IPOD - Scuola di formazione in Psicodramma

IPOD - Scuola di formazione in Psicodramma Istituto di Psicodramma ad Orientamento Dinamico, Scuola di Specializzazione in Psicoterapia MIUR 4020/15-10-08).

Pagina Ufficiale dell'Istituto di Psicodramma ad Orientamento Dinamico, Scuola di Formazione in Psicoterapia (decr. Direttore Ottavio Rosati, Presidente Garante Vezio Ruggieri. IPOD, fondato da Ottavio Rosati nel 1975, è un istituto italiano per la ricerca, la clinica e l'insegnamento dello psicoplay (psicodramma) e degli action methods. Il suo modello teorico deriva dall’opera di Moreno e si giov

a delle ricerche di psicoanalisti e terapeuti che hanno arricchito la comunicazione verbale con l’azione, il gioco e l’immagine. Fonda la prima rivista italiana del settore, traduce le opere di Moreno e dei suoi allievi, realizza per RaiTre il primo programma televisivo basato sul role playing di storie vere (“Da storia nasce storia”). Collabora con le più grandi aziende italiane ed internazionali come Ferrari e New Holland.

MAKE AMERICA BEAT AGAIN - Nelle ultime settimane 3000 psicologi e psichiatri americani hanno firmato la dichiarazione Th...
15/04/2026

MAKE AMERICA BEAT AGAIN - Nelle ultime settimane 3000 psicologi e psichiatri americani hanno firmato la dichiarazione The Duty to Warn (Il dovere di avvertire) per opporsi alla pato-crazia di Trump. Hanno così scavalcato la norma che proibisce agli psichiatri e psicologi di formulare diagnosi ufficiali su personaggi pubblici senza averli visitati di persona.
Ridicolizzare la pato-crazia di Trump è per tutti un dovere. Non bastono lauree e specializzazioni se testa, fegato e cuore non sono connessi tra di loro. Perciò la nostra scuola di psicodramma e quella di Torino diretta da Marco Greco, presidente del Moreno Museum, si uniscono agli psicologi americani nel fondare una nuova deontologia. E applaudiamo le parole del Pontefice che si è espresso nel gergo della psichiatria e della psicoanalisi. Una tappa storica che ieri ha spinto persino Giorgia Meloni a prendere le distanze da Trump a favore del Papa. Come è successo questo piccolo miracolo? Vediamo.
Un Papa, in quanto personaggio tra umano e divino, ha un pubblico enorme e fornisce tanti voti con poca spesa. Trump pretendeva il papa americano come ‘special guest’ in America per celebrare a luglio il 250° anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza. E, non essendo riuscito ad averlo, aveva pensato di farlo lui stesso perfino come un Gesù soccorso dei morenti in un’immagine dove l’oscenità del concept si sposa agli errori registici di un figlio di papà che da ragazzo avrebbe voluto fare il cinema e non lo fece. Non solo per mancanza di talento e coraggio ma anche perché il babbo Frederick lo faceva girare per New York a riscuotere gli affitti dei suoi palazzi. Finchè il giovane Donald non incontrò il mostruoso avvocato Cohen che si invaghì del ciuffoso biondo e ne fece per anni il suo allievo di-letto.
In ogni caso l’immagine di Trump/Gesù è un reperto tale che i suoi stessi collaboratori-infermieri lo convincono a ritirarla mentre lui continua a scatenare conflitti e il resto del mondo a inorridire. Da qui la diagnosi sacrosanta ma pure freudiana fatta da Papa Leone: DELIRIO DI ONNIPOTENZA.
Concludo questo post con la PEC che abbiamo inviato al Vaticano, alla Segreteria del Pontefice:

LA SCUOLA DI PSICODRAMMA IPOD PLAYS RINGRAZIA PAPA LEONE PER AVER DENUNCIATO IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA DI TRUMP CON PAROLE DI MATRICE PSICOANALITICA OLTRE CHE ETICA.
Riconosciamo nel gesto di Sua Santità anche la funzione del Protagonista moreniano: colui che, dando voce alla verità sul palcoscenico della storia, agisce come specchio terapeutico per un'intera collettività sgomenta. Per questo atto di cura sociale, la Scuola, riconoscente, si onora di conferire a Sua Santità il titolo di PSICOTERAPEUTA HONORIS CAUSA e la MEDAGLIA JACOB LEVI MORENO.

