08/03/2020
Mi chiedo perché sia così difficile rispettare delle semplici regole?
La paura è un'emozione scomoda d'accordo, può farci agire in due modi disfunzionali: fuga o attacco!
Ma la paura funzionale protegge se stessi e gli altri, dobbiamo ricordarlo.
Se io non avessi paura attraverserei la strada senza guardare, ma grazie a questa preziosa emozione non rischio di morire ogni giorno e non ho bisogno di ricordarmelo tutte le volte!
Ecco allora, mi interrogo e penso:
-Ho bisogno di ribellArmi a questa questione urgente di ordine sociale (nazionale e mondiale) come attacco a qualcuno o qualcosa?
Ci sono modi più funzionali, azioni concrete che tengono conto dell'altro e prevedono un confronto diretto, altrimenti la ribellione è solo interna, nella mia testa e non funziona. -Ho bisogno di minimizzare perché se il problema non lo vedo, non esiste?
Se non mi documento su fonti attendibili, incrociando informazioni e semplicemente resto fisso sulle mie idee iniziali, il problema l'ho costruito io, resta nella mia testa e non è verificabile nella realtà contestuale. -Ho bisogno di essere fatalista e lascio decidere al destino?
Può essere una strada, ma la scienza ha fatto dei progressi perché l'uomo ha avuto bisogno anche di superare le colonne d'Ercole e questa è la più grande capacità umana messa in campo per evolversi...
Ci possiamo fidare ancora un po', con senso critico e non rigidità. -Ho paura del cambiamento e scappo?
Beh, tutti abbiamo paura dei cambiamenti, ma se oggi ci fermassimo un attimo sicuramente sapremmo riconoscere quanto siamo diventati migliori grazie al supermercato delle sfide/crisi evolutive.
E poi ricordiamo:
l'intelligenza è la capacità umana di adattarsi all'ambiente - come potenzialità, ma serve il pensiero creativo - come abilità, per essere davvero uomini e co-costruire un senso civico che tenga conto davvero di me e dell'altro.
Ci siamo evoluti, lo abbiamo già fatto, lo possiamo rifare.