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12/01/2026

Movimenti della spalla

Il dito si blocca, poi scatta di colpo.. come se avesse una molla interna impazzita? Benvenuto nel mondo del dito a scat...
12/01/2026

Il dito si blocca, poi scatta di colpo.. come se avesse una molla interna impazzita? Benvenuto nel mondo del dito a scatto (o tenosinovite stenosante), una condizione fastidiosa in cui i tendini flessori delle dita fanno fatica a scorrere nel loro tunnel, creando attriti, blocchi e quel tipico clic meccanico.

In questo articolo scopri cos’è, perché succede, chi colpisce più spesso (spoiler: anche chi usa tanto le mani) e cosa puoi fare per evitare che ogni movimento diventi un gesto “a scatto”.

Non è uno studio scientifico, ma una guida chiara e curiosa per capire perché il tuo dito si comporta come un interruttore.. e come riportarlo alla fluidità.

Scopri consigli pratici e approfondimenti sul benessere fisico e la fisioterapia. Leggi i nostri articoli su EduCare Fisio.

La fascia toraco-lombare è fondamentale per la stabilità del tronco, la trasmissione delle forze e la gestione del movim...
12/01/2026

La fascia toraco-lombare è fondamentale per la stabilità del tronco, la trasmissione delle forze e la gestione del movimento. Ma quanto ne sappiamo davvero?

L’articolo non solo approfondisce la sua anatomia e funzione, ma è ricco di parole cliccabili che ti guideranno a immagini, video e articoli di approfondimento. Un vero e proprio percorso interattivo per comprendere meglio questa struttura chiave del corpo umano.

https://educarefisio.com/2025/02/10/la-fascia-toraco-lombare/

Leggilo ora e scopri tutti i contenuti extra! 🤗

È lunedì.. ed eccoci di nuovo con un nuovo episodio di “Anatomia Spassosa: esploriamo il corpo umano con un sorriso!” 😄O...
12/01/2026

È lunedì.. ed eccoci di nuovo con un nuovo episodio di “Anatomia Spassosa: esploriamo il corpo umano con un sorriso!” 😄

Oggi saliamo al gomito per incontrare un legamento dalla forma elegante e dal compito delicatissimo: il legamento anulare!

Il nome è già tutto un programma: “anulare” perché fa proprio questo.. abbraccia, circonda, contiene. È l’anello che permette al radio di girare su se stesso senza scappare via come una trottola impazzita!

Cos’è e dov’è?

Il legamento anulare del radio è una banda fibrosa circolare che origina e si inserisce sull’ulna, circonda la testa del radio, formando una sorta di collare resistente.

Fa parte dell’articolazione radio-ulnare prossimale, quella che permette pronazione e supinazione dell’avambraccio.

In pratica: senza di lui, girare il palmo della mano sarebbe un problema serio!

A cosa serve?

Mantiene la testa del radio aderente all’ulna, consentendo la rotazione fluida del radio e stabilizzando il gomito senza bloccarne il movimento. Lavora in sinergia con la capsula articolare.

È un perfetto esempio di stabilità + mobilità, senza compromessi.

Curiosità divertente

Il legamento anulare è il protagonista assoluto del famoso “gomito della balia” (o nursemaid’s elbow): nei bambini piccoli, una trazione improvvisa del braccio può far scivolare la testa del radio fuori dall’anello.

Per fortuna, spesso basta una manovra dolce per rimettere tutto al suo posto. Un anello che, nei più piccoli, è ancora un po’.. largo!

Funzionamento buffo

Immagina la testa del radio come una ruota, e il legamento anulare come il cerchione che la tiene centrata. La ruota gira liberamente.. ma non può uscire dal suo alloggiamento.

Elegante, semplice, geniale.

Nella vita di tutti i giorni

Il legamento anulare lavora quando giri una chiave, avviti una bottiglia, usi un cacciavite, ruoti il palmo della mano per prendere qualcosa.

Ogni pronazione e supinazione passa.. da lui.

Parole complicate, spiegate semplici

Radio: osso laterale dell’avambraccio
Ulna: osso mediale dell’avambraccio
Pronazione: palmo verso il basso
Supinazione: palmo verso l’alto
Articolazione radio-ulnare prossimale: giunto che permette la rotazione

Come può soffrire?

Sublussazione della testa del radio (tipica nei bambini), traumi in rotazione del gomito, infiammazioni locali, instabilità radio-ulnare (rara, ma possibile).

Nel bambino dà dolore acuto e rifiuto del movimento; nell’adulto è più spesso associato a traumi complessi del gomito.