Nota.
La medaglia Moreno, coniata da Ettore Frapiccini della Zecca Italiana per Don Mario Picchi, direttore del CeIS per premiare Zerka Toeman Moreno e Ottavio Rosati, è stata poi trasmessa da Ipod Plays allo psicoanalista Aldo Carotenuto, all’americanista Fernanda Pivano ambasciatrice italiana della contro-cultura Beat, a Marco Greco presidente del Moreno Museum e - last but not least - all’attrice napoletana Rosalia Maggio protagonista della “Storia di un Papa apparso ad un attrice” (tratto dal programma ‘Da Storia Nasce Storia’ - Rai3).

ALDO CAROTENUTO L'ELEFANTE DEL BUONUMORE (seconda parte) https://www.imdb.com/it/video/vi4053057305/...Il mio secondo pr...
20/03/2026

ALDO CAROTENUTO L'ELEFANTE DEL BUONUMORE (seconda parte)
https://www.imdb.com/it/video/vi4053057305/...
Il mio secondo problema è che nel corso dell’analisi nonostante i molti progressi c’è una cosa che mi tormenta. Anzi una spina. Io chiedo sempre più spesso a Carotenuto di liberarmi della mia dimensione gay che è scissa e segreta ed emerge quando e come vuole lei creando problemi al resto della mia personalità. Una gayezza tutt’altro che gaia e egosintonica. Ovviamente Carotenuto questa asportazione, diciamo così, “riparativa” non è in grado di farla e nemmeno la reputa opportuna e sensata. Però come terapeuta resta impressionato quando gli dico che certe volte che si affaccia quel tipo di Eros il mio ego cattolico trema e mi battono i denti dalla potenza del conflitto bisex. Non esistevano all’epoca tecniche emollienti come l’EMDR per rilassare la tensione e buttarla a ridere e abbracciare la gioia dell’amore e del sesso alla Satyricon. Rosati è un anagramma di Satiro ma per fortuna Ottavio anagramma Vita Tao.
Carotenuto non sa più come aiutarmi e a un certo punto si arrende e mi suggerisce di passare a un altro analista restando comunque in contatto con lui come collaboratore e amico.
Così mi invita a entrare in analisi con Mario Trevi un personaggio insigne del Gotha Junghiano di quei tempi, un filosofo introverso travestito da psicologo, uno scrittore raffinato, lontano dallo stile divulgativo, estroverso, organizzativo del nostro elefante best seller. Carotenuto sta a Trevi è come un cane a un gatto, come Napoli ad Ancona. Come Francesco a Ratzinger.
Per dare un’idea dello stile di Trevi e del tipo di effetto che poteva fare a un giovane candidato analista riporto un biglietto col quale, per ringraziarmi di Atti dello psicodramma, Trevi mi inviò in dono le Massime di Denis de La Rochefoucauld.
""Caro dottore, Mi permetto di inviarle un libro che forse non conosce. Se tutto Freud è riassumibile nella formula “sotto ogni virtù occorre scoprire un vizio”, La Rochefoucauld è un padre di Freud, (un avo in settimo grado per rispettare la cronologia), e un padre ignorato. Nietzsche, il gran retore, ha usurpato la paternità, con i falsi diritti di una continuità storica. Questo padre ignorato è però più colto, più spiritoso, più profondo del figlio. Se i lacaniani tenessero sul comodino le “Massime” saprebbero almeno che per demistificare l’uomo non occorre necessariamente ricorrere a giochetti verbali e calembours. Anche perché poi occorre demistificare i giochetti verbali, e si fa doppia fatica…""
Quando feci leggere il fascinoso biglietto a Carotenuto, lui si limitò a fare una risatina senza dire niente. Trevi è bravo e cordiale ma è il controtipo di Aldo. Mario è un ex prof del liceo, padre di famiglia con casa e studio ai Parioli distinte per benino. A due passi dai giardini di Valle Giulia dove un giorno (anzi una notte) lo avrei scoperto a girare e rigirare in automobile, liberando nel buio la sua segreta gayezza. Più vintage della mia ma alla recherche degli stessi incontri. Tra Danza di Morte di Strindberg e Les Bonnes di Genet.
Oggi non capisco se tutto questo Carotenuto lo sapesse o lo sospettasse o lo intuisse quando mi indirizzò a Trevi. Chi può dirlo? Forse pensava che la gayezza e la saggezza del prof. potessero aiutarmi più di lui che era un collezionista di belle ragazze quasi felliniano come il dr. Katzone de La città delle donne.
Non poteva immaginare il sequel della mia lunga analisi didattica con Trevi (10 anni). Allorché mandai in analisi a Trevi il mio giovane compagno Zazà (incontrato nel mondo della lirica a fare insieme la Carmen di Peter Brook) con cui – incoraggiato da Carotenuto - io ho fatto finalmente fatto coming out.
Un coming out invidiato visto che generò un doppio tradimento che distrusse la capanna nel bosco. Difficile dire chi dei due fosse la peggiore Carmen di Ottavio che pagava al prof. le sedute di Zazà. Ma questa è un’altra storia che ho raccontato in un vetrinaggio video intitolato I CANI DELL’ACQUA MARCIA.
https://www.youtube.com/watch?v=6Pm-mvqzB1I...
Una storia che ho anche rappresentato in psicodramma nel ruolo di 'paziente' con gli allievi di Ipod nel ruolo di 'conduttori'. Operazione rara. Tuttora li ringrazio per la loro intelligenza ed empatia.
Torniamo ad Aldo.
Una volta Trevi mi disse: 'Caro Ottavio, il suo Carotenuto le ha insegnato molte cose ma non le ha insegnato a soffrire…ì' E io obiettai che secondo me Carotenuto invece aveva dato una lezione di eleganza uscendo dall’AIPA nel 1992 in seguito alla denuncia di una sua ex allieva e amante (bruttina) rimpannucciata e legata ai soldi. Tanto più che come coppia tra le coppie avevano vissuto e ripensato in pubblico la storia tra Jung e Sabine Spielrein. E tanto più che quando l’avevo fatto giocare nel programma di Rai3 Da Storia Nasce Storia, Aldo ci aveva messo la faccia facendo davanti a tutti il suo famoso ‘triplo psicodramma’ di Sabine tra Freud e Jung. Un coming out etero insomma.
https://www.youtube.com/watch?v=TwakbDlziz4...
In definitiva Carotenuto mi fece ve**re la voglia di fare l’analista.
Trevi me la fece passare.
Stefano Carta (l’ultimo ma bravissimo dei miei 8 analisti) e alcuni studenti della scuola IPOD me la fecero ritrovare.
Oggi emerge una morale di questa storia che voglio ciakare come regista: la psicoanalisi tradizionale è una signora centenaria da tenere in vita a condizione di metterla in rete. Il profeta delle reti e dei social media è stato Jacob Levi Moreno con lo psicoplay e il socioplay.
La privacy non è solo una virtù perché talora priva la verità di molti diritti. Per questo, Carotenuto, che teorizzò la virtù della sincerità e della trasgressione con best seller che hanno arricchito la cultura italiana, è un elefante sacro del buonumore.

