Simona Bianchini Psicoterapeuta

Simona Bianchini Psicoterapeuta Psicoterapeuta ad Orientamento Psicodinamico
Psicoterapia Online
Psicoterapia in presenza a Roma
Via A.

Silvani, 32
(Nuovo Salario)
*Psicoterapia individuale
*Psicoterapia di coppia
*Sostegno alla genitorialità

28/12/2025
  🎄🧠
23/12/2025

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Tendiamo a esporre i nostri figli all’idealizzazione del successo, della popolarità e della gloria, senza accompagnarli ...
19/12/2025

Tendiamo a esporre i nostri figli all’idealizzazione del successo, della popolarità e della gloria, senza accompagnarli adeguatamente alla comprensione del sacrificio e dell’impegno che tali risultati richiedono. Le loro menti sono costantemente iperstimolate da input rapidi e semplificati, che rinforzano l’illusione di comprendere immediatamente il funzionamento del mondo. Al tempo stesso, però, fatichiamo a trasmettere loro competenze fondamentali di convivenza e di educazione civica: il rispetto delle regole a tavola, l’attesa paziente in una fila, il silenzio e l’attenzione in un luogo pubblico come il cinema. Pretendiamo che dimostrino una maturità superiore alla loro età, perché l’idea di avere figli “avanti” contribuisce a rafforzare la nostra percezione di successo genitoriale. Tuttavia, nel contesto domestico, li trattiamo spesso come neonati, serviti e assecondati, quasi a ricompensarli per aver incarnato all’esterno il modello del bambino ideale. Li sovraccarichiamo, delegando ad estranei che non sanno niente di loro, attività e momenti di gioco di base che avrebbero dovuto essere condivisi in famiglia, in particolare nei primi anni di vita. Li vogliamo rapidi, competenti, autonomi, già proiettati verso l’età adulta, salvo poi ricondurli a una dimensione infantile quando emergono sensi di colpa o quando proiettiamo su di loro nodi irrisolti della nostra storia personale. Nessuno può definirsi un buon genitore senza riconoscere la possibilità dell’errore. E, molto spesso, gli errori risiedono proprio in queste dinamiche. Ciò non equivale a essere irrimediabilmente compromessi; talvolta interviene anche la fortuna...per fortuna! Significa, essenzialmente, che la buona genitorialità si fonda sulla capacità di riflettere criticamente sulle proprie azioni e omissioni, con umiltà e consapevolezza. L’errore genitoriale è spesso inevitabile, ma, se riconosciuto, rimane nella maggior parte dei casi riparabile.

Lo sdegno o la stima dell’opinione pubblica si basano spesso su conoscenze parziali o distorte; nonostante ciò, vengono ...
23/11/2025

Lo sdegno o la stima dell’opinione pubblica si basano spesso su conoscenze parziali o distorte; nonostante ciò, vengono espresse con grande forza e sicurezza. Resta da chiedersi se, nella propria sfera privata, gli individui applichino la stessa nettezza di giudizio nel distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è.simonabianchini

Resistere alla morte di illusioni, schemi, fasi e cicli dell’esistenza significa resistere alla vita stessa.La vita, nel...
06/11/2025

Resistere alla morte di illusioni, schemi, fasi e cicli dell’esistenza significa resistere alla vita stessa.
La vita, nella sua essenza più vera, è trasformazione continua. Nulla permane immutato: tutto scorre, tutto si trasforma, tutto nasce e muore in un perpetuo divenire.
Nel lutto fisico, nella perdita di un essere amato, ci scopriamo fragili, esposti, impotenti di fronte a un evento che ci supera e ci attraversa. Siamo, in quel caso, spettatori dolenti di una fine che non possiamo né evitare né comprendere pienamente, se non nel tempo lento dell’elaborazione interiore.
Vi sono, però, altre morti più sottili, che non sempre riconosciamo: la morte di un’idea, di una credenza, di un ruolo con cui ci siamo a lungo identificati. Queste morti sono meno visibili, ma non meno dolorose. Eppure, a differenza del lutto fisico, esse ci pongono di fronte a una possibilità: non siamo vittime, ma custodi di una scelta. Possiamo rinascere e ricostruirci.
Tuttavia, la libertà che nasce da queste piccole-grandi morti interiori non è priva di peso. Essa non è leggerezza assoluta, ma chiamata alla responsabilità.
Essere liberi significa rispondere di sé a sé stessi e questo richiede coraggio.
A volte, non è la perdita a farci paura, ma ciò che essa ci lascia in dono: lo spazio vuoto in cui potremmo finalmente diventare autentici.

