Agostino Bruno Chirurgia Plastica ed Estetica

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16/04/2026

BLEFAROPLASTICA NELL’UOMO: PAROLA D'ORDINE NATURALEZZA!: IL VIDEO - ATTENZIONE: IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI FORTI TRATTE DALLA SALA OPERATORIA

Nel video a completamento del post, viene spiegata una distinzione molto importante in chirurgia perioculare:�la differenza tra ptosi palpebrale vera e pseudoptosi palpebrale.

- Ptosi palpebrale vera: abbassamento della palpebra superiore per un deficit del muscolo elevatore della palpebra.
- Pseudoptosi palpebrale: falsa ptosi causata da un eccesso di pelle palpebrale o dalla discesa del sopracciglio, senza un reale problema del muscolo elevatore.

Capire correttamente questa differenza è fondamentale per scegliere l'intervento più adatto e ottenere un risultato naturale ed efficace.

L’intervento viene eseguito in regime ambulatoriale/Day Hospital e si torna a casa dopo qualche ora. Piccoli cerottini terranno in sede la sutura, che verrà rimossa dopo circa una settimana.

BLEFAROPLASTICA NELL’UOMO: PAROLA D'ORDINE NATURALEZZA!Lo sguardo è il vero specchio del viso di una persona.�Con il tem...
16/04/2026

BLEFAROPLASTICA NELL’UOMO: PAROLA D'ORDINE NATURALEZZA!

Lo sguardo è il vero specchio del viso di una persona.�Con il tempo, la regione perioculare può subire importanti modifiche: palpebre cadenti, borse adipose e pelle in eccesso possono dare un aspetto stanco, triste e invecchiato.

Oggi la chirurgia estetica periorbitaria ha un obiettivo molto chiaro: migliorare lo sguardo senza stravolgerlo, preservando l’espressività naturale.�Questo è ancora più vero negli uomini, dove risultati eccessivi o artefatti rischiano di compromettere profondamente la naturalezza del volto.

Una blefaroplastica moderna nell'uomo deve dunque:
- Rimuovere solo il necessario;
- Modellare senza stravolgere;
- Rafforzare l'aspetto virile e naturale dello sguardo.

Vediamo da vicino il caso di oggi
Il paziente si lamentava di:
- Palpebre superiori appesantite, con senso di pesantezza a fine giornata;
- Presenza di borse palpebrali;
- Sguardo sempre triste e stanco.
La sua richiesta principale: migliorare l'aspetto senza alterare la naturalezza del suo sguardo, evitando il temuto effetto "tirato" o "rifatto".

L’intervento di ringiovanimento perioculare ha previsto diversi passaggi, combinati per ottenere un risultato naturale ed equilibrato:
- Blefaroplastica superiore: rimozione conservativa dell’eccesso cutaneo della palpebra superiore.
- Asportazione selettiva del grasso palpebrale superiore: oggi si tende a rimuovere solo una minima quantità di grasso, evitando l’aspetto scavato o "scheletrico" tipico di tecniche più datate.
- Asportazione di una sottile striscia del muscolo orbicolare superiore: questo consente di creare maggiore profondità e definizione dello sguardo.
- Lifting diretto del sopracciglio:�Non sempre necessario, ma fondamentale in questo caso.�Quando la distanza tra la rima palpebrale e il sopracciglio è molto ridotta, c'è il rischio che, togliendo pelle in eccesso, il sopracciglio migri ulteriormente verso il basso.�Il lifting diretto del sopracciglio consente di fissarlo nella posizione corretta, migliorando lo spazio orbitario superiore senza stravolgere l’espressione.
- Cantopessi: rafforzamento del legamento cantale laterale per mantenere la forma naturale dell'occhio ed evitare alterazioni dello sguardo.

Nel confronto tra prima e dopo l'intervento si può apprezzare uno sguardo fresco, riposato e ringiovanito; nessuna alterazione delle caratteristiche naturali dello sguardo; nessun effetto "operato" o artefatto.

In conclusione, la blefaroplastica moderna, soprattutto negli uomini, punta a risultati sempre più naturali, armoniosi e personalizzati, rispettando l'identità e le espressioni del volto.

