Studio Oculistico Dr Giulio Bamonte

Studio Oculistico Dr Giulio Bamonte Pagina Facebook dello studio oculistico del Dottor Giulio Bamonte, Oculista.

Vitrectomia per floaters: dove nascono i sogniEra il 2006. Avevo appena finito la specializzazione e, per festeggiare, v...
26/04/2026

Vitrectomia per floaters: dove nascono i sogni

Era il 2006. Avevo appena finito la specializzazione e, per festeggiare, volai con i colleghi a Las Vegas per l’American Academy of Ophthalmology.

Per una di quelle coincidenze che cambiano la vita, incontrai i chirurghi vitreoretinici dell’Università di Amsterdam — quelli che, di lì a poco, mi avrebbero accolto come fellow in chirurgia VR.
Nel gruppo c’era uno molto silenzioso. Pensai: “Come sono strani ’sti olandesi…”
Poi scoprii che non era olandese per niente. Era di Oristano.
Si chiamava Marco Mura. E sarebbe diventato il mio maestro.

Con Marco abbiamo operato tutto l’operabile. Quattro anni fianco a fianco: dai primi strumenti 25g della chirurgia mini-invasiva fino ai 20.000 tagli dei sistemi più avanzati, passando per la robotica, la visione 3D, la chirurgia endoscopica.

Ma la lezione più grande non era tecnica.
Marco mi ha insegnato che i limiti esistono solo se te li imponi da solo. Che l’oculistica è piena di dogmi che nessuno osa mettere in discussione. E che noi, sistematicamente, smontavamo.

Uno di questi dogmi era la chirurgia dei floaters.

Ad Amsterdam cominciammo a capire che quei pazienti — quelli con filamenti e mosche volanti insopportabili, che nessuno sembrava prendere sul serio — se li operavi, non solo la chirurgia funzionava: tornavano alla loro vita. Si erano infilati in un tunnel buio, incompresi, spesso abbandonati. E ne uscivano, sulle proprie gambe, dopo una vitrectomia completa ben fatta.

In quegli anni il mio obiettivo era uno solo: diventare il chirurgo più bravo che potessi essere. Non ho mai voluto fare il primario, il professore, il capo reparto. Dopo il lavoro voglio parlare di calcio, fare surf, andare al mare. Studiare oftalmologia e filosofia.
Marco invece aveva un’altra ambizione: l’accademia, un dipartimento, la cattedra da ordinario.
E così, un giorno, ci separammo — ciascuno verso la propria strada.

Oggi, davanti a una pizza in quel di Bologna, a distanza di vent’anni, guardo indietro e sorrido.
I sogni si sono realizzati per entrambi. In modi diversi, ma entrambi interi.
E l’amicizia è ancora lì — solida, discreta, come lui del resto — pronta a durare ancora a lungo.
Soprattutto a beneficio di quei pazienti che hanno creduto in noi. E in quei sogni di giovani medici con gli occhi ancora pieni di domande.

VITRECTOMIA PER FLOATERS: quando “abbastanza buono” non basta — e perché la tecnica conta.Questa settimana ho ricevuto u...
22/04/2026

VITRECTOMIA PER FLOATERS: quando “abbastanza buono” non basta — e perché la tecnica conta.

Questa settimana ho ricevuto un messaggio da una paziente americana che seguo da tempo. Le avevo più volte consigliato una vitrectomia completa con induzione del PVD. Per paura, ha scelto una via diversa: una vitrectomia core (rimozione parziale del vitreo, senza distacco del vitreo posteriore).
Il risultato? Migliore di prima. Ma non quello che avrebbe potuto avere.

Perché lo ha fatto? Per il tam tam di 12 persone molto attive su internet che avevano avuto esperienze positive con la stessa tecnica a cui era difficile resistere. Per le lamentele di chi dopo una vitrectomia completa continuava a vedere puntini. Per voler trovare una scorciatoia. Di base..per paura.