Il paradosso del perfezionismo nei rapporti umani.Chi tende a essere "perfettino" o iper-responsabile spesso si trova in...
17/10/2025

Il paradosso del perfezionismo nei rapporti umani.
Chi tende a essere "perfettino" o iper-responsabile spesso si trova in un paradosso mentale: di fronte a comportamenti scorretti, maleducati o ambigui da parte degli altri, invece di riconoscere l’errore altrui, cerca il problema in sé. Più l’altro sbaglia, più ci si interroga su cosa si sia fatto per generare quel comportamento. Anche quando l’errore dell’altro è palese, quasi grottesco, la mente fatica ad accettarlo per quello che è e va in cerca di spiegazioni interne, come se fosse impensabile che l’altro possa semplicemente aver agito male senza motivo valido.
Questo accade perché spesso chi si comporta in modo scorretto non ha nemmeno la consapevolezza di farlo, convinto com’è di essere nel giusto o semplicemente abituato a quel modo di fare. Di fronte a questa inconsapevolezza, la mente di chi è abituato ad analizzare tutto ricade facilmente nel senso di colpa.
Eppure, se si è capaci di riconoscere e ammettere i  propri errori, bisogna anche accettare che lo stesso dovrebbe valere per gli altri. Se qualcuno non è in grado di farlo, probabilmente manca di sufficiente consapevolezza o umiltà per mettersi in discussione.
In quel caso, non si tratta più di trovare spiegazioni dentro di sé, ma di riconoscere semplicemente che non si è sullo stesso piano. E questa è, spesso, l’unica vera spiegazione.


🤍 Umiltà🤦‍♀️Fraintendimento comune: Mediocrità, sottomissione, mancanza di ambizione.💎Significato autentico: Capacità di...
06/10/2025

🤍 Umiltà
🤦‍♀️Fraintendimento comune: Mediocrità, sottomissione, mancanza di ambizione.
💎Significato autentico: Capacità di riconoscere i propri limiti e di restare lucidi anche nei momenti di successo. È ciò che ti permette di imparare, correggerti e crescere, senza farti dominare dall’ego.
🤍Semplicità
🤦‍♀️Fraintendimento comune: Banalità, ingenuità, povertà intellettuale.
💎Significato autentico: È la capacità di vivere in sintonia con ciò che è essenziale.
Apprezzare il quotidiano, riconoscere il valore delle piccole cose, vivere con sobrietà ma pienezza.
🤍Oculatezza
🤦‍♀️Fraintendimento comune: Avarizia, chiusura, calcolo freddo.
💎Significato autentico: È la capacità di scegliere con attenzione dove investire tempo e risorse. Non è privarsi, nè privare, ma evitare lo spreco.
🤍Gentilezza
🤦‍♀️Fraintendimento comune: Debolezza, compiacenza, mancanza di assertività.
💎Significato autentico: È forza calma e intenzionale. Scegliere di non ferire, anche quando se ne avrebbe il potere. Chi è in pace con sé stesso non ha bisogno di sopraffare.
🤍Disciplina
🤦‍♀️Fraintendimento comune: Rigidità, repressione, mancanza di spontaneità.
💎Significato autentico: È la capacità di restare fedeli a ciò che si è scelto, anche quando viene voglia di mollare. È la libertà conquistata attraverso l’impegno.
🤍Pazienza
🤦‍♀️Fraintendimento comune: Passività, lentezza, rassegnazione.
💎Significato autentico:
È la capacità di tollerare la frustrazione senza perdere la direzione. È fiducia nei tempi giusti, sapendo che non tutto accade subito e che la crescita richiede attesa.
🤍Coerenza
🤦‍♀️Fraintendimento comune: Testardaggine, chiusura mentale, mancanza di flessibilità.
💎Significato autentico: È fedeltà ai propri valori, anche quando costa fatica o implica andare controcorrente. È allineamento tra pensiero, parole e azioni.