ALDO CAROTENUTO L’ELEFANTE DEL BUONUMORE (prima parte) Ieri ho ritrovato in un armadio la raccolta de ‘La Rivista di Psi...
20/03/2026

ALDO CAROTENUTO L’ELEFANTE DEL BUONUMORE (prima parte)
Ieri ho ritrovato in un armadio la raccolta de ‘La Rivista di Psicologia Analitica’ di Aldo Carotenuto che credevo smarrita. Festeggio queto anti.lapsus postando il breve intervento (L’elefante del buonumore) che ho fatto qualche settimana fa al convegno di Francesco Frigione per il Centro Studi Psicologia e Letteratura. Più o meno il testo è questo:
1973. Sono un ragazzo normalmente nevrotico che non ha potuto entrare al Centro Sperimentale di Cinematografia e invece studia filosofia e lavora come critico teatrale per Ciao2001. Conosco Aldo Carotenuto attraverso il primo numero della RIVISTA DI PSICOLOGIA ANALITICA con un elefante in copertina che spicca nell’edicola di Lavinio dove la mia famiglia va al mare. Lo compro in due rate perché la RPA costa cara e la propongo al settimanale IL MONDO dove mi fanno fare 3 pezzi di una cartella a settimana su arte cultura a Roma. Telefono a RDA coi gettoni e il cuore in tumulto e chiedo un’intervista perché di Jung so poco: non ho nemmeno riconosciuto nell’elefante l’archetipo del dio indiano del successo delle nuove imprese.
Ganesha però inconsciamente lo sento tutto e subito in Aldo Carotenuto, nella sua cordialità della sua proboscide e nell’ottimismo delle sue grandi orecchie. La stessa energia contagiosa la troverò solo in Allen Ginsberg, Alejandro Jodorowsky e Federico Faggin. Per me Aldo supera mio padre che è un commendator-ispettore, generoso ma non empatico. A tratti un po’ Totò Diabolicus in numeri dove io divento Peppino de Filippo.
Un mese dopo riferisco a Carotenuto che il mio pezzo sulla sua rivista è stato rifiutato: lui non fa una piega e mi propone di collaborarci come redattore e con recensioni di libri di psicologia. Comincio con un’intervista al parapsicologo Tenhaeff che si trasforma in una caricatura. Un mese dopo, Aldo, forse preoccupato, mi guarda occhi negli occhi e si offre di prendermi in analisi come paziente squattrinato ma promettente: dice che lo pagherò in futuro. Quando torno a casa e lo dico a Fernanda Pivano (con cui vivo una storia che sarebbe durata 30 anni) lei batte le mani e dice ‘tesoro è una cosa meravigliosa di personaggi me ne intendo e quel Carotenuto lì è la persona giusta con cui cominciare la tua professione’. Aldo e Fernanda poi si incontrano e si piacciono. Lui ci invita spesso a cena a casa sua dove troviamo la von Franz, Watzlawick e Hillmann. Oltre alla moglie fiorentina Diana (che è la Farmacia di Santa Maria Novella) troviamo i due figli in penombra e l’enorme biblioteca con 4 segretarie che è il vero cuore della grande casa-studio dalle parti di piazza Bologna sempre affollata di pazienti amici e studenti.
L’analisi con Aldo va avanti per anni e mi aiuta in molte cose ma emergono due problemi. Il primo è che, a un certo punto gli chiedo di mettere il mio nome sulla rivista come redattore. Lui stavolta mi dice NO, io reagisco protestando come un operaio della CGL messo sul lastrico ma poi mi calmo e decido di fondare una mia rivista, Atti dello Psicodramma, per affermare in Italia lo psicodramma come Carotenuto ha fatto per Jung. E girando per Roma in bicicletta tra traduttori, fotografi, tipografie e correttori di bozze ci riesco. Gran c**o sia di fortuna che di fatica. Ogni passo avanti costa una gran lotta contro il mio drago-caos-ispettore. Internet non c’è ancora: ogni cosa delle troppe che mi vengono in mente, non si fa mica al computer. Per i ragazzi di oggi è difficile capirlo: per esempio, se vedi un disegno di Searles e vuoi saperne di più, devi andare a Londra. Ma sento sempre papà Carotenuto al mio fianco come esempio di energia ottimistica e la bicicletta diventa un elefante a pedali. La casa editrice (che in realtà si limita a distribuire le riviste) è la stessa: Astrolabio-Ubaldini. Carotenuto si diverte e racconta la mia storia in una lezione all’università come un caso felice in cui il figlio risolve il conflitto edipico col padre passando dalla guerra all’identificazione. Non imitazione, direbbe Gaddini. Oggi che se un prof. Insegna l’educazione a un allievo arriva il genitore e lo prende a pugni, ringrazio Carotenuto per la gestione del mio transfert, per il suo NO che non mi castra ma costituisce una circoncisione rituale. Simbologena. (segue nel prossimo post)

Per la serie SOGNI E CINEMA: TRA FREUD E BETTY BOOPhttps://it.everybodywiki.com/Ottavio_RosatiMentre riflettevo sui comm...
09/03/2026

Per la serie SOGNI E CINEMA: TRA FREUD E BETTY BOOP
https://it.everybodywiki.com/Ottavio_Rosati
Mentre riflettevo sui commenti al mio ultimo post dedicato a Freud e Betty Bop, ho letto con stupore e gioia un pezzo di Concita de Gregorio (giornalista e scrittrice ma anche attrice...) comparso ieri (domenica 8 marzo) su La Repubblica. Tema: la partecipazione straordinaria a MIRACOLO A MILANO della mitica Giulia Lazzarini 92enne. Una donna che è per il Teatro ciò che Francise Dolto è per la divulgazione e la pedagogia psicoanalitica. Mi sono affrettato a disdire ogni impegno per il giorno 11. Ho trovato gli ultimi due biglietti dello spettacolo al Piccolo Teatro di Milano dove anni fa presentammo la traduzione italiana di "Psychodrama" di J. L. Moreno. E ora vi riporto integralmente il discorso di Concita che naviga tra conflitti generazionali ma non solo. Buona lettura.