Capisco la sua scelta. La paura è reale. Le storie di “chirurgia conservativa con ottimi risultati” circolano ovunque online. E quando sei spaventata, quando tua mamma è in ospedale, quando stai cercando la strada più corta verso la normalità — è umano cedere.
Ma la chirurgia dei floaters non è democratica. Non tutte le tecniche sono equivalenti.
Cosa succede quando non si induce il PVD:
Il vitreo residuo rimane nell’occhio. Floaters possono persistere — fili trasparenti, filamenti ancorati, cordoni che oscillano nel campo visivo. E c’è un altro rischio: nel tempo, può comunque avve**re un PVD spontaneo, portando una recidiva di floaters e la necessità di un secondo intervento.
È esattamente quello che questa paziente sta affrontando ora: tre settimane dopo l’operazione, con fili visibili alla luce intensa, la consapevolezza di aver bisogno — probabilmente — di un secondo intervento sull’occhio dominante.

Le ho risposto con onestà e con speranza.
Perché ci sono aspetti positivi reali: la massa dei floaters è sparita, l’occhio tollera bene la giornata, nessuna complicanza, nessuna cataratta (è giovane), nessun “frill” — il segno più fastidioso di vitreo residuo. E se farà il secondo occhio con vitrectomia completa, l’effetto cumulativo sarà probabilmente sufficiente per tornare a uscire fuori con i suoi figli, in acqua e sulla neve, senza quelle ombre che le attraversano il campo visivo.
Ma soprattutto le ho detto: non devi vergognarti. Hai fatto una scelta, non un errore imperdonabile. Hai avuto paura, come chiunque avrebbe avuto. E ora hai le informazioni per fare diversamente.

Se stai valutando la chirurgia per i floaters, informati bene sulla tecnica. Chiedi se verrà indotto il PVD. Chiedi quanti casi il chirurgo ha eseguito. Non scegliere la strada “più corta” solo perché spaventa di meno — perché spesso è quella che porta più lontano dalla guarigione.
La vitrectomia completa, nelle mani giuste, rimane il gold standard. Non perché sia facile — ma perché funziona.

Fori Maculari: il gas non serve più.Interessantissima discussione sul fatto che per chiudere i forj maculari basta tappa...
17/04/2026

Fori Maculari: il gas non serve più.

Interessantissima discussione sul fatto che per chiudere i forj maculari basta tapparli con la limitante interna. E non serve più mettere gas.

Io già da due anni mettevo aria e i fori si chiudevano bene. Il gas solo in casi di fori molto grossi.

Questa è un’ottima notizia per tutti quei pazienti con un occhio solo funzionante, per chi deve volare dopo la chirurgia, per chi non può posizinarsi a faccia in giù!

Vitrectomie complesse: quando tutto va male prima di andare bene.Seduto in sala con i miei colleghi più cari al congress...
17/04/2026

Vitrectomie complesse: quando tutto va male prima di andare bene.

Seduto in sala con i miei colleghi più cari al congresso VM RETINA a Monaco di Baviera mentre imparo come resecare un melanoma, come pelare un pucker in maniera efficiente, come chiudere fori maculari che non si vogliono chiudere, come rimuovere e come non membrane sotto ed epiretiniche, quando iniettare l’avastin prima di una dissezione diabetica e come riparare distacchi di retina che altri chirurghi hanno reso più complessi..penso ai miei casi soprattutto a quelli che mi fanno ve**re il mal di testa e a volte perdere il sonno.. e sono grato quando dopo tanto patire (mio e soprattutto per i miei poveri pazienti) alla fine le nuvole si schiariscono e torna il sole.
E torno a riflettere sul concetto di confidenza, un termine che viene dal latino: confidere. Che non vuol dire essere sicuri che tutto vada bene. Ma che si ha la capacità, la forza e la conoscenza per affrontare tutto o quasi.
Anche le onde più difficili come quelle di Surftown Muc (eh si tra una relazione e un’altra ci siamo riusciti a fare una surfata..🏄 )

I fori maculari grandi non vanno operati?È una frase che sento spesso.E capisco anche perché: i fori maculari grandi, so...
16/04/2026

I fori maculari grandi non vanno operati?