Momento educativo leggero

Mai ti**re un bambino per il braccio! Il gomito ama i movimenti guidati, non le trazioni brusche. In caso di dolore improvviso dopo una torsione.. meglio far valutare!

E come sempre: professionista sanitario prima di improvvisare.

Curiosità scientifica

Il legamento anulare è rivestito internamente da cartilagine, per facilitare lo scorrimento della testa del radio. È un esempio perfetto di legamento funzionale, più “dinamico” che statico. La sua integrità è fondamentale per la biomeccanica di tutto l’arto superiore.

Conclusione con sorriso

La prossima volta che ruoti il palmo della mano senza pensarci, ricorda che lì al gomito c’è un anello invisibile che tiene tutto in equilibrio. Il legamento anulare: discreto, elegante, indispensabile.

Ci vediamo lunedì prossimo per un’altra meraviglia del corpo umano.. sempre con il sorriso! 😄

11/01/2026

Movimenti del rachide cervicale

Si chiama “gracile”, ma non farti ingannare dal nome: lavora s**o ogni volta che chiudi le gambe o fletti il ginocchio. ...
11/01/2026

Si chiama “gracile”, ma non farti ingannare dal nome: lavora s**o ogni volta che chiudi le gambe o fletti il ginocchio. Il muscolo gracile è il più mediale degli adduttori della coscia, sottile e lungo, ma fondamentale per la stabilità del bacino e i movimenti fini dell’arto inferiore.

In questo articolo scopri dove si trova, cosa fa, perché è spesso coinvolto nei dolori inguinali e come mantenerlo in forma (senza farlo arrabbiare).

Non è uno studio scientifico, ma una guida chiara e curiosa per conoscere meglio il tuo “muscolo gentile”.. che sa essere anche pungente, se trascurato.

Scopri consigli pratici e approfondimenti sul benessere fisico e la fisioterapia. Leggi i nostri articoli su EduCare Fisio.

Il problema è che continuiamo a pensare che il dolore tra collo e spalle dipenda da un muscolo “contratto” da sciogliere...
11/01/2026

Il problema è che continuiamo a pensare che il dolore tra collo e spalle dipenda da un muscolo “contratto” da sciogliere. Se senti peso, bruciore o rigidità lì dietro, la risposta automatica è massaggio, stretching, magari l’esercizio giusto trovato online.

Ma questa immagine racconta altro: quello che vedi non è un muscolo in colpa, è una zona che sta facendo troppo lavoro di compenso. È come un dipendente che non va mai in ferie perché altri reparti non fanno la loro parte. Il trapezio non nasce per essere sempre duro, nasce per aiutare il corpo a gestire carichi, postura, movimento delle spalle e della testa. Quando il resto del sistema non collabora, lui resta acceso tutto il giorno.

Ed è qui che entra l’altro errore di pensiero: cercare l’esercizio perfetto per “rilassarlo”.

Non esiste.

Non perché gli esercizi non servano, ma perché nessun esercizio funziona se non cambia il modo in cui usi il corpo durante la giornata. E quindi? Significa che finché provi a spegnere solo il sintomo, il trapezio continuerà a farsi sentire.

Serve smettere di inseguire la soluzione magica e iniziare a guardare come stai, come ti muovi, come reggi il peso delle spalle e della testa. Qualcuno dirà “dipende dai casi”.

È vero.

Ed è proprio per questo che il corpo non va corretto con una formula, ma capito nel contesto in cui vive. 😄

10/01/2026

Liquido cerebro-spinale

Hai presente quel dolorino alla tibia dopo una camminata in discesa o una corsa improvvisata? Probabilmente è lui che pr...
10/01/2026

Hai presente quel dolorino alla tibia dopo una camminata in discesa o una corsa improvvisata? Probabilmente è lui che protesta: il muscolo tibiale anteriore.
È il principale dorsiflessore del piede, frena ogni appoggio del tallone, aiuta a camminare senza inciampare e, (sorpresa!) può andare in sovraccarico molto più spesso di quanto pensi.

In questo articolo scopri dove si trova, cosa fa, quando si infiamma (spoiler: shin splint) e come allenarlo o proteggerlo con criterio.

Non è uno studio scientifico, ma una guida chiara e curiosa per conoscere meglio il muscolo che ti salva da ogni “piede trascinato”.. anche se non lo ringrazi mai.

Scopri consigli pratici e approfondimenti sul benessere fisico e la fisioterapia. Leggi i nostri articoli su EduCare Fisio.

Ed eccoci nuovamente alle porte del fine settimana, per un nuovo episodio di “Patologie Spiritose: tra curiosità e legge...
10/01/2026

Ed eccoci nuovamente alle porte del fine settimana, per un nuovo episodio di “Patologie Spiritose: tra curiosità e leggerezza!”

