Sanità Insieme

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Non mancano i soldi: manca la cultura del merito, della valutazione, della responsabilità.UN ARTICOLO RARO SULLA SANITÀ,...
18/11/2025

Non mancano i soldi: manca la cultura del merito, della valutazione, della responsabilità.

UN ARTICOLO RARO SULLA SANITÀ, NON AFFARISTICO CHE METTE A N**O E COLPISCE LÀ DOVE SI DEVE

Sprechi, politiche clientelari e assenza di cultura meritocratica: la vera crisi della sanità italiana non è nei fondi mancanti, ma nei tabù che impediscono valutazione, innovazione e fiducia nel sistema

I dati utilizzati per il World’s best hospitals sono quelli forniti dal Programma Nazionale Esiti (Pne) gestito da AGENA...
10/07/2024

I dati utilizzati per il World’s best hospitals sono quelli forniti dal Programma Nazionale Esiti (Pne) gestito da AGENAS (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) per conto del Ministero della Salute, osservatorio permanente sull’assistenza sanitaria in Italia che ha l’obiettivo di valutare l’efficacia, l’appropriatezza clinico-organizzativa, l’equità di accesso e la sicurezza delle cure garantite dal Ssn. Vengono considerati anche i Livelli di Emergenza ospedaliera (i pronto soccorso nella rete nazionale dell’emergenza) del Ministero della Salute. I dati sull’apprezzamento dei pazienti sono ricavati dal sito «Dove e come mi curo», che consente di cercare tra diverse patologie con indicatori ufficiale del Ministero della Salute. Nel portale è ospitata anche una piattaforma online sulla quale i pazienti valutano la loro degenza ospedaliera secondo diversi criteri (pulizia, privacy, qualità generale, disponibilità e gentilezza dello staff, informazioni mediche ricevute, organizzazione amministrativa, cibo, visite, ecc.).

Nell'edizione 2023 del rapporto internazionale sui "World’s best hospitals" l'ospedale dell'Università Cattolica si conferma al vertice della sanità italiana secondo una serie di indicatori

IN AGENAS SI VIENE ASSUNTI PER CONCORSO PUBBLICO
10/07/2024

IN AGENAS SI VIENE ASSUNTI PER CONCORSO PUBBLICO

Agenas è un ente pubblico non economico nazionale, che svolge una funzione di supporto tecnico e operativo alle politiche di governo dei servizi sanitari di Stato e Regioni, attraverso attività di ricerca, monitoraggio, valutazione, formazione e innovazione

10/07/2024

Agenas è un ente pubblico non economico nazionale, che svolge una funzione di supporto tecnico e operativo alle politiche di governo dei servizi sanitari di Stato e Regioni, attraverso attività di ricerca, monitoraggio, valutazione, formazione e innovazione

Da stamane, per accuse legate alla presunta imperizia professionale nel corso di quell’intervento, Coscioni è stato inte...
10/07/2024

Da stamane, per accuse legate alla presunta imperizia professionale nel corso di quell’intervento, Coscioni è stato interdetto alla professione medica per un anno su decisione del giudice per le indagini preliminari di Salerno. La procura aveva chiesto di allargare la misura interdittiva anche alla presidenza dell’Agenas.

Il paziente operato dal primario, ex consigliere di De Luca, morì poche ore dopo

La tossicità dei mezzi di contrasto endovena usati nelle tecniche di imagingLa prescrizione di un esame deve avere sempr...
16/05/2024

La tossicità dei mezzi di contrasto endovena usati nelle tecniche di imaging

La prescrizione di un esame deve avere sempre una chiara indicazione per non esporre il paziente inutilmente ai possibili effetti avversi, spesso trascurati ma gravi, da mezzo di contrasto.

�I mezzi di contrasto endovena sono usati quotidianamente e con sempre maggiore frequenza nei pazienti in ospedale e negli ambulatori di radiodiagnostica per esami che usano radiazioni ionizzanti (come tomografia computerizzata, angiografie, urografia), campi magnetici (risonanza magnetica) e, in minor misura, ultrasuoni (ecografia con contrasto a microbolle gassose di aria o gas inerte per migliorare la visualizzazione vascolare). Cresce anche la numerosità e l’età dei pazienti esposti a esami contrastografici per un preciso inquadramento diagnostico: per esempio angioTC polmonare per la diagnosi di tromboembolia, angiografie arteriose propedeutiche a interventi di rivascolarizzazione, TC total body per stadiazione oncologica, TC, RM e angio-RM per indagini sul sistema nervoso centrale.
I mezzi di contrasto sono a tutti gli effetti farmaci che vengono introdotti nell’organismo, tuttavia non essendo sostanze terapeutiche raramente vengono trattati in testi, prontuari o banche dati di farmacologia clinica a uso del medico pratico, specie in riferimento alle reazioni avverse e alle possibili interazioni. Anche importanti testi di riferimento internazionale come il Goodman Gilman e prontuari come il British National Formulary e BNF for children non ne fanno alcuna menzione. Viceversa l’argomento è analizzato ampiamente in trattati come Meyler’s Side Effect of Drugs, 2006, 15° edizione, e banche dati online farmacologiche – come Micromedex, che include Martindale 2010 – e cliniche – come Up to Date, 2010 e Dynamed, 2010.
La possibilità di reazioni avverse, acute e non acute, su base tossica diretta (locale, come per stravaso extravascolare, o su particolari organi e apparati, per esempio la nefrotossicità) o idiosincrasica, se pur non frequente è nota da tempo per i mezzi di contrasto iodati usati per le radiografie (TC compresa). Per quanto riguarda gli stravasi va sottolineato che nella maggioranza dei casi sono di lieve entità e temporanei, con eritema e dolore localizzato, in relazione allo stravaso di piccoli volumi; tuttavia in alcuni rari casi lo stravaso di grossi volumi può provocare lesioni gravi come ulcerazioni [1,2].
Mezzi di contrasto iodati

I mezzi di contrasto iodati (che assorbono i raggi X) sono classificati sulla base delle loro caratteristiche fisiche e chimiche. Nella pratica clinica si differenziano sulla base della loro viscosità e osmolarità. Reazioni avverse gravi acute (pochi minuti dopo l’introduzione del contrasto), se pur rare, sono sempre possibili. Benché queste reazioni possano avere le stesse manifestazioni delle reazioni anafilattiche, esse non sono vere reazioni di ipersensibilità IgE mediate [3]. Infatti una sensibilizzazione precedente non è necessaria, né la reazione si ripete sempre nello stesso paziente. Oggi sono preferiti per la minor tossicità composti iodati non ionici a bassa osmolarità, monomeri quali ioexolo (Omnipaque®), ioversolo (Optiray®), iopromide (Ultravist®), iopamidolo (per esempio Iopamiro®) o dimeri come iodixanolo (Visipaque®).
Mezzi di contrasto paramagnetici

