Silio Limiti Psicoterapeuta

Silio Limiti Psicoterapeuta PhD psicologo psicoterapeuta STUDIO ROMA
Zona San Paolo [via Tullio Levi Civita]

Le due sorelle maggiori impazzirono di gioia!E poi il Re chiese alla minore “perché hai voluto soltanto un fiore?”.La fi...
03/07/2021

Le due sorelle maggiori impazzirono di gioia!
E poi il Re chiese alla minore “perché hai voluto soltanto un fiore?”.
La figlia rispose di aver letto del fiore dai sette colori in un libro di fiabe e che questo fiore avrebbe esaudito sette desideri, uno per ogni petalo strappato. Ma a lei non importava: le piaceva così. Voleva tenerlo sul comodino per guardarlo appena sveglia.
La sorella maggiore, allora, le rubò il fiore dalle mani, strappò via un petalo e disse “voglio le scarpe più belle del mondo!” e immediatamente un tonfo si udì nella sua stanza, erano decine di paia di scarpe, uno più bello dell’altro.
E così, la media le prese il fiore e gridò “anch’io le voglio!” e lo stesso tonfò si udì in camera sua. Ma la più grande non aveva finito, prese di nuovo il fiore per sé e ad occhi chiusi e in un sol fiato sussurrò “voglio in sposo il principe del Regno Accanto”. In quel momento squillarono le trombe, il principe del Regno Accanto era arrivato per chiedere in sposa la primogenita del Re.
La figlia più grande andò incontro al suo amato, lasciando cadere il fiore che fu subito raccolto dalla figlia media, che, ancora una volta, espresse lo stesso desiderio della sorella: “anch’io voglio in sposo il principe del Regno Accanto…”. Stavolta il silenzio fu rotto da un pianto tremendo, la sorella più grande era stata lasciata dal Principe del Regno Accanto, che a quanto pare si era confuso e voleva in moglie la ‘secondogenita’ del Re.

Il Re, arrabbiato ed esterrefatto, prese il fiore, strappò un petalo e subito espresse un desiderio “La mia primogenita andrà in moglie al Principe del Regno Alto!” e poi ancora, ne strappò via un altro “E la mia secondogenita andrà in moglie al Principe del Regno Basso!!”, tuonò ancor più forte.

Ora che tutto sembrava risolto, il Re diede indietro il fiore alla figlia più piccola “Tieni tesoro, mi dispiace per gli altri sei petali”.
La figlia prese il fiore tra le mani, guardò il suo Re e strappò via l’ultimo petalo.
Un attimo dopo era sparita.
Nessuno la vide più.

Scriveva delle lettere, ogni tanto.
Alcune dal Regno Lontano, altre non si sa.

“Portami a casa”, aveva pensato.

…quando la figlia più piccola chiese solo un fiore, le sorelle si misero a ridere e la presero in giro. Ma lei non rispo...
03/07/2021

…quando la figlia più piccola chiese solo un fiore, le sorelle si misero a ridere e la presero in giro. Ma lei non rispose alle provocazioni, augurò buon viaggio al padre, suo Re, e andò nella sua camera. Il Re partì, attraversò fiumi, laghi, boschi e montagne, e dopo lunghe settimane di viaggio, finalmente, arrivò nel Regno Lontano.
Quel regno era ricco e sfarzoso, per il Re non fu difficile acquistare gioielli e vestiti meravigliosi per le figlie, ma il fiore dai sette colori era introvabile. Tuttavia il Re non si p***e d’animo e il giorno prima di ripartire per casa passò proprio davanti un piccolo negozio ai confini del regno, dove un’anziana fioraia vendeva un fiore dai sette colori, e solo per un soldo. Aveva esattamente sette petali, uno per ogni colore dell’arcobaleno.

Il Re, soddisfatto, si mise di nuovo in viaggio e vide ancora montagne, boschi, laghi e fiumi, ma stavolta c’era la neve sugli alberi e l’acqua dei laghi era ghiacciata. Quando tornò a casa erano passati tre mesi. Entrato a palazzo trovò le tre figlie ad aspettarlo, alla più grande diede i gioielli, alla media i vestiti e alla più piccola, tra le mani, posò il fiore dai sette colori...

