Osteopatia Caldarese Roma

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COSA FACCIO A STUDIO PER L'OCCLUSIONE DENTALE SUI MIEI PAZIENTI Questo post e' frutto  di Considerazioni personali dopo ...
16/01/2026

COSA FACCIO A STUDIO PER L'OCCLUSIONE DENTALE SUI MIEI PAZIENTI

Questo post e' frutto di Considerazioni personali dopo 25 anni di pratica clinica.

Nel mio lavoro clinico sull’occlusione non applico protocolli rigidi né schemi automatici.

Quello che porto oggi in studio è il risultato di oltre 25 anni di esperienza clinica
integrata con una formazione specifica maturata negli anni.

Una parte importante del mio approccio deriva dallo studio del metodo Meersseman, approfondito attraverso moduli formativi seguiti anni fa e successivamente rielaborati e interpretati da un docente di fama nazionale, il dott. ColaSanto Stefano, dentista che da anni si occupa di postura e integrazione tra sistema stomatognatico e assetto corporeo globale.

Il metodo nasce quindi da scuole strutturate, ma non viene applicato in modo meccanico: è stato nel tempo adattato e rielaborato sulla base della mia esperienza clinica diretta.

In studio, non inserisco mai il rullo o i supporti occlusali a priori.
Lo faccio solo quando l’anamnesi e la storia odontoiatrica del paziente mi orientano chiaramente in quella direzione. La scelta è sempre guidata dal ragionamento clinico, non dal protocollo.

Una volta individuata questa possibilità, eseguo:
test posturali prima e dopo,
test di forza muscolare prima e dopo,
con l’obiettivo di valutare la dominanza funzionale: capire se l’occlusione perturba il sistema ed è primaria, oppure se rappresenta una risposta adattativa a disfunzioni che nascono altrove, spesso a livello periferico o elettromeccanico.
Questo passaggio è centrale nel mio approccio, perché consente di distinguere:
quando l’occlusione è un vero driver disfunzionale,e quando invece è un effetto compensatorio di un problema che ha un’altra origine.

L’occlusione, infatti, viene sempre letta come parte di un sistema integrato, che coinvolge:

il sistema cranico e meningeo,
la relazione mandibola–cranio–sacro,
l’adattamento neuromuscolare,
la risposta posturale globale.
L’obiettivo non è “correggere un morso”, ma comprendere se e quanto l’occlusione interferisca con l’organizzazione del sistema.
Solo dopo questa verifica clinica ha senso intervenire.

Questo modo di lavorare mi permette di adottare un approccio non invasivo, progressivo e rispettoso della fisiologia, basato su risposte oggettive del corpo e su cambiamenti immediatamente verificabili.
In sintesi, il metodo che utilizzo oggi:
nasce da scuole autorevoli,
viene rielaborato criticamente,
si fonda sulla clinica esperienziale,
ed è costantemente affinato dal confronto quotidiano con il paziente.

È questo, per me, il significato profondo della pratica clinica:
studiare, applicare, osservare, verificare e rielaborare, mettendo sempre il corpo del paziente al centro del processo terapeutico.

























DETOX  COSA SERVE E COME SI FA CORRETTAMENTECos’è davvero la detox?La detox non è una moda come sembra essere diventata ...
16/01/2026

DETOX COSA SERVE E COME SI FA CORRETTAMENTE

Cos’è davvero la detox?

La detox non è una moda come sembra essere diventata oggigiorno .

È un processo fisiologico naturale che il corpo compie ogni giorno attraverso organi specifici deputati all’eliminazione delle tossine.

Gli organi principali coinvolti sono:

Fegato (detossificazione chimica)
Intestino (eliminazione delle scorie)
Reni (filtrazione del sangue)
Polmoni (eliminazione di gas e muco)
Pelle (sudorazione)
Sistema linfatico

Una detox corretta consiste nell"aiutare questo processo naturale che il nostro corpo svolge quotidianamente .

Quando è utile una detox?