�Per esami di risonanza vengono usati mezzi di contrasto paramagnetici (contenenti gadolinio o manganese) e superparamagnetici (contenenti composti di ferro). I più usati sono quelli contenenti gadolinio. In Italia i mezzi di contrasto a base di gadolinio sono: gadodiamide (Omniscan®), acido gadobenico (Multihance®), gadobutrolo (Gadovist®), gadofosveset (Vasovist®), acido gadopentetico (Magnevist®), acido gadoterico (Dotaren®), gadoteridolo (Prohance®) e acido gadoxetico (Primovist®). Anche per i mezzi di contrasto paramagnetici contenenti gadolinio è stata segnalata la possibilità di nefrotossicità acuta [4] come per i composti iodati per radiografia. Inoltre, particolarmente in pazienti nefropatici, dopo esposizione a gadolinio è stata descritta la possibilità di sviluppare una fibrosi sistemica nefrogenica, con alterazioni simil sclerodermiche della pelle, dei tessuti connettivi e di altri organi, talora a evoluzione fatale [5,6]. Per quest’ultima reazione avversa è stato ipotizzato un rilascio di ioni liberi tossici di gadolinio.
Come comportarsi in pratica

Dal punto di vista della pratica clinica è fondamentale, accingendosi a prescrivere un esame con contrasto per via endovenosa, avere informazioni su eventuali pregresse reazioni avverse (lievi o gravi, acute o subacute, cutanee o generali) avvenute in precedenti esami dopo introduzione di mezzo di contrasto. Non vanno trascurate condizioni patologiche in atto o antecedenti (per esempio asma bronchiale, allergie alimentari o a farmaci) che possono predisporre a reazioni indesiderate. Va sempre raccolta, quando possibile, un’accurata anamnesi farmacologica. Ugualmente importanti sono un attento esame clinico del paziente e la valutazione di alcuni parametri di laboratorio, quali funzionalità renale, epatica, tiroidea, emocoagulativa ed elettroforesi proteica del siero.
�Ovviamente la prima considerazione da fare, anche in relazione ai possibili rischi, è la reale utilità dell’esame. Particolari condizioni predisponenti, come una preesistente insufficienza renale, la disidratazione, terapie diuretiche, l’uso di farmaci che possono causare tossicità renale (per esempio FANS o ACE inibitori che vanno sospesi prima dell’esame) devono essere attentamente valutate, soprattutto per la prevenzione (o l’aggravamento) della nefrotossicità. A questo scopo è obbligatorio considerare in ogni paziente che deve essere sottoposto a esame con contrasto per via endovenosa non solo la creatininemia, ma anche il GFR (filtrato glomerulare), che molti laboratori forniscono insieme. Sopra i 60 ml/min il contrasto può essere eseguito con sicurezza, sotto i 30 ml/min è controindicato, così come il contrasto paramagnetico per la risonanza.
�Occorre prestare particolare cautela anche per le interazioni con altri farmaci (per esempio metformina da sospendere prima o al momento dell’esame e fino a 48 ore dopo).
Quali trattamenti

Non esistono trattamenti farmacologici certi per la prevenzione della nefropatia da contrasto,7,8 sebbene siano state proposte diverse molecole tra cui bicarbonato di sodio, acetilcisteina, calcioantagonisti, teofillina, antagonisti del recettore dell’endotelina. Più importante sembra una accurata idratazione prima dell’esame e la sospensione, come detto sopra, di farmaci potenzialmente in grado di peggiorare la funzionalità renale.
Reazioni idiosincrasiche acute gravi (per esempio shock, sincope, aritmie cardiache ventricolari, broncospasmo, orticaria) vanno riconosciute e trattate tempestivamente, ricordando che anche il pre trattamento con antistaminici e corticosteroidi nei casi a rischio non fornisce un sicura protezione. In ogni caso è opportuno concordare con il medico interventista, generalmente il radiologo, che effettuerà l’esame la corretta indicazione all’esame contrastografico sulla base delle informazioni cliniche.
Le segnalazioni nel database GIF

�Nella banca dati del Gruppo Interregionale di Farmacovigilanza al 30 giugno 2009 erano presenti 2.274 segnalazioni di reazioni avverse alle due categorie di mezzi di contrasto prese in considerazione nell’articolo (vedi tabella), con una percentuale di reazioni gravi del 23% circa.
�Sia per i mezzi di contrasto iodati sia per quelli a base di gadolinio per risonanza magnetica le reazioni più segnalate come causa di morte sono state lo shock anafilattico e l’arresto cardiaco o cardiorespiratorio.
�Per entrambe le classi le reazioni avverse sono state per la grande maggioranza a carico della cute, dell’apparato cardiovascolare e respiratorio. Pochissime sono le segnalazioni a carico dei mezzi di contrasto iodati ad alta osmolarità (n= 21) così come quelle per i supermagnetici a base di ferro (n= 7), indice dello scarso utilizzo di tali composti. Poche anche le segnalazioni per i composti utilizzati nell’ultrasonografia (n= 22), anche se va sottolineato che sono quasi tutte gravi (>70%) tra cui un decesso. Secondo i dati di letteratura l’incidenza di qualsiasi reazione avversa da mezzi di contrasto iodati è del 15% e la maggior parte di queste reazioni sono lievi e non richiedono trattamento.3
Mezzi N. segnalazioni N. segnalazioni ADR gravi (%) N. decessi (%)
Iodati a bassa osmolarità 1995 472 (23,7%) 23 (1,2%)
Paramagnetici per risonanza magnetica 279 61 (21,9%) 7 (2,5%)
Totale 2274 533 (23,4%) 30 (1,3%)

M5S ASSESSORE AL BILANCIO TRA I FAVORITI NINO GALLONI
07/12/2023

M5S ASSESSORE AL BILANCIO TRA I FAVORITI NINO GALLONI

Milano, 13 settembre 2016 - 11:55 Campidoglio, la difficile caccia all’assessore al Bilancio di Lavinia Di Gianvito Stampa Email A-A+ Scheda 1 di 8INDIETROAVANTI 1.Dal Pd ai 5 Stelle Dopo le dimissioni del dirigente della Consob Marcello Minenna e dopo la revoca dell’incarico all’ex procurator...

DON MATTEO GALLONI FRATELLO DI NINO GALLONI, ECONOMISTA, FIGLI DI GIOVANNI GALLONI
07/12/2023

DON MATTEO GALLONI FRATELLO DI NINO GALLONI, ECONOMISTA, FIGLI DI GIOVANNI GALLONI

  COMUNICATO STAMPA EVENTO PALAZZO COLONNA Nell’incantevole cornice storico-artistica della Coffee House di Palazzo Colonna (www.coffeehousecolonna.it), mercoledì 14 dicembre, si è svolta la p…

07/12/2023

BUZZI VASSALLI GALLONI MARTINAZZOLI INGRAO VETERE DI LIEGRO. . .