GIULIA LAZZARINI - MIRACOLO A MILANO
di CONCITA DE GREGORIO
Ero in treno, avevo portato un libro ma sono rimasta per almeno un’ora nella bolla delle influencer che esultano alla vigilia della sfilata, delle “creatrici di contenuti” che da una camera da letto di Dubai, il loro ufficio, dissertano di geopolitica. È andata così: mi si è aperto un video di una che salta sul letto perché uno stilista, cioè l’ufficio stampa dello stilista, le ha mandati in dono una borsetta in occasione delle sfilate di Milano. La ragazza in lacrime, con la borsetta in mano. Diceva scusate non riesco a parlare, singhiozzava. Poi si è messa a saltare sul letto della sua stanza d’hotel. Volendo verificare l’esatta dinamica del passaggio dal singhiozzo al salto ho chiesto “guarda di nuovo”. Sono precipitata in una spirale di “contenuti analoghi”. Decine di giovani e molto simili ragazze che aspirano ad essere lussuosamente vestite, invitate a ricevimento esclusivi, ricche. Si definiscono modelle, attrici o appunto “creatrici di contenuti”. Il mondo com’è, niente di nuovo. Stavo andando a vedere, al Piccolo Teatro, “Miracolo a Milano”: il colossale fantasmagorico allestimento di Claudio Longhi, 44 attori in scena, sul capolavoro di Zavattini e De Sica. Vorrei lasciar scritto qui, per i posteri, un frammento. Nella parte che al cinema, nell’ormai preistoria, fu di Emma Gramatica c’è Giulia Lazzarini, 92 anni. Apre lo spettacolo e lo chiude, tre ore dopo, quando è quasi mezzanotte. Così per un mese. Si sente solo lei. Quando parla, a volte per drammaturgia di spalle al pubblico, si sente solo la sua voce. È minuscola, è immensa. Porta una luce, una presenza che non è di questo mondo. È come se sapesse qualcosa che noi non sappiamo e fosse venuta a dircela. Lo so. Sarebbe assurdo mettere in relazione questo e quello, il mondo com’era il mondo com’è: si danno le spalle inconciliabili. Lo dico solo perché resti traccia: esiste, in questo finale d’epoca, Giulia Lazzarini. Andate, se potete. È un’esperienza. È un metro di misura in anni luce.

Per la serie SOGNI E CINEMA: TRA FREUD E BETTY BOOPhttps://it.everybodywiki.com/Ottavio_Rosati Oggi io parla in tu. La f...
06/03/2026

Per la serie SOGNI E CINEMA: TRA FREUD E BETTY BOOP
https://it.everybodywiki.com/Ottavio_Rosati
Oggi io parla in tu. La foto descrive un momento del sociodramma L'AMORE IN PIAZZA richiesto, organizzato e prodotto nel 2017 dall'Ordine degli Psicologi del Lazio per il Festival della Psicologia. al centro storico di Roma.
https://www.plays.it/ipod/l-amore-in-piazza-due-socioplay-per-il-festival-della-psicologia-2017
L'evento culminò nella festa di matrimonio del famoso regista Tinto Brass con la sua musa Caterina Varzi. Ma tu non vuoi dire chi nelle foto in giardino è LEI delle tre belle donne vicino alla torta coi pupazzetti di Freud e Betty Boop.
No. Mistero. Invece le foto che posta LEI sui social parlano chiaro. All’inizio della scuola di specializzazione era bella come la Loren in bianco e nero di De Sica; recitava, presentava, portava in scena un’umanità di teatro che vi univa e ti commuoveva. Oggi, che è psicoterapeuta e mamma, LEI pubblica sui social solo ritratti in "biancomulino" che non ti emozionano più ma hanno un successo pop. Ti domandi dove si collochi tra la Ferragni e Conchita De Gregorio e la risposta è tale che speri di poterla cambiare in futuro. Ma non dipende da te.
Alla scuola di Roma, LEI è stata più "studente" che studiosa. Come direttore della scuola l’hai voluta molto bene. Hai apprezzato la sua tenacia e la sua serietà perdonandole le confusioni tra i pupi del Berretto a Sonagli e le marionette di Rosso di San Secondo, o tra i Vestiti che ballano e la Spontaneità di Moreno. Era un'orfana neorealista, figlia di un carabiniere onesto, cresciuta in una famiglia di Madre-Nonna-Zia non proprio happy enough. Da quel femminile sofferente ha saputo riscattarsi. Così fan tutte dice Mozart. Ciascuno a suo modo, aggiunge Pirandello.
Oggi il riscatto di LEI è completo, su tutti i fronti. Ma a che genere di ricerca (nel senso di Jaak Panksepp) LEI dedica le sue risorse di pensiero estroverso?
Difficile dirlo. Sarà per via della privacy?
Nei suoi post "odontoiatrici" irradia solo sorrisi, zigomi e stelline anziché idee cliniche o riflessioni sociali. Eppure avrebbe molto da dire: ha sposato un politico già eroico che, mentre lei apriva studio al centro storico della città, passava da 5Stelle a Forza Italia.
Come mai? A giugno nel week end del referendum su lavoro e cittadinanza sconsigliato dalla Destra, un post informa i follower che il battesimo dell'aria dei suoi gemelli avviene giusto in quel momento su un volo verso l'Ungheria di Orban. Sincronicità o sincronismo? Che famiglia bella, normale. Giusta.
Gli spunti per dei sociodrammi di spessore non mancherebbero. Qui ne suggerisci qualcuno, sapendo che LEI può contare su ex compagne di corso e socioplay come "la Ghiottona" (per ora senza figli) e Iris, che un giorno i bambini potrebbe volerli fare con la sua compagna.
Ecco dunque una breve lista di quei blocchi — ideologici, sacramentali, domestici, culturali — che Forza Italia difende con una tenacia gradita a Trump:
• Confine n.1: Il veto ai sindaci sulla trascrizione dei figli di coppie dello stesso sesso.
• Blocco n.2: L'opposizione al matrimonio egualitario, bollato come "ideologia gender".
• Confine n.3: Il sabotaggio della legge Zan contro l'omotransfobia.
• Blocco n.4: Il blocco della GPA, elevata a "Reato Universale".
• Confine n.5: Il veto sull'educazione sessuo-affettiva a scuola, che la destra vuole delegare alle famiglie italiane. Che in realtà sono variamente disturbate, inconsapevoli, nevrotiche, borderline etc.
Ora chiudi questo post. Devi resistere a una tentazione: il fantasma della simpaticissima Paola Borboni che hai conosciuto una sera a cena emerge dal tuo inconscio e pretende di entrare a tutti i costi in queste righe. Come finale comico.
La grande attrice ti istiga alla battuta sugli anelli d’oro che le riempivano le dita: “Li vedete questi? Li ho fatti con questa!”
Ma tu resisti. Non c’è trippa per gatti. No. Al massimo citi la frase ma ti rifiuti di descrivere il movimento che fece la Borboni passando le mani ingioiellate sul corpo. Secondo voi: quale?

