Ministri degli Infermi - Camilliani

Ministri degli Infermi - Camilliani Siamo l’Ordine Camilliano che, seguendo San Camillo de Lellis, porta cura, speranza e compassione a chi soffre.

Testimoniamo la fede cristiana e promuoviamo l’inclusione sociale.
👉 Scopri le nostre storie di cura e solidarietà! L’Ordine dei Ministri degli Infermi (Camilliani) è un’istituzione cristiana che, seguendo l’esempio di San Camillo de Lellis, si dedica alla cura dei malati, alla carità e alla missione di portare speranza a chi soffre. Con il nostro ministero sacerdotale, siamo impegnati nel serviz

io e nella cura delle persone, in particolare nelle comunità vulnerabili. La nostra missione si fonda sulla fede, sull’inclusione sociale e sull’amore cristiano, portando compassione e sostegno a chi ha più bisogno.

In occasione dei 115 anni dalla morte di Giuseppina Vannini, le suore Figlie di San Camillo, hanno presentato oggi, 20 a...
20/04/2026

In occasione dei 115 anni dalla morte di Giuseppina Vannini, le suore Figlie di San Camillo, hanno presentato oggi, 20 aprile 2026, nella loro casa madre a Roma il progetto “1911-2026. 115 anni dalla nascita al Cielo della santa Giuseppina Vannini. Storia di un amore senza confini”.

Il progetto, della durata di un anno, si avvale del contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale. Potevano accedere al bando le iniziative connesse alla celebrazione degli anniversari di interesse nazionale che si proponevano la valorizzazione e diffusione della conoscenza e dello studio di personalità ed eventi rappresentativi per l'Italia.

Obiettivo del progetto è far conoscere da un lato la storia della santa Vannini e dell’Istituto da lei fondato, dall’altro aspetti della storia della Chiesa, dell’arte infermieristica e ospedaliera, ma anche sociale e culturale d’Italia, con uno sguardo a quei Paesi nel mondo raggiunti dalle Figlie di San Camillo dalla fine del XIX secolo ai nostri giorni. A supporto scientifico del progetto è previsto il coinvolgimento dell’Archivio storico delle Figlie di San Camillo, che conserva una documentazione di oltre 130 anni.

Il progetto, inoltre, si offre come una preziosa occasione per valorizzare il Piccolo museo reliquiario, allestito presso la Casa Madre storica dell’Istituto dove visse, operò e morì la santa Vannini, sia del più ampio museo “Un amore senza confini - Storia delle Figlie di San Camillo”, allestito presso la Casa Generalizia dell’Istituto a Grottaferrata (RM).

Entrambi i musei, insieme all’archivio, aiutano a conoscere sia la storia dell’Istituto sia la storia sociale, religiosa, assistenziale e culturale tra il XIX e XXI secolo in Italia e nei Paesi dove sono presenti con le loro opere le figlie di san Camillo.

Il progetto prevede momenti di studio e divulgazione della santa camilliana ed è rivolto ai fedeli, agli studiosi e, in modo particolare, agli studenti delle scuole secondarie, superiori e delle scuole di infermieristica, e ai giovani delle comunità parrocchiali.

Collegato al progetto, è l’intervento di digitalizzazione e informatizzazione del patrimonio materiale custodito nei due musei con diffusione, in doppia lingua italiano/inglese, su larga scala e accesso libero sul web.

In questa domenica, padre Gianfranco Lunardon, vicario generale dell'Ordine dei Ministri degli infermi, invita a riflett...
18/04/2026

In questa domenica, padre Gianfranco Lunardon, vicario generale dell'Ordine dei Ministri degli infermi, invita a riflettere su tre parole del Vangelo: cammino, speranza e "Resta con noi". Fino a che non incontrano Gesù, il cammino e le speranze dei suoi seguaci seguono una direzione spagliata. Poi, Gesù li riporta sulla giusta strada.

https://www.youtube.com/watch?v=-lWbS5dZ0Fw

3 likes. "Parola e Vita: III Domenica di Pasqua"

18/04/2026
Da sabato 18 a mercoledì 22 aprile la cattedrale di San Cetteo, a Pescara, ospiterà le reliquie di San Camillo, fondator...
17/04/2026

Da sabato 18 a mercoledì 22 aprile la cattedrale di San Cetteo, a Pescara, ospiterà le reliquie di San Camillo, fondatore dell’Ordine degli Infermi e copatrono d’Abruzzo insieme a San Gabriele dell’Addolorata.