Salvatore Buzzi, il ritratto del boss di Mafia Capitale
Lucia Esposito

14 DIC 2014
«Di quale delitto si sarà macchiato Salvatore Buzzi, il giovanotto bruno e barbuto che sta parlando, dal podio, della necessità di costituire, “rispettando la normativa vigente”, una cooperativa agricola?». Se lo chiedeva Miriam MAFAI in un accorato articolo comparso su Repubblica il 30 giugno 1984. La giornalista e militante progressista, che fu compagna del comunista Giancarlo PAJETTA, era presente a un convegno organizzato il giorno precedente dentro al carcere di Rebibbia, a Roma. Già, il 29 giugno 1984. Una data fatidica, a cui Salvatore Buzzi deciderà di intestare la sua cooperativa, in memoria di quella giornata che gli avrebbe spalancato, nemmeno troppo metaforicamente, le porte del carcere. Portandolo, anni dopo, a divenire la figura chiave dell’inchiesta su Mafia capitale. Una favola particolare, la sua: iniziata da una galera e finita dentro un’altra. Una storia che si consuma tutta nell’universo politico e culturale della sinistra bene, che per anni ha cullato Buzzi trattandolo come un prodigio. Una vicenda di intellettuali che vogliono credere ciecamente alla redenzione, alla rieducazione di quest’uomo che incantava con i suoi discorsi e aveva addosso l’odore eccitante della vita vissuta, della caduta e della risalita. Ma torniamo alla domanda della Mafai. Di quale delitto si era macchiato Salvatore Buzzi? Ancora una volta, come voluto dal destino, torna il tepore di giugno. Il 26 giugno del 1980 Buzzi ha 25 anni. LAVORA IN BANCA. Ma quell’impiego gli sta stretto. Salvatore vuole qualcosa di più, vuole fare la bella vita. È fidanzato con una ragazza brasiliana (una pr******ta, hanno scritto alcuni giornali). Vivono assieme in un appartamentino dopo che Buzzi se n’è andato da casa dei genitori alla Magliana. Girano su una macchina da dodici milioni. Per mantenere questo tenore, c’è bisogno di arrotondare. E allora Buzzi che fa? Si inventa una bella truffa ai danni del suo istituto di credito. Ruba assegni, poi li passa a un complice che ha il compito di incassarli. Il problema è che il compare si rivela inaffidabile. Ha 20 anni e si chiama Giovanni Gargano. Forse per paura o forse per avidità, costui minaccia di denunciare Salvatore ai superiori. E Buzzi non ci vede più. Quel giorno, il 26 giugno, i due complici si fronteggiano. Alla fine, a terra rimarrà GARGANO, AMMAZZATO con trentaquattro coltellate. Buzzi sostiene di averlo disarmato per difendersi, e poi di aver perso la testa. Il numero dei colpi conferma la brutalità dall’assassinio. Ma forse non si tratta soltanto di un raptus, di un accesso di collera. Perché la storia non finisce lì. Buzzi cerca di far sparire il ca****re dandogli fuoco, inventa storie per sviare le indagini. Ma viene scoperto. Nel processo di appello, la condanna sarà a 24 anni. Su questa storiaccia di crimine comune e squallido si costruiscono le fondamenta della bella favola del compagno Salvatore. Che in carcere sembra sbocciare, nonostante tutte le brutture che lo circondano, nonostante le sbarre. È il sogno di chiunque abbia dentro di sé un po’ di umana compassione: lo sbandato che si rimette sulla retta via. L’uomo che con le sue sole forze emerge dalle tenebre. E lo fa preoccupandosi anche degli altri detenuti, difendendone i diritti come ogni progressista dovrebbe fare. Nel 1983 Buzzi si laurea. 110 e lode con tesi su Vilfredo Pareto. Nel frattempo, il suo impegno cresce. Conduce una battaglia per il sesso in carcere. Si butta a testa bassa nell’organizzazione di uno spettacolo teatrale. Poi l’idea vincente, che lo stesso Buzzi sintetizzò in un’intervista a Una Città: «Ci dicemmo: “Tentiamo di fare un convegno all’interno del carcere”. E ai miei tempi non è che si facessero convegni, era un’idea rivoluzionaria». Il direttore del carcere, illuminato, «ci consentì di avere una serie di incontri preparatori con deputati, magistrati e alla fine il ministro MARTINAZZOLI ci dette il permesso per il convegno». Il retroterra è quello: la Dc e i comunisti. Al convegno in carcere, come ha scritto il Corriere, partecipano «Giuliano VASALLI, presidente della Commissione giustizia del Senato, il sindaco Ugo VETERE (del Pci, ndr), il presidente della Commissione per la riforma istituzionale Aldo BOZZI». Poi Giovanni GALLONIi, direttore del Popolo, il fondatore della Caritas don Luigi DI LIEGRO, la moglie di Pietro INGRAO, Laura Lombardo RadiceLOMBARDO RADICE. Lo stesso MRTINAZZOLI È un successo. Si può dire che la grazia, concessa nel 1994 da Oscar Luigi Scalfaro (un altro che diverrà beniamino della sinistra), se la sia guadagnata quel giorno. All’articolo commosso della Mafai fece eco, tempo dopo, un pezzo altrettanto enfatico di Ingrao sull’Unità. Lui e la moglie terranno a battesimo la coop «29 giugno».

liberoquotidiano.it

DOPO LA MORTE, NEL 2016, PER MALASANITA' DI MIO MARITO, 59 ANNI, PRESSO UN OSPEDALE CATTOLICO DI ROMA, ORA E' LA MIA SAL...
04/12/2023

DOPO LA MORTE, NEL 2016, PER MALASANITA' DI MIO MARITO, 59 ANNI, PRESSO UN OSPEDALE CATTOLICO DI ROMA, ORA E' LA MIA SALUTE A ESSERE MINACCIATA

SOPRATTUTTO SE PRENDETE IL COVID, FATE SEMPRE ATTENZIONE ALLE PRESCRIZIONI MEDICHE DI ANTIBIOTICI

POSSONO PROVOCARE DANNI ALLA SALUTE ED IN PARTICOLARE, SE VI TROVATE IMPEGNATI NELLA DIFESA DI VOSTRI DIRITTI LESI, OSTACOLARVI.

Da quando nel 2016 è morto mio marito di malasanità, soli 59 anni, Ospedale cattolico di Roma, mentre si trovava assieme a me impegnato nella difesa dei nostri diritti di lavoro ed ereditari, ho evitato Sistema Sanitario e farmaci. Non mi sono nemmeno vaccinata x il Covid. Solo un controllo analisi sangue circa due anni fa. Nessun problema.