Avete mai chiesto a qualcuno di raccontarvi una favola? Penso ci siano buone possibilità che possa capitare nella vita. ...
28/06/2021

Avete mai chiesto a qualcuno di raccontarvi una favola? Penso ci siano buone possibilità che possa capitare nella vita. A parte quando si è bambini, quelle volte contano, ma in un altro modo. Mi riferisco piuttosto a quella fascia d’età che va dalla scoperta di Babbo Natale in su. Diciamo “da grandi”.

Credo che un buon incentivo per chiedere a qualcuno di raccontarvi una favola sia, probabilmente, aver ricevuto la stessa richiesta. È solo un’ipotesi, ma sembra ragionevole. Si potrebbe chiamare l’ipotesi del “contagio favoloso”, per prendersi un po’ meno sul serio, che fa bene.

Eh sì, è normale ritrovarsi senza una bella storia da raccontare, soprattutto “da grandi”. Tranne quelle rare occasioni in cui c’è già qualcosa di pronto, per chissà quale motivo. Ma trovarsi impreparati non è la fine del mondo, anzi, c’è tanto di buono quando porta ad inventare. Mettendo insieme ricordi, vecchie fiabe e qualcosa di originale.

E così, nello sforzo di creare, gli occhi iniziano a brillare. Riflettono la luce di un altro mondo e si distendono oltre il presente. Si chiama fantasia: è il luogo oltre il rintocco del “c’era una volta”.

Alla fine potrebbe essere carino chiedere a qualcuno di raccontarvi una favola. Fa invecchiare bene ed è favolosamente contagioso, aspettatevi di ricevere la stessa richiesta, prima o poi.
In tal caso, solo un consiglio: niente ansia da prestazione e se non sapete come procedere, fatevi aiutare da chi ve l’ha chiesta.

Poco tempo fa, in questo modo, mi è capitato di sentire una favola su un Re e le sue tre figlie.
Questo Re doveva partire per affari, un lungo viaggio in territori sconosciuti. Così, prima di partire, chiese alle figlie cosa volessero in dono al suo ritorno. La più grande disse “gioielli!”, la media “vestiti!”, e la più piccola chiese un fiore dai sette colori…

Maturando non facciamo che integrare parti di noi nello stesso flusso di pensiero.Quello che ci appartiene dalla nascita...
13/06/2021

Maturando non facciamo che integrare parti di noi nello stesso flusso di pensiero.
Quello che ci appartiene dalla nascita e ancora ci accompagna.
Scegliamo qualcosa da tenere, ripetiamo ciò che dobbiamo comprendere, procrastiniamo ciò che ci spaventa.
Nel tempo i bisogni cambiano e con loro le capacità per soddisfarli.
Ognuno a suo modo impara la vita.
E come le ferite e le cure si stratificano sullo stesso corpo, le emozioni e le informazioni si assemblano nella stessa mente.
Viviamo nella nostra memoria, agendo sempre lo stesso pensiero.
Per cambiare non basta aggiungerne un altro.
Serve imparare ad “essere” altro.

È così che si nasce: nove mesi in un abbraccio assoluto pieno d’amore.Ma quell’amore va conservato, con l’affetto e con ...
06/06/2021

È così che si nasce: nove mesi in un abbraccio assoluto pieno d’amore.
Ma quell’amore va conservato, con l’affetto e con il calore.
E occorre salvarne il ricordo, nella tristezza, nella rabbia e nella preoccupazione.
Poiché altrimenti si inizia a star male, fino a dimenticare.

È solo questo che cerca un bambino.
Ed è solo questo che cerca un adulto.
Ma crescendo si trovano modi più evoluti di rinunciare.
Per questo è importante ricordare: siamo fatti d’amore.

Nei ricordi siamo attimi del nostro passato.Altri noi.Nel morso dolce di pesca salato di mare, nel profumo fragrante di ...
30/05/2021

Nei ricordi siamo attimi del nostro passato.
Altri noi.
Nel morso dolce di pesca salato di mare, nel profumo fragrante di gelsomini lungo la via, nella luce arcobaleno del caleidoscopio.
C’è un universo infinito prima di noi e ognuno ha un’emozione diversa, intima e indescrivibile.
Essere quel ricordo è un modo per stare con noi, per ascoltarci.
Per prenderci cura di ciò che siamo.

A volte qualcuno torna piangendo, a volte irradiato di pace.
Ed altre a mani vuote…
Ma è sempre un viaggio che vale la pena.
Il cuore torna sempre più vero.