13/04/2026

ADDOMINOPLASTICA SECONDARIA: IL VIDEO – ATTENZIONE: I VIDEO CONTIEME IMMAGINI FORTI TRATTE DALLA SALA OPERATORIA

Nel video di completamento viene presentata la condizione di una paziente già sottoposta in altra sede ad addominoplastica con esiti insoddisfacenti. In particolare, viene posta l’attenzione sulla cicatrice: non solo la sua sede, ma anche la sua forma rivestono un ruolo determinante per l’armonia del risultato. La cicatrice deve infatti essere bassa, così da restare nascosta sotto la biancheria o il costume, ma altrettanto importante è la sua curvatura. Una cicatrice orizzontale e rettilinea appare come una vera e propria “frattura” dell’addome, spezzandone la continuità estetica. Al contrario, una cicatrice arcuata, con concavità rivolta verso l’alto, incornicia elegantemente l’addome e ne valorizza la forma.

ADDOMINOPLASTICA SECONDARIA: TRASFORMARE UN INSUCCESSO IN UN NUOVO INIZIOL’addominoplastica è uno degli interventi più d...
13/04/2026

ADDOMINOPLASTICA SECONDARIA: TRASFORMARE UN INSUCCESSO IN UN NUOVO INIZIO

L’addominoplastica è uno degli interventi più diffusi per il rimodellamento dell’addome in presenza di lassità cutanea e sottocutanea. Se ben pianificata ed eseguita, consente risultati armoniosi e duraturi. Tuttavia, quando la procedura non viene condotta con i giusti criteri, il risultato può essere deludente sia dal punto di vista estetico che funzionale.

È il caso della paziente presentata, già sottoposta due anni prima in altra sede ad un’addominoplastica associata a correzione di ernia paraombelicale. Nonostante l’intervento, la paziente lamentava un risultato insoddisfacente. All’esame clinico si evidenziavano:

- Cicatrice troppo alta, asimmetrica e di forma orizzontale, che obbligava la paziente a indossare solo biancheria a vita alta per camuffarla. La cicatrice ideale, oltre a essere bassa e facilmente occultabile, deve avere un andamento arcuato a “sorriso”, che valorizzi la silhouette addominale. Una cicatrice orizzontale spezza invece l’armonia dell’addome.
- Ombelico piatto (“a stampo”), privo della naturale concavità periombelicale, associato a progressiva stenosi del canale ombelicale con difficoltà anche nell’igiene.
- Accumuli adiposi laterali e dorsali, che appesantivano la figura e spegnevano l’eleganza del profilo corporeo, nonostante la liposuzione fosse stata fatta nel corso del precedete intervento e in due ulteriori interventi successivi di correzione.
- Diastasi dei retti e floppy wall: l’addome appariva globoso, perché non era stato corretto il floppy wall. Inoltre la diastasi era recidivata.

È stata quindi eseguita una lipoaddominoplastica avanzata con correzione dei problemi del primo intervento; tra cui:
- VASER Lipo di dorso, fianchi e parete toracica laterale, sedi tipiche di accumuli adiposi resistenti. La Liposuzione è stata particolarmente complessa in quanto i tessuti, già lipoaspirati, presentavano numerosi esiti fibrotici
- ULTRA-BBL, ovvero lipofilling ecoguidato dei glutei in sede esclusivamente sottocutanea: un approccio che massimizza la sicurezza ed elimina i rischi dell’impianto intramuscolare.
- VASER Lipoaddominoplastica, che ha permesso di assottigliare il lembo addominale migliorando la definizione dei risultati.
- Correzione dei difetti di parete con tecnica combinata: interlocking muscolare progressivo, plicatura “a corsetto” e tripla plicatura “a stringhe”. Queste plicature hanno permesso di gestire al meglio la diastasi recidiva e il floppy wall di parete, a localizzazione prevalentemente epigastrica e mesogastrica.
- Neo-ombelicoplastica, con rimozione del vecchio ombelico e ricostruzione ex novo, per evitare rischi di ischemia da strangolamento del peduncolo ombelicale e garantire una forma naturale e stabile.