Ho cercato di condurre il più possibile una vita sana, con attenzione all'igiene, all'alimentazione, attività fisica, rilassanti passeggiate nella natura se mi sentivo un po' stressata.

E dunque, motivi di stress ne avevo e ne ho, visto che da tempo sono costretta a combattere contro abusi subiti sul piano del mio lavoro nella P.A.di cui sono stata privata nel 2016 in violazione del mio contraddittorio, in concomitanza con il decesso di mio marito per il quale avevo tra gli altri chiesto aiuto proprio al mio datore di lavoro e sul piano di eredità dai miei genitori e da mio suocero, ove i miei diritti sono ostacolati al punto tale da ritrovarmi al momento attuale in possesso di nulla.

Non solo, più reclamo, più subisco abusi e si cerca di farmi passare per una nullafacente, incapace e f***e. Stessa cosa hanno subito i miei genitori ed il minore dei miei due fratelli.

Al riguardo dell'eredità dai mie genitori e dal minore dei miei due fratelli rinvenuto deceduto assieme alla mamma, il fratello che mi resta, sin dal rinvenimento deceduti di mia mamma e dell'altro fratello, nel 2003, caso archiviato senza chiarimenti con la sola mia opposizione, ha voluto instaurare divisioni giudiziali dei beni in successione, nel 2006 per la mamma e nel 2015 per il babbo deceduto nel 2011 per motivi che desideravo accertare, se non che é stato cremato, cosa pure da me contestata. Il babbo morto a 85 anni, era da tempo malato, da tempo non nel pieno possesso delle sue capacità fisiche e mentali. Ambedue in vita, i miei genitori avevano iniziato a ricevere pressioni affinché dividessero tra i figli i loro beni, cosa che biasimavo. La mamma, 12 anni meno del babbo, sebbene soffrisse di grave ipertensione, era la più battagliera. Il fratello più piccolo, quello che le era sempre stato più vicino, suo speciale paladino che però era giunto a soffrire di panico.

SEBBENE I BENI MOBILI E IMMOBILI DI FAMIGLIA RISULTASSERO PER LA MAGGIOR PARTE "INTESTATI" AL BABBO, ESSI ERANO IL FRUTTO PRESSOCCHE' ESCLUSIVO DELLA DITTA INDIVIDUALE DELLA MAMMA IN ELETTRODOMESTICI, POI FERRAMENTA, APERTA DOPO IL MATRIMONIO NEL 1957 E DOVE IL BABBO ERA SUO DIPENDENTE E COADIUTORE. LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI LA FACEVANO ASSIEME. LA MAMMA ERA VITTIMA DI VIOLENZE ECONOMICHE. PER TALI MOTIVI, DI DIRITTO, SE NON VOGLIAMO DIRE CHE I BENI DI FAMIGLIA ERANO DI PROPRIETA' ESCLUSIVA DELLA MAMMA, POSSIAMO DIRE CHE ERANO DI PROPRIETA' DI AMBEDUE I MIEI GENITORI. QUESTO PENSAVA LA MAMMA ASSIEME A ME ED AL FRATELLO PIU' PICCOLO, MA ERA CONTESTATA DAL BABBO, PER IGNORANZA, DALL'ALTRO FRATELLO, DAL FIGLIO DELLA SORELLA DI MIA MAMMA E DA PARENTI DEL BABBO. D'ALTRO CANTO VI ERANO PARENTI DELLA MAMMA CHE AVALLAVANO.

PRIMA DELLA DIVISIONE GIUDIZIALE DEI BENI IN EREDITA' DALLA MAMMA, LEI FU CITATA A GIUDIZIO PER UNA SEPARAZIONE GIUDIZIALE CHE NEI FATTI, NESSUNO DEI MIEI GENITORI VOLEVA. MA IN QUESTA PROCEDURA PER LA PRIMA VOLTA I BENI DI FAMIGLIA INTESTATI AL BABBO APPARIVANO COME DI SUA PROPRIETA'. PROCEDURA INTERROTTA ED ESTINTA CON LA MORTE DELLA MAMMA, COME NON FOSSE MAI STATA.

NEL 2006 LO STESSO ERRORE VENIVA RIPETUTO CON LA DIVISIONE GIUDIZIALE DEI BENI IN EREDITA' DELLA MAMMA E SI RIPETERA' ANCORA NEL 2015 CON LA DIVISIONE GIUDIZIALE DEI BENI DEL BABBO.

In particolare la mamma, prima di essere citata a giudizio per la separazione giudiziale, subiva continui indebiti tentativi di vendita dei beni immobili di proprietà sua e del marito, che spesso scopriva casualmente. Nel 2000 circa, alle proprietà era stata cambiata la serratura e la mamma, io e mio fratello il minore, non potevamo più accedervi. Ma sin dal 1990 le stesse proprietà erano oggetto di indebite occupazioni non autorizzata dalla mamma e che talvolta escludevano anche il babbo.

NEL CERCARE DI EVITARE DETTE INDEBITE VENDITE A SUA INSAPUTA, LA MAMMA PRESSO LA CONSERVATORIA AVEVA FATTO ISCRIVERE UN "ACCERTAMENTO DIRITTI REALI". INOLTRE, SICCOME NEGLI ULTIMI TEMPI PRESSO LA CASA CONIUGALE DEI MIEI GENITORI NON PERVENIVANO PIU' GLI ESTRATTI CONTO DEI CONTI DI FAMIGLIA INTESTATI AL BABBO E PERALTRO LO STESSO NON FACEVA PIU'LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI ASSIEME A LEI, LA MAMMA NELLA CIRCOSTANZA DELLA SEPARAZIONE GIUDIZIALE AVEVA CHIESTO ACCERTAMENTI IN MERITO.

IL BABBO AVEVA DELEGATO AI CONTI BANCARI DI FAMIGLIA MIO FRATELLO IL MAGGIORE.

LA MAMMA VERRA' RAGGIUNTA DA UNA STRANA DECISIONE PRESIDENZIALE CHE "ASSEGNAVA LA CASA CONIUGALE AL MARITO". SOLLECITATA AD ABBANDONARLA DALLE FORZE DELL'ORDINE, RIFIUTATA LA MIA OSPITALITA', "PER NON DISTURBARE", FINIRA' DOPO UN BREVE PERIODO DI OSPITALITA' DALLA SORELLA, ESTROMESSA CON UN PRETESTO ED IN ULTIMO IN UN HOTEL DI BAGNI DI TIVOLI.
ASPETTAVA LA PROSSIMA UDIENZA, FASE ISTRUTTORIA IL 4 GENNAIO 2004 PER LA QUALE AVEVA CHIESTO LA TESTIMONIANZA MIA E DEL FIGLIO PIU' PICCOLO. IL CASO SI SAREBBE RISOLTO CON BUONA PACE DEI MIEI GENITORI. MA NON APPARE REGOLARE CHE IL GIUDICE FOSSE LO STESSO.