Il dolore insostenibile lacera la casa della psiche.Le pareti, il soffitto, il pavimento, si sgretolano come sabbia.E un...
23/05/2021

Il dolore insostenibile lacera la casa della psiche.
Le pareti, il soffitto, il pavimento, si sgretolano come sabbia.
E una parte della persona scivola via.
Dove lo spazio sprofonda sotto il corpo che si posa.

E l’unico modo è starle accanto.
Solidi nell’inquietudine.
Oltre la rabbia e la diffidenza.
Finché non sarà in grado di alzare lo sguardo.
E creare di nuovo il mondo.

Immagina la tua classica giornata.Potrebbe andare tutto bene, liscio come l’olio. Anzi, potrebbe addirittura andare megl...
16/05/2021

Immagina la tua classica giornata.
Potrebbe andare tutto bene, liscio come l’olio. Anzi, potrebbe addirittura andare meglio.
Potresti ricevere un bigliettino d’amore, trovare subito parcheggio, avere una bella soddisfazione a lavoro, o potrebbe essere il tuo compleanno, Natale, la finale di Champions League con la tua squadra del cuore, o il giorno dei saldi con la borsetta che adori al 50%.
Saresti felice, staresti bene.

Oppure no. Nulla di tutto questo.
Un treno perso, un male ai denti, una figuraccia a lavoro, una discussione con il tuo compagno, una discussione con la tua compagna, sempre la stessa noia, la stessa fatica, le stesse cose, ansia, paura, solitudine, tristezza, dolore, rabbia.

In sintesi la vita non è un distributore democratico di eventi buoni o brutti, di stimoli positivi o negativi, le cose accadono e basta.
Per stare bene è inutile farsi guidare da “cosa si vuole ottenere”, ma occorre invece concentrarsi sul “come si vuole essere”. Solo questo dipende interamente da noi.

Durante la vita ogni persona costruisce un’immagine di sé. In quest’immagine ci sono sogni, ambizioni, limiti e capacità...
09/05/2021

Durante la vita ogni persona costruisce un’immagine di sé. In quest’immagine ci sono sogni, ambizioni, limiti e capacità. È ciò che arriva agli altri, per cui si è visti e giudicati. Ed è l’idea che si ha di sé, che resta coerente e si rinforza, giorno dopo giorno, anno dopo anno.

E da “persona” si diventa “personaggio”.
Si esiste dentro un confine, perché per fuori non c’è un copione.
Come Daniel Radcliffe è Harry Potter o Jim Parsons è Sheldon Cooper.

Ma forse fuori ci sono altri sogni, altre ambizioni, nuovi limiti e capacità.
Modi diversi di guardare sé stessi e di essere visti dagli altri.
Una “persona” oltre l’immagine che c’è sempre stata.

Fuori dal personaggio, la vita può essere ancora immaginata.

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Silio Limiti – psicoterapeuta PhD
Psicoterapia analitico bioenergetica con orientamento intersoggettivo
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In questo breve e illuminato passaggio, Goleman sintetizza il pensiero di Stern sulla sintonizzazione emotiva tra madre ...
05/05/2021

In questo breve e illuminato passaggio, Goleman sintetizza il pensiero di Stern sulla sintonizzazione emotiva tra madre e figlio, dando misura di quanto il sesso tra adulti possa consistere in un’esperienza di profonda condivisione e di empatia. Ma solo nel migliore dei casi…

Circa un paio di settimane fa Beppe Grillo ha pubblicato un video nel quale intendeva difendere il figlio dalle accuse di stupro. Sono sbagliati i modi di Grillo, che sbraita e sbatte, ma è davvero il male minore. È sbagliato soprattutto far credere che una donna violentata stia mentendo se denuncia il fatto dopo 8 giorni. Non è “strano”: sono ferite cariche di vergogna, impotenza e rabbia; difficili da rimarginare, da osservare e da denunciare, a volte per tutta la vita. Ed è sbagliato far credere che quanto accaduto sia normale, dicendo che si tratta di “ragazzi di 19 anni che si stanno divertendo”.
Parlare così non solo è sbagliato, è gravissimo e pericoloso, perché drammaticamente diseducativo.
Un’educazione sull’amore e le emozioni è quanto di più prezioso possa ricevere un bambino, un ragazzo e poi un uomo. Ed è ciò che ci si aspetta venga fatto da un genitore.