Una detox ben fatta è indicata quando compaiono:

stanchezza persistente
gonfiore addominale
digestione lenta
cefalea ricorrente
muco in eccesso (respiratorio o intestinale)
difficoltà di concentrazione
ritenzione idrica
pelle spenta

Oppure:

dopo periodi di stress
dopo terapie farmacologiche
a cambi di stagione
prima di iniziare un percorso terapeutico

I PRINCIPI BASE DI UNA DETOX CORRETTA
1. Ridurre il carico tossico
Prima ancora di “eliminare”, bisogna smettere di accumulare.
Da limitare o sospendere temporaneamente:
zuccheri raffinati
alcol
caffè in eccesso
latticini
cibi industriali
farine raffinate
fritture
2. Sostenere fegato e intestino
Il fegato è il regista della detox.
Se il fegato è sovraccarico, la detox fallisce.

Alimenti utili:
ca****fo
cicoria
tarassaco
rucola
radicchio
limone
curcuma
zenzero

L’intestino deve:
muoversi regolarmente
avere una flora batterica equilibrata
non essere infiammato

3. Idratazione funzionale
Bere acqua non basta, va bevuta nel modo giusto.

Indicazioni:
acqua a temperatura ambiente
piccoli sorsi
lontano dai pasti principali
al mattino: acqua tiepida + limone
L’idratazione è fondamentale per:
reni
linfa
intestino
eliminazione delle tossine idrosolubili

STRUTTURA DI UNA DETOX BEN FATTA
Fase 1 – Preparazione (2–3 giorni)
Obiettivo: ridurre lo shock metabolico
eliminare gradualmente zuccheri e caffè
aumentare verdure
pasti semplici

Fase 2 – Detox attiva (7–10 giorni)
Obiettivo: sostenere gli organi emuntori
Caratteristiche:
verdure cotte e crude
proteine leggere (pesce, uova, legumi ben tollerati)
cereali integrali in piccole quantità
estratti vegetali mirati
tisane depurative
Fase 3 – Riattivazione (3–5 giorni)
Obiettivo: tornare all’alimentazione senza ricadute
reinserimento graduale degli alimenti
osservazione delle reazioni del corpo
ESTRATTI E SUPPORTI NATURALI (se indicati)
Sempre personalizzati, possono includere:
ca****fo
tarassaco
cardo mariano
betulla
fi*****io
clorofilla
magnesio
⚠️ Mai usare estratti a caso: una detox sbagliata può peggiorare i sintomi.
COSA NON È UNA DETOX
❌ digiuni estremi
❌ solo centrifugati per settimane
❌ lassativi
❌ prodotti “miracolosi”
❌ forzature metaboliche
Una detox aggressiva stressa il sistema nervoso e blocca l’eliminazione invece di favorirla.

CONCLUSIONE
La detox è un atto terapeutico, non una moda.
Funziona quando:
rispetta la fisiologia
sostiene gli organi giusti
è personalizzata
è integrata in un percorso più ampio
Il corpo non va forzato, va ascoltato.















🔴 REGIONE ILEO COLICA E MESENTERICA   nel THE BRUDGE METHODDisfunzioni di GRADO  I, II e III e adattamento neuro-viscera...
13/01/2026

🔴 REGIONE ILEO COLICA E MESENTERICA nel THE BRUDGE METHOD

Disfunzioni di GRADO I, II e III e adattamento neuro-viscerale
Nella Sacro Occipital Technique (SOT), le disfunzioni si classificano su tre gradi dibperdita del potenziale di funziobamento dell'asse cranio sacro.

La regione ileo-colica e mesenterica può essere coinvolta in tutte e tre i gradi, ma con caratteristiche e ruolo differenti.

