Agostino Bruno Chirurgia Plastica ed Estetica

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15/01/2026

MASTOPESSI O LIFTING DELLA MAMMELLA: IL VIDEO – ATTENZIONE - IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI FORTI TRATTE DALLA SALA OPERATORIA

Nel video a completamento del post, potete osservare una fase dell’intervento di mastopessi a cicatrice corta a J. Questa tecnica, di derivazione brasiliana, consente di ottenere un risultato esteticamente migliore rispetto alle forme a T invertita sia per la minore lunghezza delle cicatrici, sia per la maggiore proiezione sul piano toracico!

Mastopessi Moderna: Risollevare il Seno Senza Protesi per un Risultato Naturale e ArmonicoLa ptosi mammaria, ovvero la d...
15/01/2026

Mastopessi Moderna: Risollevare il Seno Senza Protesi per un Risultato Naturale e Armonico

La ptosi mammaria, ovvero la discesa del seno, è un fenomeno comune che può verificarsi in seguito a gravidanze e allattamenti, dopo significative perdite di peso, o semplicemente con l’avanzare dell’età. Il ripristino della posizione fisiologica del seno non ha solo un impatto estetico, ma contribuisce anche al miglioramento della postura e della percezione corporea della paziente.

Fino a pochi anni fa, la mastopessi tradizionale prevedeva cicatrici lunghe a forma di T capovolta, con risultati spesso poco naturali: il seno veniva sollevato, ma perdeva proiezione e volume apparente, assumendo un aspetto “schiacciato” sul torace.
I progressi della chirurgia plastica hanno permesso di introdurre tecniche più raffinate, come la mastopessi a cicatrice a J, che consentono di ottenere:
Un seno correttamente posizionato, con un aspetto naturale.

Una proiezione armoniosa, simile a quella ottenibile con una protesi, ma senza impianto.

Cicatrici più corte e facilmente occultabili, con minore impatto estetico.

Nel caso presentato, la paziente lamentava una ptosi evidente e desiderava armonizzare e risollevare i due seni. È stata quindi pianificata ed eseguita una mastopessi con cicatrice a J, mirata a:
- Sollevare il seno nella sua sede fisiologica.
- Correggere le differenze di volume tra i due seni (il seno di sinistra infatti nel caso specifico era leggermente più grande di quello di destra)
- Garantire un risultato naturale, rispettando la fisiologia del tessuto mammario.

Grazie a questa tecnica, il seno risulta sollevato, armonico e proiettato, evitando l’effetto “schiacciato” tipico delle metodiche tradizionali. La mastopessi a cicatrice a J rappresenta oggi un approccio efficace e sicuro per pazienti che desiderano un risultato naturale senza l’uso di protesi, con minimo disagio post-operatorio e cicatrici discrete. La mastopessi a T invertita resta ovviamente una tecnica valida, riservata ai casi maggiori di ptosi mammaria in cui vi è un forte eccesso di cute e sottocute.

12/01/2026

MUMMY MAKEOVER PRO® DOPO UNA FORTE PERDITA DI PESO: VIA LE STIMMATE DELL’OBESITA’!- IL VIDEO - ATTENZIONE: IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI FORTI TRATTE DALLA SALA OPERATORIA

Nel video a completamento del post, potete osservare da vicino una fase dell’intervento in cui si valuta la quantità di tessuto addominale da rimuovere. Viene usata la tecnica “vest over the pants”, in cui si stima, con la paziente in posizione semiseduta, l’eccedenza da rimuovere. I disegni pre-operatori, infatti, servono solo da guida! L’esatto quantitativo di cute da rimuovere viene stabilito con certezza solo in sede intraoperatoria. Questo permette di eliminare esattamente il quantitativo necessario. .

MUMMY MAKEOVER PRO® DOPO 50 KG DI DIMAGRIMENTO: VIA LE STIMMATE DELL’OBESITÀ!Come conseguenza di una forte perdita di pe...
12/01/2026

MUMMY MAKEOVER PRO® DOPO 50 KG DI DIMAGRIMENTO: VIA LE STIMMATE DELL’OBESITÀ!

