Dott.ssa Antonella Marotta Psicologa-Psicoterapeuta

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Dott.ssa Antonella Marotta Psicologa-Psicoterapeuta Psicologa, psicoterapeuta secondo il metodo della Gestalt, perfezionata in psicotraumatologia terape Gruppi:
gruppi tematici, benessere psicoficofisico.

Antonella Marotta svolge la sua professione di psicologa a Roma. Nel suo lavoro utilizza prevalentemente l’approccio gestaltico, la terapia EMDR e tecniche di counseling strategico in diversi ambiti:

Adulti:
Psicoterapia, disturbi d'ansia, depressione, relazionali, intervento multidisciplinare per i disturbi cronici, intervento sui traumi, problemi alimentari, promozione del benessere psicofisic

o-fisico, consulenza di orientamento professionale. Infanzia e adolescenza:
dai 12 anni in su: disagio evolutivo, difficoltà scolastiche e relazionali, rifiuto della scuola, disturbi del comportamento e impulsività iperattività, autolesionismo, problematiche relative all’alimentazione, consulenza di orientamento professionale, sostegno alla genitorialità. Coppia:
psicoterapia, sostegno psicologico nei momenti critici e di cambiamento, promozione del benessere della coppia, miglioramento della comunicazione. Scopi:
Crescita e benessere dell’adulto, del bambino e dell’adolescente
Accompagnare la persona nel suo sviluppo personale, rafforzando la sua identità e rendendola protagonista della sua vita attraverso un percorso di scoperta dei propri bisogni personali e interpersonali

A me la parola resistenza suona ancora e sempre come qualcosa da capire e con cui stare. Ricordare e capire che essere u...
25/04/2026

A me la parola resistenza suona ancora e sempre come qualcosa da capire e con cui stare. Ricordare e capire che essere umani a volte, vuol dire anche rischiare la vita come i tanti giovani che hanno perso i loro 20 anni per la libertà. Come i tanti pazienti che veramente in modo eroico decidono di dare finalmente voce alla loro resistenza.

In terapia viene ancora trattata spesso come un ostacolo, come se fosse quella cosa che rallenta, che impedisce, che non ti fa andare avanti. Non so se sapete che in passato nella rappresentazione della relazione terapeutica, si diceva che il paziente aveva delle resistenze come blocco alla terapia, oggi e soprattutto nel mio essere terapeuta umanistica esistenziale, la vedo, ma non solo io lo faccio insieme a tanta ricerca psicologica che supporta questo, al contrario affermo che la resistenza è una parte profondamente sensata. È quella che, a un certo punto della tua storia, si è organizzata per farti restare attaccato a te nonostante tutto, quel no interno anche di fronte a chi amavi, che magari non potevi ancora dire ma dentro resisteva.

È una forma di intelligenza, non un errore.

E forse è anche per questo che io faccio più fatica con la parola resilienza, abusata e osannata, soprattutto quando viene usata in modo un po’ sloganistico. Perché lì il rischio diventa vai avanti, adattati, supera, ignora e non dare importanza, ma la resilienza deve essere un meccanismo si sopravvivenza urgente non uno stile di vita, da usare quando dentro non c’è ancora spazio, sicurezza, appoggio per poter resistere apertamente, la resilienza poi non sostituisce l'appartenenza, la resistenza invece è una precondizione di autenticità e appartenenza. Allora tutta questa enfasi sulla resilienza rischia di diventare positività tossica, anche se detta con le migliori intenzioni.

La resistenza invece fa un’altra cosa: Interrompe. Rallenta. Mette un limite. Dice: non così, non adesso, non in queste condizioni, non va bene per me e paradossalmente diventa la precondizione per incontrarsi davvero in modo onesto, libero e spontaneo.

E questa cosa, in terapia, è preziosa.

Perché non tutto ciò che resiste va sciolto. Sempre va ascoltato. Ogni istante va rispettato. A volte sta tenendo insieme qualcosa che, se forzato, si romperebbe.

Il lavoro allora non è spingere oltre la resistenza, ma entrarci in relazione. Starci accanto abbastanza da capire cosa protegge, cosa teme, cosa le permetterebbe di abbassarsi un po’ senza sentirsi in pericolo, standoci accanto posso veramente conoscere chi ho in cammino con me.

Se in terapia succede questo, il cambiamento non arriva perché lo forzi. Arriva perché diventa possibile.

E soprattutto non arriva mai al prezzo di tradirti.