È una frase che sento spesso.
E capisco anche perché: i fori maculari grandi, soprattutto se presenti da tempo, hanno una probabilità di chiusura più bassa e risultati funzionali spesso limitati.

Ma la realtà, come sempre in medicina, è più sfumata.

👉 Questo caso:
Paziente di 51 anni, con visus di circa 1/10 all’occhio destro.
Foro maculare molto grande e probabilmente inveterato.

Abbiamo deciso insieme di provarci.

➡️ Vitrectomia
➡️ Peeling della ILM
➡️ Inverted flap
➡️ Gas a lunga durata

📅 Controllo a 1 mese:
• Visus migliorato a 3/10
• Macula nettamente migliorata
• Foro in fase di chiusura (non ancora completo)



💡 Messaggio chiave

No, non tutti i fori maculari grandi vanno operati.
Ma nemmeno vanno esclusi a priori.

Perché:
• Anche un miglioramento parziale può cambiare la qualità della vita
• La chiusura può essere progressiva nel tempo
• Il recupero anatomico e funzionale può continuare per mesi, fino ad anni

E soprattutto:

👉 Non operare è una decisione definitiva
👉 Operare, invece, lascia aperta una possibilità



⚖️ Quindi qual è l’approccio corretto?

Non “operare sempre”
Non “non operare mai”

Ma:
✔️ Selezionare bene i pazienti
✔️ Spiegare realisticamente le aspettative
✔️ Decidere insieme



A volte il risultato non sarà perfetto.
Ma a volte — come in questo caso — vale la pena provarci.

Pucker Maculare– Caso clinico reale! Tu cosa faresti?oggi vi propongo un piccolo quiz su un caso che ho affrontato di re...
15/04/2026

Pucker Maculare– Caso clinico reale! Tu cosa faresti?

oggi vi propongo un piccolo quiz su un caso che ho affrontato di recente. Prima però vi racconto una bella storia!

IL CASO CHE È ANDATO BENISSIMO
Una signora mi viene mandata da un collega: vede 5/10, lamenta visione un po’ storta (metamorfopsia) e un po’ opaca. All’OCT si vede chiaramente un pucker maculare (una membrana che tira sulla retina). Aveva anche la cataratta.
Decidiamo di operare con un intervento combinato: cataratta + vitrectomia con peeling del pucker.
Risultato? Da 5/10 con visione distorta e offuscata → 10/10 con visione limpida e senza più metamorfopsia!

Come dico sempre: il pucker va operato quando ci sono sintomi fastidiosi (visione storta, offuscata, ridotta) e/o quando all’OCT si vede che sta progredendo. Prima si interviene, meglio è: un paziente che al momento dell’operazione vede 6-7/10 ha ottime probabilità di arrivare a 10/10. Chi aspetta troppo, purtroppo, recupera meno.

ORA IL QUIZ – Voi cosa fareste?
Vi presento il secondo paziente. Ecco i dati:
• Ha già fatto la cataratta nell’occhio sinistro → vede 6/10
• L’OCT mostra un pucker maculare + qualche piccola alterazione dell’epitelio pigmentato
• L’OCT di novembre è praticamente identico a quello di aprile: non è peggiorato in 5 mesi
• I sintomi ci sono, ma il paziente stesso dice: “non vedo perfettamente, ma non mi sembra peggiorato”
• ⚠️ L’occhio destro non è utilizzabile: c’è una cicatrice maculare
Quindi è di fatto un monocolo funzionale con 6/10 nell’unico occhio utile, stabile da mesi, con sintomi non invalidanti.