Come conseguenza di una forte perdita di peso, spesso indotta dalla chirurgia bariatrica, si manifestano inevitabili accumuli e ridondanze cutanee e sottocutanee che da un lato compromettono la silhouette corporea e dall’altro diventano fonte di disagio estetico e funzionale.
Non di rado, quindi, il paziente, pur avendo risolto la condizione di obesità, si trova a dover affrontare gli esiti stessi di quella storia clinica.
I distretti maggiormente interessati sono in genere il seno, l’addome e il dorso: aree che, nel loro insieme, costituiscono un’unica unità estetica toraco-addomino-dorsale. Originariamente concepito per correggere i dismorfismi post-gravidici, il Mummy Makeover può essere applicato, con le opportune modifiche, anche nei pazienti ex obesi, consentendo un trattamento combinato del seno e dell’addome e il ripristino di una figura armoniosa, libera dalle “stigmate” dell’obesità.

La chirurgia plastica dopo importanti dimagrimenti non rappresenta una semplice trasposizione dei principi della chirurgia estetica, ma richiede procedure dedicate, in grado di fronteggiare tessuti messi alla prova prima dall’obesità e poi dal repentino calo ponderale. Solo attraverso approcci mirati è possibile ottenere risultati duraturi, sicuri e naturalmente proporzionati.

Il caso di oggi riguarda una paziente sottoposta a sleeve gastrectomy con una perdita di peso superiore a 50 kg. Nonostante una gravidanza avvenuta circa sette anni prima, la paziente non presentava una compromissione muscolare significativa a livello addominale: il problema principale era rappresentato dall’eccesso cutaneo e dalla lassità dei tessuti molli!
L’intervento di Mummy Makeover Pro® ha previsto i seguenti passaggi:

- VASER LIPO del dorso e della parete toracica laterale: per rimuovere in modo selettivo gli accumuli adiposi e favorire la retrazione cutanea.
- Lipofilling ecoguidato dei glutei: per migliorare il profilo posteriore e ripristinare volumi naturali. La guida ecografica ha consentito di essere certi di impiantare il tessuto adiposo unicamente in sede sottocutanea, in accordo alle disposizioni delle società internazionali di chirurgia plastica.
- Mastopessi con protesi: è stata eseguita una mastopessi con inserimento di protesi da 520 cc ad alta proiezione, calibrate sull’altezza e sulla struttura corporea della paziente, ottenendo un seno pieno ma armonico.
- VASER LIPOADDOMINOPLASTICA: eseguita con cicatrice ultra-bassa per eliminare gli eccessi cutanei addominali e associare un lifting del p**e, preservando un profilo naturale e una cicatrice nascosta da intimo e costumi.

Il risultato finale, documentato dal confronto con le immagini pre-operatorie, mostra un netto miglioramento dell’armonia corporea, con un addome rimodellato, un seno proporzionato e un dorso ridefinito. L’esito appare naturale, privo di segni di artificiosità e capace di restituire alla paziente un corpo nuovo, finalmente libero dalle stigmate dell’obesità.

08/01/2026

MASTOPLASTICA E SOLCO MAMMARIO: COME VA GESTITO? - IL VIDEO - ATTENZIONE: IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI FORTI TRATTE DALLA SALA OPERATORIA

Nel video che accompagna questo post, potete osservare una fase dell’intervento in cui si discute del processo di abbassamento del solco mammario durante una mastoplastica. È importante sottolineare che non tutti i solchi mammari possono essere abbassati senza riscontrare difficoltà. Infatti, esistono solchi che sono tenacemente definiti, ossia particolarmente marcati e resistenti al cambiamento. In questi casi, cercare di abbassare il solco senza una corretta valutazione e pianificazione può portare a problematiche estetiche, come il "double bubble"..
Pertanto, è essenziale riconoscere i diversi tipi di solchi mammari e trattarli in modo appropriato. Alcuni solchi richiedono un approccio più conservativo, mentre altri sono meno problematici e possono essere abbassati senza problemi. La pianificazione accurata e la personalizzazione dell'intervento sono fondamentali per evitare questi problemi e ottenere risultati ottimali.

MASTOPLASTICA E SOLCO MAMMARIO: COME VA GESTITO?L’intervento di mastoplastica additiva è la procedura  maggiormente eseg...
08/01/2026

MASTOPLASTICA E SOLCO MAMMARIO: COME VA GESTITO?