Le reliquie partiranno dal santuario di Bucchianico e arriveranno sabato 18 aprile alle 17:30 nella Cattedrale di San Cetteo a Pescara. Alle 18:30 ci sarà la messa presieduta da mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne.

La messa sarà trasmessa in diretta su Radio Speranza - l’emittente radiofonica della diocesi di Pescara – sul canale FM 87.60 nella zona di Pescara-Chieti, ovunque in streaming e sulle radio DAB in Abruzzo.

Il 19 aprile, alle 17:00 le reliquie di San Camillo arriveranno al Santuario del Cuore Immacolato di Maria dove alle 19 si svolgerà la messa celebrata da padre Gianfranco Lunardon, vicario generale dell’Ordine dei Ministri degli infermi.

L’ospedale civile di Pescara sarà l’ultima tappa di questo viaggio: le reliquie raggiungeranno la ca****la ospedaliera il 22 aprile alle 10.15 e alle 11.00 sarà celebrata la messa. Alle 14:00 le reliquie del corpo di San Camillo lasceranno Pescara per spostarsi a Chieti Scalo e sostare nella parrocchia dei Santi XII Apostoli. In serata, le reliquie del santo abruzzese torneranno al Santuario di Bucchianico.

«Grazie alla gesta di quel gigante della ca**tà che è stato San Camillo – ha commentato padre Albert Sedogo, parroco del Santuario del Cuore Immacolato di Maria a Pescara – potremo riscoprire la grazia e la misericordia di Dio verso chi soffre. San Camillo, da malato, ha assistito i malati. Questo è un invito forte a prenderci cura gli uni degli altri, vedendo Cristo in chi soffre. In questo modo, a quanti assistono un malato è come se venisse offerto il privilegio di guardare Cristo e, allo stesso tempo, di diventare Cristo per lui o lei».

The Camillians San Camillo ci parla ancora

Con profonda tristezza e fede nella vita eterna, i confratelli polacchi comunicano che il 15 aprile 2026, presso l’Osped...
16/04/2026

Con profonda tristezza e fede nella vita eterna, i confratelli polacchi comunicano che il 15 aprile 2026, presso l’Ospedale Bielanski, è tornato alla Casa del Padre P. Tomasz Stachoń, religioso camilliano della Provincia camilliana polacca. Aveva 56 anni.
Così lo ricordano i suoi confratelli polacchi: “Nel suo ministero sacerdotale, Stachoń ha servito con dedizione Dio e gli uomini, in particolare i malati e i bisognosi. Ha svolto il suo servizio in molte comunità, lasciando una testimonianza di fede, bontà e sensibilità verso la sofferenza del prossimo. Nelle diverse città della Polonia in cui ha prestato servizio”.

Lo stesso giorno è morto a Siviglia, IN Spagna, anche P. Joaquín Morant García, religioso quasi centenario e sacerdote della Provincia sp****la camilliana. “La sua vita – ricordano i religiosi che lo hanno conosciuto – è stata testimonianza di perseveranza vocazionale, fedeltà alla chiamata ricevuta e amore concreto verso i malati, ai quali ha servito riconoscendo in loro il volto di Cristo sofferente, secondo il carisma di San Camillo de Lellis. Fino alla fine è rimasto unito alla vita comunitaria con spirito fraterno e grato”.

“Guardiamo con fiducia al futuro, perché Dio guida sempre l'opera che ha iniziato. Rimaniamo nella Divina Misericordia l...
15/04/2026

“Guardiamo con fiducia al futuro, perché Dio guida sempre l'opera che ha iniziato. Rimaniamo nella Divina Misericordia lungo tutte le strade della nostra vita. Rimaniamo saldi, fiduciosi e misericordiosi”.

È questo l’invito che padre Roman Zając MI, padre provinciale della Polonia, ha rivolto ai fedeli in occasione delle celebrazioni per gli 80 anni di vita della Provincia polacca.