Il confronto fotografico mostra una trasformazione evidente: l’addome appare ora piatto, slanciato e atletico; i difetti di parete sono stati corretti, con un miglioramento non solo estetico ma anche funzionale. La paziente ha ritrovato armonia della figura e la risoluzione dei sintomi legati alla diastasi.

09/04/2026

REVISIONE DI LIFTING BRACCIA: BRACCIA NUOVE!!: IL VIDEO – ATTENZIONE: IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI FORTI TRATTE DALLA SALA OPERATORIA

Nel video che accompagna questo post viene documentato un intervento combinato di correzione del lipedema e di lifting braccia secondario.

La nostra paziente, che ci ha raggiunti dall’estero, si era già sottoposta in passato a un intervento di lifting delle braccia. Tuttavia, il problema di fondo – il lipedema degli arti superiori – non era stato riconosciuto né trattato. Questo ha comportato due conseguenze:
1) Il lipedema dell’avambraccio era rimasto completamente intatto, non essendo stato toccato durante il primo intervento.
2) Il braccio era comunque rimasto voluminoso e ricco di tessuto lipedematoso, con un profilo ancora poco armonico e irregolare.

Il lipedema, a differenza del comune accumulo di grasso, è una patologia cronica caratterizzata da ipertrofia e iperplasia del tessuto adiposo sottocutaneo, associata a dolore, facile affaticabilità e tendenza all’edema. Ignorare questa componente significa spesso non risolvere né il problema estetico né quello funzionale.

Nel nostro caso, l’intervento correttivo ha previsto tre step principali:
- Trattamento del lipedema dell’avambraccio, mai affrontato in precedenza, per ridurre i volumi e alleviare la sensazione di pesantezza.
- Trattamento del lipedema residuo del braccio, con liposuzione ad alta precisione (VASER Lipo) eseguita in maniera circonferenziale per ottenere un profilo armonico.
- Lifting braccia secondario, con escissione della pelle in eccesso e riposizionamento della cicatrice in sede più discreta, riducendo la visibilità rispetto alla precedente.

Questa combinazione di tecniche ha permesso non solo di ridefinire la forma del braccio e dell’avambraccio, ma anche di trattare la componente patologica del lipedema, migliorando il comfort funzionale della paziente e riducendo il rischio di recidiva. Il risultato finale unisce un aspetto più naturale e proporzionato a un significativo beneficio sul piano clinico.

REVISIONE DI LIFTING BRACCIA E TRATTAMENTO DEL LIPEDEMA: BRACCIA NUOVE E LEGGERE!Negli ultimi anni, il lifting delle bra...
09/04/2026

REVISIONE DI LIFTING BRACCIA E TRATTAMENTO DEL LIPEDEMA: BRACCIA NUOVE E LEGGERE!

Negli ultimi anni, il lifting delle braccia è diventato un intervento sempre più richiesto, soprattutto per pazienti che hanno avuto importanti cali ponderali dopo chirurgia bariatrica o diete intensive. In questi casi, la lassità cutanea si accompagna spesso a un eccesso di tessuto adiposo, creando braccia voluminose e poco armoniche.

Se fino a qualche tempo fa le tecniche “classiche” comportavano rischi come edema persistente, linfedema cronico o danno a carico del nervo cutaneo mediale dell’avambraccio, oggi la chirurgia si è evoluta: nuove tecnologie permettono risultati più naturali, recuperi più rapidi e minori complicanze.

La paziente che vi presentiamo oggi ci ha raggiunti dall’estero con una storia particolare: era affetta da lipedema delle braccia, ma in passato si era già sottoposta – in un’altra sede – a un intervento di lifting brachiale con cicatrice mediale. L’operazione precedente, tuttavia, non aveva preso in considerazione la componente patologica del lipedema. Il risultato? Braccia ancora molto voluminose e dalla forma irregolare, con vistosi accumuli soprattutto in corrispondenza dei gomiti e degli avambracci fonte di disagio estetico e funzionale, oltre che purtroppo di dolore.
In questo caso, il nostro obiettivo è stato duplice:
- Correggere il lipedema residuo con una liposuzione ad alta precisione;
- Eseguire un lifting braccia secondario per ridare forma e proporzioni armoniche.