L’intervento di mastoplastica additiva è la procedura maggiormente eseguita in Chirurgia Plastica! Siamo così fortemente bombardati da immagini di ragazze col seno “rifatto” che, agli occhi del grande pubblico, la mastoplastica additiva sembra un “gioco da ragazzi”!!

Ovviamente in realtà non è cosi: si tratta di un intervento chirurgico che prevede l’impianto di quello che sostanzialmente è un “corpo estraneo” (cioè la protesi); è pertanto di cruciale importanza che l’intervento non venga sottovalutato e che sia svolto da chirurghi specialisti in Chirurgia Plastica (se voi ravvisate un problema visivo, andreste mai da un ginecologo per farvi prescrive degli occhiali? Fareste mai seguire la vostra gravidanza da un oculista?…).

Numerosi sono gli aspetti da valutare quando la paziente decide di sottoporsi ad una mastoplastica additiva. Oggi mi soffermerò sul solco mammario. Il solco mammario rappresenta il confine inferiore del seno; si tratta di una struttura molto complessa su cui non vi è ancora un univoco consenso sulla sua esatta anatomia ed embriologia. Nel corso di mastoplastica additiva, molto comunemente è necessario abbassare il solco mammario per consentire una maggiore espansione del polo inferiore; tuttavia la manovra di abbassare il solco va sempre condotta con cautela in quanto vi è il rischio di incappare in due complicanze (che sono le due facce di una stessa medaglia). Il primo rischio è quello del bottoming out (derivante da una eccessiva dissezione in basso del solco con accesso allo spazio al di sottto della fascia di Scarpa); il secondo è il double bubble, vale a dire una indentatura orizzontale che cade a livello del polo inferiore mammario e che rappresenta la “memoria” del solco mammario originario.

Ma come evitare queste complicanze?
È fondamentale una accurata valutazione pre-operatoria che includa una attenta tipizzazione del solco mammario esistente. Secondo uno studio recente, infatti, è possibile riconoscere 4 tipologie di solco mammario; questa classificazione avviene valutando il comportamento del solco mammario in condizioni di riposo (con le braccia lungo il corpo) e facendo sollevare le braccia sopra la testa. In questa classificazione quindi si passa da solchi scarsamente visibili sia a riposo che con le braccia sollevate solco F0), fino a solchi nettamente definiti sia a riposo che a braccia sollevate. Questa ultima categoria (denominata F3 nello studio) è quella più a rischio di double bubble perchè, presentando un solco così nettamente definito, vi è il rischio che la sua memoria sia fortemente presente sul polo inferiore se si procede ad abbassare troppo il solco. Questo studio è molto importante perchè ci permette di predire , con grande accuratezza, su quali pazienti con maggiore disinvoltura si possa effettuare la manovra di abbassare il solco mammario e su chi, invece, vada fatto con cautela o non vada fatto del tutto!
Vediamo la Paziente del caso di oggi!

La paziente desiderava aumentare il volume del seno, senza ovviamente incappare in un risultato eccessivo
Nella valutazione pre-operatoria è emerso che la paziente apparteneva alla categoria solco mammario di tipo F2 (il solco è ben definito a braccia distese, ma si riduce fortemente alzando le braccia); questa categoria richiede una cauta manovra di abbassamento del solco.
L’intervento, più nel dettaglio, ha consistito dei seguenti aspetti:
incisione dall’areola;
- Creazione tasca dual plane di II tipo;
- Abbassamento del solco mammario di circa 2cm (oltre questo valore il rischio di double bubble sarebbe stato troppo alto)
- Impianto di protesi mammaria (330cc ad alta proiezione)

Dal confronto fra le foto, potete osservare il risultato ottenuto. Il seno appare elegante e non finto e artefatto; volumetricamente appare uguale e la sutura round block ha consentito di simmmetrizzare le due ar**le (cosa che ovviamente non si sarebbe potuto fare se avessimo usato l’accesso dal solco mammario!).

Questi nuovi studi sul solco mammario permettono pertanto di ridurre ancora di più eventuali errori di malposizionamento del solco.