27/01/2026

CACCIA - C***A - TRUMP

16/12/2025

🧩 IPOD – Scuola di Specializzazione in PsicodrammaNon è solo un luogo di formazione, ma un laboratorio vivente dove psic...
11/12/2025

🧩 IPOD – Scuola di Specializzazione in Psicodramma
Non è solo un luogo di formazione, ma un laboratorio vivente dove psicologia, teatro e neuroscienze si incontrano.

Alla scuola IPOD si esplora il funzionamento profondo della mente attraverso l’azione, la parola e la relazione.
Lo psicodramma non è rappresentazione, è esperienza condivisa: un modo per far emergere il dialogo tra l’inconscio e la scena, tra la memoria e l’immaginazione.

Qui si studiano le radici emotive del comportamento, con ricerche che intrecciano Panksepp, Jung, Winnicott, Fonagy e Moreno, fino alle più recenti applicazioni nella cura del trauma e nella formazione dei terapeuti.

Ogni incontro, ogni socioplay, diventa un viaggio nel cuore del pensiero contemporaneo sulla mente e sull’emozione.

🔹 Perché la psicologia del futuro nasce dal corpo, dal gioco e dall’ascolto profondo.

Foto Lezione all'Orto Botanico di Roma con la classe IPOD 2021
su Psychodrame di Roberto Rossellini con J.L. Moreno il padre dello psicodramma

25/11/2025

Open day IPOD

✨ Formare psicologi capaci di affrontare le sfide del nostro tempo significa partire dalla ricerca scientifica.Alla scuo...
03/10/2025

✨ Formare psicologi capaci di affrontare le sfide del nostro tempo significa partire dalla ricerca scientifica.

Alla scuola IPOD tra i tanti ricercatori approfondiamo anche gli studi di Jaak Panksepp, lo psico-neurologo che ha individuato i sette circuiti emozionali di base:

👉 Brama sessuale
👉 Gioco
👉 Cura
👉 Ricerca
👉 Collera
👉 Paura
👉 Tristezza

Queste emozioni non sono “semplici sentimenti”: nascono in una zona antichissima del cervello, che Panksepp chiama core-Self, il nucleo istintuale e archetipico della nostra personalità.

Il nostro lavoro integra queste scoperte con lo psicodramma, l’immaginazione attiva e le teorie del rispecchiamento evolutivo.
È su queste basi che costruiamo percorsi capaci di aiutare a comprendere e trattare fenomeni complessi come il PTSD e i disturbi affettivi.

