15/04/2020
Mai come in questo periodo è opportuno parlare di RESILIENZA.
Ma cosa vuol dire essere resilienti? Sicuramente non vuol dire non provare dolore, difficoltà, smarrimento di fronte a traumi, perdite e minacce e nemmeno sentirsi invincibili. Non vuol dire resistere a tutti i costi ma sapersi piegare al dolore quando necessario per poi rialzarsi.
Nessun trauma è positivo ma è possibile riemergere cambiati, mobilitando le nostre risorse interiori (che tutti abbiamo!) per sopravvivere e guarire le ferite, ognuno con i propri tempi e modi.
Ecco qualche consiglio per attivare la nostra resilienza:
• avere flessibilità mentale→ accettare ambiguità e incertezza ci rende meno vulnerabili, è necessario aprire la mente a più possibilità, rendersi pronti a nuovi assetti ed equilibri;
• avere un buon sostegno sociale→ può moderare le vulnerabilità e aumentare il recupero. Le relazioni offrono incoraggiamento e rassicurazione, affetto e sostegno, creano amore e fiducia e aiutano la resistenza di una persona;
• imparare a non evitare→ alcuni eventi non possono essere evitati ma possiamo cambiare il modo di interpretarli e di rispondervi, considerano più possibilità, dando più letture alla situazione attuale;
• accettare il cambiamento→ non possiamo cambiare tutto, concentriamoci solo su ciò che è possibile modificare spostandoci per piccoli obiettivi verso la direzione in cui si vuole andare;
• essere consapevoli di cosa sentiamo→ ovvero di come alcune sensazioni influenzano il modo in cui pensiamo o ci comportiamo. Questo vuol dire sapere affrontare emozioni scomode come la paura o l’ansia e accettare il dolore senza reprimerlo o negarlo;
• non cercare di avere tutte le risposte→ di fronte ad un evento accettiamo che va bene non capire tutto in un unico momento, lo comprenderemo quando saremo pronti;
• prendersi cura di sè→ facciamo una lista di cose che possono distrarci, ricaricarci, nutrirci;
• scoprire se stessi→ difficoltà e tragedie possono farci imparare qualcosa su noi stessi.