Io ho deciso di…..

Ma voi cosa fareste al posto mio?

Ditemi nei commenti: “Opererei” oppure “Aspetterei” — e se volete, spiegate perché!

Come sempre, ogni caso è unico e la decisione va presa insieme al paziente, valutando rischi, benefici e qualità di vita.

WE TRAIN HEROES 🦸‍♀️✨La parola eroe evoca draghi da sconfiggere 🐉, battaglie epiche, imprese impossibili.Ma nella sua ra...
14/04/2026

WE TRAIN HEROES 🦸‍♀️✨
La parola eroe evoca draghi da sconfiggere 🐉, battaglie epiche, imprese impossibili.
Ma nella sua radice più vera, eroe significa: protettore. Qualcuno che ha la forza di due, il cui motore è l’amore, al servizio di qualcosa di più grande di sé.
Oggi inizia un nuovo capitolo. Benvenuta, Josiane. 🎉
Quando accompagno un fellow all’inizio del percorso, vedo sempre la stessa cosa: un giovane eroe che si addentra nella foresta, nel punto più buio. Dovrà combattere — distacchi di retina, chirurgie maculari, emovitrei, lenti a fissazione sclerale, lunghe giornate in ambulatorio. Tante sconfitte. Ma sempre almeno una vittoria in più.
Fall 7. Rise 8. 🔥
Il segreto non è la tecnica. È la mindset. Una growth mindset che, momento dopo momento, ti chiede: cosa devo imparare? Su cosa lavorare? Su cosa sudare? E soprattutto — chi voglio diventare?
Perché l’identità informa l’azione. L’azione informa lo stato d’animo.
Non lo facciamo perché oggi ci va. O perché domani potremmo averne voglia.
Lo facciamo perché siamo eroi.
Benvenuta nella foresta, Josiane. 🌲⚔️

Floaters e psicologia In un recente studio appena pubblicato su American Journal ancora una volta e' stato affrontato il...
13/04/2026

Floaters e psicologia

In un recente studio appena pubblicato su American Journal ancora una volta e' stato affrontato il tema del rapporto tra corpi mobili vitreali sintomatici e distress psicologico.

Sembra che ci sia un legame molto forte molto frequente. La domanda se sia nato prima l'uovo o la gallina rimane aperta, ma e'anche innegabile che stati ansiosi, distress psicologico e una neuroticitá di base contribuiscano a far insorgere il problema che a sua volta rinforza il disagio e i sintomi di tipo mentale.

Lo studio conclude come la visita oculistica, e certamente l'esame della acuita' visiva da soli non siano sufficienti per valutare il paiente con floaters.

E' forse per questo che la maggior parte degli oculisti non vuole operare i floaters ne vuole considerarli come un vero problema?

Penso proprio di sì.
Ma noi in fondo lo sapevamo da un pezzo, o no ? 😉

A lot of people practice what's fun, but the very best practice what no one wants to.

13/04/2026

Traumi da pallina da tennis, padel e badminton

Un occhiale protettivo e’ cool e salva la vista.
Buone partite!

🎾

08/04/2026

Chirurgia imprevedibile

Ieri in acqua ho preso un’onda.

Parto, mi alzo, tutto sembra andare bene…
poi vedo un surfista alla mia sinistra, cambio direzione per evitarlo…
e nel giro di un secondo me lo ritrovo letteralmente addosso.

Fine dell’onda.



In sala operatoria, a volte, succede qualcosa di molto simile.

Hai un piano chiaro.
Sai cosa stai facendo.
Tutto sembra sotto controllo.

Poi, all’improvviso, cambia tutto.



Retinopatia diabetica proliferante

Caso che doveva essere relativamente lineare.
Iniezione preoperatoria per facilitare la chirurgia.

Invece le membrane si contraggono, tirano la retina.
Distacco trazionale + regmatogeno.

