22/02/2026
“Eh ma tu dici che si puó mangiare tutto senza paura e dimagrire mangiando quello che si vuole”.
Esatto.
La mia non è una gentile concessione che sltri non danno.
É un dato.
Ma si basa su una cosa che molti non hanno ancora raggiunto: una definizione consapevole di “quello che si vuole”.
Se con “quello che si vuole” intendiamo solo cose che appagano il gradimento, o le porzioni, dobbiamo renderci conto che La definizione è incompleta e probabilmente squilibrata.
Significa che quello che si vuole debba contemplare il binomio pollo-riso o insalatina scondita?
O che ci porterà al normopeso?
Se stai pensando una di queste due cose, devi lavorare su “quello che vuoi”, che contempla il piacere del cibo, non per forza un piacere che compensa altro, nella maggior parte delle forme possibili, che consideri i tuoi gusti*, ma anche i tuoi bisogni, ma anche la tua capacità di sceliere sulla base di più fattori consapevoli.
Senza sacrificio inteso come metodo di pagmento di un peso o di un corpo che non si riesca/si abbia difficoltà a raggiungere.
Con sforzo magari, con attenzione certamente.
E anche, se possibile, con un vocabolario ampio e una narrazione del cibo e del peso e del corpo, che possano andare un po’ avanti nel tempo.
Peró parliamone.
Cosa vi stona quando sentite approcci tipo “puoi ottenere anche con monete di scambio diverse dal soffri scondito e muto?
Cosa non vi quadra?
*se hai letto il mio libro li sai, che i gusti non esistono, o meglio…