L’intervento è stato condotto interamente con tecnologia VASER Lipo, che utilizza ultrasuoni di terza generazione per emulsionare il tessuto adiposo, facilitandone l’aspirazione e preservando al meglio le strutture linfatiche e vascolari. In particolare:
- VASER Lipo dell’avambraccio per rimuovere le aree di accumulo più distali;
- VASER Lipo dell’intero braccio, trattando in maniera circonferenziale per ottenere un profilo più snello e uniforme;
- Lifting braccia secondario, con escissione della cute in eccesso mediante tecnica di avulsione e riposizionamento della cicatrice in sede postero-mediale, molto più discreta rispetto alla precedente.

Il risultato finale mostra braccia naturali, proporzionate e leggere, con cicatrici poco visibili e soprattutto con la risoluzione dell’edema e delle irregolarità causate dal lipedema. L’approccio combinato ha permesso non solo un miglioramento estetico evidente, ma anche un importante beneficio funzionale, con riduzione della sensazione di pesantezza e fastidio tipica di questa patologia.

06/04/2026

MUMMY MAKEOVER PRO® E CHIRURGIA MAMMARIA: SITUAZIONI PARTICOLI – IL VIDEO – ATTENZIONE: IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI FORTI TRATTE DALLA SALA OPERATORIA

Nel video che completa il post viene analizzato nel dettaglio il caso clinico odierno. Per quanto riguarda il distretto mammario, la paziente avrebbe inizialmente desiderato l’impianto di protesi, associato a una mastopessi (mastopessi con protesi). Tuttavia, nel caso specifico, questa opzione non era indicata.

Come spiegato nel video, la paziente presentava ar**le di dimensioni molto grandi, associate a un posizionamento asimmetrico e medializzato. In tale contesto, l’esecuzione di una mastopessi con protesi non avrebbe consentito la rimozione completa del tessuto areolare in eccesso. Parte di questo tessuto sarebbe rimasta visibile e inglobata nella cicatrice verticale della mastopessi, con un elevato rischio di un risultato cicatriziale inestetico.

Per questo motivo si è deciso di adottare un approccio più prudente e razionale, optando per l’esecuzione di una mastopessi senza protesi. È stata comunque lasciata aperta la possibilità, a distanza di circa un anno, di procedere con un’eventuale mastoplastica additiva su mastopessi pregressa, qualora la paziente avesse successivamente desiderato un aumento volumetrico.

Questo atteggiamento conservativo è stato scelto con l’obiettivo di ridurre il rischio di cicatrici anomale e di evitare la necessità di ulteriori interventi correttivi nel breve periodo.
A margine, è interessante sottolineare che la paziente si è dichiarata molto soddisfatta del risultato ottenuto con la sola mastopessi e, più in generale, dell’esito complessivo del Mummy Makeover, decidendo infine di non procedere con l’impianto di protesi mammarie!!!

MUMMY MAKEOVER PRO® E LE SUE TECNOLOGIE: OGGI PARLIAMO DI VASER LIPO!La chirurgia del rimodellamento corporeo (Body Cont...
06/04/2026

MUMMY MAKEOVER PRO® E LE SUE TECNOLOGIE: OGGI PARLIAMO DI VASER LIPO!

La chirurgia del rimodellamento corporeo (Body Contouring) è tra le più richieste in assoluto. Pensate che solo nel 2024, secondo i dati forniti dalla ISAPS (International Society of Aesthetic Plastic Surgery), sono state eseguite oltre un milione e mezzo di liposuzioni nel mondo.

L’introduzione della moderna liposuzione, negli anni ’80, ha rivoluzionato il Body Contouring. Tra gli interventi di rimodellamento corporeo, un ruolo di primo piano è svolto dal Mummy Makeover, ovvero l’intervento concepito per trattare, nella stessa seduta chirurgica, le alterazioni funzionali ed estetiche di seno, addome e dorso.
Con il termine Mummy Makeover PRO® si intende il Mummy Makeover eseguito con le più moderne tecnologie attualmente disponibili, come MicroAire PAL, VASER LIPO e RENUVION J-Plasma.