I festeggiamenti sono avvenuti il 12 aprile 2026. Durante la messa è stato ricordato il papa Giovanni Poalo II, che ha istituito la Domenica della Misericordia, e San Camillo, che con la sua conversione ha sperimentato l’amore di Dio.

“Come lui – ha detto ancora padre Roman Zając – se vogliamo aprirci sempre più alla guida di Dio per l'Ordine, la Provincia e per noi stessi, dobbiamo procedere sempre da Dio verso l'uomo. L'uomo ha profondamente bisogno della Misericordia, dell'esperienza dell'amore di Dio”.

Si è appena concluso a Bucchianico, nella provincia di Chieti, il Raduno Nazionale dei formatori, formandi e animatori v...
14/04/2026

Si è appena concluso a Bucchianico, nella provincia di Chieti, il Raduno Nazionale dei formatori, formandi e animatori vocazionali camilliani d’Italia. Dall’incontro, che si è svolto dal 6 all’11 aprile, sono emersi alcuni spunti di riflessione.

Prima di tutto, bisogna partire dalle proprie ferite, riconoscendo che è lì che il Signore ci incontra e ci trasforma. Non si tratta di evitare la fragilità, ma di trasformarla perché diventi spazio di compassione autentica e di crescita. Solo chi si lascia toccare nelle proprie ferite può diventare capace di prendersi cura degli altri con verità.

Come per san Camillo, essere segni di misericordia attraverso una ca**tà che si fa vicinanza, accoglienza e servizio.
Le giornate sono state attraversate dalla parabola del buon Samaritano: con lui l’amore si traduce in azione concreta. Il samaritano non obbedisce a una legge, ma si lascia muovere da un amore che si fa vicinanza, cura, servizio. Non resta a distanza, ma si avvicina, si abbassa, si sporca le mani, prende su di sé il peso dell’altro.

Da qui nasce un cambiamento radicale di prospettiva: il credente non è più semplicemente chi osserva delle norme, ma chi assomiglia a Dio nell’amore concreto. Il vero criterio non è la correttezza formale, ma la capacità di farsi carico dell’altro
Solo entrando nella concretezza della vita, mescolandosi con le ferite dell’umanità, è possibile imparare davvero a prendersi cura egli altri.

Infine, particolarmente suggestiva è l’immagine del samaritano che scende da cavallo: la vera compassione implica sempre un abbassamento, un farsi piccoli, un condividere la condizione dell’altro.

Salutiamo con grande affetto padre Adriano Giacomo Tarraran che ci ha lasciato l’11 aprile 2026. Nato il 31 ottobre 1938...
13/04/2026

Salutiamo con grande affetto padre Adriano Giacomo Tarraran che ci ha lasciato l’11 aprile 2026. Nato il 31 ottobre 1938 a Ramon di Loria, in provincia Treviso, dal 1966 fino al 2021 ha vissuto in Colombia.

Nel paese sudamericano ha dedicato la sua vita alla pastorale sanitaria e alla cura degli infermi, ricoprendo diversi incarichi a Bogotà e Medellin fino a essere nominato direttore del Centro di pastorale della salute nel 2004 ed essere Superiore della Casa di S. José a Bogotà nel 1995 e nel 2007.

Tornato in Italia nel 2021, è assegnato alla casa di Capriate S. Gervasio (BG), dove assiste gli anziani della Rsa A O. Cerruti. Padre Tarran ha creduto fermamente nella formazione pastorale in campo sanitario, ha puntato sul coinvolgimento dei laici e promosso la Famiglia camilliana laica. Aveva un carattere mite, era capace di persuadere con la sua predicazione e benvoluto dai suoi familiari e confratelli.

Così lo salutano i religiosi Camilliani della delegazione Colombia ed Ecuador: “Siamo eternamente grati per il suo prezioso testamento spirituale e materiale. La sua vita era dedicata al servizio dei malati e la Chiesa seguirà a essere luce e testimonianza per le generazioni future”.