“Essere centrati” significa non farsi condizionare, così da agire in base a quelli che sono i propri autentici bisogni, ...
14/04/2021

“Essere centrati” significa non farsi condizionare, così da agire in base a quelli che sono i propri autentici bisogni, desideri e principi.
La semplice espressione “essere centrati” rende bene l’idea. Per spiegarla ho sentito dire “non farti ve**re gli occhi a mandorla se viaggi in oriente”. Mi tornano in mente gli anni dell’università, quando studiavo con ragazzi di altre regioni e parlavamo tutti un po’ campano, un po’ pugliese, un po’ romano… che ci sia un contagio (buono) non solo è normale, è una ricchezza. Ma “essere centrati” ha un significato più profondo, che rimanda al valore e al rispetto di sé. Non è facile essere centrati, tutt’altro. E anche se a volte è davvero importante, il rischio è di non essere abbastanza pronti e attenti: il signor Charles Michel, Presidente del Consiglio Europeo, offre un esempio lampante.
La Turchia si è da poco ritirata dalla convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne, e quando Charles Michel e la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen si sono recati ad Ankara, capitale turca, per incontrare il presidente turco Erdogan, questi ha fatto accomodare “lui” su una poltrona in primo piano e “lei” su un divano laterale.
Un’occasione per “lui”, il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, di mostrare un altro comportamento: di far emergere, con pacifico rispetto, ciò in cui crede (o si suppone egli creda).
“Essere centrati” significa restare presenti a sé stessi nel qui ed ora che si sta vivendo.
È difficile, ma a volte è davvero importante. Ed è ciò che ci si aspetta da figure che rappresentano tanti esseri umani: Charles Michel, lo ripeto, è il Presidente dell’Unione Europea. Detto ora fa più effetto.
Ma Charles Michel non fa nulla. E Ursula von der Leyen, interdetta, si siede lontano dalla “gente che conta”.
È il “sofa-gate”. Sono simboli, metafore che valgono tantissimo. E lo sa anche Charles Michel, che a quanto dice non ci dorme da giorni: può accadere quando si perde la “centratura”.
Per me, da cittadino del mondo, resta un’occasione persa per far valere uguaglianza e rispetto. E prendere posizione verso chi ancora fa discriminazione di genere.

Avete sentito la notizia, pareri?

Quando un genitore non rispetta un figlio, gli sta dicendo che non merita rispetto.Il figlio crescerà pensando che sia n...
05/04/2021

Quando un genitore non rispetta un figlio, gli sta dicendo che non merita rispetto.
Il figlio crescerà pensando che sia normale, che è giusto così.
Perché un figlio conosce solo la realtà che gli mostra un genitore.
Svalutare, prendere in giro, spaventare con la voce, con le mani o con lo sguardo.
Un figlio ha solo un modo per sopravvivere: attraverso il sostegno di un genitore.
E non può permettersi di rinunciare al suo amore, perché sarebbe come morire.
Piuttosto, un figlio rinuncerà al sentimento di svalutazione, di umiliazione e di spavento.
Rinuncerà alla sua sensibilità.
E non potrà imparare a distinguere il giusto dallo sbagliato quando si tratta di volersi bene.
Sarà una persona incapace di affermarsi e di rispettarsi.
Si sentirà inferiore e proverà vergogna.
Sarà per sempre un figlio arrabbiato, ma non avrà la capacità di allontanarsi da chi lo tratta male.
Perché non sarà in grado di capirlo, né tantomeno di sentirlo.
E un giorno, anche lui, sarà un genitore.

Affrontare questi temi è il dono più grande che possiate farvi.
Che siate un figlio o un genitore, perché accontentarsi di vivere male?

POST SCRIPTUM
Per distrarre dell’infelicità esistono i farmaci.
Per tentare di guarire e “spezzare la catena”, esiste la psicoterapia.

Indirizzo

San Paolo
Rome
00146

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:30
Martedì 09:00 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 18:30
Giovedì 09:00 - 18:30
Venerdì 09:00 - 18:30

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DOTT. SILIO LIMITI

Psicologo Psicoterapeuta PhD

Mi chiamo Silio Limiti, sono nato nel 1984 a Roma, città in cui vivo e lavoro. Sono PhD psicologo e psicoterapeuta, specializzato in Psicoterapia analitico bioenergetica ed esperto in Neuropsicologia.

Sul mio sito neuropsicologo.it puoi trovare tutte le informazioni riguardo al mio lavoro come psicoterapeuta, mentre su Facebook e Instagram scrivo di psicologia in generale, osservando alcuni piccoli e grandi eventi del mondo.


  • PSICOTERAPIA INDIVIDUALE E DI COPPIA