03/07/2021
Le due sorelle maggiori impazzirono di gioia!
E poi il Re chiese alla minore “perché hai voluto soltanto un fiore?”.
La figlia rispose di aver letto del fiore dai sette colori in un libro di fiabe e che questo fiore avrebbe esaudito sette desideri, uno per ogni petalo strappato. Ma a lei non importava: le piaceva così. Voleva tenerlo sul comodino per guardarlo appena sveglia.
La sorella maggiore, allora, le rubò il fiore dalle mani, strappò via un petalo e disse “voglio le scarpe più belle del mondo!” e immediatamente un tonfo si udì nella sua stanza, erano decine di paia di scarpe, uno più bello dell’altro.
E così, la media le prese il fiore e gridò “anch’io le voglio!” e lo stesso tonfò si udì in camera sua. Ma la più grande non aveva finito, prese di nuovo il fiore per sé e ad occhi chiusi e in un sol fiato sussurrò “voglio in sposo il principe del Regno Accanto”. In quel momento squillarono le trombe, il principe del Regno Accanto era arrivato per chiedere in sposa la primogenita del Re.
La figlia più grande andò incontro al suo amato, lasciando cadere il fiore che fu subito raccolto dalla figlia media, che, ancora una volta, espresse lo stesso desiderio della sorella: “anch’io voglio in sposo il principe del Regno Accanto…”. Stavolta il silenzio fu rotto da un pianto tremendo, la sorella più grande era stata lasciata dal Principe del Regno Accanto, che a quanto pare si era confuso e voleva in moglie la ‘secondogenita’ del Re.
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Il Re, arrabbiato ed esterrefatto, prese il fiore, strappò un petalo e subito espresse un desiderio “La mia primogenita andrà in moglie al Principe del Regno Alto!” e poi ancora, ne strappò via un altro “E la mia secondogenita andrà in moglie al Principe del Regno Basso!!”, tuonò ancor più forte.
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Ora che tutto sembrava risolto, il Re diede indietro il fiore alla figlia più piccola “Tieni tesoro, mi dispiace per gli altri sei petali”.
La figlia prese il fiore tra le mani, guardò il suo Re e strappò via l’ultimo petalo.
Un attimo dopo era sparita.
Nessuno la vide più.
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Scriveva delle lettere, ogni tanto.
Alcune dal Regno Lontano, altre non si sa.
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“Portami a casa”, aveva pensato.