05/01/2026

ADDOMINOPLASTICA SECONDARIA: QUANDO QUALCOSA ERA ANDATO STORTO! - IL VIDEO - ATTENZIONE: IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI FORTI TRATTE DALLA SALA OPERATORIA

Nel video a completamento del post, viene mostrata una fase dell’intervento di addominoplastica secondaria. In questa fase, stiamo valutando attentamente le caratteristiche dell’addome della paziente, che nel 2019 si era sottoposta, presso un’altra struttura, a un precedente intervento di addominoplastica.

Quando si pianifica una addominoplastica secondaria, è fondamentale distinguere chiaramente tra problematiche estetiche e problematiche funzionali, poiché ciascuna categoria richiede un approccio chirurgico specifico e mirato, al fine di ottenere risultati sicuri, stabili nel tempo e armonici dal punto di vista estetico.

Addominoplastica secondaria: quando qualcosa era andato storto!L’addominoplastica rappresenta, secondo le più recenti st...
05/01/2026

Addominoplastica secondaria: quando qualcosa era andato storto!

L’addominoplastica rappresenta, secondo le più recenti statistiche della Società Americana di Chirurgia Estetica, il terzo intervento più frequentemente eseguito in chirurgia plastica. Nel corso degli anni, grazie al miglioramento delle tecniche chirurgiche, sono state sviluppate numerose varianti, fino ad arrivare a procedure altamente sofisticate e in grado di ottenere un rimodellamento corporeo significativo, impensabile fino a pochi anni fa in un unico tempo chirurgico.

Nonostante ciò, non è raro osservare esiti chirurgici insoddisfacenti, che possono compromettere sia l’aspetto estetico sia la funzionalità della parete addominale. In generale, i problemi legati a un’addominoplastica possono essere raggruppati in due categorie principali:
- Problemi estetici: cicatrici troppo alte o visibili, ombelico poco armonico o “a stampo”, accumuli di tessuto adiposo non trattati, asimmetrie della silhouette.
- Problemi funzionali: correzione incompleta di ernie, laparoceli, diastasi o lassità di parete (floppy wall), che possono compromettere ulteriormente il risultato estetico e la qualità della vita.

Se eseguita correttamente, l’addominoplastica è in grado di apportare benefici sia estetici che funzionali, ridefinendo la silhouette e ripristinando la tonicità della parete addominale.

Nel caso che presentiamo oggi, la paziente si era sottoposta circa 2 anni prima, presso un’altra struttura, a una addominoplastica con correzione dei difetti di parete post gravidici. L’obiettivo originario dell’intervento era la correzione della diastasi e la rimozione dell’eccesso cutaneo. Tuttavia, gli esiti si sono rivelati insoddisfacenti. All’esame clinico, la paziente presentava:
- Cicatrice molto alta, difficilmente occultabile dalla biancheria intima o dal costume da bagno, con evidente asimmetria;
- Accumuli adiposi non trattati a livello dei fianchi, che appesantivano la silhouette;
- Diastasi recidiva, soprattutto in sede sopra-ombelicale;
- Floppy wall non trattato, responsabile dell’aspetto “spanciato” dell’addome;
- Ombelico innaturale e dall’orientamento orizzontale.ù

Per correggere questi esiti, è stato pianificato ed eseguito un intervento di addominoplastica secondaria, con una strategia completa e multidimensionale:
- VASER LIPO del dorso e dei fianchi: il trattamento del dorso come unità estetica con l’addome permette di ottenere una silhouette armonica e proporzionata, superando i limiti di interventi che si concentrano solo sulla parte anteriore dell’addome! Per tale motivo, integriamo sempre il trattamento del dorso all’addominoplastica!
- VASER LIPO dell’addome: la paziente non aveva eseguito liposuzione in precedenza, lasciando uno spesso pannicolo adiposo. L’intervento ha permesso di ridurne lo spessore a circa 1 cm, migliorando il profilo addominale.
- Abbassamento e simmetrizzazione della cicatrice: la cicatrice è stata riposizionata in basso (con la nostra tecnica di cicatrice ultrabassa) e ancorata saldamente a tre strutture connettivali (legamento inguinale, fascia di Scarpa e fascia di Camper), per garantire stabilità nel tempo ed evitare la migrazione verso l’alto.