Portiamo avanti questo approccio con socioplay e ricerca, perché crediamo che la formazione non sia solo studio, ma esperienza diretta.

🔹Continuare a studiare e a ricercare significa dare radici profonde alla psicologia di domani.

Nel 2019 abbiamo portato in scena “Sette Emozioni” all’OFF OFF Theatre: Ottavio Rosati conduceva un ciclo di incontri che ha messo in dialogo la ricerca neuroscientifica e l’esperienza emotiva, per condividere una visione profonda delle emozioni di base.

Informazione per i corsi della scuola e la specializzazione
https://www.scuolapsicodrammaipod.it/content/corsi-di-formazione-in-psicodramma-giochi-di-ruolo-e-socioplay



Comunicazione e foto VR New Marketing & Comunicazione, Fotografia Professionale per le Aziende

PER LA SERIE ‘LE BANDIERE DI PALESTINA E UCRAINA SUI BALCONI DI ROMA’In cima a questo post c’era un video di Silvia Giul...
19/09/2025

PER LA SERIE ‘LE BANDIERE DI PALESTINA E UCRAINA SUI BALCONI DI ROMA’
In cima a questo post c’era un video di Silvia Giulietti che l’algoritmo di Facebook ha cancellato a causa dei diritti d’autore della musica di Glass. Però un modo di vederlo l’abbiamo trovato. Basta cliccare su questo link al canale Ipod-Plays di You Tube:
https://youtu.be/qEab2y5Z0XQ
Questo video mostra che, allora come oggi, in Italia sono sempre di più le persone che si mobilitano per dire o fare opposizione contro il massacro che insanguina Palestina e Ucraina. Non tutti i nostri concittadini normal-normotici la )(s)pensano come la signora mamma monteverdiana del balcone del piano di sopra, che ieri si è fermata davanti all'ascensore con tre bambini e un lattante in braccio e ha mitragliato dieci-volte-di-seguito-dieci: “Ma insomma, tutte queste bandiere che avete appeso sono troppe… sono troppe… sono troppe… troppe… troppe… TROPPE… Non bastava una bandierina?” In realtà - obiettavo- le bandiere sono quelle che ci vogliono e sono: Palestina, Ucraina, Pace, Italia, Europa, Onu... ora 'siamo in attesa' (ho detto proprio così) della bandiera di Amnesty International. Ma invano. Restavano sempre troppe per la mamma romana (da non confondere con Mamma Roma) che urlerebbe molto, molto, molto, MOLTO (...) se qualcuno facesse il minimo graffio ai SUOI bambini. Suoi, suoi, SUOI.
Chiaro? Sei bandiere al balcone del piano di sotto, dal suo punto di vista condominial-mammesco, sono troppe, troppe, troppe per quel mucchietto di 20.000 [ventimila] bambini uccisi a Gaza secondo la stima di Save The Children. Troppe anche per i 2.520 bambini uccisi o feriti in Ucraina dal 1922 fino all’inizio del 2025.
Ma le madri [DEO CONCEDENTE] sono tante e diverse come afferma Luisa Morgantini (allora vice presidente del Parlamento Europeo) nel suo video - profetico - di commento al sociodramma dove parla anche della posizione del movimento gay di Israele:
https://www.youtube.com/watch?v=OIgIcMUQxg4&list=PLPYEAhXhF49ks-j2ZKljBxKeUZhtUyR2S&index=1&t=9s
Alla fine di agosto Layla al-Sheikh (una madre palestinese) ed Elana Kaminka (una madre israeliana) hanno aperto il Meeting di Rimini (22–23 agosto 2025) con il panel 'Madri per la pace'. Mentre a giugno altre due madri Bushra Awad (palestinese) e Robi Damelin (israeliana) del PARENTS CRCLE — hanno ricevuto a Firenze l’onorificenza del Fiorino d’Oro.
