprattutto cibi ultra-processati, molto zuccherati o ricchi di grassi saturi.

Non significa che “basta mangiare bene per non essere depressi”, ma che il modo in cui ci nutriamo è uno dei tasselli che concorrono alla salute mentale, insieme a fattori psicologici, relazionali, sociali e genetici.

Molte persone se lo chiedono in modo spontaneo: quello che mangio ha un effetto anche sulla mia mente? Il cibo può diventare, almeno in parte, una forma di cura per il benessere psicologico? Negli ultimi anni la ricerca ha iniziato a rispondere con sempre maggior chiarezza: chi segue un’alimentaz...

27/12/2025

Quante volte, per fare prima o per evitare frustrazioni, ti è capitato di intervenire al posto di tua figlia o di tuo figlio? A volte lo facciamo con le migliori intenzioni: proteggere, facilitare, prevenire un errore. Eppure, proprio in quei piccoli passaggi quotidiani si costruiscono autonomia e fiducia.

Maria Montessori sosteneva che non andrebbe aiutato un bambino mentre sta svolgendo un compito nel quale sente di poter avere successo. Non perché debba cavarsela “da solo” in senso rigido, ma perché l’adulto può diventare un ostacolo quando sostituisce l’esperienza. Un conto è offrire una presenza, un tempo, un contesto sicuro. Un altro è prendere in mano l’azione e portarla a termine al suo posto.

Nel metodo Montessori il bambino non è un recipiente da riempire di nozioni, ma il protagonista attivo del proprio apprendimento. Questo vale anche fuori dalla scuola: imparare a vestirsi, riordinare, preparare lo zaino, affrontare un compito difficile. Tentare, sbagliare, correggersi e riprovare non è un “fallimento” da evitare, ma il processo attraverso cui si formano perseveranza, senso di competenza e autostima.

Aiutare davvero, spesso, significa fare un passo indietro: osservare, aspettare, dare indicazioni essenziali, spezzare il compito in passaggi più piccoli, incoraggiare senza sostituirsi. È un equilibrio delicato, perché richiede pazienza e tolleranza per l’imperfezione, anche quando sarebbe più semplice intervenire.

Se ti riconosci in questa difficoltà e senti che il rapporto educativo sta diventando faticoso o fonte di tensione, possiamo parlarne. Per un consulto puoi contattarmi in privato.

Per molte persone il periodo natalizio è un intreccio di emozioni contrastanti: da un lato la promessa di calore, famigl...
24/12/2025

Per molte persone il periodo natalizio è un intreccio di emozioni contrastanti: da un lato la promessa di calore, famiglia e pausa dal lavoro; dall’altro la fatica di far quadrare i conti, gestire parenti difficili, incastrare impegni e rispondere all’idea – spesso irrealistica – di un “Natale perfetto”.

Indagini recenti mostrano che una quota significativa di persone vive le feste con un carico di stress elevato, legato soprattutto a difficoltà economiche, ricordi dolorosi e dinamiche familiari complesse. Allo stesso tempo, molti riferiscono che il Natale porta anche elementi di benessere: più connessione, più senso di significato, più occasioni di vicinanza.

In altre parole: le feste non sono solo un concentrato di problemi, ma un periodo emotivamente denso, dove aspetti positivi e fatiche convivono.

Per molte persone il periodo natalizio è un intreccio di emozioni contrastanti: da un lato la promessa di calore, famiglia e pausa dal lavoro; dall’altro la fatica di far quadrare i conti, gestire parenti difficili, incastrare impegni e rispondere all’idea – spesso irrealistica – di un “N...

23/12/2025

Disturbi alimentari e Natale: come aiutare chi ne soffre.

Per chi soffre di un disturbo alimentare, il Natale può essere molto faticoso: tavole piene di cibo, commenti su quanto si mangia, battute su peso e “sgarri” possono aumentare ansia, vergogna e senso di colpa.

