Studio di Counseling integrato, Mindfulness, Educazione Alimentare, Roma

  • Casa
  • Italia
  • Rome
  • Studio di Counseling integrato, Mindfulness, Educazione Alimentare, Roma

Studio di Counseling integrato, Mindfulness, Educazione Alimentare, Roma Counselor professionale e Psicologa in formazione. Esperta in Mindfulness e Medicina tradizionale cinese/ Alimentazione.

Lavoro per incrementare il benessere a più livelli. 🌷⭐

'Non mi colpiscono gli amori infelici.Ogni amore è dolceamaro, 'l'ambivalenza di Eros deriva proprio dal suo potere di c...
16/01/2026

'Non mi colpiscono gli amori infelici.
Ogni amore è dolceamaro, 'l'ambivalenza di Eros deriva proprio dal suo potere di confondere il Sé'.

Mi colpiscono gli amori infelici che durano una vita.

Che non sono brutte storie da attraversare, ma vere e proprie biografie del dolore..

Amori da cui non ci si libera, come un genitore da cui non ci si affranca mai.

I modi di farsi male sono infiniti,
e non riguardano solo i legami amorosi....

Spesso, il masochismo è l'autopunizione di chi non riesce a vivere all'altezza dei propri ideali,
che poi sono proiezioni di aspettative altrui.

Molti comportamenti che frettolosamente definiamo masochistici hanno radici nel terreno accidentato del nostro narcisismo, cioè nell'eterno tentativo di piacere o di piacersi, purtroppo a spese del proprio bene.

Alcuni ci provano col perfezionismo, ma il perfezionismo è una bevanda che non disseta.

Il piú delle volte farsi male è una ripetizione, una variazione sul tema. Seguire la rotta del dispiacere, alla quale restiamo ancorati, incapaci di cambiare direzione.

Attorno a un attaccamento traumatico costruiamo, col tempo, i nostri modelli di relazione..

Self-defeating
La tendenza a evitare o compromettere le esperienze piacevoli; l'essere attratti da situazioni destinate alla delusione, al fallimento e alla sofferenza; l'incapacità di farsi dare una mano; deprimersi o sentirsi colpevoli di fronte a un successo; immolarsi, dimentichi di sé, anche quando non richiesto.

È non saper scegliere per il proprio bene,
la fatica di godere di sé,
di riconoscere il proprio valore.

Fino alla paura di essere felici..'




Sapete cos’è la Mentalizzazione? 🧠✨Esiste una capacità che tiene insieme le nostre relazioni e il nostro equilibrio inte...
13/01/2026

Sapete cos’è la Mentalizzazione? 🧠✨
Esiste una capacità che tiene insieme le nostre relazioni e il nostro equilibrio interiore. Il celebre psicoanalista Peter Fonagy l'ha definita con una sintesi perfetta: "Tenere a mente la mente".
Si tratta della funzione riflessiva che ci permette di interpretare il comportamento umano non come un insieme di azioni casuali, ma come la manifestazione visibile di stati mentali profondi: bisogni, intenzioni, desideri e sentimenti. È quel processo costante che ci permette di dare un senso a ciò che proviamo noi stessi e a ciò che accade nell'altro.
💞
Spesso si tende a confondere la mentalizzazione con l'empatia, ma la distinzione è cruciale per comprendere come funzioniamo. Se l'empatia è la nostra capacità di risuonare con le emozioni altrui, la mentalizzazione è lo strumento che la rende possibile e funzionale.
Senza questa capacità, l'empatia rischierebbe di diventare un semplice contagio emotivo, dove i confini tra noi e l'altro sfumano pericolosamente. La mentalizzazione agisce invece come una bussola cognitiva e affettiva: ci permette di accogliere il sentire dell'altro mantenendo però la chiarezza sui nostri stati interni. È, in sostanza, la struttura che trasforma una reazione emotiva in una comprensione profonda.
📚
Non confondiamola con la Teoria della Mente: la mentalizzazione di Fonagy, anche se è strettamente collegata, compie un passo in più.
La prima riguarda prevalentemente la dimensione cognitiva — ovvero la logica necessaria a capire che gli altri possiedono conoscenze diverse dalle nostre — la mentalizzazione integra, come abbiamo visto, la dimensione emotiva.
È proprio qui che la mentalizzazione diventa il "motore" dell'intelligenza emotiva: una capacità che non si limita a ipotizzare cosa l'altro sappia, ma cerca di comprendere come l'altro si senti e perché, dando un senso logico e affettivo a ogni nostra interazione.
Secondo Fonagy, questa facoltà non è un dono innato, ma si impara da piccoli attraverso il rispecchiamento dei genitori. Quando un bambino piange e il genitore dice: "Vedo che sei arrabbiato perché il castello di sabbia è crollato", gli sta restituendo un’immagine dei suoi sentimenti. In quel momento, il bambino inizia a capire che la sua mente esiste e che ha un significato. Grazie a questo scambio, impariamo a nostra volta a vederci dall'esterno e a vedere gli altri dall'interno.
Coltivare la mentalizzazione significa dunque migliorare la nostra capacità di regolazione emotiva e rendere le nostre relazioni più autentiche e meno reattive. Significa imparare ad abitare la complessità della mente umana con consapevolezza e rispetto.
Vi siete mai fermati a riflettere su quanto questa capacità influenzi il vostro modo di relazionarvi agli altri? 👇