Il PARENTS CIRCLE FAMILY FORUM di Tel Aviv, è un gruppo, un'organizzazione non governativa di familiari di genitori e coniugi Israeliani e Palestinesi che hanno perso figli o coniugi nel conflitto ma si incontrano da anni per gestire eroicamente il loro destino sotto il segno dell’incontro e dell’aiuto reciproco. La loro è delle più nobili forme di psicoterapia di gruppo autogestita sulla faccia della terra.
Il video che avete visto racconta il sociodramma IL PIOMBO E L'ORO DEL PERDONO che la scuola di psicodramma Ipod Plays realizzò a Roma nel 2005 per loro col patrocinio del Ministero degli Esteri e la collaborazione dell’Accademia d’Arte Drammatica di Roma. Lo scopo di questo evento era di affiancare alle parole del gruppo di Israeliani e Palestinesi il linguaggio delle immagini, del contatto fisico, della Scacchiera di action figures, della catarsi scenica dello psicodramma. E anche di combinare sui muri di Villa Piccolomini le fotografie degli antenati di tutti i partecipanti (anche di noi italiani) in una installazione dedicata ad Anne Ancelin Schutzenberger la grande psicologa che fu per J. L. Moreno ciò che la von Franz fu per Jung. Questa installazione la chiamammo IL BOSCO DEGLI ANTENATI.
https://www.youtube.com/watch?v=swMlv3RnVMc...
Mai, come in questo psicodramma, la tecnica dell’inversione di ruolo inventata da Moreno mostra la sua forza e il suo valore di simbolo trasformativo. Nella catarsi del Parents Circle . Family Forum accadde – accade, accadrà sempre - una cosa indimenticabile che bisognerebbe far veder a tutti i costi ai produttori di guerre come Putin, Trump, Netanyahu. Ma come?
Magari legandoli a una sedia e tenendogli aperti gli occhi con un divaricatore oculare come viene fatto dallo psichiatra ad Alex in 'Arancia Meccanica' di Burgess e Kubrich.
E cosa dovrebbero vedere? La scena in cui UNA MADRE ISRAELIANA CHE HA PERSO DUE FIGLI - UNO IN GUERRA E UNO SUICIDATO PER NON ANDARE IN GUERRA - SCEGLIE UN RAGAZZO PALESTINESE COME ATTORE PER IL RUOLO DI SUO FIGLIO. PER POTERGLI PARLARE E POTERLO ABBRACCIARE.
A venti anni di distanza, queste tragedie si sono aggravate. Noi che purtroppo non siamo saliti sulle barche di Genova ma abbiamo il potere del pensiero e delle parole, cosa possiamo fare? Noi... Magari un flash-mob nelle strade o nei posti di lavoro. Magari un'esposizione di bandiere dalle nostre finestre. O una performance in cui coinvolgere gli indifferenti, i pigri, gli avari di tutto. O magari la messa in scena de 'Il Girasole' di Wiesenthal (leggetelo; è un libro importante e indimenticabile). Di questo Piombo e di questo Oro parla il manifesto dell’evento. Lo troverete sulla pagina
https://www.plays.it/.../video/il-piombo-e-l-oro-del-perdono
E se qualcuno dei potenti Alex che hanno visto la scena col divaricatore oculare, alla fine della terapia - ci domandasse chi era Padre Hi**er, abbiamo la risposta che il grande Paolo Poli diede in un'intervista: "Hi**er? Solo una br**ta copia di Chaplin."