Grado I

– Disfunzioni strutturali primarie
Caratterizzata da alterazioni meccaniche fisse tra sacro e cranio (es. sacro rotato, base cranica disassata).
La regione ileo-colica reagisce come distretto secondario:
tensione fasciale locale
ridotta mobilità mesenterica
alterata motilità intestinale
Il driver principale è strutturale, le correzioni cranio-sacrali migliorano indirettamente il viscerale.
Trattamento SOT: normalizzare il sacro e la relazione cranio-sacrale; il miglioramento viscerale segue naturalmente.

Grado II

– Disfunzioni funzionali e adattative
Caratterizzata da iperattività simpatica, perdita di autoregolazione e stress persistente.
Qui la regione ileo-colica diventa spesso un driver primario, mantenendo il sistema in stato difensivo:
iper-tensione mesenterica/fasciale
ridotta compliance diaframmatica
alterazioni del ritmo cranio-sacrale
sintomi intestinali intermittenti (meteorismo, discomfort, alvo irregolare)
Le correzioni strutturali isolate sono spesso inefficaci se il viscerale non viene trattato.

Trattamento SOT: decompressione viscerale, riequilibrio fasciale, modulazione del sistema autonomico, facilitazione della regolazione cranio-sacrale.

Grado III

Disfunzioni neurologiche e croniche
Caratterizzata da iperattività cronica o ipotonia neurovegetativa, spesso associata a patologie neurologiche centrali o periferiche, postumi di traumi o cicatrici profonde.
La regione ileo-colica può presentare:
ipomobilità cronica
aderenze fasciali persistenti
ridotta motilità enterica e mesenterica
ipotono o disfunzione autonomica sostenuta
Qui il viscerale non reagisce più come driver primario, ma diventa zona di compenso e deposito di tensione che mantiene lo squilibrio globale.
Trattamento SOT: tecniche delicate di decompressione, lavoro sul ritmo cranio-sacrale, mobilizzazione fasciale lenta, stimolazione di autoregolazione autonoma; obiettivo non è “correggere” il viscere, ma riattivare i circuiti di adattamento e resilienza tissutale.
Sintesi clinica osteopatica per la regione ileo-colica
Ruolo della regione ileo-colica

Focus trattamento SOT

Reattiva, effetto secondario
Correzione strutturale sacro-cranio; viscerale migliora secondariamente
II Driver primario funzionale
Decompressione viscerale, riequilibrio fasciale, modulazione autonomica, supporto cranio-sacrale

Zona di compenso cronica
Mobilizzazione lenta, stimolazione autoregolativa, lavoro sul ritmo cranio-sacrale e fascia addominale

🔹 In tutti i casi, la regione ileo-colica è nodo di filtro neuro-fasciale, interconnessa con viscere, fascia, sistema autonomico e schemi cranio-sacrali.

🔹 Il trattamento non è mai “solo intestinale”: si lavora sul confine funzionale, sulla regolazione adattativa e sulla stabilità globale del paziente.

SCRARICA IL VIDEOCORSO ecco il link in descrizione

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🧠✨DOLORE CRONICO:QUANDO IL PROBLEMA NON E' IL TESSUTO .Quando il dolore dura nel tempo, molto spesso non è solo una ques...
13/01/2026

🧠✨DOLORE CRONICO:QUANDO IL PROBLEMA NON E' IL TESSUTO .

Quando il dolore dura nel tempo, molto spesso non è solo una questione di muscoli, articolazioni o tessuti “rovinati”.
In tanti casi il dolore diventa il risultato di come il sistema nervoso interpreta ciò che succede, mettendo insieme segnali del corpo, esperienze passate, contesto, emozioni e aspettative.

👉 Quindi no, non è “tutto nella testa”.
È tutto nel sistema.

🔒🌿 La sicurezza non è un’emozione: è uno stato biologico

“Sentirsi al sicuro” non significa solo stare tranquilli mentalmente.
Significa che il corpo entra in una condizione precisa, misurabile:

⚡ meno allerta e iper-vigilanza

🌬️ respiro più libero, digestione e recupero migliori

🧪 meno stress cronico

🔄 più capacità di passare dall’attivazione al rilassamento

Quando il sistema è in sicurezza, il corpo smette di difendersi e può finalmente riparare, adattarsi e riorganizzarsi.