I bambini reprimono gran parte delle loro emozioni per adattarsi alle condizioni dell'ambiente familiare.Cominciano col ...
12/01/2026

I bambini reprimono gran parte delle loro emozioni per adattarsi alle condizioni dell'ambiente familiare.

Cominciano col trattenere le espressioni di paura, di rabbia, di tristezza e di gioia, perché pensano che i loro genitori non siano in grado di confrontarsi con questi sentimenti.

Di conseguenza diventano o sottomessi o ribelli, né l'uno né l'altro di questi due atteggiamenti rappresenta una espressione genuina di sentimento.

La ribellione è spesso la copertura del bisogno, mentre la sottomissione è spesso la negazione della rabbia e della paura.

I sentimenti sorgono come impulsi o movimenti spontanei dal centro vitale dell'individuo.

Per reprimere un sentimento bisogna smorzare e limitare la vitalità e la motilità del corpo.

Così lo sforzo per reprimere un sentimento diminuisce necessariamente tutto il sentire.

Lavorando sull'espressione del sentire nella terapia, durante gli esercizi, o a casa, si aiuta l'individuo a entrare in contatto con alcuni dei sentimenti repressi nella propria personalità.





L’ascolto è una precisa necessità biologica.Quando ci sentiamo davvero accolti, il nostro sistema nervoso si sposta dall...
08/01/2026

L’ascolto è una precisa necessità biologica.

Quando ci sentiamo davvero accolti, il nostro sistema nervoso si sposta dalla modalità di allerta a quella di riparazione:

il cortisolo scende, il nervo vago si attiva e il cuore ritrova il suo ritmo.

Non è la parola dell'altro a curarci, ma la possibilità di esistere senza essere interrotti, corretti o "aggiustati".

Carl Rogers descriveva questo spazio come accettazione positiva incondizionata:
un clima umano capace di sciogliere le difese più rigide.

È in questa sicurezza che, come suggeriva Jung, l'Ombra può finalmente parlare.
Ciò che non viene ascoltato, non svanisce, ma si trasforma in sintomo, ansia o tensione fisica.

La scienza conferma che la mancanza di questo rispecchiamento profondo non ferisce solo l'anima, ma altera la nostra biochimica. Studi pubblicati su PubMed e ricerche nell'ambito della neurobiologia interpersonale dimostrano che l'isolamento percepito — il sentirsi invisibili o non ascoltati — mantiene l'organismo in uno stato di ipervigilanza cronica. Questo si traduce in un’attivazione persistente dell’asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surrene), che satura il corpo di glucocorticoidi, indebolendo la risposta immunitaria e alimentando processi infiammatori sistemici (misurabili attraverso l'aumento della proteina C-reattiva).