AGLI ATTI DEL PM APPARE CHE LE FORZE DELL'ORDINE AVREBBERO CHIESTO AL FRATELLO CHE MI RESTA SE LA MAMMA POTEVA RESTARE A CASA SUA, RICEVENDONE UN DINIEGO. COSI' COME VI APPARE CHE SEMPRE LE FORZE DELL'ORDINE DA ME CHIAMATE AD INTERVENIRE PRESSO L'ABITAZIONE DI MIO FRATELLO IL MINORE, PERCHE' UNA ZIA MI AVEVA AVVERTITA CHE POTEVA ESSERE SUCCESSO QUALCOSA ALLA MAMMA, SE NE ANDARONO DOPO AVER SENTITO SEMPRE IL FRATELLO CHE MI RESTA MANIFESTARE OSTILITA' NEI LORO CONFRONTI.

IN PARTICOLARE NON MOLTO TEMPO PRIMA, NEL 2000, I DUE FRATELLI AVEVANO AVUTO UNA FEROCE LITE NEL NEGOZIO DEI MIEI GENITORI, CHE AVEVANO RILEVATO ADDIRITTURA CON CON UNA S.A.S., DI CUI IL MINORE ERA L'ACCOMANDATARIO ED IL MAGGIORE L'ACCOMANDANTE. SI PREMETTE CHE QUEST'ULTIMO AVEVA GIA' UN NEGOZIO, STESSI ARTICOLI DI QUELLO DEI MIEI GENITORI, CHE ERA INTESTATO ALL'ALLORA SUA COMPAGNA, ATTUALE MOGLIE, MENTRE L'ALTRO FRATELLO, SEBBENE UN RARO 60/60 NEL 1989 IN INFORMATICA DEL FERMI DI ROMA, NON ERA RIUSCITO A TROVARE UN LAVORO STABILE.

TRA L'ALTRO, QUALCHE TEMPO PRIMA, NEL 1998, ERO IO AD AFFIANCARE IL BABBO RESTATO SOLO AL NEGOZIO, DIETRO COMPENSO.

NEL 1991 ERO STATA PRIVATA CON ABUSO DEL MIO LAVORO PRESSO LA P.A., IN VIOLAZIONE DEL MIO CONTRADDITTORIO, PROCEDURA ANOMALA IN ATTI E DECISIONI, COSI' VENNE CONTESTATO IL FATTO ANCHE DAI SINDACATI, MA SOLO NEL 1998, CGIL PER PRIMA E POI LA CISL, IL MIO SINDACATO DELL'EPOCA E NEL 1999 LO FU ANCHE DA UN NOTO AVVOCATO DEL LAVORO. CON L'OPPORTUNITA' OFFERTAMI DAL BABBO, AVREI POTUTO NON SOLO MEGLIO TUTELARE I MIEI DIRITTI DI LAVORO, MA ANCHE CONSENTIRE A MIO MARITO E NOSTRO FIGLIO IN FRANCIA DAL 1992, DI RICONGIUNGERSI A ME. IN EFFETTI, ERO STATA PRIVATA CON ABUSO DEL MIO LAVORO NEL 1992, DOPO CHE NEL 1991 LO ERA STATO MIO MARITO, CHE LAVORAVA DAL 1976 IN BANCA. PROCEDURA ANOMALA NEGLI ATTI E NELLE DECISIONI, IN VIOLAZIONE DEL CONTRADDITTORIO, CONTESTO' TRA GLI ALTRI LA SIDIRBANK, IL SUO SINDACATO.
NOSTRO FIGLIO NATO IN FRANCIA, AVEVA DUE ANNI.
IN FRANCIA MIO MARITO DAL 1986 AL 1990 ERA STATO IL DIRETTORE DELL'UFFICIO DI RAPPRESENTANZA DELLA BANCA, CON L'INCARICO DI RISTRUTTURARLO E RENDERLO FINALMENTE PRODUTTIVO, NEL RISPETTO DELLE NORME VIGENTI, A DISTANZA DI 20 ANNI DALLA SUA APERTURA. INCARICO SVOLTO CON SUCCESSO TANTO DA ESSERE RESO MERITEVOLE DI BEN DUE PROMOZIONI E ADDIRITTURA PREMI SPECIALI DI RENDIMENTO. LA STESSA BANCA, DIREZIONE GENERALE, SERVIZIO ESTERO E MERCI, DOVE ERANO IN MOLTI A CONOSCERMI DA QUANDO MIO MARITO VI ERA STATO ASSUNTO, VOLLE IO LO SEGUISSI E PER QUESTO CHIESI ED OTTENNI DAL MIO DATORE DI LAVORO UN'ASPETTATIVA NON RETRIBUITA PER SEGUIRE IL CONIUGE ALL'ESTERO. TUTTI E TRE DOVEVAMO RISULTARE ISCRITTI ALL'A.I.R.E., MA A CAUSA DEI TANTI ERRORI COMMESSI AI NOSTRI DANNI DALL'EPOCA, IO ALL'ANAGRAFE RISULTAVO RESIDENTE A ROMA E COSI' NOSTRO FIGLIO.

CON LA MIA FAMIGLIA A ROMA, LE INTIMIDAZIONI SUBITE, TRA LE QUALI LA MINACCIA DEL TRIBUNALE DEI MINORENNI DI PRIVARCI DI NOSTRO FIGLIO, CI COSTRINSERO A RITORNARE IN FRANCIA, DOVE TUTTAVIA NON MANCAVANO RESPONSABILITA' NEI CONFRONTI DI CIO' CHE CI STAVA ACCADENDO. E SI FECERO SENTIRE A PIU' RIPRESE IN PARTICOLARE IN CONCOMITANZA CON IL NOSTRO CONTINUARE A RECLAMARE I NOSTRI DIRITTI DI LAVORO.
1995 SUBIMMO UNO SFRATTO ILLECITO, CHIEDEMMO ED OTTENEMMO UN SUSSIDIO ED IIN UN PRIMO TEMPO FUMMO SISTEMATI IN UN RESIDENCE PER SENZATETTO. LA BANCA DA TEMPO SUBIVA SCALATE OSTILI E NEL 1994 IL PRESIDENTE ERA STATO COSTRETTO A VENDERE.