Il progresso tecnologico consente oggi di disporre di strumenti sempre più precisi e sicuri, che permettono al tempo stesso una liposuzione più estesa e più efficace rispetto a quanto fosse possibile in passato.

Oggi ci focalizzeremo in particolare sull’uso della VASER LIPO.
Un significativo avanzamento tecnologico si è avuto con l’introduzione della VASER LIPO, che utilizza ultrasuoni di terza generazione (36 kHz). Rispetto alle precedenti sonde a ultrasuoni di prima e seconda generazione, il sistema VASER consente una marcata selettività per il tessuto adiposo, risultando al contempo atraumatico per i tessuti circostanti.

Un recente studio pubblicato sulla Revista Brasileira de Cirurgia Plástica ha evidenziato i numerosi vantaggi della VASER LIPO rispetto alla liposuzione tradizionale, mostrando anche risultati esteticamente superiori. In particolare è emerso che:
• il sistema VASER consente un trattamento più atraumatico del grasso superficiale. Nella liposuzione tradizionale, il trattamento di questo strato può risultare eccessivamente aggressivo, con rischio di discromie, fibrosi, aderenze, irregolarità, retrazioni cutanee e, nei casi più gravi, epidermolisi o necrosi. La VASER LIPO, separando selettivamente il tessuto adiposo, consente un approccio più delicato e richiede meno passaggi di cannula, riducendo ulteriormente il traumatismo tissutale;
• la minore traumaticità si traduce in una significativa riduzione delle perdite ematiche, consentendo l’aspirazione sicura di volumi maggiori di grasso senza riduzioni rilevanti di emoglobina ed ematocrito (riduzione media del 26% rispetto ai metodi tradizionali);
• i tempi chirurgici non risultano allungati, poiché il tempo dedicato al trattamento con VASER viene compensato da una fase aspirativa più rapida ed efficiente;
• è stato dimostrato un miglioramento della retrazione cutanea del 53% per centimetro cubico di grasso aspirato rispetto alle tecniche tradizionali;
• la maggiore retrazione cutanea consente di ridurre la necessità di dermolipectomie nei casi borderline o, quando l’escissione cutanea è comunque indicata, di adottare approcci più conservativi;
• in caso di addominoplastica, l’uso della VASER LIPO permette un’aspirazione meno traumatica del lembo addominale, riducendo il rischio di complicanze della lipoaddominoplastica;
• la VASER LIPO non compromette la vitalità delle cellule adipose, rendendo possibile il lipofilling con un tasso di attecchimento superiore rispetto al grasso ottenuto con metodi tradizionali. Ciò è legato al minor diametro degli adipociti aspirati: studi hanno dimostrato che il diametro critico per un buon attecchimento è di circa 300 micron. Al di sopra di tale valore, e soprattutto oltre i 600 micron, la probabilità di integrazione del tessuto adiposo si riduce significativamente;
• il decorso post-operatorio risulta complessivamente meno doloroso e meno traumatico, con riduzione dell’edema e dei lividi e una più rapida ripresa delle attività quotidiane, sociali e lavorative.

