Simoh - Scuola Italiana Medicina Omeopatica Hahnemanniana ONLUS

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Simoh - Scuola Italiana Medicina Omeopatica Hahnemanniana ONLUS La SIMOH è un’istituzione medico-scientifica fondata nel 1947 dal Prof. Sedi dell'Istituto: ROMA - MODENA - NOVARA - MILANO. In tal senso la S.I.M.O.H.

Antonio Negro e costituita nel 1991 senza scopo di lucro, Cooperativa sociale Onlus Ente del Terzo Settore RUNTS
www.omeopatiasimoh.org
Roma - Modena - Novara - Milano
Tel. 06.5747841 Lo Statuto della Scuola Italiana di Medicina Omeopatica Hahnemanniana prevede che l'Istituto operi senza finalità di lucro, ispirandosi ai principi della mutualità e della solidarietà sanitaria, al fine di divulgare,

applicare e sviluppare l'omeopatia hahnemanniana dal punto di vista scientifico, sperimentale e clinico-medico. I principali obiettivi dell'Istituto consistono nel promuovere la ricerca scientifica, la pratica clinica, l'insegnamento e la formazione post-universitaria nel campo della medicina omeopatica hahnemanniana, così da contribuire ad un sempre maggiore progresso della scienza umana in generale e delle conoscenze biomediche in particolare, alla luce delle metodologie hahnemanniane. Il sapere medico omeopatico, sviluppatosi in oltre duecento anni di ricerche sperimentali e verifiche cliniche, fornisce una particolare guida sia al clinico-medico, sia al ricercatore scientifico, che allo studioso della persona umana in generale, così da poter costituire per ciascuno uno stimolo importante al progresso delle conoscenze scientifiche per la salvaguardia e la cura della singola persona umana. La formazione scientifica post-universitaria, nonché la divulgazione culturale, costituiscono, quindi, per l'Istituto S.I.M.O.H. un punto fermo nell'ambito della propria mission, al fine di promuovere, in particolare in ambito giovanile, il costituirsi di un modello ragionativo particolare, di una forma mentis complessa, capace di coniugare insieme conoscenze multidisciplinari all'interno di un quadro omogeneo, di una visione culturale unitaria, finalizzata alla conoscenza dell'individualità e della irripetibilità umana. da sempre è impegnata al fine di rispondere all'esigenza di formare una classe medica rappresentata da medici omeopatici veri, ossia capaci di curare l'uomo secondo una visione clinica globale e unitaria, agendo nel rispetto della pura omeopatia hahnemanniana, salvaguardata da ogni compromesso e da quelle deviazioni che, usando impropriamente il termine omeopatia, la deformano, la impoveriscono e tradiscono il 1° Paragrafo dell’Organon dell’Arte del Guarire di Samuele Hahnemann: "Compito altissimo e unico del medico è di render sani uomini malati, ciò che si dice guarire" (ed. S.I.M.O.H.).

22/04/2026

De la recherche…
avant toute chose !! 🤷‍♀️

📌 Omeopatia Ricerca. Studio pilota che esplora le potenzialità della terapia omeopatica per i bambini con perdita dell'u...
21/04/2026

📌 Omeopatia Ricerca. Studio pilota che esplora le potenzialità della terapia omeopatica per i bambini con perdita dell'udito in Kenya.

👉 https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1876382025000393?via%3Dihub

👉 49 bambini, trattamento fino a 9 mesi. È stato registrato un miglioramento dell'udito nel 73%, dei casi corroborato da rapporti di studenti e insegnanti e/o test su voce/discorso .

• La perdita dell'udito profonda ha un impatto significativo sui bambini nell'Africa subsahariana.
• Il 73 % dei bambini che ricevono un trattamento omeopatico in una scuola per non udenti ha registrato un aumento dell'udito.
• L'omeopatia è un'opzione economica, disponibile e accettabile per i luoghi rurali impoveriti.
• Un progetto pre-post-test ha suggerito la fattibilità del design, del trattamento e dei risultati.
• Il prossimo è il test con risultati del mondo reale, un comparatore, la randomizzazione e l'accecamento.

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21/04/2026

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📌Microplastiche e nanoplastiche sono state trovate nel 100% dei cervelli sani, nel 99,4% dei cervelli malati, con concen...
21/04/2026

📌Microplastiche e nanoplastiche sono state trovate nel 100% dei cervelli sani, nel 99,4% dei cervelli malati, con concentrazioni molto più elevate adiacenti ai tumori cerebrali.