A livello neurologico, la carenza di ascolto riduce la neuroplasticità. Senza la "co-regolazione" che avviene in un incontro empatico, il cervello fatica a produrre ossitocina, il neuropeptide che modula la paura e favorisce la riparazione cellulare. Al contrario, il senso di esclusione attiva le stesse aree cerebrali del dolore fisico, come la corteccia cingolata anteriore, trasformando il "non essere sentiti" in una vera e propria ferita organica.

Nella relazione d'aiuto, invertiamo questo processo.

Creando un campo di ascolto autentico, permettiamo al cervello di rilasciare dopamina e ossitocina, i catalizzatori naturali della resilienza.

Ascoltare, in fondo, è la prima forma di medicina: è il gesto che dice al corpo che la minaccia è passata e che, finalmente, è possibile tornare a fiorire.

***

Ecco alcuni riferimenti a ricerche e pubblicazioni:

1. La "ferita" del non sentirsi ascoltati
Uno studio fondamentale di Cacioppo & Hawkley ("Effects of Social Isolation on Glucocorticoid Regulation") dimostra che l'isolamento percepito — ovvero sentire di non avere un legame profondo e un rispecchiamento con l'altro — attiva l'asse HPA (Ipotalamo-Ipofisi-Surrene).

Risultato: Il corpo produce una quantità anomala di cortisolo, portando il sistema in uno stato di ipervigilanza costante (lo stato di "allerta" di cui parlavamo prima).

2. Il dolore sociale è dolore fisico
Le ricerche di Naomi Eisenberger della UCLA ("Why rejection hurts: a common neural alarm system for physical and social pain") hanno dimostrato tramite risonanza magnetica funzionale (fMRI) che il rifiuto sociale o la mancanza di connessione attivano la corteccia cingolata anteriore (ACC).

Risultato: Si tratta della stessa area che si attiva per il dolore fisico. Non essere ascoltati "fa male" biologicamente come una ferita alla carne.

3. La co-regolazione e l'Ossitocina
Recenti revisioni pubblicate su Frontiers in Psychiatry (2025, "How factors of the therapeutic alliance interact with oxytocin") esplorano come l'alleanza terapeutica (basata sull'ascolto rogersiano) stimoli il sistema ossitocinergico.

Risultato: L'ossitocina rilasciata durante un ascolto empatico non solo riduce lo stress, ma agisce sulla neuroplasticità, aiutando il cervello a riparare i circuiti della paura nell'amigdala e a rafforzare la resilienza.

4. Il tono vagale e l'empatia
Uno studio pubblicato su MDPI ("Vagal Tone Differences in Empathy Level") evidenzia come un alto livello di empatia ricevuta sia correlato a una risposta vagale positiva (misurata tramite la variabilità della frequenza cardiaca - HRV).

Risultato: Un buon "tono vagale" è l'indicatore biologico di un corpo che è uscito dalla modalità "attacco o fuga" per entrare in quella di "riposo e riparazione".


I figli non diventano come te ma prendono spunto, sono i tuoi movimenti a suggerire i loro futuri carismismettono di gat...
07/01/2026

I figli non diventano come te
ma prendono spunto,
sono i tuoi movimenti
a suggerire i loro futuri carismi

smettono di gattonare
perché ti imitano le gambe,
ti vedono in piedi e imparano ad alzarsi,
la tua voce indica ma non guida,
la tua voce mostra ma non dimostra,
a condurre la loro educazione
sono i tuoi gesti,
le maniere sono le vere prime parole
che imparano

avranno difficoltà diverse dalle tue
ma le affronteranno con i modi
che ti hanno visto addosso
nei momenti di buio pesto,
non avranno il tuo stesso destino
ma arriveranno a destinazione
somigliando alle tue attitudini

e vi ritroverete ad avere seti diverse
versando il bicchiere allo stesso modo,
avrete vocazioni diverse
ma una simile sensibilità di ricezione

i figli non diventano come te
ma prendono consiglio dalle tue mosse,
non devono diventare i tuoi sogni irrealizzati
devono realizzare i loro

non devono finire di scrivere la tua storia
ma se ti va bene
leggeranno la loro accanto a te.