Il Consenso Informato in Psicoterapia: Normativa, Contenuti e Importanza1. Normativa di riferimentoIl consenso informato...
15/03/2026

Il Consenso Informato in Psicoterapia: Normativa, Contenuti e Importanza
1. Normativa di riferimento
Il consenso informato in psicoterapia è un obbligo professionale e un diritto del paziente, sancito da diversi riferimenti normativi e deontologici:
Codice Deontologico degli Psicologi italiani (2010, aggiornamento 2019): prevede che lo psicologo fornisca al paziente informazioni chiare sulla natura e sulle modalità dell’intervento, sulla durata, sui rischi e benefici, e sul diritto a interrompere la terapia in qualsiasi momento.
Legge 219/2017 – Norme in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento: sancisce il diritto del paziente a ricevere informazioni comprensibili sul trattamento proposto, inclusi scopi, modalità, rischi e alternative.
La giurisprudenza italiana conferma che la mancata informazione viola i diritti fondamentali del paziente e può comportare responsabilità professionale.
2. Cosa deve contenere il consenso informato
Il consenso informato deve essere chiaro, comprensibile e, preferibilmente, scritto. Deve includere almeno:
Identità e ruolo del terapeuta – chi è il professionista, la formazione, l’orientamento teorico di riferimento.
Obiettivi terapeutici – cosa ci si propone di lavorare insieme, anche se l’approccio è flessibile.
Metodi e tecniche utilizzate – come si lavora e con quali strumenti.
Durata prevista e frequenza degli incontri – anche come indicazione orientativa.
Diritti del paziente – diritto di interrompere la terapia, di chiedere chiarimenti, di accedere alle proprie informazioni.
Rischi e limiti – eventuali effetti collaterali emotivi o limiti dell’intervento.
Confidenzialità e privacy – come vengono trattati i dati personali e i contenuti delle sedute.
3. Perché il consenso informato è fondamentale
Autonomia e responsabilità del paziente: permette di partecipare attivamente al proprio percorso, valutando rischi e benefici.
Rapporto terapeutico paritario: riduce il potere esclusivo del terapeuta e promuove la fiducia e la collaborazione.
Chiarezza sugli obiettivi e sui criteri di successo: senza sapere cosa si lavora, il paziente non può valutare progressi o capire quando la terapia può considerarsi conclusa.
Fondamento etico e legale: tutela sia il paziente sia il professionista, riducendo rischi di contenzioso o malintesi.
4. Obiezione frequente: “Nel mio modello non si lavorano obiettivi”
Anche nei modelli che parlano di “analisi della domanda” o approcci più esplorativi, il lavoro senza un orientamento sugli obiettivi diventa difficilmente terapeutico.
Gli obiettivi non devono essere rigidi, ma focalizzano il lavoro, aiutano il paziente a comprendere il senso della terapia e a sviluppare autonomia, cioè diventare “terapeuta di sé stesso”.
La mancanza di informazioni su obiettivi, tecniche e progressi porta a asimmetria di potere e a percezione di dipendenza dal terapeuta.
5. Conclusione
Il consenso informato non è un dettaglio burocratico, ma un pilastro della buona pratica psicoterapeutica.
Un intervento senza informazioni chiare su chi è il terapeuta, su cosa si sta lavorando, come si lavora e perché, non garantisce né trasparenza né partecipazione attiva del paziente e compromette lo sviluppo di autonomia e capacità di autogestione emotiva, che è lo scopo ultimo della terapia.

In foto uno strumento di gioco educativo e di crescita bellissimo in un contesto che lo rende inutile allo scopo.

18/02/2026
08/02/2026
04/01/2025

Presso lo studio di Roma (Zona Montesacro-Talenti) effettuo consulenze cliniche e interventi terapeutici per

🔴 Ansia

🔴 Attacchi di Panico

🔴 Disturbo Ossessivo Compulsivo

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🔴 Gestione dello Stress

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🔴 Elaborazione del lutto

🔴 Trauma

🔴 Elaborazione e supporto alle terapie in caso di patologie croniche

Lavoro con adolescenti e adulti.

Utilizzo inoltre tecniche psicocorporee per la gestione dello stress e per il miglioramento della qualità di vita, metodologia EMDR per l'elaborazione dei traumi recenti o passati
Primo colloquio orientativo gratuito possibile sia in modalità on line che dal vivo.

Dott.ssa Antonella Marotta

📞 Per informazioni 328 959 7557

Psicologa, psicoterapeuta secondo il metodo della Gestalt, perfezionata in psicotraumatologia terape

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