DUNQUE E' CON LA CITATA S.A.S. TRA I FRATELLI CHE MI RITROVAI ESTROMESSA DAL NEGOZIO E COSTRETTA AD ACCETTARE L'OFFERTA DI UN SINDACALISTA CISL, DIVORZIATO, CHE APPARENTEMENTE SI STAVA DANDO DA FARE PER IL MIO LAVORO, DI DARE UNA MANO IN CASA DOVE VIVEVA CON LA MAMMA ANZIANA, PER 400 MILA LIRE AL MESE. SOLDI CHE INVIAVO IN FRANCIA PER MIO FIGLIO CHE STAVA DANDO BUONI RISULTATI NELL'AGONISMO DEL TENNIS.

MA DOPO LA POSIZIONE IN MIO FAVORE PRESA DAI SINDACATI, FUI PRELEVATA DA QUELLA CASA DA FORZE DELL'ORDINE E PERSONALE SANITARIO ED INTERNATA PER 10 GIORNI.

LA MAMMA ERA STATA COSTRETTA AD ABBANDONARE IL BABBO DA SOLO AL NEGOZIO, NEL MOMENTO IN CUI LE ERA DIVENUTA INSOPPORTABILE LA COMPRESENZA DI MIO FRATELLO IL MAGGIORE.

ORA, IL BABBO, MALATO, AVEVA LASCIATO UN ARRETRATO DI FITTI CHE AL MOMENTO DELLA DIVISIONE DEGLI INCASSI, MIO FRATELLO IL MINORE AVEVA CHIESTO ALL'ALTRO DI PAGARE, RICEVENDONE UN SECCO RIFIUTO. UNO DEI MOTIVI DELLA LITE TRA I FRATELLI. IL MINORE AVREBBE POI CONTESTATO AL PIU' GRANDE DI ADDEBITARE AL LORO NEGOZIO LE SPESE DEL NEGOZIO DELLA COMPAGNA. IL NEGOZIO VERRA' CHIUSO.

NEL 2000 SARO' RIAMMESSA AL LAVORO, MA SEGUITO ANCHE ALL'INTROMISSIONE DI UN'ASSOCIAZIONE DI VIGILI URBANI IN CONGEDO, ANCHE CARABINIERI IN CONGEDO E CIVILI, NON RICEVERO' COME MIO DIRITTO, GLI ARRETRATI. SUBIRO' MOBBING CON DEMANSIONAMENTO ED ISOLAMENTO DAL GRUPPO DI LAVORO E STALKING OCCUPAZIONALE. NON SAPEVO CHE QUELL'UFFICIO ERA POLITICO ED IO NON VI AVEVO NULLA A CHE FARE.
NONOSTANTE CIO' ACCETTERO' LA PROPOSTA DELL'ASSOCIAZIONE DI VIGILI URBANI IN CONGEDO, DI SVOLGERE PER LA STESSA ATTIVITA' DI VOLONTARIATO, SPINTA ANCHE DALL'UTILITA' CHE I RIMBORSI RELATIVI AVEVANO PER LA MIA FAMIGLIA, DALLA NECESSITA' DI NON RESTARE TOTALMENTE ISOLATA, NELLA SPERANZA DI POTER AIUTARE IN QUALCHE MODO ANCHE I MIEI GENITORI E MIO FRATELLO IL MINORE. QUESTA OCCASIONE SI PRESENTERA' QUANDO POTRO' REALIZZARE UN PROGETTO DI FORMAZIONE DEI VOLONTARI DELL'ASSOCIAZIONE, PER UNA MIGLIORE SICUREZZA DEL TERRITORIO LOCALE. RUOLO DI CUI, NONOSTANTE IL SUCCESSO OTTENUTO, VERRO' BRUSCAMENTE PRIVATA, IN PARTICOLARE PER PROTESTE DI UNO TRA I VOLONTARI CHE A MIA SCIENZA SI OCCUPAVA DI GIOCO D'AZZARDO.

NELLA CIRCOSTANZA, CI SARA' CHI SBANDIERERA' E STRUMENTALIZZERA' AD ULTERIORE MIO DANNO, IL MIO INTERNAMENTO.

NON MI ARRENDERO' ED ELETTA PORTAVOCE DA TUTTI I PRESIDENTI DELLE ASSOCIAZIONI DI COMMERCIANTI E DI RESIDENTI DEL CENTRO STORICO, NEL NOVEMBRE 2003, ORGANIZZERO' IN CAMPIDOGLIO UN CONVEGNO/DIBATTITO, "RIQUALIFICAZIONE VALORIZZAZIONE TUTELA CENTRO STORICO E PERIFERIA" TRA DETTI PRESIDENTI, SINDACO ED ASSESSORI, PREFETTO, COMANDANTE PROVINCIALE DEI CARABINIERI, QUESTORE. UN MEZZO SUCCESSO, MA POI NEL DICEMBRE 2003, VERRANNO RINVENUTI DECEDUTI MIA MAMMA E MIO FRATELLO IL MINORE

MA LA SPINTA DECISIVA ALLA MIA TOTALE ESCLUSIONE DALLE MIE ATTIVITA' DI VOLONTARIATO, LA DIEDE UN SINDACALISTA AL QUALE AVEVO CHIESTO AIUTO SIA PER IL MOBBING, CHE PER LO STALKING OCCUPAZIONALE.

NELLA MIA FAMIGLIA D'ORIGINE SOLTANTO MIO FRATELLO IL MAGGIORE AVALLERA' IL FATTO CHE MIO MARITO FOSSE STATO PRIVATO DEL SUO LAVORO ED IL MIO INTERNAMENTO.

SIN DAGLI INIZI HO CONTESTATO DETTE PROCEDURE CONCERNENTI LA SEPARAZIONE E LE EREDITA', SVOLTESI IN VIOLAZIONE DEL MIO CONTRADDITTORIO, COME ANOMALE IN ATTI E DECISIONI. STESSA COSA VALE PER IL MIO LAVORO.

IN PARTICOLARE INOLTRE, NON SI PUO' PROCEDERE A DIVISIONI EREDITARIE SENZA AVER ACCERTATO QUALI EFFETTIVAMENTE SIANO QUELLI DI PROPRIETA' DEL DE CUIS.
SULLA BASE DI QUESTO CONCETTO AVEVO SIN DAGLI INIZI DATO DISPOSIZIONE AL MIO AVVOCATO DI CHIEDERE IL RIGETTO DELLA PROCEDURA DI DIVISIONE GIUDIZIALE DEI BENI IN EREDITA' INSTAURATA DAL COEREDE, MA LA MIA FIDUCIA E' STATA TRADITA.

D'ALTRO CANTO REPUTO IMPOSSIBILE UNA NORMALE DIVISIONE EREDITARIA DEI BENI EREDITARI TRA ME E IL FRATELLO CHE MI RESTA, CONSIDERATE LE PREPOTENZE CHE IN FAMIGLIA HA SEMPRE USATO PER ATTESTARE QUELLI CHE RITENEVA ESSERE I SUOI DIRITTI.