⚠️🧱 Quando il sistema percepisce pericolo
Se il corpo sente minaccia, anche senza un vero danno attivo:
si irrigidisce
limita il movimento
alza il volume del dolore 🔊
Non perché “sbaglia”, ma perché sta cercando di proteggerti.
Il problema nasce quando questa modalità resta attiva troppo a lungo e diventa la normalità.

🧩🧠 Perché il dolore si amplifica?

Nel dolore persistente possono succedere diverse cose:
🎚️ i freni naturali del dolore funzionano peggio
🧠 il sistema diventa più sensibile (nociplasticità)
🔬 il sistema neuro-immunitario contribuisce all’amplificazione
💭 paura, anticipazione e catastrofizzazione fanno da moltiplicatore
👉 Così anche uno stimolo minimo può sembrare enorme.
💡🤲 Molte persone non hanno bisogno di “più forza”
Spesso non serve spingere di più, ma ricostruire fiducia nel corpo.
Il lavoro clinico diventa allora:
🚶‍♂️ ritrovare fiducia nel movimento, passo dopo passo
🫁 riconoscere i segnali del corpo senza allarme
🧭 dare spiegazioni chiare e percorsi prevedibili
🤝 creare una relazione terapeutica che trasmetta sicurezza

Quando il sistema sente: “posso muovermi senza pericolo”, cambiano dolore, postura, respiro e qualità del movimento.

👐➡️🧠 Non parte solo dalle mani

Il trattamento manuale è uno strumento importante, ma nel dolore cronico funziona davvero quando è inserito in un percorso più ampio:

📚 educazione al dolore
⚖️ carico ben dosato e progressivo
🌙 attenzione a sonno, stress e recupero
🎵 lavoro su ritmo, lentezza e controllo
💪 rinforzo dell’autoefficacia: “posso gestirlo”

Le mani aiutano, ma il vero cambiamento nasce dalla riorganizzazione del sistema nervoso.

✨🔚 In sintesi
Il dolore cronico è spesso la voce di un sistema sempre in allerta.
Quando riduci la minaccia percepita e restituisci sicurezza, il corpo smette di difendersi e torna ad adattarsi.
La guarigione non è solo “aggiustare un pezzo”.
È regolazione, fiducia e libertà di movimento 🌿











🦷 PRIMA DAL DENTISTA POI DALL'OSTEOPATA 👐Tempo di lettura 2 minuti 🔎  E' Un passaggio spesso trascurato, ma clinicamente...
12/01/2026

🦷 PRIMA DAL DENTISTA POI DALL'OSTEOPATA 👐

Tempo di lettura 2 minuti

🔎 E' Un passaggio spesso trascurato, ma clinicamente rilevante.

Molti pazienti non lo sanno, ma un trattamento odontoiatrico qualsiasi esso sia può generare adattamenti e disfunzioni cranio cervicali e disfunzioni snche a distanza distanza, ⚠️

Otturazioni 🦷, estrazioni, ricostruzioni, impianti o interventi sui denti del giudizio non coinvolgono solo il dente: interessano l’intero sistema cranio-mandibolo-cervicale 🧠➡️🦴➡️🦷

⏱️ Cosa accade durante una seduta odontoiatrica
Durante le cure dentali il paziente rimane a bocca aperta per tempi prolungati 😬 con:
iper-apertura dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) ⚙️
supporto rigido sotto l’occipite 🧠
assenza di compenso posteriore fisiologico 🚫

👉 Questo può alterare i rapporti funzionali tra cranio, mandibola e rachide cervicale.

