27/03/2021
QUESTIONI INTERNE
Oggi vi voglio far guardare dal buco della serratura 🕳 della situazione tra sanitari, perché come vedete noi stiamo continuando a lavorare - molto- per garantire continuità assistenziale, ma la pandemia ha fatto emergere alcune ingiustizie formali che sarebbe ora di affrontare.
☢️ So che ognuno di voi ha tanto già da pensare per i fatti propri, e per le categorie cui appartiene. Se non volete sovraccaricarvi, e pensate che in fondo non vi riguarda, lasciate stare questo post.
Vi voglio bene lo stesso 😉
In questi giorni, dopo che tanti liberi professionisti sanitari sono stati "dimenticati" nella vaccinazione di prima fascia (ci stanno vaccinando ora, in seconda fascia), sui gruppi italiani delle professioni sanitarie si è creato finalmente un certo fermento.
Purtroppo, non avendo un sindacato e nemmeno qualcosa che ci somigli, organizzare situazioni e professioni diverse è un macello.
Le istanze principali, comunque, vertono su:
- equo compenso 💸: un fisioterapista libero professionista (che sia in struttura, in studio di colleghi, in centro convenzionato o con cooperativa) viene pagato poco, ha degli obblighi simil contrattuali (false partite iva), non ha diritti, può essere licenziato in qualunque momento, e naturalmente non ha ferie malattia e rimborsi benzina.
- Accreditamento diretto 📩 : molti di noi hanno contratti di collaborazione con strutture che operano per conto asl. Questo passaggio serve ad evitare alla asl la scocciatura di eventuali ricorsi qualora qualcuno di noi si azzardasse a far notare che una collaborazione di anni dovrebbe essere regolarizzata. Attualmente, la asl paga la cooperativa per ogni accesso più del doppio di quanto prende un professionista sanitario, e concede autorizzazioni alle terapie con parsimonia. Significa che chi se la prende in saccoccia oltre a noi sono i pazienti che avrebbero diritto ad una assistenza maggiore.
- questo avviene ormai anche in ospedale 🏨 : il personale sanitario talvolta è lì con partita iva. In ospedale!!
- I concorsi sono pochi, confusi, per pochi posti, e spesso con trucchetti che mirano a sottodimensionare (quindi sottopagare) il personale. O ha sovraccaricarlo di lavoro (chiedete agli infermieri quanti pazienti hanno, ciascuno, e quanti sono in ogni turno.
- e infine, ciò che ha reso evidente 🧐tutto ciò, l'albo non si pronuncia contro l'abusivismo, per il riconoscimento di questi diritti, per la considerazione dei non contrattualizzati, e per offrire un servizio adeguato ai propri iscritti., a fronte di una richiesta di rinnovo (paga!!) di iscrizione molto puntuale. Può sembrare il meno ma dà il polso della situazione.
Questo articolo scalfisce solo superficialmente l'aspetto etico della faccenda:
L’impressione è che il premio per la Pace sia diventato negli anni una delle lavatrici dove inserire le coscienze sporche