Dal 2016 sbarco il lunario occupandomi occasionalmente di moda sostenibile. Non ho chiesto sussidi, né beneficio di riduzione pagamenti bollette, mentre continuano a pervenirmi richieste di pagamenti da ogni dove. Tempo fa, ho provato a chiedere l'ISEE, ma la procedura si è rivelata impossibile a causa delle pendenze, in attesa di chiarimenti da me richiesti al riguardo, appunto, delle mie problematiche di lavoro e ereditarie.

HO TRA L'ALTRO SUBITO DAL 2001, TUTTA UNA SERIE DI PIGNORAMENTI DAL MIO CONDOMINIO DOVE ABITO DAL 1978 UNA CASA DI PROPRIETA' DEI MIEI GENITORI, CHE HO CONTESTATO COME ILLECITI PER TANTI COMPROVATI MOTIVI. PROCEDURE ANOMALE IN ATTI E DECISIONI, IN VIOLAZIONE DEL MIO CONTRADDITTORIO. ALCUNI RIGUARDANO SPESE DI CONDOMINIO, ALTRI INFILTRAZIONI DI ACQUA INVENTATE DA UNO DEI CONDOMINI. TRA QUESTI IL CITATO NIPOTE DI MIA MAMMA. ERA PRESSO L'AMMINISTRATORE DEL MIO CONDOMINIO CHE I MIEI GENITORI FACEVANO LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI.

DETTI PIGNORAMENTI HANNO GRAVATO SULLA MIA BUSTA PAGA, L'UNICA DELLA FAMIGLIA, CON UN RAGAZZO DA CRESCERE E SUCCESSIVAMENTE SUI RISPARMI POSTALI IN EREDITA' COINTESTATI TRA MIA MAMMA E MIO FRATELLO SCOMPARSI, CHE POSTE ITALIANE HA VOLUTO LIQUIDARE SOLTANTO AL FRATELLO COEREDE. PIGNORAMENTI CHE TRA L'ALTRO NON HANNO MAI RISPETTATO IL MINIMO VITALE.

IN PARTICOLARE, AD UN CERTO PUNTO, DOPO LA MIA CONTESTAZIONE IN GIUDIZIO DEI PIGNORAMENTI DOVUTI ALLE INFILTRAZIONI DI ACQUA INVENTATE DA UN CONDOMINO, CON RICHIESTA DI RISARCIMENTO, SONO INDEBITAMENTE INTERVENUTI IN CONDOMINIO AVVOCATI DEL FRATELLO CHE MI RESTA EFFETTUANDO UNA TRANSAZIONE A SEMPLICE CHIUSURA DELLA LITE. AVVOCATI CHE FANNO PARTE DEL GRUPPO DI AVVOCATI DI MIO FRATELLO, MA ANCHE DEL CONDOMINIO E DEL CONDOMINO CON IL QUALE ERO IN LITE. CHE SI SONO INTERESSATI DELLA SEPARAZIONE GIUDIZIALE E DELL'EREDITA' DELLA MAMMA E CHE CONTINUANO AD OCCUPARSI DI QUELLA DEL BABBO.

POCO DOPO IL DECESSO DI MIO MARITO DEL 2016, SCOPRO CASUALMENTE CHE IN TRIBUNALE E' STATA AVVIATA UNA DIVISIONE GIUDIZIALE DEI BENI DEL BABBO, MA NON RICONOSCO LA FIRMA A DELEGA AI SOLITI AVVOCATI COME QUELLA DI MIO FRATELLO. VIENE ANCHE MENZIONATO UN TESTAMENTO DEL BABBO DEL 2005 CHE LASCEREBBE LA SUA QUOTA LEGITTIMA PROPRIO A MIO FRATELLO, TESTIMONI DUE SUOI AMICI DELLA NOSTRA ZONA DI ABITAZIONE, UN PORTIERE ED UN INSEGNATE DI UN ISTITUTO CATTOLICO. IL NOTAIO NEL 2005 E' IN PENSIONE E L'ARCHIVIO NOTARILE NON MI HA AVVERTITA. MIO FRATELLO NEL 2013 MI SCRIVE DEI BENI IMMOBILI IN EREDITA', TUTTI QUELLI INTESTATI AL BABBO, SENZA FARE MENZIONE ALCUNA DI TESTAMENTO.

TANTO PER ME CHE PER MIO MARITO E NOSTRO FIGLIO, CHE PER I MIEI GENITORI E MIO FRATELLO IL MINORE, COSTANTE E' STATO IL LINCIAGGIO MORALE E PROFESSIONALE, LE INTIMIDAZIONI IN PARTICOLARE COME INCIDENTI STRADALI, LE VIOLAZIONI DI DOMICILIO SENZA SEGNI DI EFFRAZIONE, TRUFFE DI DIVERSO GENERE, POSTA E TELEFONO CONTROLLATI E ANOMALIE POSTALI. AD ESEMPIO TEMPO FA' MI E' PERVENUTO L'AVVISO PER IL RITIRO DI UNA RACCOMANDATA ATTI GIUDIZIARI, SENZA SPECIFICA DEL MITTENTE, LA CUI GIACENZA E' DI 6 MESI, MA QUANDO IL 30° GIORNO SONO ANDATA A RITIRARLA MI E' STATA RIFIUTATA.

IN PARTICOLARE, DAL 2001, UNA VOLTA MIO MARITO E NOSTRO FIGLIO RICONGIUNTISI A ME A ROMA, QUEST'ULTIMO NON E' MAI STATO PERSO DI VISTA DA ALCUNI RAGAZZI CHE HANNO PROVOCATO DANNI A LUI ED A NOI GENITORI.

GLI AVVOCATI DI MIO FRATELLO SONO NOTI NELL'AMBIENTE CATTOLICO

TORNANDO ALLA MIA SALUTE

Dal 2016, ho fatto fronte a piccoli occasionali problemi di salute come un mal di denti, stitichezza, emorroidi, normalmente con sistemi naturali. Sono stata in generale bene, mai una linea di febbre.

Poi ad ottobre 38 di febbre e volendo sapere di cosa si trattasse, se per caso potesse essere Covid, sono andata dal Medico di famiglia che conosco poco.

Mi ha ricevuta senza appuntamento, auscultato i polmoni, liberi, visto la gola, un po' irritata. Le ho chiesto di misurare la febbre e avevo 37. Non sapeva se fosse Covid. Mi ha dato appuntamento per una visita più approfondita dopo 10 giorni.

Non essendo soddisfatta, ho acquistato in farmacia l'occorrente per il tampone nasale ed ho scoperto di avere il COVID.