⚠️ Le possibili conseguenze
Nei giorni o nelle settimane successive possono comparire:
rigidità o dolore cervicale 😖
cefalea o senso di peso alla testa 🤕
tensioni mandibolari, click o blocchi dell’ATM 🔊
vertigini o acufeni 🌀
dolori dorsali o scapolari apparentemente “scollegati” ❓
Spesso il paziente non associa questi sintomi al dentista, perché il dente “è stato curato” ✔️

👐 Perché è utile l’osteopata dopo il dentista
L’osteopatia non interferisce con il lavoro odontoiatrico, ma aiuta a:
riequilibrare le tensioni craniche 🧠
normalizzare la mobilità dell’ATM ⚖️
decomprimere il tratto cervicale 🦴
favorire un corretto adattamento neuro-muscolare 🔄
prevenire compensi e cronicizzazioni ⛔
📆 Quando è consigliato
È particolarmente indicato:
dopo cicli odontoiatrici lunghi 🪥
dopo estrazioni complesse o denti del giudizio 🦷⬇️
in presenza di sintomi anche lievi ma persistenti ⏳
nei soggetti predisposti a disturbi cervicali o cranio-mandibolari 🎯
🔗 Un approccio integrato e intelligente
La sequenza è semplice e logica:
🦷 Prima dal dentista → 👐 poi dall’osteopata

Un piccolo passaggio ✅ che protegge l’equilibrio globale del corpo e fa una grande differenza nella salute nel tempo 🌱




















🔎🧠🌉 ALLA RICERCA DELLA DISFUNZIONE SOMATICA DOMINANTEPost Tecnico : Lettura indicata a colleghi , osteopati o fisioterap...
09/01/2026

🔎🧠🌉 ALLA RICERCA DELLA DISFUNZIONE SOMATICA DOMINANTE

Post Tecnico : Lettura indicata a colleghi , osteopati o fisioterapisti che hanno gia' terminano gli studi o li stanno terminando .

⚙️ The Bridge Method ⚙️

Nel The Bridge Method la valutazione non è mai casuale né frammentata: è una batteria strutturata di test sequenziali che orienta con precisione il trattamento osteopatico generale, consentendo di individuare la disfunzione somatica dominante del paziente.

In questo post andro' nel dettaglio in maniera riassuntiva a decrivere il contenuto del corso on line che promuoviamo .

1️⃣ 🌀 Primo step – Test delle oscillazioni
È uno dei punti di ingresso clinico.
Fornisce un’indicazione immediata del grado di disordine globale del sistema
Valuta la perturbazione cranio-sacrale
Si esegue dopo esclusione di cause vestibolari e cerebellari.

➡️ Non indica il dove, ma chiarisce il quanto e il livello di instabilità sistemica.

2️⃣ ⚖️ Secondo step – test di inibizione in piedi sul dolore .
Conferma e qualifica la zona da indagare successivamente .

3️⃣ 🧱 Batteria di test in carico
Test di compressione dell’asse
Test del tocco sacrale
Test dei case

Questa fase valuta:
✔️ tenuta dell’asse
✔️ risposta del sistema in carico
✔️ capacità adattativa sotto stress compressivo.

Gia' con questi 3 punti si individua sommariamente la tipologia e la profondita' della disfunzione dominante secondo i piani fasciali.

4️⃣ 🛏️ Valutazione sul lettino
Test delle catene fasciali
Definizione della dominanza ascendente o discendente.

⚠️ Nota clinica: questa fase è attendibile solo se il paziente non si trova il compressione cranio sacrale (non terzo grado)

Test di ascolto del Cranio ; Non cercare di definire la disfunzione ( per noi la definizione delle disfunzioni craniche sono parametri non riproducibili non
Ripetibili non Verificabili non Confermabili e neanche Standardizzabili.

Percio' si testa cio che si sente in maniera inconfutabile da piu operatori
1) o la lateroflessione o torzione asimmetria nel ritmo
2) o la simmetria
3) la completa compressione .

Questo concetto e' il mantra di ogni test in the bridge method .

Vale solo quello che ha un significato clinico in sede di valutazione globale e trattamento .