Passiamo ora al caso clinico odierno, nel quale la VASER LIPO è stata ampiamente utilizzata.
Dopo le gravidanze e gli allattamenti, la paziente presentava una diastasi dei muscoli retti, un grave floppy wall, ptosi mammaria e accumuli adiposi resistenti a dieta ed esercizio fisico. Il suo desiderio era quello di ripristinare una figura elegante, eliminando al contempo i problemi funzionali legati alla diastasi e alla lassità di parete.
Considerato l’ottimo stato di salute generale, è stato eseguito un Mummy Makeover PRO®, articolato nei seguenti passaggi:
• VASER LIPO del dorso: liposuzione dell’intero dorso, dei fianchi, della parete toracica laterale (area complessa ma fondamentale per l’armonia del profilo) e dell’esterno coscia;
• RENUVION J-Plasma: utilizzato dopo una liposuzione massiva per prevenire la lassità cutanea, inducendo retrazione del collagene sottocutaneo e mantenendo la pelle ben tesa;
• Lipofilling della depressione sopratrocanterica: per conferire maggiore femminilità alla silhouette è stato eseguito un lipofilling mirato del cosiddetto “punto C” secondo la classificazione di Mendieta. L’innesto è avvenuto sotto guida ecografica, garantendo il corretto posizionamento nel compartimento sottocutaneo profondo;
• Mastopessi a cicatrice corta a J: per correggere la ptosi mammaria, ottenendo un seno più proiettato sul piano toracico con cicatrici di dimensioni ridotte;
• Correzione dei difetti di parete addominale: la paziente presentava una diastasi di circa 4 cm in sede periombelicale, associata a un grave floppy wall composito (coinvolgimento fasciale e muscolare) e a un’ernia ombelicale. È stata eseguita la nostra tecnica di progressive interlocking muscolare, con plicature multiple e progressive che coinvolgono anche il tessuto muscolare, riducendo drasticamente il rischio di recidiva. Tutte le suture sono state realizzate con materiale non riassorbibile. Sono state inoltre eseguite plicature trasversali e una plicatura a corsetto con partenza dalla base delle coste, con valenza sia funzionale sia estetica e una marcata riduzione del punto vita.

Dal confronto delle immagini è possibile apprezzare il risultato ottenuto: la paziente ha riportato un cambiamento profondo dell’intera figura corporea, che appare oggi slanciata, armonica e proporzionata, priva di accumuli adiposi e senza le problematiche funzionali legate alle alterazioni della parete addominale.

02/04/2026

LIPEDEMA ED ESTROGENI: LE ULTIME SCOPERTE : IL VIDEO - ATTENZIONE: IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI FORTI TRATTE DALLA SALA OPERATORIA

Nel video che accompagna questo post potete osservare una fase specifica del trattamento chirurgico del lipedema delle gambe, momento che ha un’importanza decisiva per la qualità del risultato finale.

In questa fase il chirurgo non sta più aspirando il grasso patologico, ma sta regolarizzando il tessuto adiposo residuo. Lo fa utilizzando particolari strumenti chiamati cannule “basket”. A differenza delle cannule tradizionali per liposuzione, queste hanno una struttura forata e segmentata, studiata per frammentare e ridistribuire il tessuto adiposo senza rimuoverlo.

Un aspetto importante è che, durante questa manovra, le cannule basket non sono collegate al sistema di aspirazione. Il loro compito non è più sottrarre volume, ma modellare in modo uniforme ciò che rimane. Si lavora quindi “a secco”, muovendo la cannula in diverse direzioni per rompere eventuali setti fibrosi residui e distribuire il grasso in modo regolare.

Il razionale di questo passaggio è semplice ma fondamentale: creare un letto omogeneo di tessuto adiposo residuo. Se questa regolarizzazione non viene eseguita con precisione, il rischio è che, una volta guarita la cute, si possano notare irregolarità superficiali come ondulazioni, avvallamenti o le cosiddette “strisciate di cannula”.
Questa tecnica, eseguita con delicatezza e attenzione, consente invece di ottenere una superficie cutanea liscia e continua, migliorando in modo significativo l’aspetto estetico finale e la soddisfazione della paziente.

Nel trattamento del lipedema, dove il tessuto adiposo è spesso più fibroso e aderente rispetto al grasso “normale”, la fase di regolarizzazione con cannule basket è ancora più rilevante per determinare un risultato liscio e non artefatto..

LIPEDEMA ED ESTROGENI: LE ULTIME SCOPERTEIl lipedema è una malattia del tessuto connettivo lasso, di cui il tessuto adip...
02/04/2026

LIPEDEMA ED ESTROGENI: LE ULTIME SCOPERTE

Il lipedema è una malattia del tessuto connettivo lasso, di cui il tessuto adiposo fa parte, caratterizzata da un accumulo sproporzionato e bilaterale di grasso, che nella maggior parte dei casi interessa gli arti inferiori. È una patologia ancora poco conosciuta, spesso persino dai medici, e non di rado viene confusa con il linfedema o con l’obesità.

