05/01/2026
Addominoplastica secondaria: quando qualcosa era andato storto!
L’addominoplastica rappresenta, secondo le più recenti statistiche della Società Americana di Chirurgia Estetica, il terzo intervento più frequentemente eseguito in chirurgia plastica. Nel corso degli anni, grazie al miglioramento delle tecniche chirurgiche, sono state sviluppate numerose varianti, fino ad arrivare a procedure altamente sofisticate e in grado di ottenere un rimodellamento corporeo significativo, impensabile fino a pochi anni fa in un unico tempo chirurgico.
Nonostante ciò, non è raro osservare esiti chirurgici insoddisfacenti, che possono compromettere sia l’aspetto estetico sia la funzionalità della parete addominale. In generale, i problemi legati a un’addominoplastica possono essere raggruppati in due categorie principali:
- Problemi estetici: cicatrici troppo alte o visibili, ombelico poco armonico o “a stampo”, accumuli di tessuto adiposo non trattati, asimmetrie della silhouette.
- Problemi funzionali: correzione incompleta di ernie, laparoceli, diastasi o lassità di parete (floppy wall), che possono compromettere ulteriormente il risultato estetico e la qualità della vita.
Se eseguita correttamente, l’addominoplastica è in grado di apportare benefici sia estetici che funzionali, ridefinendo la silhouette e ripristinando la tonicità della parete addominale.
Nel caso che presentiamo oggi, la paziente si era sottoposta circa 2 anni prima, presso un’altra struttura, a una addominoplastica con correzione dei difetti di parete post gravidici. L’obiettivo originario dell’intervento era la correzione della diastasi e la rimozione dell’eccesso cutaneo. Tuttavia, gli esiti si sono rivelati insoddisfacenti. All’esame clinico, la paziente presentava:
- Cicatrice molto alta, difficilmente occultabile dalla biancheria intima o dal costume da bagno, con evidente asimmetria;
- Accumuli adiposi non trattati a livello dei fianchi, che appesantivano la silhouette;
- Diastasi recidiva, soprattutto in sede sopra-ombelicale;
- Floppy wall non trattato, responsabile dell’aspetto “spanciato” dell’addome;
- Ombelico innaturale e dall’orientamento orizzontale.ù
Per correggere questi esiti, è stato pianificato ed eseguito un intervento di addominoplastica secondaria, con una strategia completa e multidimensionale:
- VASER LIPO del dorso e dei fianchi: il trattamento del dorso come unità estetica con l’addome permette di ottenere una silhouette armonica e proporzionata, superando i limiti di interventi che si concentrano solo sulla parte anteriore dell’addome! Per tale motivo, integriamo sempre il trattamento del dorso all’addominoplastica!
- VASER LIPO dell’addome: la paziente non aveva eseguito liposuzione in precedenza, lasciando uno spesso pannicolo adiposo. L’intervento ha permesso di ridurne lo spessore a circa 1 cm, migliorando il profilo addominale.
- Abbassamento e simmetrizzazione della cicatrice: la cicatrice è stata riposizionata in basso (con la nostra tecnica di cicatrice ultrabassa) e ancorata saldamente a tre strutture connettivali (legamento inguinale, fascia di Scarpa e fascia di Camper), per garantire stabilità nel tempo ed evitare la migrazione verso l’alto.
- Correzione dei difetti di parete: sono state trattate la diastasi recidiva , oltre al floppy wall, responsabile della lassità addominale e dell’aspetto “spanciato” dell’addome. La correzione ha previsto una plicatura a corsetto, che ha ridefinito il punto vita, e due suture trasversali per ridurre l’eccesso verticale della fascia, distribuendo le tensioni in modo funzionale.
Il risultato post-operatorio mostra un addome piatto, stabile e armonico, con una silhouette complessiva snella e proporzionata. La paziente ha recuperato sia la funzionalità della parete addominale sia un profilo estetico soddisfacente, dimostrando come un approccio accurato e multidimensionale sia essenziale nei casi di addominoplastica secondaria, soprattutto quando i difetti precedenti sono stati sottovalutati o trattati in modo incompleto.
Questo caso evidenzia ancora una volta l’importanza di una valutazione pre-operatoria accurata, di tecniche avanzate di rimodellamento e della considerazione della parete addominale come un’unità funzionale e estetica complessa, in grado di restituire risultati eccellenti anche nei casi più complessi.