26/02/2026
IL DDL BONGIORNO È CULTURA DELLO STUPRO
MOBILITAZIONE PERMANENTE VERSO L'8 APRILE
Sabato 28 febbraio saremo in piazza per affermare che il DDL Bongiorno istituzionalizza la cultura dello stupro e va fermato con tutta la consapevolezza e la potenza del nostro corpo collettivo.
La proposta della Senatrice della Lega Giulia Bongiorno interviene sulla legge contro la violenza sessuale varata nel 1996, frutto di lunghi anni di battaglie, inserendo il concetto di dissenso e stabilendo che sarà la “volontà contraria” all’atto sessuale a dover essere valutata.
Questa proposta non è un’azione isolata, ma si inserisce nella programmatica visione misogina e razzista di questo governo, che mira a contrarre le libertà e l’autodeterminazione di tutte, tuttɜ, tutti.
Lo dimostrano il tentativo di modifica dell’Art. 1 dell’Intesa Stato-Regioni, che rappresenta un attacco diretto all’identità e alla storia del movimento femminista e dei Centri antiviolenza; il rifiuto irresponsabile e regressivo del Ministro Valditara di introdurre l’educazione all’affettività e alle relazioni nel sistema scolastico, ipotecando con danni permanenti l’efficacia del contrasto alla violenza; l’attacco alla libertà di scelta nei confronti dell’interruzione volontaria di gravidanza e dei percorsi di affermazione di genere.
Come spazio transfemminista che opera anche nei Centri antiviolenza lo sappiamo bene: denunciare una violenza sessuale è già oggi un percorso estenuante, rivittimizzante e violento. Nei pronto soccorso, nelle caserme, nei tribunali, chi ha subito violenza viene interrogatə, sospettatə, giudicatə. La cultura dello stupro abita le case, le città e anche le Istituzioni.
Il DDL Bongiorno non è una proposta di riforma. È la traduzione legislativa di quella stessa cultura.
Ignorare il concetto di consenso e sostituirlo con quello di dissenso significa affermare che i corpi sono sempre a disposizione, finché non si dimostra il contrario.
Significa chiedere a chi ha subito violenza di provare di aver detto no “abbastanza forte”, “abbastanza chiaramente”, “abbastanza in tempo”.
Significa rendere i tribunali luoghi ancora più violenti di quanto già non siano.
Significa far crollare tutto ciò che il movimento antiviolenza femminista e transfemminista ha costruito in decenni di lavoro e di lotte.
Lo sappiamo già cosa succederà: ancora meno persone si sentiranno in diritto di essere credute. Ancora più violenze resteranno nell'ombra. Ancora più violenze verranno legittimate sui giornali, nei social, nella società - dentro e fuori i Tribunali.
Non consentiremo che questo ddl venga approvato.
Sulla libertà non arretreremo.
La mobilitazione sarà permanente verso l'8 aprile, quando il DDL tornerà in discussione, e oltre, finché non sarà ritirato.
❤️🔥28 febbraio 2026
Manifestazione nazionale contro il DDL Bongiorno
Piazza della Repubblica - h 13:00
💜Appuntamento territoriale a Lucha y Siesta
h 12:00 per andare insieme alla manifestazione
❤️🔥8 e 9 marzo 2026
Mobilitazioni e Sciopero transfemminista nazionale
Senza consenso è stupro. Solo sì è sì.