Un intervento previsto di 45 minuti diventa una chirurgia lunga, complessa, da gestire passo dopo passo.
Olio di silicone.



Endoftalmite fulminante

Una di quelle situazioni che evolvono velocemente, troppo velocemente.

Tessuti fragili, infezione aggressiva.
Non segui più il piano.
Cerchi solo di contenere, pulire, ridurre il danno.



Trauma oculare complesso

Occhio già operato più volte.
Rimozione dell’olio di silicone.

Retina attaccata.
Laser su 360°.

Tecnicamente tutto corretto.
Ma il risultato finale resta sospeso.



Alla fine della giornata mi è rimasta questa immagine:

puoi essere sulla tua onda, concentrato, preciso…
e improvvisamente qualcosa ti salta addosso.

Nel surf come in chirurgia,
non controlli tutto.

Controlli come reagisci.



Da domani a sabato sarò a Roma per interventi e visite.
Vediamo che onde arrivano

🐣 Buona Pasqua… dalla guardia in ospedaleDopo aver iniziato l’anno in sala operatoria… non poteva mancare anche la Pasqu...
05/04/2026

🐣 Buona Pasqua… dalla guardia in ospedale

Dopo aver iniziato l’anno in sala operatoria… non poteva mancare anche la Pasqua.

In questi primi mesi del 2026 abbiamo lavorato tanto.
Ma finché riesci a portare valore ai pazienti, essere gentile e fare quel piccolo “extra” che cambia davvero le cose… allora ne vale sempre la pena.

Questo weekend è stato interessante: meno chirurgia, più clinica pura.

E come sempre, ogni paziente ti insegna qualcosa.



🔴 Dolore sopra l’occhio non sempre è “solo congiuntivite”
Una signora con dolore importante sotto l’arcata sopracciliare era stata trattata come congiuntivite.
Alla visita però si palpava una massa dolorosa: abbiamo fatto una TAC → infiammazione della ghiandola lacrimale.

👉 Messaggio: se il dolore è localizzato, profondo, e non migliora… va rivalutato.



🔴 Lenti a contatto: attenzione (davvero)
Weekend classico: problemi da lenti a contatto.

• Una ragazza con un’ulcera corneale
• Una paziente convinta di aver tolto la lente… ma era ancora dentro da giorni

👉 Messaggio chiaro:
• mai dormire con le lenti
• mai usarle oltre il tempo previsto
• mai metterle se l’occhio è rosso o dolorante

Se possibile: meglio lenti giornaliere o valutare chirurgia refrattiva.



🔴 Flash e floaters non sono sempre pericolosi
Un paziente in vacanza con lampi e corpi mobili: distacco posteriore di vitreo con un po’ di sangue, ma senza rotture.

👉 Gli ho detto: “Continua pure il tuo giro in bici.”

👉 Messaggio:
non tutti i floaters sono pericolosi, ma vanno sempre controllati bene.



🔴 Occhio = specchio della salute generale
Un paziente con una “macchia nera” improvvisa:
diagnosi → occlusione arteriosa retinica.

👉 Abbiamo attivato subito percorso neurologico.

👉 Messaggio fondamentale:
pressione, colesterolo, fumo, stile di vita…
quello che fa male al cuore, fa male anche agli occhi.



🔴 Bambini e palpebra gonfia
Una bambina con palpebra molto gonfia: cellulite pre-settale (non grave).

👉 Messaggio:
va sempre distinta dalla cellulite orbitaria (più seria), quindi controllo medico sempre.



Un weekend pieno.
Diverso dal solito.
Ma sempre con lo stesso obiettivo: fare bene il proprio lavoro, con attenzione e umanità.

Adesso è mezzogiorno.
Si chiude la guardia.

Si torna a casa… famiglia, amici arrivati da Roma… e finalmente anche per me un bell’uovo al cioccolato!