[Svizzera 2022]

Sapevi che il cervello di un bambino "legge" il volto del genitore come una mappa per regolare le proprie emozioni? Quan...
06/01/2026

Sapevi che il cervello di un bambino "legge" il volto del genitore come una mappa per regolare le proprie emozioni? Quando lo sguardo si sposta sullo smartphone, avviene quello che i ricercatori chiamano "Still Face" digitale.

🧠 Cosa succede a livello biologico? Non è solo una distrazione. È un segnale di allarme per il suo sistema nervoso:

Il picco di Cortisolo: Studi (Myruski et al.) mostrano che se la comunicazione visiva si interrompe per un dispositivo, gli ormoni dello stress del bambino salgono immediatamente.

La fame di "Mirror Neurons": I neuroni specchio hanno bisogno del tuo viso per imparare l'empatia. Se guardi altrove, quel processo subisce un micro-arresto.

Sincronia Neurale: Quando vi guardate, le vostre onde cerebrali si allineano (Leong et al., 2017).
Il telefono è l'interruttore che spegne questa connessione.

⚠️ Il dato che fa riflettere: Non è la quantità di tempo totale a ferire di più, ma la frammentazione. Centinaia di micro-disconnessioni sono più stressanti di un'ora di assenza totale.

✨ La potenza della "Riparazione"
La buona notizia?
Non serve essere perfetti. Si può riparare con la presenza autentica:
"Io ora ci sono, con i miei occhi, la mia mente, il mio cuore. Ti vedo."

💡 Il consiglio pratico:
Il ricongiungimento dopo il lavoro è il momento più critico.
I primi minuti senza telefono decidono l’umore di tutta la serata.
Basta che i tuoi occhi dicano "Sei qui con me".
Questo abbassa istantaneamente la sua frequenza cardiaca.

Essere genitori oggi nell'era digitale è una sfida senza precedenti.
Non punirti, ma impara a governare il confine.
Il regalo più grande non è un gioco nuovo, ma la certezza che il tuo sguardo appartiene a lui.

👇 E tu, hai notato come cambia la reazione di tuo figlio quando metti via il telefono?

Verso il 2026 ⭐💕🌊Ogni fine anno porta con sé un bilancio amaro sul passato e mille speranze per il futuro.Vorremmo esser...
28/12/2025

Verso il 2026 ⭐💕🌊

Ogni fine anno porta con sé un bilancio amaro sul passato e mille speranze per il futuro.
Vorremmo essere amati veramente, un lavoro che ci valorizzi, situazioni che cambino tutto in meglio.

🌱

Ma ricorda: ciò che hai seminato ieri fiorisce oggi; ciò che semini oggi darà frutti domani.

🌷

Se non hai curato il tuo mondo interiore – amandoti davvero, sacrificandoti per i tuoi sogni – le vecchie frustrazioni, delusioni e perdite torneranno a bussare.

Se non hai lavorato sulla tua rabbia, invidia, gelosia, avidità, rancore e quel bisogno di perfezione, controllo e potere, scoprendo cosa si nasconde dietro, come puoi accogliere serenità e realizzazione?

🌿 Vi auguro un 2026 radicato nell'amore perché è di questo che abbiamo bisogno.
Tutti.

E vi lascio con le parole di Bert Hellinger:

"Amore è dedizione al tutto.
Colui che resta nell’amore osserva tutto così com’è:
la felicità e l’infelicità;
la vita e la morte;
l’irretimento e la sofferenza.

Perché ama il tutto e vi si affida,
interviene nel flusso della vita senza superbia, in armonia.

Chi aiuta così è libero,
senza preoccupazioni.

Lo sono anche coloro che ricevono.
Tutti ugualmente grandi, importanti.

Nel tutto, nessuno migliore o peggiore.
Nel tutto, semplicemente siamo."


Si fanno chiamare “Les écouteurs de rues”, letteralmente “Gli ascoltatori di strada”: sono una decina tra psicologi, psi...
21/12/2025

Si fanno chiamare “Les écouteurs de rues”, letteralmente “Gli ascoltatori di strada”: sono una decina tra psicologi, psicoterapeuti e coach che, una volta al mese, scendono nelle strade del quartiere popolare Goutte d'Or di Parigi per ascoltare i residenti che hanno bisogno di confidarsi ma non possono permettersi di pagare un consulto.

