12/03/2026
Trasformare il veleno in medicina
La notte di Capodanno ho operato un ragazzo di 19 anni.
Un fuoco d’artificio gli era esploso in mano mentre lo accendeva.
L’occhio sinistro era devastato.
Bulbo scoppiato.
Tre ore di chirurgia nel cuore della notte.
Sutura dopo sutura, cercando di rimettere insieme qualcosa che sembrava impossibile da ricostruire.
Quando finisci un intervento così lo sai già, in fondo al cuore, che la battaglia è quasi persa.
Il giorno dopo gli ho detto la verità.
“Molto probabilmente quell’occhio non tornerà più a vedere.”
Nei mesi successivi abbiamo fatto tutto il possibile per salvare il bulbo.
Ma a volte la medicina non basta.
L’occhio è andato incontro a ftisi.
Recentemente siamo stati costretti a fare un’eviscerazione.
Una sconfitta.
Almeno dal punto di vista medico.
E poi oggi è arrivato questo.
Una scatola piena di piccoli occhi di cioccolato per tutto il team.
E un biglietto scritto a mano.
Un ringraziamento.
Dentro c’era anche una frase:
“You win some, you lose some.”
Ho appena finito di leggere un libro che parla proprio di questo:
The Undefeated Mind di Alex Lickerman.
L’idea è semplice ma potente.
La vera forza mentale non è evitare il dolore.
È trasformare il veleno in medicina.
Questo ragazzo ha perso un occhio.
Ma non ha perso la gratitudine.
Non ha perso la dignità.
Non ha perso la forza.
E a 19 anni mi ha ricordato una cosa che a volte noi medici dimentichiamo.
Noi pensiamo di essere quelli che salvano le persone.
Ma alcune volte succede il contrario.
Sono i pazienti a salvare noi.