- Correzione dei difetti di parete: sono state trattate la diastasi recidiva , oltre al floppy wall, responsabile della lassità addominale e dell’aspetto “spanciato” dell’addome. La correzione ha previsto una plicatura a corsetto, che ha ridefinito il punto vita, e due suture trasversali per ridurre l’eccesso verticale della fascia, distribuendo le tensioni in modo funzionale.

Il risultato post-operatorio mostra un addome piatto, stabile e armonico, con una silhouette complessiva snella e proporzionata. La paziente ha recuperato sia la funzionalità della parete addominale sia un profilo estetico soddisfacente, dimostrando come un approccio accurato e multidimensionale sia essenziale nei casi di addominoplastica secondaria, soprattutto quando i difetti precedenti sono stati sottovalutati o trattati in modo incompleto.

Questo caso evidenzia ancora una volta l’importanza di una valutazione pre-operatoria accurata, di tecniche avanzate di rimodellamento e della considerazione della parete addominale come un’unità funzionale e estetica complessa, in grado di restituire risultati eccellenti anche nei casi più complessi.

29/12/2025

CORREGGERE UNA PREGRESSA ADDOMINOPLASTICA E REGALARSI UN MUMMY MAKEOVER! - IL VIDEO - ATTENZIONE: IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI FORTI TRATTE DALLA SALA OPERATORIA

Nel video a completamento del post, potete osservare da vicino una fase dell’intervento di revisione di addominoplastica, eseguita altrove. La paziente presentava, infatti una recidiva della diastasi dei retti e un floppy wall conseguenza della ulteriore gravidanza avuta dopo essersi sottoposta ad una addominoplastica, in altra sede. Nel video si illustra la particolare situazione anatomica: erano infatti presenti 3 cicatrici parallele tra di loro.

La prima era quella della precedente addominoplastica;
La seconda quella di un taglio cesareo;
La terza quella di un ulteriore taglio cesareo. Nel video vengono illustrati i problemi che abbiamo dovuto affrontare per correggere tale situazione, senza incappare nel rischio di necrosi cutanea.

CORREGGERE UNA PREGRESSA ADDOMINOPLASTICA E REGALARSI UN MUMMY MAKEOVER!In seguito alle gravidanze, piuttosto comunement...
29/12/2025

CORREGGERE UNA PREGRESSA ADDOMINOPLASTICA E REGALARSI UN MUMMY MAKEOVER!

In seguito alle gravidanze, piuttosto comunemente può esitare una diastasi dei muscoli retti, vale a dire il progressivo allentamento dei muscoli retti rispetto alla linea alba. Questa condizione comporta numerosi problemi funzionali e spesso uno scadimento della qualità di vita della paziente, che rinuncia ad esempio a vestirsi in un certo modo, a praticare determinate attività sportive, ecc. Molto spesso, quindi, si ricorre ad un’addominoplastica per effettuare la contestuale correzione non solo delle problematiche funzionali, ma anche di quelle estetiche, andando a ripristinare una figura corporea elegante ed armonica.

L’intervento di addominoplastica con correzione delle alterazioni funzionali di parete è senz’altro un intervento molto complesso, per cui non è infrequente vedere pazienti, operate in altra sede, che presentano problemi residui di carattere funzionale e problematiche di tipo estetico.

In questi casi, viene programmata un’addominoplastica secondaria, ovviamente più complessa rispetto ad una procedura primaria, proprio perché volta a correggere i difetti residui. È il caso di cui voglio parlarvi oggi.

La nostra paziente, infatti, qualche anno prima, si era sottoposta ad un intervento di addominoplastica con correzione della diastasi derivante dalle gravidanze; tuttavia, in seguito all’addominoplastica, la paziente ha avuto una ulteriore gravidanza che ha comportato la recidiva della diastasi. La paziente, pertanto, desiderava correggere la precedente addominoplastica, di cui non era rimasta molto soddisfatta, e correggere anche l’ipoplasia mammaria, accentuata dopo l’ultimo allattamento. Vediamo le problematiche presenti:

- PROBLEMATICHE FUNZIONALI: la paziente presentava recidiva della diastasi dei retti; la successiva gravidanza, avuta dopo avere corretto la diastasi, aveva comportato una recidiva della diastasi stessa. Era inoltre presente anche un medio floppy wall di parete;
- PROBLEMATICHE ESTETICHE: non erano stati trattati gli accumuli adiposi del dorso e dei fianchi e della regione trocanterica; non era stata effettuata la liposuzione del lembo addominale e l’incisione dell’addominoplastica era stata eseguita eccezionalmente in alto. La paziente presentava, in sede ipogastrica, ben 3 cicatrici lineari: la cicatrice dell’addominoplastica eseguita; in basso ad essa la cicatrice di un cesareo e, ancora più in basso, una ulteriore cicatrice di un ulteriore taglio cesareo!

Desiderio della paziente era quello di correggere le alterazioni funzionali ed estetiche, abbinando, al tempo stesso una mastoplastica; è stato quindi proposito ed eseguito un intervento di Mummy Makeover con correzione dell’addominoplastica secondaria che, più nel dettaglio ha consistito dei seguenti aspetti:
- VASER LIPO a livello del dorso, dei fianchi e delle regioni trocanteriche: ogni rimodellamento dell’addome non può prescindere dal contestuale trattamento del dorso, visto come una unica unità estetica. L’uso degli ultrasuoni di terza generazione del VASER consente anche retrazione cutanea
- Correzione dei problemi di parete: è stata corretta la recidiva di diastasi mediante la tecnica di interlocking muscolare (che, se ben condotta, azzera il rischio di recidiva); è stato corretto il floppy wall tramite la plicatura a corsetto ( a valenza funzionale ed estetica) e le plicature ad andamento trasversale (per la correzione dell’eccesso verticale del sistema mio-fasciale)
- Mastoplastica additiva: è stata effettuata ala tecnica dual plane di II tipo ed impiantate protesi di 460cc ad alta proiezione, conduttura periareolare round block di simmetrizzazione.

Dal confronto fra le foto, potete osservare il risultato ottenuto. La figura corporea appare adesso molto più slanciata e senza i cuscinetti adiposi dorsali; il seno, del tutto naturale, è simmetrico e ben proiettato rispetto al piano toracico e sono stati corretti tutti i problemi di parete derivanti dalle gravidanze.

25/12/2025

LIFTING BRACCIA E SEDE DELL’INCISIONE - IL VIDEO - ATTENZIONE: IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI FORTI TRATTE DALLA SALA OPERATORIA

Nel video allegato al post, potete vedere una fase dell'intervento di brachioplastica, durante la quale viene realizzato il disegno pre-operatorio. L'intervento moderno di lifting delle braccia include anche una liposuzione circonferenziale, che consente di ridurre il volume delle braccia. Questa riduzione volumetrica rende necessario adattare il disegno pre-operatorio durante l'intervento, in base al volume ottenuto dopo la liposuzione. Per fare ciò, vengono utilizzate delle clips chirurgiche (o Staples), che permettono di valutare rapidamente l'eccesso di pelle da rimuovere e di ottenere una stima precisa del nuovo disegno operatorio. Questo approccio consente di rimuovere la giusta quantità di pelle: né troppo poca, per evitare lassità residua, né troppa, per evitare difficoltà nella fase di chiusura e garantire una cicatrice di buona qualità.

LIFTING BRACCIA E SEDE DELL’INCISIONEIl lifting delle braccia, o brachioplastica, è una procedura chirurgica sempre più ...
25/12/2025

LIFTING BRACCIA E SEDE DELL’INCISIONE

Il lifting delle braccia, o brachioplastica, è una procedura chirurgica sempre più richiesta per chi desidera ridurre l'eccesso di pelle e tonificare la parte superiore del braccio, un problema particolarmente comune dopo una significativa perdita di peso o con l’invecchiamento. Tuttavia, uno degli aspetti più critici e discussi di questo intervento è la posizione dell'incisione, poiché, a differenza per esempio della chirurgia mammaria, in cui la cicatrice può essere facilmente nascosta dal reggiseno o dal costume da bagno, quella del lifting delle braccia rimane visibile, con abbigliamento estivo. Proprio per questa ragione, nel corso degli anni si sono evolute diverse tecniche con localizzazioni differenti dell'incisione, ognuna con i suoi pro e contro.