Non c'è un divano su cui sdraiarsi, ma sedie pieghevoli sparse per la strada e professionisti che interpellano i passanti con domande come: «Scusi, quand’è l’ultima volta che qualcuno l’ha ascoltata?». Spiazzante, ma efficace, perché nella maggior parte dei casi le persone si fermano, segno che il bisogno di essere ascoltati esiste davvero.

«In un anno abbiamo accolto circa 150 persone», racconta Marie Sylvie Rushton, psicoterapeuta e psicologa clinica. «Ci parlano di tutto: della loro quotidianità, dei loro dubbi e delle loro sofferenze».

«L'idea alla base di questo progetto è rendere la salute mentale più accessibile», spiega Séverine Bourguignon, artista e psicoterapeuta fondatrice dell'associazione. L’obiettivo, infatti, è offrire un primo spazio di ascolto e di avvicinamento alla psicoterapia. E quando emerge la necessità di un supporto più strutturato, le persone vengono indirizzate verso centri e servizi specializzati.

«Ci sono persone che non possono permettersi un percorso di terapia e che, nella maggior parte dei casi, non oserebbero neanche farla. La nostra ambizione è quindi allargare il sistema ed estenderlo a diversi distretti di Parigi», conclude Séverine Bourguignon.



L'ascolto è il primo passo verso il benessere, ovunque ci sia. E tu, quando è stata l'ultima volta che ti sei sentito davvero ascoltato? 💬



Foto: sito Web "Écouteurs de rues".

SEI NATA DOPO UN AB**TO? 👶💔Immagina di essere considerat@ la “primogenit@” in famiglia, ma di scoprire che, prima di te,...
17/12/2025

SEI NATA DOPO UN AB**TO? 👶💔

Immagina di essere considerat@ la “primogenit@” in famiglia, ma di scoprire che, prima di te, c’era qualcun altro: un fratello o una sorella mai nato, perso in un ab**to. 😢

Nelle costellazioni familiari di Bert Hellinger, questo “fratello invisibile” occupa comunque un posto nel sistema e continua a influenzare tutti i membri, anche te.

Se a questo bambino non viene dato il suo spazio, gli altri figli faticano a trovare il proprio. Il risultato?
Un posto che ti sta stretto, un’identità sfumata, una sensazione di “non essere mai nel posto giusto”. 😔

Negli ultimi tempi mi sto appassionando sempre di più alle costellazioni familiari, proprio perché offrono un modo potente per osservare dall’esterno le leggi profonde che governano il sistema familiare:

chi è escluso, chi viene dimenticato, chi porta il peso di chi. ✨

È come se, attraverso il lavoro sistemico, diventasse visibile ciò che la psiche già sente da tempo.

*Il principio sistemico*
Ogni famiglia, nelle costellazioni, è vista come un campo relazionale in cui agiscono gli Ordini dell’Amore: tutti hanno diritto a un posto, indipendentemente dal destino. ❤️
Un ab**to non cancella quel posto, proprio come una sedia vuota a tavola non smette di esistere solo perché nessuno ci si siede. 🪑

Quando il bambino mai nato non viene riconosciuto (per dolore, senso di colpa, rimozione), il sistema prova a compensare attraverso i figli successivi. Tu, nat@ dopo, potresti inconsciamente rappresentare quel bambino perso, portando un peso che non è tuo e che nessuno ti ha mai nominato. ⚖️

*Segnali ricorrenti*
Ho raccolto alcune dinamiche osservabili:

- Conflitti con i fratelli nati ⚔️
Rivalità irrazionali, gelosie o distacchi emotivi, come se stessi competendo per uno spazio già occupato da qualcun altro.

- Auto-sabotaggio 🚫
Blocchi improvvisi in carriera, relazioni o progetti, con pensieri sottili come: “Non merito di più”, spesso eco del lutto materno non elaborato.

- Paure ereditate dalla gravidanza materna 😨
È come se sentissi nel corpo il terrore o il dolore di tua madre in gravidanza, traducendolo in: “Devo dimostrare di valere, altrimenti non sarò voluta”.