Oggi parliamo di un termine che fa drizzare le antenne a chiunque legga una risonanza magnetica: l’edema intraspongioso. Tranquilli: non è acqua nell’osso né qualcosa che “sta marcendo”. È semplicemente un segnale che l’osso.. sta protestando un po’.

Cos’è e dov’è?

L’edema intraspongioso è un aumento di liquidi all’interno della spongiosa ossea, cioè la parte interna dell’osso che assomiglia a una “spugna” piena di piccoli spazi. È un segno di irritazione o stress dell’osso, visibile soprattutto alla risonanza magnetica. Non è una diagnosi in sé, ma un segno che ci dice:

“Ehi! Qui c’è stato un sovraccarico, un trauma, o qualcosa che sta chiedendo attenzione!”

Curiosità divertente

Se potessimo ascoltare l’edema intraspongioso, probabilmente direbbe:
“Non sto esplodendo. Non sto morendo. Sto solo chiedendo ferie.” È il classico reperto che fa preoccupare più del dovuto.. e poi passa nella maggior parte dei casi.

Come si sviluppa?

L’edema intraspongioso può comparire in vari scenari: dopo un trauma o una distorsione (“bone bruise”), per sovraccarico funzionale o postura errata, all’interno di un quadro di artrosi, in caso di microfratture non dislocate, in risposta a tensioni anomale provenienti da muscoli, tendini o biomeccanica alterata.

In pratica, è un messaggio di infiammazione di grado variabile: da una semplice irritazione a un segnale più importante (che va valutato in contesto).

Nella vita quotidiana

L’edema intraspongioso può portare a dolore focalizzato, fastidio al carico, rigidità, sensazione di “osso infiammato”.

E spesso spiega quei dolori che “non passano subito”, ma migliorano gradualmente con il giusto riposo e la rieducazione.

Parole complicate, spiegate semplici

Spongiosa: la parte interna dell’osso, soffice e ricca di capillari.

Edema: accumulo temporaneo di liquidi.

Bone bruise: versione “ossea” dell’ematoma.

Sovraccarico: uso eccessivo o movimento inefficiente di un’articolazione.

Accenni di fisioterapia

La fisioterapia ha un ruolo fondamentale nella gestione: riprogrammazione del carico (non troppo, non troppo poco), esercizi di mobilità articolare per migliorare la distribuzione delle forze, lavoro sulla biomeccanica (appoggio plantare, gait analysis, postura), tecniche manuali per ridurre tensioni periarticolari, rinforzo progressivo dei gruppi muscolari coinvolti. Evitare immobilizzazioni prolungate (salvo casi particolari), perché rallentano la guarigione.

L’obiettivo è diminuire lo stress sull’osso e far “riassorbire” l’edema in modo naturale.

Curiosità scientifica

Gli studi mostrano che l’edema intraspongioso è spesso transitorio: si riassorbe spontaneamente in 6–12 settimane nella maggior parte dei casi, è presente anche in molte persone asintomatiche, è fortemente influenzato da biomeccanica, carico e qualità muscolare, NON indica automaticamente artrosi grave, necrosi o danni permanenti.

L’interpretazione va fatta sempre insieme al quadro clinico.

Conclusione

L’edema intraspongioso non è un nemico, ma un segnale: ti indica dove il tuo corpo sta facendo un lavoro extra. Con la giusta gestione del carico, esercizi mirati e un occhio attento alla funzionalità, si risolve quasi sempre senza drammi.

A sabato prossimo per il prossimo episodio! 🤗

09/01/2026

La nascita

Cosa c’entra un muscolo profondo dell’anca con l’appoggio del piede? Molto più di quanto immagini. L’ileopsoas non è sol...
09/01/2026

Cosa c’entra un muscolo profondo dell’anca con l’appoggio del piede? Molto più di quanto immagini. L’ileopsoas non è solo un potente flessore dell’anca: è anche un influente regolatore posturale, capace di condizionare, a distanza, l’equilibrio, la catena miofasciale e.. persino il modo in cui poggi il piede a terra.

In questo articolo scopri come ileopsoas e piede sono connessi, quali compensi posturali si possono creare e perché trattare uno.. può aiutare anche l’altro.

Non è uno studio scientifico, ma una guida chiara e curiosa per esplorare le sorprendenti connessioni tra i muscoli profondi e il nostro modo di camminare nel mondo.

Scopri consigli pratici e approfondimenti sul benessere fisico e la fisioterapia. Leggi i nostri articoli su EduCare Fisio.

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