06/01/2026
Il TRH è una molecola scoperta fin dagli anni '60. Il nome che le fu dato a quei tempi, Thyrotropin releasing hormone, è tuttavia fuorviante. Il TRH infatti non è un vero e proprio ormone, come non è un ormone la melatonina. E dosi enormi di TRH, somministrate a pazienti per lunghi periodi e per via endovenosa in certe patologie, non hanno provocato alcun effetto acuto o tossico. La scoperta del suo ruolo come principio attivo antinvecchiamento nella pineale risale al 1989. La mia prima pubblicazione sull'argomento, sul Journal of NeuroImmunology, è del 1990.
E quali effetti produce?
Il TRH è presente in natura in tutte le situazioni per così dire "di emergenza". E' per esempio nei germogli delle piante, o a protezione della pelle degli anfibi. Semplificando potremmo dire che è una molecola salvavita. Nel mammifero uomo è concentrata nell'area dell'ipotalamo anteriore collegata alla pineale, nella pineale stessa e nelle cellule beta del pancreas, quelle che producono insulina. Il suo compito è quello di regolatore ormonale, in grado di intervenire con estrema rapidità e assoluta efficacia. Gli esperimenti che abbiamo condotto su intere colonie di animali da laboratorio non lasciano dubbi . Il TRH è in grado di ricreare rapidamente un equilibrio compromesso riportandolo a livelli ottimali, o per meglio dire giovanili. Sulle cavie si è assistito non solo a un arresto dei processi di invecchiamento, ma addirittura all'innesco di processi di ringiovanimento. Anche se il TRH è solo una delle sostanze coinvolte nel processo di invecchiamento, l'abbinamento con la melatonina è secondo me fin da oggi un fatto di portata rivoluzionaria.
Con quali conseguenze?
C'è un silenzio attonito del mondo scientifico tradizionale di fronte a questo filone di ricerca. Ma c'è anche un crescente interesse, come testimoniano le decine di scienziati che saranno a Stromboli. Il fatto è che un mondo, che fino ad oggi ha vissuto nella mitologia dell'invecchiamento e della morte, è finito. E cade per una rivoluzione tolemaica, non copernicana. Cade grazie a un lungo percorso di ricerca che riporta l'uomo alla natura, lo pone di nuovo al centro dell'universo, lo sottrae a miti e superstizioni scientifiche e mortifere, lo immette lungo una via gioiosa, consapevole, strappandolo a una via dolorosa.
Più che scienza sembra filosofia.
Vede, ciascuno di noi vive totalmente immerso in ritmi e cicli vitali. Siamo dentro una danza cosmica, ci piaccia o no. Perché molti anziani muoiono a primavera? E perché molti cardiopatici muoiono all'alba? Quale risposta, se non che in entrambi i casi lo sforzo del risveglio non è sopportabile da un fisico debilitato? Il mondo vive di quattro stagioni. La stessa giornata mima questa ripartizione. C'è il letargo invernale; c'è il sonno notturno. Ci sono la primavera, la giovinezza e l'alba. Eppoi i cicli lunari, strettamente collegati a quelli ormonali. Noi possiamo forzare queste leggi, scardinarle costantemente. Ma quando lo facciamo ci facciamo male. Dobbiamo invece essere gentili con noi stessi. Mantenere la nostra integrità psicosomatica e l'equilibrio con madre natura sono fattori determinanti per vivere più a lungo. Se non ci risincronizziamo ogni giorno con questo orologio universale, è certo che muoriamo prima. Melatonina e TRH, usati sulla base di ricerche cliniche serie, concorrono a ricreare l'armonia che ci è indispensabile. Dobbiamo scoprire perché lavorano in questo modo; dobbiamo anche scoprire quali altre sostanze lavorano a questo scopo. Ora siamo certi che, ricreando un'armonia ritmica compromessa, invertire il programma di invecchiamento è possibile. Ma tutto questo non servirebbe a niente se non si imparasse la lezione fondamentale: e cioè che si deve ritornare a una vita e a valori in sintonia con l'armonia universale del sistema solare, nel quale il mammifero Uomo si è progressivamente evoluto.
Cosa dice a chi non crede alla possibilità di non invecchiare?
Se è un uomo di scienza, soprattutto se è tra i detrattori di questa via, dico solo di ripetere esattamente, semplicemente, umilmente, gli esperimenti che conduciamo da decenni. Non dico di leggere la letteratura prodotta. Dico di provare, di vedere di persona. A chi non è scienziato dico invece che l'invecchiamento è un programma genetico come, per esempio, la crescita o la fertilità. Se a un individuo si dà del cortisone, vero ormone killer in giovane età, si inibisce la sua crescita. Con ormoni appropriati, invece, l'effetto è contrario. Allo stesso modo si può operare per aumentare o reprimere la fertilità. Nessuno se ne stupisce. L'invecchiamento non è altro che parte di questo complesso programma dell'avventura umana. Purché se ne comprenda il meccanismo e si agisca, oltre che con rigore, con saggezza ed esperienza.
Entro quanto sarà disponibile il TRH?
Tra pochi mesi, dopo l'ultima fase di sperimentazione. Partiremo dagli Stati Uniti. Ma mi aspetto qualche ostacolo. Queste ricerche toccano molti interessi consolidati. Scientifici ed economici. E' già accaduto per la melatonina.
Walter Pierpaoli
Articolo messo a disposizione da Marilu Maria Luisa , che ringrazio tanto.