A fare la differenza nella diagnosi sono soprattutto tre elementi:
1) La sede dell’accumulo adiposo
2) Il momento di insorgenza della malattia
3) La popolazione colpita

L’obesità può svilupparsi in qualsiasi momento della vita e colpire qualunque parte del corpo; il lipedema, invece, si manifesta quasi esclusivamente nelle donne e tende ad esordire in fasi di importanti cambiamenti ormonali, come la pubertà, la gravidanza o la menopausa. Non è un caso che nei rari casi maschili siano quasi sempre presenti squilibri ormonali, con bassi livelli di testosterone o aumento relativo degli estrogeni.
Gli studi più recenti confermano il ruolo chiave degli estrogeni:
Le cellule adipose lipedematose presentano un’alterata concentrazione di recettori per gli estrogeni, che le rende più sensibili all’azione di questo ormone, anche quando i livelli ematici sono normali.
Potrebbero inoltre produrre in eccesso enzimi steroidogenici, che favoriscono l’accumulo di lipidi all’interno degli adipociti, aumentando la massa adiposa.
Questi meccanismi contribuiscono a spiegare perché il lipedema colpisca soprattutto gambe e fianchi, e perché progredisca proprio nei momenti di maggiore instabilità ormonale.

Nel caso che vi mostriamo oggi, abbiamo trattato una paziente affetta da lipedema di terzo tipo, secondo stadio clinico, con interessamento dalle anche fino alle caviglie. L’intervento, una decompressione funzionale per lipedema, è stato eseguito con apparecchiature specifiche in grado di garantire due aspetti fondamentali:
1) Radicalità, per rimuovere in modo completo il tessuto lipedematoso ed evitare una rapida ricrescita.
2) Sicurezza, riducendo al minimo il rischio di lesioni vascolari o nervose.

Il risultato è duplice: la gamba ha ritrovato una morfologia naturale, con caviglie snelle e una corretta alternanza tra concavità e convessità, e soprattutto la progressione della malattia si è arrestata. La paziente non solo ha beneficiato esteticamente, ma ha visto scomparire il dolore cronico legato al lipedema.

30/03/2026

DIASTASI DEI RETTI: NUOVO SISTEMA CLASSIFICATIVO IN BASE ALLA SEDE DELLA DIASTASI: IL VIDEO – ATTENZIONE- IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI FORTI TRATTE DALLA SALA OPERATORIA

Nel video che accompagna questo post si mette in evidenza una caratteristica anatomica particolare della nostra paziente, utile per comprendere alcune scelte chirurgiche.

La paziente presentava una scoliosi che alterava la simmetria muscoloscheletrica del tronco. In questi casi, la linea mediana del torace non coincide con la linea mediana dell’addome: se tracciassimo due linee mediane, una a partire dal torace e una dall’addome, le vedremmo parallele ma non sovrapposte.

Questa asimmetria pone un quesito tecnico importante: come centrare correttamente l’ombelico? La scelta è determinante per il risultato estetico, soprattutto quando il corpo è esposto, ad esempio in costume da bagno.

La regola, in questi casi, è chiara: l’ombelico va centrato sulla linea mediana dell’addome, non su quella del torace. Questo perché, visivamente, l’ombelico deve risultare allineato con il centro della porzione addominale del corpo, indipendentemente dalla deviazione scheletrica superiore.

Nei pazienti con scoliosi o altre alterazioni dell’asse corporeo, il chirurgo deve quindi valutare attentamente la linea di pertinenza per garantire un risultato armonico e naturale. L’attenzione a questi dettagli, apparentemente minimi, è ciò che fa la differenza tra un esito tecnicamente corretto e un risultato davvero equilibrato alla vista.