**erIlAlla

La Scacchiera di Ottavio Rosati 🎭 Un gioco serissimo tra Io e inconscioNel 1986, al Piccolo Teatro di Milano, durante la...
03/09/2025

La Scacchiera di Ottavio Rosati

🎭 Un gioco serissimo tra Io e inconscio

Nel 1986, al Piccolo Teatro di Milano, durante la presentazione della traduzione italiana di Psychodrama di J. L. Moreno, Ottavio Rosati presentò un nuovo gioco di trasformazione emotiva:
La Scacchiera ©.

Un mini-teatro cinetico di statuine, laser e luci, disposto su più livelli di legno e vetro.
Un ponte tra il role-playing di Moreno e l’immaginazione attiva di Jung, in dialogo con la Sand Box di Dora Kalff e con le metamorfosi di Escher.
Nel tempo la Scacchiera si è evoluta.
Ed è nata una enorme collezione di statuine nella scuola IPOD.

La Scacchiera non è un esercizio da manuale: è una drammaturgia delle immagini, una regia invisibile dove il paziente diventa autore e l’analista osservatore, testimone e lettore.

Ogni statuina scelta, ogni rotazione di uno sguardo, ogni collocazione su una “casa” del campo dice più di cento parole.

📚 Alla Scuola IPOD Roma la Scacchiera è parte integrante della formazione: allievi e terapeuti imparano a leggere ciò che accade nello spazio scenico, a lasciar emergere il senso dalle disposizioni, dai conflitti e dalle alleanze tra figure.

💬 Se avessi davanti a te una scacchiera, quale figura sceglieresti per rappresentarti oggi?

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