- Tentativi impossibili di “riempire il vuoto” 🕳️
Fai di tutto per rendere la mamma felice: dentro di lei c’è anche il fantasma di un figlio idealizzato, che nessuno potrà mai sostituire.

Questi pattern non sono “colpa” tua né dei tuoi genitori: sono movimenti sistemici che si trasmettono in silenzio, da una generazione all’altra, e che spesso emergono anche nel modo in cui, un domani, guarderai ai tuoi figli. 🌳

Riconoscere che “prima di me c’è stato qualcun altro” non toglie nulla al tuo valore: al contrario, ti restituisce il tuo posto.
Tu sei tu.
E tuo fratello o tua sorella, mai nato, ha il diritto di essere ricordato come parte della vostra storia. 🌟💕

**to

Solo chi ti ha ferito,può guarirti..IL MITO DI TELEFOLo sapete che gli antichi Greci cercavano guarigione in modi profon...
10/12/2025

Solo chi ti ha ferito,
può guarirti..
IL MITO DI TELEFO

Lo sapete che gli antichi Greci cercavano guarigione in modi profondamente simbolici e interiori? Andavano all’oracolo di Delfi, dove la voce di Apollo rispondeva con parole enigmatiche, costringendo chi chiedeva aiuto a guardarsi dentro, a interrogare il proprio destino e le proprie ombre. Oppure si affidavano al teatro tragico, dove i miti venivano vissuti sulla scena con tale intensità da purificare l’anima: la catarsi era una vera medicina dell’animo, una guarigione collettiva attraverso l’emozione condivisa e la consapevolezza.

Il mito di Telefo appartiene a questa straordinaria medicina dell’anima. Telefo viene ferito, tradito, abbandonato, e proprio quella ferita sembra senza rimedio. Finché non emerge una verità potentissima: solo chi lo ha ferito può guarirlo. La stessa mano che colpisce diventa mano che cura, la stessa lancia che apre la piaga dona anche il balsamo. È come se il mito ci dicesse che non guariamo fuggendo dal dolore, ma attraversandolo; non cancellando la ferita, ma trasformando il rapporto con chi o con ciò che l’ha generata.

E' un'immagine terapeutica: quante volte la nostra sofferenza nasce da relazioni, parole, eventi che ci hanno segnato? E quante volte la vera guarigione passa dal poter rileggere quella storia, dal poterle dare un nuovo senso, dal ritrovare – se possibile – un dialogo, un riconoscimento, un atto riparativo? Telefo ci ricorda che a volte la cura non viene da qualcosa di completamente nuovo, ma da una trasformazione profonda di ciò che ci ha ferito.

“Solo chi ti ha ferito può guarirti” allora non è un invito a restare nel male, ma una chiamata a portare luce proprio lì dove è nata la ferita: nella memoria, nella relazione, nel modo in cui guardi quella parte della tua storia. È un invito a reclamare potere da ciò che ti ha reso vulnerabile, a trasformare il colpo ricevuto in una possibilità di consapevolezza e rinascita.

Come i Greci nel teatro e davanti all’oracolo, anche noi possiamo lasciarci toccare da questo mito e chiederci: qual è la ferita che attende ancora di essere guardata, nominata, forse finalmente guarita?

Le emozioni possono essere viste come messaggeri preziosi dei nostri bisogni interiori:ci comunicano ciò che è important...
24/11/2025

Le emozioni possono essere viste come messaggeri preziosi dei nostri bisogni interiori:
ci comunicano ciò che è importante per il nostro benessere e ci guidano nelle scelte quotidiane.

Quando ad esempio tristezza o rabbia, quella emozione ci sta segnalando che un nostro bisogno, come sicurezza, accettazione o rispetto, potrebbe essere insoddisfatto.

Riconoscere questi segnali emotivi è essenziale per prenderci cura di noi stessi in modo consapevole.

Ci hanno sempre detto che ci sono emozioni positive e negative.
Che impatto potente hanno avuto su di noi queste definizioni, vero?!

E se invece le chiamassimo:
emozioni nutrienti ed emozioni protettive✨

Le emozioni nutrienti, come la gioia, la fiducia e la gratitudine, alimentano il nostro benessere, favoriscono la crescita e migliorano la nostra capacità di stare in relazione con gli altri.
Queste emozioni ci incoraggiano a coltivare ciò che ci fa stare bene e a sviluppare legami positivi.