Le principali posizioni dell’incisione per il lifting delle braccia sono tre: mediale, posteriore e postero-mediale. Ognuna di queste sedi ha caratteristiche che la rendono più o meno adatta a seconda delle necessità estetiche e funzionali del paziente. Analizziamo ognuna di queste opzioni.

- Incisione Mediale
L'incisione mediale viene effettuata lungo la parte interna del braccio, in corrispondenza della zona che corre vicino al torace. Questa posizione consente di rimuovere una buona quantità di pelle in eccesso, soprattutto nei casi in cui la flaccidità sia marcata.
Vantaggi:
Consente di rimuovere una porzione maggiore di pelle e adiposità.
È una scelta efficace per chi ha una pelle molto rilassata, in particolare nella parte inferiore del braccio.
Svantaggi:
La cicatrice risulta particolarmente visibile, soprattutto quando il braccio è sollevato o durante il movimento.
In alcuni casi, la cicatrice è visibile anche quando si indossano abiti a maniche corte, compromettendo l'estetica complessiva.

- Incisione Posteriore
L'incisione posteriore si posiziona lungo la parte posteriore del braccio, dietro al bicipite, dove generalmente la visibilità della cicatrice è più contenuta. Questa tecnica è stata a lungo una scelta popolare per chi desidera ridurre al minimo l’impatto estetico dell'intervento.
Vantaggi:
La cicatrice è meno visibile in situazioni di riposo, come quando il braccio è abbassato lungo il corpo.
Può sembrare una buona soluzione per evitare la visibilità diretta della cicatrice.
Svantaggi:
Non permette una rimozione totale della pelle in eccesso, specialmente nella parte inferiore del braccio.
Anche se meno visibile in posizione statica, la cicatrice può emergere durante movimenti che coinvolgono i muscoli del braccio, come alzarsi o sollevare oggetti. Tale cicatrice, inoltre, è visibile dal un osservatore che si trovi alle spalle della paziente, quando questa ha le braccia lungo il corpo

- Incisione Postero-Mediale: Il Miglior Compromesso
Nel corso degli anni, la tecnica dell’incisione postero-mediale è diventata sempre più popolare, ed è oggi considerata la migliore soluzione per molti pazienti. Questa incisione si posiziona tra la parte posteriore e quella mediale del braccio, lungo una linea di transizione che permette di nascondere la cicatrice in modo naturale.
Vantaggi:
La cicatrice è più discreta e facilmente nascosta, specialmente quando il braccio è a riposo o durante il movimento quotidiano.
È particolarmente vantaggiosa per chi ha una flaccidità moderata ma desidera evitare una cicatrice troppo visibile, come accade con la sede mediale.
Anche quando il braccio è sollevato, la cicatrice risulta meno esposta rispetto alle altre posizioni, grazie alla sua localizzazione.
Svantaggi:
Richiede una tecnica chirurgica precisa per evitare che la cicatrice si sposti o diventi più visibile.
In alcuni casi, durante attività fisiche molto intense, la cicatrice potrebbe diventare visibile, ma ciò accade in modo meno evidente rispetto alle altre soluzioni.

Oggi, la cicatrice postero-mediale è considerata la migliore soluzione per il lifting delle braccia. Essa offre un compromesso ideale tra efficacia e discrezione estetica. Grazie alla sua localizzazione, la cicatrice risulta meno visibile rispetto a quelle mediali o posteriori, nascondendosi naturalmente in molte situazioni di vita quotidiana. Questo tipo di incisione rappresenta un'evoluzione delle tecniche chirurgiche, che ha permesso di ottenere ottimi risultati estetici riducendo al minimo l’impatto visivo della cicatrice.
Nel post, potette osservare un esempio di lifting braccia a cicatrice postero-mediale. La paziente desiderava migliorare l’aspetto delle braccia, che le causavano disagio e difficoltà nella scelta dell’abbigliamento.
È stato eseguito un intervento di brachioplastica a cicatrice postero-mediale e liposuzione circonferenziale che ha permesso di eliminare l’eccesso di cute e grasso, ‘preservando un aspetto naturale e non “a salsicciotto” delle braccia e con una cicatrice finale molto ben celata!

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Viale Europa
Rome
00144

Telefono

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