Ecco qualche accorgimento semplice per familiari e amici:

👉 Prima dei pasti
✅Evitate di coinvolgere la persona in spesa, menù e cucina.
✅Concordate insieme porzioni “normali” e niente pressione per il bis.
✅Avvisate in anticipo su chi sarà presente e create un piccolo “piano di supporto” (a chi può chiedere aiuto se si sente in difficoltà).

👉 Durante i pasti
✅Lascia che un familiare di fiducia serva il piatto.
✅Niente commenti su quanto mangia, sul peso o sull’aspetto.
✅Parlate di altro: musica, film, ricordi, progetti… non di cibo e dieta.

👉 Dopo i pasti
✅Spostate l’attenzione su film, giochi, addobbi, passeggiate.
✅Evitate rimproveri o colpevolizzazioni se qualcosa “non è andato come previsto”.

I disturbi alimentari non vanno in pausa a Natale. Un clima di rispetto, ascolto e collaborazione con i professionisti che seguono la persona può davvero fare la differenza. 💚

Siamo, con tutta probabilità, la generazione più a proprio agio nella storia dell’umanità… e allo stesso tempo una delle...
22/12/2025

Siamo, con tutta probabilità, la generazione più a proprio agio nella storia dell’umanità… e allo stesso tempo una delle più irritate e tese.

I nostri antenati hanno attraversato inverni rigidi, scarsità di cibo, pericoli ambientali e minacce reali alla sopravvivenza. Noi spesso perdiamo la calma perché il Wi-Fi rallenta, la consegna a domicilio ritarda di dieci minuti o una pagina web impiega qualche secondo in più a caricarsi.

Non è semplicemente un segno di “debolezza caratteriale”: è il risultato di un cervello evolutivamente progettato per affrontare fatica, incertezza e pericoli, immerso in un mondo che, almeno in apparenza, offre comfort continuo e controllo quasi totale

Siamo, con tutta probabilità, la generazione più a proprio agio nella storia dell’umanità… e allo stesso tempo una delle più irritate e tese. I nostri antenati hanno attraversato inverni rigidi, scarsità di cibo, pericoli ambientali e minacce reali alla sopravvivenza. Noi spesso perdiamo la...

“Se una persona ama solo una persona ed è indifferente a tutti gli altri, il suo amore non è amore, ma un attaccamento s...
15/12/2025

“Se una persona ama solo una persona ed è indifferente a tutti gli altri, il suo amore non è amore, ma un attaccamento simbiotico o egoismo espanso”.

Erich Fromm

Indirizzo

Largo Bradano, 1
Rome
00199

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Chi sono

Psicologo, Psicoterapeuta, Dottore di ricerca (PhD) in Scienze Cognitive. Sono stato Ricercatore (assegnista) presso l'Università di Perugia per oltre 10 anni. Collaboro come Psicologo e ricercatore presso il Centro per la diagnosi e la terapia dell’obesità e della grave obesità dell’Azienda Ospedaliera San Camillo – Forlanini di Roma. Ho fatto parte dell’equipe degli psicologi dell’Istituto San Giorgio - Centro per il trattamento dei disturbi alimentari e obesità di Soriano nel Cimino (VT). Sono socio di Koinè - Istituto Gestalt Roma e sono docente presso alcuni Istituti e Scuole di specializzazione in psicoterapia. Socio SICOB (Società Italiana di Chirurgia dell'Obesità e delle Malattie Metaboliche). Socio ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica) Membro rete PASS dell'Ordine Psicologi Lazio - Psicologi Alimentari al Servizio della Salute Esercito privatamente come psicoterapeuta e ricevo a Roma (Via Tigrè / Via Ugo Bassi) e a Cagliari. I miei principali ambiti di interesse riguardano i disturbi dell’alimentazione e dell’immagine corporea, i disturbi d’ansia, la depressione, gli orientamenti sessuali e l’identità di genere. Un elenco delle mie pubblicazioni può essere consultato sul mio sito: www.fabiomeloni.com