Il giorno dopo mi sono recata dal Medico dell'Ambulatorio perché da un premolare fuoriusciva pus e mi ha prescritto AMOXICILLINA CLAVULANICO x sei giorni e contestualmente un bicchiere di yogurt.

All'appuntamento con il Medico di famiglia, l'ho informata della positività al Covid e dell'assunzione del citato antibiotico. Mi ha prescritto analisi ed indagini strumentali senza spiegarmi e non tenendo conto della mia situazione economica di cui è a conoscenza.

Ho dovuto arrangiarmi da sola.

Intanto però ho iniziato ad avere gonfiore addominale con dolore ed ho rimarcato la presenza di sangue nelle urine. Non ho bruciore alla vescica, solo la notte mi capita di urinare più volte. Però ho prolassi dovuti ad un parto, anni fa', importante e emorroidi. La situazione mi ha costretto, dopo circa 15 giorni dalla visita medica ambulatoriale citata, a tornare all'Ambulatorio dove, posto il nuovo Medico al corrente dell'incertezza del mio Medico di famiglia al riguardo del Covid, considerando una cistite, mi è stata prescritta FOSFOMICINA ed un''indagine strumentale.

Dopo l'assunzione di fosfomicina, la mia situazione è notevolente peggiorata con gonfiore e dolore addominale ed alla schiena e stipsi ostinata.

E pure riuscire a fare in convenzione le analisi e indagini strumentali prescrittemi dai Medici di Famiglia e d'Ambulatorio, tanto più nei tempi necessari o perlomeno ragionevoli non é facile. Peraltro nelle prescrizioni é omessa la specifica dell'urgenza.

INTANTO HO LETTO PIU' ATTENTAMENTE I "BUGIARDINI" RELATIVE AGLI ANTIBIOTICI PRESCRITTIMI: PER IL PRIMO, AMOXICILLINA CLAVULANICO, C'E' LA RACCOMANDAZIONE DI NON ASSUMERLO SE SI HA IL COVID; PER IL SECONDO, LA RACCOMANDAZIONE PARTICOLARE E' QUELLA DI NON ASSUMERLO IN PRESENZA DI INFIAMMAZIONE DELL'INTESTINO CRASSO (COLON). ED IO AVEVO SIA COVID CHE UNA FORTE INFIAMMAZIONE INTESTINALE.

L'INFIAMMAZIONE INTESTINALE PERALTRO OSTACOLA L'ATTECCHIMENTO DEI BATTERI BUONI CONTENUTI NEI PROBIOTICI CHE IN QUESTI CASI NORMALMENTE SI ASSUMONO.

INOLTRE, L'AMOXICILLINA CALVULANICO E' GIA' UN ANTIBIOTICO UTILE ALLA CISTITE, MENTRE IL SANGUE NELLE URINE POTEVA ESSERE CAUSATO DALLE EMORROIDI O POTEVA TRATTARSI DI SPOTTING. MEDIANTE UN TAMPONE HO RILEVATO SANGUE IN VA**NA.

Mi sto arrangiando da sola e sto leggermente meglio.

Dal 14 ottobre ho dovuto per queste cause, sospendere anche la mia occasionale attività di lavoro nel campo della moda sostenibile, già ostacolata, così come é stata ostacolata la realizzazione di miei Progetti finalizzati a contrastare le violenze sulle donne di natura economica e professionale. L'ennesimo pignoramento condominiale, mi ha addirittura bloccato la carta-conto necessaria alla raccolta dei fondi necessari, bloccandomi nella totalità persino i 100 Euro giacenti.

Ho chiesto persino ai Comitati di Quartiere se nonostante la situazione causatami, potevano aiutarmi almeno ad ottenere i diritti di chi come me é senza reddito dal 2016 e sto da tempo aspettando una risposta.

In particolare, negli ultimi tempi, ho subito il furto del mio zaino presso un negozio di scarpe, tardo pomeriggio, negozio gremito, svariate commesse in circolazione, telecamere. Lo avevo poggiato un istante a terra per guardare le scarpe che stavo provando ad uno specchio nelle immediate vicinanze. Sparito. Dentro c'erano le chiavi di casa, porta blindata. Non avevo il cellulare con me e chiedo aiuto al 112 dal telefono del negozio. Mi risponde un Operatore della Centrale Unica di Risposta , Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco, 118, che mi nega il richiesto intervento delle forze dell'ordine, asserendo che dovrò aspettare l'indomani per denunciare personalmente presso Uffici di Polizia o Carabinieri di zona. Insisto e arriva la Polizia che si mette in contatto con i Vigili del Fuoco. Dopo qualche ora se ne vanno. Chiedo aiuto al Presidente di un Comitato di Quartiere, chiamo dal suo cellulare i Vigili del Fuoco che intervengono e mi fanno entrare. L'indomani mattino chiamo il Posto di Polizia che mi dice di aspettare il primo pomeriggio. Finalmente denuncio, ma non sono stati verbalizzati i miei sospetti e non vi é traccia della mia volontà di punizione dei colpevoli.

ALLEGO UNA NOTA DI ENTEROGERMINA, TRA I TANTI ALLERTA DEI DANNI CHE PUO' PROVOCARE ALLA NOSTRA SALUTE L'ASSUNZIONE DI ANTIBIOTICI

Antibiotici e intestino : gli effetti collaterali

Gli antibiotici possono influenzare la funzione del sistema immunitario intestinale, la capacità di resistere alle infezioni e il corretto funzionamento del metabolismo (assimilazione di nutrienti, facilitando i processi di digestione, assorbimento e peristalsi). In caso di assunzione prolungata possono verificarsi i seguenti sintomi:

Diarrea/stipsi

Gli antibiotici possono spazzare via intere colonie di batteri buoni, rendendo il tratto gastrointestinale debole e causando la diarrea.

Gas e crampi addominali

Assunzioni prolungate di antibiotici tendono a causare una grave infiammazione del colon, con conseguente gonfiore e dolore addominale.

Nausea

La nausea è un sintomo comune in caso di flora batterica squilibrata; i soggetti più fragili sono anche inclini al vomito.

Gli antibiotici uccidono i batteri, sia buoni che cattivi, e possono causare uno scompenso della flora intestinale, rendendola vulnerabile a condizioni che portano a dolore addominale, diarrea e/o costipazione.

La flora batterica intestinale è vitale per tessuti e organi
La pelle, l'intestino, il sistema urogenitale e il sistema respiratorio dipendono dalla flora batterica intestinale.

Gli antibiotici alterano le popolazioni microbiotiche
Alterazioni del microbiota portano il corpo ad essere più vulnerabile.

È difficile per il corpo riequilibrare la flora batterica
Riequilibrare la flora intestinale è un processo complesso, che può richiedere molto tempo. Durante questo periodo si può essere più vulnerabili.

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Rome

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