09/04/2026
Sanità, Biondo (UIL): “Riforma sbagliata: senza risorse e investimenti su personale e territorio non si rafforza il SSN”
Roma, 9 aprile – “Il disegno di legge sulla riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale, così come è impostato, rischia di indebolire il sistema pubblico invece di rafforzarlo”.
Lo ha dichiarato il Segretario confederale della UIL, Santo Biondo, nel corso dell’audizione presso la Commissione Affari sociali e sanità del Senato.
“Non si può pensare di riformare la sanità attraverso una delega così ampia, senza un reale confronto con le parti sociali e senza il coinvolgimento di chi, ogni giorno, garantisce il funzionamento del sistema”, ha sottolineato Biondo.
Secondo il Segretario confederale della UIL, il provvedimento presenta criticità rilevanti: dall’assenza di risorse aggiuntive alla mancata previsione di un piano straordinario per il personale, fino al rischio concreto di un ampliamento del ruolo del privato accreditato a scapito del pubblico. “Il nodo centrale è il lavoro: senza investimenti su assunzioni, condizioni e valorizzazione del personale sanitario, ogni riforma è destinata a fallire”.
Biondo ha inoltre evidenziato il pericolo di una “sanità a due velocità”, con lavoratori del pubblico e del privato accreditato impiegati nelle stesse funzioni ma con diritti e salari differenti. “Serve un principio chiaro: a parità di lavoro, stessi diritti e stesso salario”.
Critiche anche sul fronte delle risorse: “La clausola di invarianza finanziaria rende questa riforma poco credibile. Non si può riorganizzare il SSN senza nuovi investimenti strutturali”.
Infine, il Segretario confederale della UIL ha richiamato l’attenzione sul rischio di un aumento delle disuguaglianze territoriali e di un progressivo indebolimento del diritto universale alla salute. Alla luce delle pre-intese sottoscritte da alcune Regioni sulla scia della legge 86/2024, che alimentano una competizione tra sistemi sanitari regionali, vi è il concreto rischio che le disuguaglianze, anziché ridursi, si amplino.
“Serve un cambio di impostazione: più risorse, più lavoro, più pubblico. La sanità non è un costo, ma un investimento strategico per il Paese”.
Biondo ha concluso ribadendo la necessità di una profonda revisione del provvedimento, per garantire un Servizio sanitario nazionale davvero universale, equo e sostenibile.
Santo BiondoUIL - Unione Italiana del Lavoro