Ci sono aspetti che tendiamo a ignorare o minimizzare nelle dinamiche relazionali, ma che è fondamentale tenere in consi...
03/10/2025

Ci sono aspetti che tendiamo a ignorare o minimizzare nelle dinamiche relazionali, ma che è fondamentale tenere in considerazione per evitare fraintendimenti e frustrazioni.
Durante un conflitto, ad esempio, è possibile osservare con lucidità le reazioni dell’altro e trarne indicazioni preziose. È importante ricordare che i livelli di interazione e scambio non sono sempre paritari. Anche in presenza di eventuali sentimenti, interesse o coinvolgimento, bisogna prendere atto che non tutte le persone sono in grado di:

💎Riconoscere o gestire la propria emotività
🫣(Evitano il contatto emotivo, negano o proiettano, fuggono dal disagio.)

💎Gestire situazioni complesse che richiedono impegno e attenzione
🏃‍♂️(Preferiscono la semplificazione, la fuga, l’evitamento del confronto.)

💎Modificare o mettere in discussione le proprie convinzioni interne
😒(Restano ancorati a schemi rigidi per paura di destabilizzarsi.)

💎Comprendere i contesti e le situazioni
🙄(Non colgono sfumature, impatti, dinamiche profonde.)

⛔️Non si possono forzare le persone a lavorare sui propri limiti.
💪Ma si può lavorare sull’accettazione del fatto che alcune situazioni relazionali non hanno alcun margine di crescita reciproca.

💖🧠L’intelligenza emotiva, così come i livelli profondi di intuizione, comprensione ed elaborazione, sono risorse preziose da preservare e proteggere. Non sono doni da offrire a chiunque, ma qualità da condividere con chi è in grado di accoglierle e valorizzarle.


L'importanza della base emotiva è spesso sottovalutata. Avere una solida base emotiva significa sapersi orientare meglio...
28/09/2025

L'importanza della base emotiva è spesso sottovalutata. Avere una solida base emotiva significa sapersi orientare meglio tra i propri sentimenti e, di conseguenza, costruire relazioni più sane e autentiche.
Ma cosa vuol dire, concretamente, avere una buona base emotiva?
Significa, prima di tutto, saper riconoscere le emozioni quando si presentano. Confondere la rabbia con la paura, ad esempio, può portarci a sentirci inadeguati o in colpa anche quando abbiamo tutte le ragioni per essere contrariati. Allo stesso modo, scambiare la tristezza per noia può spingerci a diventare freddi e distaccati, anche in situazioni o con persone a cui teniamo davvero. Riconoscere correttamente ciò che proviamo è fondamentale: solo così possiamo scegliere consapevolmente come comportarci in una determinata situazione. Le emozioni, infatti, non sono un ostacolo da gestire, ma un messaggio da ascoltare. Sembra un processo banale, eppure spesso, di fronte a domande semplici come "Come va oggi?", "Come ti fa sentire quella persona?", o "Come ti trovi al lavoro?", molte persone faticano a dare risposte chiare e definite. Non perché non provino nulla, ma perché non sono abituate a dare un nome alle proprie emozioni né a riconoscerle nei vari contesti della vita quotidiana. Tendiamo a considerare la sfera emotiva non come una base da cui partire, ma come un aspetto da tenere sotto controllo o, peggio, da reprimere. A poco serve, però, perché l’emozione non si può scegliere, mentre il comportamento sì. E proprio per questo motivo, ciò che non possiamo scegliere dovrebbe esserci noto con la stessa chiarezza con cui conosciamo un dato oggettivo in un problema matematico. È il punto di partenza, la condizione iniziale. Il metodo per arrivare alla “soluzione”, invece, può essere soggettivo: ognuno ha il proprio modo di affrontare le situazioni. L'importante è non lasciarsi sopraffare da un'incertezza perenne, che nasce proprio dal non sapere cosa proviamo davvero.