5️⃣ 🌉 Applicazione dei Bridge
I Bridge non sono standardizzati:
si posizionano in base alla dominanza della disfunzione
preparano il sistema al test e al trattamento osteopatico
oppure vengono applicati dopo il TOG, in funzione del quadro valutativo
📌 Per la conferma della posizione è possibile integrare test di kinesiologia applicata.

6️⃣ 🧩 Sistemi di riferimento della disfunzione dominante
🧠 Sistema cranio-sacrale
🧬 Sistema fasciale profondo
🕸️ Sistema fasciale superficiale
Ogni paziente esprime una prevalenza, che guida strategia e posizionamento dei Bridge.

7️⃣ 🎯 Obiettivo prioritario
➡️ Sbloccare i due tutori dell’asse: cranio e sacro
Fondamentale per:
ristabilire la comunicazione tra i sistemi
ripristinare la sicurezza neuro-meccanica
rendere efficace il trattamento osteopatico successivo.

✅ Conclusione
Il The Bridge Method non sostituisce l’osteopatia classica: la orienta.
La batteria di test consente di:
✔️ individuare la disfunzione somatica dominante
✔️ ridurre errori interpretativi
✔️ rendere il trattamento più coerente, rapido ed efficace
È un metodo di lettura del sistema.
Le tecniche si apprendono.
Il ragionamento clinico fa la differenza.
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IL DIAFRAMMA NON E' UNA STRUTTURA ISOLATA .È intimamente collegato allo psoas, che origina dai corpi vertebrali e dai di...
08/01/2026

IL DIAFRAMMA NON E' UNA STRUTTURA ISOLATA .

È intimamente collegato allo psoas, che origina dai corpi vertebrali e dai dischi di T12–L5.
Lo psoas si unisce al muscolo iliaco, che prende origine dalla faccia interna dell’ileo, formando il muscolo ileopsoas.
Questo complesso decorre sul margine del bacino e si inserisce sul piccolo trocantere del femore.
Questo significa che esiste una continuità anatomica e funzionale diretta tra diaframma, colonna lombare, bacino e arto inferiore.
Una variazione di tensione o di funzione in uno di questi distretti si ripercuote inevitabilmente sugli altri.
Questo è solo un esempio dei numerosi collegamenti che esistono tra le diverse strutture corporee e spiega perché, in clinica, non si possa ragionare per segmenti isolati ma per sistemi interconnessi.














07/01/2026

🪑 Passare tante ore al computer, giorno dopo giorno, può sembrare normale… finché il corpo non presenta il conto.

Nel caso di ENRICO erano le anche completamente bloccate e una spalla rigida e dolorosa, al punto da limitare i movimenti quotidiani il problema .

Ha deciso di rivolgersi a me per capire davvero cosa stesse succedendo e affrontare il problema alla radice.
✨ Già dalla prima seduta ha sentito un cambiamento reale: le anche si sono sbloccate e il corpo ha iniziato a rispondere.
Ora stiamo lavorando in modo mirato sulla spalla, con trattamenti specifici ed esercizi personalizzati.

Un percorso che dà fiducia, perché i risultati si sentono, seduta dopo seduta.
Consigliato a chi lavora molte ore seduto e vuole tornare a muoversi senza dolore 🙏








🧠📌 AGGIORNAMENTO CLINICO – un punto fermo per chi fa vera osteopatiaUn concetto che gli osteopati più esperti conoscono ...
05/01/2026

🧠📌 AGGIORNAMENTO CLINICO
– un punto fermo per chi fa vera osteopatia

Un concetto che gli osteopati più esperti conoscono bene, ma che spesso non è ancora chiaro a studenti e neolaureati 👇

👉 l’osteopatia non è un insieme di tecniche

👉 non è la semplice applicazione di nozioni teoriche 📚

L’osteopatia è pratica clinica, esperienza sul campo 👐 e soprattutto ragionamento clinico efficace 🧠

La tecnica non è il fine, ma uno strumento.
Ciò che fa davvero la differenza è ciò che viene prima della tecnica.