DIASTASI DEI RETTI: NUOVA CLASSIFICAZIONE BASATA SULLA SEDE E IMPLICAZIONI CHIRURGICHELa diastasi dei muscoli retti è un...
30/03/2026

DIASTASI DEI RETTI: NUOVA CLASSIFICAZIONE BASATA SULLA SEDE E IMPLICAZIONI CHIRURGICHE

La diastasi dei muscoli retti è una condizione caratterizzata dall’aumento della distanza tra i due ventri muscolari lungo la linea alba, con conseguente indebolimento della parete addominale. È una patologia di frequente riscontro, spesso sottostimata nei casi lievi e comunemente associata al periodo post-parto.
Pur potendo colpire sia uomini che donne, in qualsiasi fascia di età, la diastasi è tipicamente legata ai cambiamenti meccanici e ormonali della gravidanza. I principali fattori di rischio individuati dagli studi comprendono:
Età materna > 35 anni
Gravidanza gemellare
Macrosomia fetale
Gravidanze multiple

Il ruolo del parto cesareo rimane dibattuto: alcune ricerche evidenziano un’associazione con un rischio maggiore di diastasi, altre non confermano questa correlazione. È invece documentato che un buon tono muscolare pre-gravidanza esercita un effetto protettivo, riducendo l’incidenza della patologia.
La diagnosi è spesso clinica e, nei casi più eclatanti, può essere effettuata persino tramite autovalutazione. Durante la visita medica, specifici test dinamici permettono di confermare la presenza e stimare l’entità della separazione muscolare. Tuttavia, un pannicolo adiposo addominale abbondante può mascherare la reale ampiezza della diastasi.

In questi casi, l’ecografia della parete addominale è l’indagine di scelta. Se condotta in modo accurato, fornisce informazioni:
- sull’entità della diastasi,
- sullo spessore e la larghezza dei muscoli retti,
- sulla loro ultrastruttura.

Alla diastasi si associano spesso modificazioni strutturali:
- Cambiamenti estrinseci: aumento della larghezza (widening) e riduzione dello spessore (thinning);
- Cambiamenti intrinseci: sostituzione di fibre muscolari con tessuto adiposo e connettivale, con perdita della capacità contrattile.
Queste alterazioni riducono la capacità del muscolo di generare forza e stabilizzare il tronco, ponendolo in un vero e proprio svantaggio meccanico.

Non tutte le diastasi interessano in maniera uniforme l’intera lunghezza dei retti. In alcuni casi la separazione è più marcata in un punto specifico. Un recente studio ha proposto una classificazione in cinque categorie:
1) Sopra-ombelicale (59%)
2) Sotto-ombelicale (1%)
3) Periombelicale (9%)
4) Completa, prevalente sopra-ombelico (29%)
5) Completa, prevalente sotto-ombelico (2%)

Due aspetti emergono con chiarezza:
1) La sede più frequente è quella sopra-ombelicale, probabilmente per la maggiore debolezza fasciale intrinseca.
2) Conoscere la sede di massima ampiezza orienta la strategia di sutura e di rinforzo della parete.

Anche in presenza di diastasi limitata, la correzione dovrebbe interessare l’intera lunghezza dei retti. Concentrarsi solo sull’area patologica rischia di aumentare le forze di trazione nelle zone non trattate, predisponendo a peggioramenti o recidive.

La paziente del post di oggi, dopo due gravidanze, presentava:
- Diastasi di tipo 4 (completa, maggiore sopra-ombelicale);
- Floppy wall di media severità, con marcata distorsione della linea alba;
- Accumuli adiposi su fianchi e regioni trocanteriche.
Il trattamento ha previsto:
- VASER Lipo di fianchi e aree trocanteriche;
- SAFE lipofilling mirato ai glutei (punto C secondo Mendieta);
- VASER Lipoaddominoplastica con incisione ultrabassa e scollamento discontinuo fino al solco mammario;
- Correzione della diastasi con sutura interlocking progressiva, per ripristinare la stiffness centrale e ridurre a zero il rischio di recidiva;
- Plicatura a corsetto per correggere il floppy wall e affinare il punto vita;
- Trasposizione dell’ombelico.

Il risultato: parete addominale compatta, linea alba ricostituita, silhouette più slanciata e risoluzione completa dei sintomi funzionali.

Indirizzo

Viale Europa
Rome
00144

Telefono

+393283844471

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