Leggi qui 👇
https://www.nature.com/articles/s44360-026-00091-4

📌 21 Aprile 2026 Natale di Roma2779 anni dalla Fondazione
21/04/2026

📌 21 Aprile 2026
Natale di Roma
2779 anni dalla Fondazione

20/04/2026

Interessante 👏
Da divulgare per una migliore comprensione della questione

19/04/2026

SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE 💡Creare contenuti di valore richiede tempo, ricerca e risorse concrete. Ogni donazione, anche piccola, è un investiment...

🐝 Le api vivono meno di 40 giorni, ognuna visita almeno 1000 fiori e produce meno di un cucchiaino di miele. Per noi è s...
19/04/2026

🐝 Le api vivono meno di 40 giorni, ognuna visita almeno 1000 fiori e produce meno di un cucchiaino di miele.

Per noi è solo un cucchiaino di miele, ma per l'ape è una vita di lavoro.

Grazie Api! 🐝 🐝 🐝

📌 Reprimere le emozioni cancella i ricordi. La memoria nasce da ciò che ci permettiamo di sentire...C’è un’idea controin...
19/04/2026

📌 Reprimere le emozioni cancella i ricordi. La memoria nasce da ciò che ci permettiamo di sentire...

C’è un’idea controintuitiva ma ben supportata dalla ricerca: non ricordiamo meno solo perché passa il tempo, ma perché a volte non ci siamo davvero concessi di vivere ciò che accade.

Quando reprimiamo le emozioni, il cervello entra in una specie di “modalità difensiva”. Cerca di bloccare ciò che sentiamo… ma così facendo riduce anche la capacità di registrare i dettagli dell’esperienza.

Alcuni studi, tra cui quelli di James J. Gross a Stanford University, mostrano che chi sopprime le emozioni ricorda meno di ciò che ha vissuto rispetto a chi le esprime in modo naturale.

Non è solo una questione psicologica: lo stress cronico e l’aumento del cortisolo possono influenzare le aree cerebrali legate alla memoria, come l’ippocampo.

La buona notizia è che esiste un’alternativa. Si chiama rivalutazione cognitiva: cambiare il significato che diamo a ciò che ci accade. Non negare, ma reinterpretare. Non trattenere, ma trasformare.

Perché la memoria non è un archivio neutro. È il risultato di come abbiamo scelto - o potuto, o dovuto - vivere ogni istante.

In sintesi per noi medici hahnemanniani ne deriva una considerazione di rilievo clinico e antropologico: la memoria della vita non è un semplice archivio passivo, un elenco di fatti e dati, ma il risultato unitario dinamico di un equilibrio continuo tra vissuto emotivo, regolazione cognitiva e stato fisiologico dell’organismo nella sua evoluzione . Quando questo equilibrio viene sistematicamente alterato, una parte dell’esperienza può non essere mai realmente “registrata” e la memoria… si avvilisce!!

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👉 Lo studio del 2003 di James J. Gross e Oliver P. John presso la Stanford University, intitolato "Individual differences in two emotion regulation processes: Implications for affect, relationships, and well-being", ha esaminato le differenze individuali nella regolazione emotiva, concentrandosi su soppressione espressiva e rivalutazione cognitiva. I risultati evidenziano che la rivalutazione (cambiare il modo di pensare) è associata a un miglior benessere emotivo e relazioni migliori, mentre la soppressione (nascondere le emozioni) comporta costi psicologici e interpersonali più elevati.

👉 James J. Gross è uno psicologo statunitense, professore di psicologia e di filosofia presso la Stanford University. È noto a livello internazionale per le sue ricerche pionieristiche sulla regolazione delle emozioni, un tema centrale della psicologia contemporanea e delle neuroscienze affettive.

Five studies tested two general hypotheses: Individuals differ in their use of emotion regulation strategies such as reappraisal and suppression, and these individual differences have implications for affect, well-being, and social relationships. Study 1 presents new measures of the habitual use of....

📌Ricerca «Il microbioma umano, la medicina convenzionale e l’omeopatia».The Human Microbiome, Conventional Medicine, and...
17/04/2026

📌Ricerca «Il microbioma umano, la medicina convenzionale e l’omeopatia».

The Human Microbiome, Conventional Medicine, and Homeopathy

Dr Ronald D. Whitmont, Department of Family and Community Medicine, New York Medical College, Rhinebeck, New York, United States.

The Human Microbiome, Conventional Medicine, and Homeopathy Dr Ronald D. Whitmont, Department of Family and Community Medicine, New York Medical College, Rhinebeck, New York, United States. La salute umana è intimamente legata all’ecologia e alla diversità del microbioma umano. Insieme, l’orga...

📌I Co-Autori del negativo: quando informare e consumare diventano lo stesso circuito non proprio virtuoso …Nell’ecosiste...
16/04/2026

📌I Co-Autori del negativo:
quando informare e consumare diventano lo stesso circuito non proprio virtuoso …

Nell’ecosistema del non esistono spettatori: chi produce e chi assorbe contenuti negativi alimenta la medesima dinamica biologica, cognitiva e sociale, contribuendo insieme a plasmare percezione, salute e … futuro.

