30/03/2026
Perché un Open Day
La figura del terapeuta cognitivo-comportamentale cinofilo, pur essendo oggi presente in tutta Italia, è ancora poco conosciuta. Per questo motivo abbiamo deciso di organizzare un open day: un’occasione per spiegare perché sono necessari due anni di formazione per accreditarsi come professionisti e, allo stesso tempo, per mostrare concretamente alcuni aspetti del nostro lavoro.
Questa figura non nasce per caso né come operazione di marketing, ma dall’integrazione di competenze maturate in ambito accademico: Psicologia a Roma e Tutela e Benessere Animale a Teramo. Da questa unione è nato un approccio ai recuperi comportamentali di tipo psicoterapeutico, non a caso di orientamento cognitivo-comportamentale.
Oggi questa figura è diffusa su tutto il territorio nazionale e, in occasione dell’inaugurazione del primo studio dedicato, ha suscitato grande interesse, con la partecipazione di oltre 130 persone. Per approfondire, è possibile consultare il sito:
https://www.terapeutacinofilo.it/?avia-element-paging=7
Il nostro percorso formativo prevede circa 800 ore complessive: un primo anno di studio teorico — che include anche le materie spesso richieste — e un secondo anno dedicato all’introduzione guidata alla professione, con il supporto di un tutor per ogni allievo.
È importante sottolineare che, quando si parla di “cani difficili”, si pensa quasi sempre all’aggressività. Tuttavia, nel nostro approccio questo aspetto viene trattato con grande cautela, insegnando che si tratta spesso di un sintomo e non del problema principale (salvo rare eccezioni di origine genetica). Molto più frequenti sono invece altre problematiche, come l’ansia da separazione (o sociopatia del distacco), la dipendenza sociale, le paure, i deficit cognitivi nella sfera elaborativa, la sindrome del leader, la sindrome del “figlio unico”, lo stress post-traumatico e l’apatia difensiva, tipica dei cani che vivono in canile. Tutte queste condizioni richiedono competenze specifiche e una preparazione approfondita.
L’obiettivo del nostro lavoro è intervenire sulle motivazioni che portano il cane a mettere in atto determinati comportamenti — per lui funzionali, anche se inadeguati nel contesto umano — e accompagnarlo verso un cambiamento che sia scelto, e non imposto. Solo in questo modo il risultato può essere realmente duraturo.
Rimaniamo disponibili a un confronto aperto su questi temi e vi invitiamo a partecipare al nostro open day, che si terrà a Roma l’11 aprile.