Quando una persona è sottoposta a pressioni emotive continue, il sistema nervoso entra in uno stato di sovraccarico. È c...
23/09/2025

Quando una persona è sottoposta a pressioni emotive continue, il sistema nervoso entra in uno stato di sovraccarico. È come se il cervello iniziasse a "staccare la spina" alle emozioni. La persona non smette di provare sentimenti, ma si disconnette da essi per sopravvivere psicologicamente. Questo può manifestarsi come freddezza, apatia o distacco. Tra i meccanismi di difesa attivati in situazioni di esasperazione, troviamo il cosiddetto "numbing" (intorpidimento emotivo). È simile alla reazione "freeze" (congelamento) del cervello in risposta a un trauma. Quando né la fuga né il combattimento sono possibili, la psiche spegne temporaneamente le emozioni per non soccombere. In questo stato, la persona può apparire cinica, distante o addirittura crudele, ma in realtà è in protezione. Un altro fenomeno psicologico che può insorgere è la depersonalizzazione: un senso di distacco da sé stessi o dagli altri. La freddezza può diventare una forma di difesa contro la vulnerabilità: sentire meno significa soffrire meno. Questo è comune in persone che hanno subito traumi relazionali, abbandoni o tradimenti ripetuti. L'insensibilità può anche diventare una forma di controllo: se non mi lascio coinvolgere, non possono ferirmi. In questa logica, la persona esasperata razionalizza tutto, si rifugia nel controllo, nel distacco e nell'indifferenza. Se questa freddezza diventa uno stato stabile, la persona può perdere la connessione autentica con sé e con gli altri. Non si soffre più, ma non si gioisce più.
È una forma di anestesia emotiva che, se non affrontata, può portare a disturbi dell’umore (come la depressione) o a un senso cronico di vuoto. Spesso riscontriamo atteggiamenti simili in strutture di personalità con tratti narcisistici o borderline, ma anche in personalità evitanti. In altri casi può trattarsi di reazioni temporanee legate ad eventi emotivamente stressanti specifici ma reversibili.

L’oversharing è la tendenza a condividere eccessivamente informazioni personali, spesso in contesti inappropriati o con ...
22/08/2025

L’oversharing è la tendenza a condividere eccessivamente informazioni personali, spesso in contesti inappropriati o con persone con cui non si ha un rapporto di intimità. Non si tratta semplicemente di un comportamento egocentrico limitato a determinati momenti o ambienti, ma può configurarsi come una modalità comunicativa costante e strutturata.
Di seguito alcune dinamiche psicologiche interne che possono portare un individuo a mettere in atto comportamenti di oversharing, in modo inopportuno ed esasperato, in contesti sociali, lavorativi e familiari:
1. Meccanismo di difesa cristallizzato
L’oversharing può rappresentare una forma di acting out, ovvero un agito impulsivo che serve a gestire emozioni angoscianti come imbarazzo, ansia e disagio. Quando questi sentimenti non trovano canali adeguati di elaborazione mentale, l’individuo può “vomitare” all’esterno i propri contenuti emotivi, alla ricerca di contenitori provvisori o tamponi momentanei che allevino temporaneamente il malessere.
2. Vuoto narcisistico
Alcune persone utilizzano la sovraesposizione di sé come mezzo per autodefinirsi attraverso lo sguardo dell’altro. L'eccessiva condivisione è finalizzata ad attirare attenzione e risultare “interessanti” a tutti i costi. L’assenza di riscontri positivi può generare un calo depressivo di tipo narcisistico, legato a una profonda fragilità dell’identità personale.
3. Ansia sociale e bassa autostima
In soggetti che si sentono poco integrati o temono il giudizio altrui, l’oversharing può diventare un tentativo maldestro di colmare l’insicurezza. Parlare incessantemente di sé diventa un modo per evitare silenzi percepiti come minacciosi o imbarazzanti.
L’oversharing comporta conseguenze negative, soprattutto in termini di sicurezza e privacy. Esporsi in maniera eccessiva, specialmente sui social media o con persone sconosciute e non affidabili, può attirare individui malintenzionati e compromettere seriamente la qualità della propria vita.

Indirizzo

Roma E Online
Rome
00139

Orario di apertura

Martedì 09:15 - 12:30
Mercoledì 09:15 - 12:30
Giovedì 09:15 - 19:30
Venerdì 08:00 - 13:00
16:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 11:00

Telefono

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