Le emozioni protettive, come la paura, la rabbia o il disgusto, hanno invece la funzione di proteggerci da situazioni pericolose o dannose.

Anche se spesso percepite come negative, queste emozioni sono fondamentali perché ci aiutano a mettere confini, a difenderci e a fronteggiare le difficoltà.

Quando impariamo a identificare con precisione le nostre emozioni, possiamo capire meglio i nostri bisogni nascosti e agire in modo più equilibrato, evitando reazioni impulsive o distruttive e non solo, ci aiuta anche a capire i bisogni degli altri favorendo una comunicazione più autentica e relazioni più profonde e empatiche con chi ci sta intorno.

Sviluppare la capacità di riconoscere le emozioni (sia le proprie sia quelle altrui), è una competenza chiave per la crescita dell'intelligenza emotiva.

Nelle sedute di counseling che propongo, il lavoro sulle emozioni è un passaggio fondamentale e necessario:

prendersi cura delle proprie emozioni significa ascoltarle, comprenderle e accogliere i loro messaggi.
Ti fa sentire visto, riconosciuto e legittimato.

Per me è l'antidodo per questa società liquida.



Prova a osservare oggi quali emozioni ti guidano e cosa ti stanno comunicando:
è un piccolo esercizio per iniziare a conoscerti meglio e a prenderti cura di te.



Per info e prenotazioni scrivimi in privato.

La scienza ci insegna che il modo in cui rispondiamo ai bambini influenza profondamente il loro sviluppo emotivo e compo...
19/11/2025

La scienza ci insegna che il modo in cui rispondiamo ai bambini influenza profondamente il loro sviluppo emotivo e comportamentale.

La Polyvagal Theory di Stephen Porges ci spiega come funziona il sistema nervoso autonomo:

c’è un ramo "ventrale" del nervo vago, che promuove la calma, la sicurezza e la connessione sociale, e un ramo "dorsale", che invece è legato a risposte primitive di difesa come il congelamento o la fuga.

Quando un adulto si mantiene calmo e rassicurante, attiva nel bambino il "ramo ventrale", favorendo la regolazione emotiva e permettendo al bambino di esplorare, imparare e gestire meglio le proprie emozioni.

Ma se l’adulto urla o punisce, e/o comunica in maniera nervosa, ansiosa, si attiva il sistema nervoso simpatico e il ramo dorsale, attivando l’amigdala, quella "sentinella" del cervello che percepisce le minacce e prepara il corpo a scappare o difendersi.

In questo stato, il bambino non riesce a pensare con chiarezza né a regolare le sue emozioni:
è bloccato nella sopravvivenza.

Un'altra zona fondamentale è la corteccia prefrontale, la parte del cervello che serve a pianificare, autoregolarsi, e prendere decisioni consapevoli.

Questa zona si attiva solo se il bambino si sente sicuro.

Quando il bambino è in uno stato di difesa l’amigdala prende il sopravvento, impedendo alla corteccia prefrontale di funzionare al meglio.

Per questo la regolazione emotiva non è un atto isolato del bambino, ma un processo a due:

prima l’adulto deve saper regolare se stesso, mantenendo calma e sicurezza, per poi aiutare il bambino a fare lo stesso.

La connessione e la calma sono le chiavi per "aprire" il cervello del bambino alla crescita e al cambiamento, mentre la durezza lo "chiude".

Ricordiamoci sempre:

punire non aiuta, irrigidisce il bambino.
E non è solo cosa diciamo ma come lo diciamo che lo influenza..

Calma e Connessione creano un ambiente sicuro dove nostro figlio può davvero imparare e crescere.

🌱

Studio di Counseling integrato, Mindfulness, Educazione Alimentare, Roma

In foto il mio bambino,
novembre 2023


Indirizzo

Via Nazionale, 200
Rome
00184

Telefono

+393280871821

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Studio di Counseling integrato, Mindfulness, Educazione Alimentare, Roma pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Studio di Counseling integrato, Mindfulness, Educazione Alimentare, Roma:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram