21/01/2015
La stipsi è un disturbo molto diffuso, interessa circa il 20% della popolazione, soprattutto donne e anziani. In molti casi è secondaria ad una patologia (cancro del colon, emorroidi, diabete, ipotiroidismo, depressione, ecc.), oppure è l’effetto collaterale di un farmaco. Negli altri casi viene definita “stipsi funzionale”. Il trattamento della stipsi è di tipo dietetico-comportamentale. Bisogna aumentare gradualmente la quantità di fibre introdotte con l’alimentazione. Le fibre aumentano il volume delle feci, trattengono acqua e favoriscono la proliferazione batterica con ulteriore aumento del residuo fecale; l’effetto finale è quello di aumentare la peristalsi intestinale. Le fonti principali di fibre insolubili sono i prodotti a base di cereali integrali, riso, pane, pasta, cracker, fette biscottate, biscotti, che vanno presi in sostituzione degli analoghi ottenuti da farine raffinate. Inoltre si raccomanda di assumere, ogni giorno, 3 porzioni di verdura e (le varietà più ricche di fibra sono cavoli, carciofi, funghi, broccoli, melanzane, cicoria) e 2 porzioni di frutta. Anche i legumi forniscono fibra e devono essere consumati 3-4 volte a settimana. In aggiunta è fondamentale bere molti liquidi circa 2 litri al giorno sotto forma di acqua o bevande di vario tipo, spremute, tisane, brodi. Ulteriori benefici si ottengono con uno stile di vita attivo Inoltre è importante non sottovalutare lo stimolo defecatorio, la necessità di trattenere le feci e rinviare l’evacuazione nel tempo determina una progressiva diminuzione della sensibilità al riflesso defecatorio. I soggetti che non rispondono alla terapia dietetica possono scegliere tra diverse tipologie di lassativi, il ricorso ai farmaci deve essere occasionale, poiché l’abuso potrebbe provocare malassorbimento di proteine e nutrienti, dolori addominali, irritazione della mucosa a***e e rettale.