Buona Pasqua a tutti ❤️

Gli occhi sono in buone mani.Dopo un anno intenso insieme, il nostro fellow Vincent de Man conclude il suo percorso con ...
01/04/2026

Gli occhi sono in buone mani.

Dopo un anno intenso insieme, il nostro fellow Vincent de Man conclude il suo percorso con noi: 338 vitrectomie eseguite, una crescita straordinaria e un futuro già tracciato.
Come già accaduto per altri nostri allievi, è stato selezionato per uno dei centri più prestigiosi del Belgio nella chirurgia vitreoretinica.

Per noi, chirurghi “normali” dell’Hagaziekenhuis — lontani dai riflettori, dai grandi palchi e dai congressi dove spesso si misura la visibilità — è un orgoglio vedere che, nel silenzio del lavoro quotidiano, siamo diventati un centro dove giovani colleghi europei ambiscono a ve**re per imparare davvero.

Vincent, tu hai imparato molto.
Ma soprattutto hai dimostrato qualcosa di più raro: la dedizione vera.

Essere chirurgo vitreoretinico non è solo una scelta professionale.
È una vocazione che richiede tempo, ossessione per il dettaglio e la capacità di mettersi continuamente in discussione.
Non basta essere bravi. Devi respirare VR.

Hai studiato ogni caso, spesso la sera prima.
Hai affrontato di tutto: distacchi di retina, chirurgia maculare, episclerale, protesi iridee, macular buckle, lenti Carlevale e Artisan… e sì, alla fine anche qualche diabetico 😉.

Hai insistito nel “pelare” la VCR, anche quando io ero scettico.
E hai imparato — forse la lezione più importante — che non sempre bisogna fare di più: a volte il vero coraggio è fermarsi.

Hai sopportato i miei ritardi, le mie idee strane, i miei rimproveri..e persino le mie “imposizioni” a mollare tutto per andare a surfare.
Ma spero tu abbia capito una cosa:
in questo lavoro conta crescere, ma conta anche restare umani.

Meglio un intervento in meno e un collega in più.
Meglio una carriera lunga e solida che una corsa cieca.

Te ne vai con esperienza, autonomia e — cosa che conta ancora di più — con il rispetto di chi ha lavorato con te.

E noi ci teniamo i ricordi: di crescita, di confronto… e di qualche risata.

Het gaat je goed, Vincent.

Indirizzo

Viale Di Villa Massimo 37
Rome
00161

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 19:30
21:00 - 21:30
Martedì 09:30 - 19:30
21:00 - 21:30
Mercoledì 09:30 - 19:30
21:00 - 21:30
Giovedì 09:30 - 19:30
21:00 - 21:30
Venerdì 09:30 - 19:30
21:00 - 21:30

Telefono

+390664220334

Sito Web

http://www.giuliobamonte-floaters.com/, http://www.giuliobamonte.com/

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Studio Oculistico Bamonte-Tucci

Lo studio Oculistico Bamonte-Tucci vanta una tradizione lunghissima nell’oculistica romana.

Fondato dal dott. Ugo Silvio Tucci negli anni quaranta, lo studio prosegue con la figlia, Marina Tucci, allieva del Prof. G. B. Bietti, e assistente universitaria presso la clinica oculistica e l’istituto di neuro-psichiatria infantile dell’Università’ La Sapienza.

Con il marito, dott. Gabriele Bamonte, già primario incaricato dell’Ospedale Bambino Gesu’, prima in via Conte Verde 4 e poi in Via Cola di Rienzo 163 nasce l’associazione professionale G.Bamonte-M.Tucci.

Dai primi anni 2000, lo studio prosegue (dal 2018 in Viale di Villa Massimo 37) grazie alla presenza del dott. Giulio Bamonte, specializzatosi in Oculistica presso l’Università’ Cattolica del Sacro Cuore di Roma e perfezionatosi in Chirurgia della Retina presso l’Università’ di Amsterdam in Olanda.