👉 Viviamo immersi in un flusso continuo di informazioni, ma non tutte le informazioni hanno lo stesso peso sul nostro organismo. Tra queste, le notizie negative, allarmanti, cariche di incertezza o paura esercitano un’influenza particolarmente profonda.

L’abitudine sempre più diffusa a ricercarle, consumarle e rielaborarle compulsivamente — quel fenomeno ormai noto come “doomscrolling” — non è un semplice comportamento digitale, ma una vera e propria esposizione cronica a stimoli stressanti.

Il cervello umano non è neutro di fronte al negativo: lo privilegia, lo amplifica, lo trattiene. Questo meccanismo, che ha avuto un valore evolutivo nella gestione del pericolo, oggi viene costantemente sollecitato da un ambiente informativo che seleziona e ripropone in modo sistematico contenuti critici, drammatici o destabilizzanti.

Il risultato è una distorsione progressiva della percezione della realtà: il mondo appare più pericoloso, più instabile, più minaccioso di quanto non sia nella sua complessità.

Questa alterazione percettiva non resta però confinata alla sola dimensione psicologica. Ogni esposizione reiterata al negativo attiva risposte biologiche precise: aumento del cortisolo, iperattivazione dei circuiti dello stress, modificazioni della regolazione neuroendocrina.

Quando questo stato si prolunga nel tempo, si entra in una condizione di attivazione non fisiologica, che incide sulla qualità del sonno, sulla capacità di recupero, sull’equilibrio immunitario e sui processi infiammatori.

Il corpo, in sostanza, viene mantenuto in una condizione di allerta cronica, come se il pericolo fosse costante e imminente.

A ciò si aggiunge un aspetto spesso sottovalutato: il ruolo attivo di chi produce e diffonde contenuti negativi. Non esiste, infatti, nella realtà dei fatti una reale distinzione tra chi subisce e chi genera questo flusso di comunicazioni negative. Entrambi partecipano allo stesso circuito, entrambi rafforzano gli stessi schemi cognitivi ed emotivi. Parlare continuamente di crisi, amplificare il dubbio, coltivare una narrazione pessimistica del reale significa interiorizzarla, renderla struttura di pensiero, filtro interpretativo stabile.

Le conseguenze non sono solo individuali, ma sistemiche. Un contesto sociale dominato da sfiducia, paura e senso di impotenza tende a ridurre la capacità di azione, a indebolire i legami, a compromettere la visione del futuro. La negatività non si limita a descrivere il mondo: contribuisce a costruirlo.

E poi c’è un livello ancora più profondo, spesso trascurato nel dibattito corrente ma ormai centrale nella comprensione dei processi biologici: quello transgenerazionale. Gli stati di stress cronico, le esperienze emotive intense, i traumi — anche quelli meno evidenti, ma protratti nel tempo — non si esauriscono nell’individuo che li vive. Essi lasciano tracce nei meccanismi di regolazione biologica, modulando l’espressione genica attraverso processi epigenetici. Queste modificazioni possono essere trasmesse, influenzando la risposta allo stress, la vulnerabilità e l’adattamento delle generazioni successive.

In questo senso, un’esposizione continuativa al negativo non è mai un fatto neutro. Non riguarda solo il presente, ma contribuisce a costruire un’eredità biologica e culturale. Ambienti saturi di allarme, narrazioni costantemente orientate alla minaccia, vissuti di sfiducia e impotenza diventano matrici che plasmano lo sviluppo, la percezione e la fisiologia di chi verrà dopo.

Non si tratta di negare l’esistenza dei problemi o di rifugiarsi in una visione ingenuamente ottimistica.

Si tratta di riconoscere che il modo in cui entriamo in relazione con l’informazione ha conseguenze reali, profonde, cumulative. L’esposizione indiscriminata al negativo non aumenta la consapevolezza: spesso la distorce, la indebolisce, la paralizza.

In un’epoca in cui l’accesso all’informazione è totale, la vera competenza diventa la capacità di selezionarla, di dosarla, di integrarla senza esserne travolti.

Perché ciò che leggiamo, ascoltiamo e produciamo ogni giorno non resta fuori da noi: entra nei nostri sistemi biologici di regolazione, prende forma, modella il nostro equilibrio interno , il corpo e, nel tempo, contribuisce a definire non solo la nostra salute, ma anche quella delle generazioni future. 🤷🏻‍♂️

Indirizzo

Via Giovanni Miani 8
Rome
00154

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

Telefono

065747841

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