The Camillians San Camillo ci parla ancora

Un gruppo di Camilliani sta partecipando questa sera, in Vaticano, alla Veglia di Preghiera per la Pace presieduta da Pa...
11/04/2026

Un gruppo di Camilliani sta partecipando questa sera, in Vaticano, alla Veglia di Preghiera per la Pace presieduta da Papa Leone, unendosi alla Chiesa universale nell’invocare il dono della riconciliazione e della fraternità tra i popoli. 🙏

Padre Gianfranco Lunardon, vicario generale dell’ordine camilliano Ministri degli infermi, commenta il vangelo della sec...
11/04/2026

Padre Gianfranco Lunardon, vicario generale dell’ordine camilliano Ministri degli infermi, commenta il vangelo della seconda domenica di Pasqua (Gv 20,19-31) e ne estrae tre parole su cui riflettere: timore, pace e vita.

Il timore è quello è quello che ci blocca, ci isola dall’esterno, non ci fa scegliere o ci fa scegliere al ribasso.

La seconda parola è “pace” che non è “se vuoi la pace prepara la guerra” o fare compromessi “per il bene della pace”. La pace del Vangelo che nasce dal nostro impegno e fedeltà al Signore e come mostrano le piaghe del Signore, ha un costo.

L’ultima parola è il dito, quello di Tommaso.
La sua incredulità lo aveva già portato fuori dalla comunità, ma il Signore passa davanti alle paure, al timore, di fronte alla necessità di essere perdonati e riconfermati nella fede.

Guarda il video https://www.youtube.com/watch?v=-dg_6X0D6I8

12 APRILE 2026 | II DOMENICA DELLA PASQUA DEL SIGNORE | P. GIANFRANCO LUNARDON

11/04/2026

Padre Gianfranco Lunardon, vicario generale dell’ordine camilliano Ministri degli infermi, commenta il vangelo della seconda domenica di Pasqua (Gv 20,19-31) e ne estrae tre parole su cui riflettere: timore, pace e vita.

Il timore è quello è quello che ci blocca, ci isola dall’esterno, non ci fa scegliere o ci fa scegliere al ribasso.

La seconda parola è “pace” che non è “se vuoi la pace prepara la guerra” o fare compromessi “per il bene della pace”. La pace del Vangelo che nasce dal nostro impegno e fedeltà al Signore e come mostrano le piaghe del Signore, ha un costo.

L’ultima parola è il dito, quello di Tommaso.
La sua incredulità lo aveva già portato fuori dalla comunità, ma il Signore passa davanti alle paure, al timore, di fronte alla necessità di essere perdonati e riconfermati nella fede.

È appena stato pubblicato il 2° volume di “Cura pastoralis”, la rivista di teologia pastorale sanitaria prodotta dal Cen...
10/04/2026

È appena stato pubblicato il 2° volume di “Cura pastoralis”, la rivista di teologia pastorale sanitaria prodotta dal Centro studi camilliani.

Già nel titolo: “Dalla conversione alla consacrazione. Anno 2025: giubileo della speranza e giubileo della conversione di San Camillo” si intrecciano le due direzioni di ricerca dei numerosi articoli.

Da un lato, il 2025 è stato per tutta la Chiesa cattolica un anno di preghiera e conversione, dall’altro, per i Camilliani ha coinciso con il 450° anniversario dalla conversione del fondatore dei Ministri degli infermi.

Come ricorda padre Pedro Tramontin, superiore generale dell’Ordine, nella prefazione al volume,
“L’anno giubilare ha permesso di rivivere la storia per costruire un futuro di speranza per le nuove generazioni che si lasciano sedurre dall’ideale di vita religiosa camilliana.

I due giubilei hanno sicuramente permesso ai camilliani/e e a ogni operatore sanitario di rinnovare il proprio impegno a servire i malati, i fragili, gli ultimi, offrendo tutte le energie, come dono e come via di crescita spirituale”.

Nello stesso tempo, aggiunge, “Abbiamo notato con gioia che San Camillo è un santo sempre attuale perché la sofferenza non ha mai cessato di essere compagna dell’esistenza umana. La vocazione cristiana, e in particolare quella camilliana, è un segno di speranza per la Chiesa, soprattutto per quella parte di umanità che soffre”.

Il volume “Cura pastoralis” raccoglie molte delle riflessioni nate in questo anno giubilare che, per i Camilliani, si è aperto a Manfredonia – San Giovanni Rotondo (Fg) il 1° febbraio con un incontro di formazione e si è chiuso l’8 dicembre a Roma.

È possibile acquistare il libro su Amazon a questo link: https://amzn.eu/d/0dk4b4Hv

The Camillians

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Rome
00186

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