03/12/2025
CAPIRE L’OMEOPATIA - Gli errori terapeutici da non fare
Nei post di queste settimane abbiamo parlato della tanto attuale sindrome da raffreddamento (tosse, raffreddore, mal di gola, sintomi influenzali, ecc.), insistendo ancora una volta sul fatto che mai come in questo periodo storico assistiamo all'estrema necessità di ricordare ai nostri pazienti la complessità dell'organismo umano e il suo divenire morboso, insito nella costituzione anatomica di ognuno di noi, a cui occorre contrapporre una terapia che possa invertire, o anche solo ritardare, questa progressione patologica, che una terapia solo sintomatica, o al più organicistica, finisce invece per accelerare.
A questo proposito ricordiamo la "Legge di guarigione di Hering", legge che sintetizza al meglio come deve essere una cura per poter risultare certamente efficace, e al contempo sicura: secondo tale legge le malattie e i sintomi devono regredire secondo una ben precisa direzione, nell'organismo umano, che va dall'alto verso il basso, dall'interno all'esterno, e in ordine inverso a quello di presentazione.
In base a questa legge, allora, ciò che più ci preme far capire ora, è che sopprimere i sintomi con rimedi farmacologici, o anche naturali, significa interferire con lo sforzo naturale dell'organismo per ritrovare il migliore stato di salute possibile, sforzo che è contenuto anche in una parte di quei sintomi, che tanto - e il più rapidamente possibile - si vogliono sopprimere.
In ultima analisi, quindi, solo una corretta e sapiente terapia omeopatica sarà in grado, all'opposto, di stimolare, sempre nella corretta direzione, i naturali processi di difesa e di riparazione del nostro organismo, che altro non sono, nella loro complessità, che quel potere di autoguarigione presente, da sempre, in ogni essere vivente, e correttamente suscitabile in noi in ogni condizione patologica.