🔎 La massima espressione dell’osteopatia si manifesta nella capacità di:

✔ individuare la disfunzione dominante

✔ comprendere il livello di coinvolgimento (superficiale, profondo, duramerico)

✔ riconoscere se il pattern è ascendente o discendente

📋 Tutto questo avviene attraverso: ▪ una batteria di test clinici mirati
▪ un’anamnesi completa
▪ l’ascolto attento di ciò che il paziente riferisce
▪ una lettura sistemica dei distretti e delle funzioni corporee
🎯 Solo quando il quadro è chiaro, la tecnica diventa coerente, mirata ed efficace.
❌ Senza ragionamento clinico, la tecnica resta un gesto.
✅ Con il ragionamento clinico, la tecnica diventa osteopatia.

SCARICA IL VIDEOCORSO 👇

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05/01/2026

🔎 Osteopatia: OLTRE LA TECNICA , IL RAGIONAMENTO CLINICO

Molti mi chiedono informazioni sul corso.
Non è un corso di tecniche, ma un percorso dedicato al ragionamento clinico efficace che sta alla base del trattamento osteopatico.

Un approccio che aiuta a leggere il paziente, integrare i dati clinici e rendere il trattamento più coerente, mirato e riproducibile.

📌 Il corso è già disponibile
📌 Sono previsti aggiornamenti a breve
👉 Scarica il corso e approfondisci un modo diverso di pensare l’osteopatia.

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SIAMO GIA' OSTEOPATI Siamo già osteopati. Dedicato a tutte e a tutti i professionisti che hanno completato 5–6 anni di f...
30/12/2025

SIAMO GIA' OSTEOPATI

Siamo già osteopati.
Dedicato a tutte e a tutti i professionisti che hanno completato 5–6 anni di formazione osteopatica in scuole private, sia a tempo pieno sia a tempo parziale, attraverso percorsi strutturati, continuativi e verificabili.

Siamo già osteopati perché: 🧠📖
abbiamo svolto Circa 1000 ore di lezioni teorico-pratiche, integrate da anni di pratica clinica continuativa;

abbiamo seguito un percorso formativo completo nelle discipline osteopatiche fondamentali e avanzate;

abbiamo studiato medicina generale di base, integrata alla pratica clinica;

abbiamo approfondito apparati e sistemi secondo un modello anatomico, funzionale e fisiologico;

abbiamo studiato biologia generale e biologia differenziale 🧬;

abbiamo affrontato in modo approfondito lo studio dell’anatomia 🦴, inclusa l’anatomia sistemica e topografica;

abbiamo studiato in maniera dettagliata l’apparato cardiovascolare ❤️ e l’anatomia cardiovascolare completa;

abbiamo acquisito competenze in fisiopatologia generale e degli apparati;
abbiamo studiato la diagnosi differenziale 🩺;

abbiamo affrontato lo studio della neurologia, comprendendo neurologia centrale e periferica 🧠;

abbiamo studiato la radiologia 🩻;

abbiamo consolidato solide basi di biochimica ⚗️;

abbiamo ricevuto formazione in diritto e deontologia professionale ⚖️.

Siamo già osteopati perché: 👥🏥
abbiamo trattato migliaia e migliaia di pazienti, con esiti clinici documentabili;

abbiamo operato per decenni, assumendoci responsabilità cliniche reali;

abbiamo esercitato e fatturato regolarmente per lunghi periodi, contribuendo in modo concreto al sistema di cura sul territorio.

📌 Questo bando afferma e tutela il valore della formazione già svolta e dell’esperienza clinica maturata, riconoscendo la dignità professionale di chi esercita l’osteopatia con competenza, pratica reale e responsabilità consolidata.
















29/12/2025

🗣 TESTIMONIANZA REALE

“Convivevo da tempo con dolori dorsali e cervicali che rendevano difficili anche i gesti più semplici.........

BUONA VISIONE...

Indirizzo

Via Federico Seismit Doda 9
Rome
00143

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