Dott. Emanuele Capone psicologo. Strategicamente Psicologia

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Dott. Emanuele Capone psicologo. Strategicamente Psicologia Ciao a te che stai leggendo, l'obiettivo di questa pagina è cercare di rendere accessibile a tutti l'affascinante mondo della psicologia.

Le connessioni della vita: l’importanza fondamentale delle relazioni socialiTra la pandemia e quella che viene chiamata ...
30/12/2020

Le connessioni della vita: l’importanza fondamentale delle relazioni sociali

Tra la pandemia e quella che viene chiamata “l’era dei social” tutti stiamo vivendo un periodo difficile per il contatto, e non solo fisico, con gli altri. Sentiamo quasi tutti la mancanza della vicinanza con le persone importanti per noi, ma come mai le relazioni sociali sono così importanti?

La socializzazione
Ogni relazione risulta fondamentale, questo perché siamo degli animali sociali, e tutti noi necessitiamo di comunicare con i propri simili, per condividere le proprie emozioni e le proprie azioni. Per relazione sociale si intende un legame tra due o più persone e rappresenta un aspetto fondamentale della vita di ognuno. Esistono diversi tipi di relazioni, da quelle di coppia (dove è presente la condivisione di pensieri, emozioni e di ciò che ci accade) a quella lavorativa (dove è presente uno scambio di informazioni lavorative).
Il processo di socializzazione avviene fin dall’inizio della nostra vita, già subito dopo la nascita e procede lungo il percorso di vita. Come descritto da Brim, attraverso questo processo l’individuo acquisisce tutte le conoscenze, le abilità, i sentimenti e i comportamenti che lo mettono in grado di partecipare alla vita sociale e di gruppo.
Le relazioni sociali nell’adolescenza rappresentano uno schema di riferimento e risultano fondamentali in quanto è qui che avviene il passaggio da bambini verso l’età adulta.
Studi condotti dalla neuroscienziata Holt-Lunstadt, affermano inoltre che le connessioni sociali rappresentano un fattore critico per la sopravvivenza umana.
Le relazioni sociali risultano quindi fondamentali non solo per “imparare a stare nel mondo”, ma hanno ripercussioni anche sul nostro benessere mentale e fisico. Di fatti una buona regolazione del nostro “essere psicologico” dipende in parte anche dai rapporti che si instaurano con gli altri, in maniera particolare con le persone che emotivamente sono per noi importanti.

La neuroscienza dell’essere sociali e i neuroni a specchio
Diversi studi neuroscientifici che hanno cercato di scoprire quali sono le aree cerebrali attive durante le interazioni sociali, si parla in questo caso del “cervello sociale” e di tutti quei meccanismi (particolarmente adattabili all’ambiente) che si attivano mentre ci relazioniamo all’altro. C’è da dire che non esiste nessuna “mappa del sociale”, però alcune aree sembrano particolarmente “calde”, tra cui la corteccia prefrontale, alcune aree associative della corteccia parietale, la corteccia somatosensoriale, il giro temporale superiore e alcune aree quali l’amigdala. Da notare come tutte queste aree siano coinvolte nella pianificazioni di azioni, nel comportamento, nella personalità e nelle emozioni.
Negli anni 90 uno studioso italiano ha scoperto i “neuroni a specchio”, che hanno dato un contributo importante alla allo studio delle relazioni sociali. Questi neuroni hanno permesso di spiegare come l’essere umano riesce a porsi in relazione con le altre persone. Difatti se osserviamo una azione specifica fatta da un individuo, nel nostro cervello si “accendono” questa tipologia di neuroni che ci permettono di attivare la parte del cervello che si attiverebbe se fossimo noi a compiere quella data azione. Un esempio pratico di ciò è molto semplice, mentre stai guardando una partita quante volte vedendo il calciatore che sta per ti**re hai sentito (mentre urli tiraaa) come se fossi anche tu pronto a calciare? Ecco questo è quello che i neuroni specchio (e non solo loro) possono fare. Lo stesso riconoscimento delle emozioni si fonda su questo funzionamento a specchio, difatti anche qui è dimostrato scientificamente che se osserviamo una persona che manifesta una data emozione, in noi stessi si attiva lo stesso subastrato neuronale. Ti sarà sicuramente capitato di vedere una persona che sta provando dolore e sicuramente vedendola avrai percepito anche tu una sensazione simile (o comunque lo stesso tipo di emozione), ecco questo è l’esempio che posso proporti per capire il funzionamento dei neuroni a specchio.
Tutto questo processo di socializzazione ci permette di vivere con il mondo circostante, e proprio perché rappresenta una innata modalità di sopravvivenza è importante curare le nostre relazioni sociali e cercare di mantenerle stabili

Spero con questo articolo di averti fatto comprendere l’importanza del contatto, delle connessioni con le persone. Nel prossimo articolo ti indicherò qualche piccolo consiglio per stabilire e mantenere relazioni con gli altri.
E proprio in tema di relazioni AUGURO A TUTTI VOI LETTORI UN BUON FINE 2020 E UNA SPERANZA CHE IL 2021 SIA MIGLIORE.

BUON ANNO NUOVO A TUTTI

Foto di Gordon Johnson da Pixabay

22/12/2020

E che Natale sia

Come anticipato nello scorso articolo, oggi vedremo qualche piccolo consiglio per affrontare al meglio questo periodo natalizio e cercare di godersi appieno qualche ora per ricaricarsi dagli ultimi eventi stressanti

🎁 Fatti un regalo, lo so che sei preso dalla corsa agli ultimi regali ed in crisi stai pensando di incartare quel vecchio tostapane mai usato e chissà a quanti regalato (ti consiglio se è così di attivare l’ippocampo e ricordare chi mai te lo abbia regalato). Ebbene fermati, scaccia queste idee creative e pensa a cosa effettivamente tu vorresti per te, vai si, proprio cosi, magari quel libro da quella strana copertina e che hai sempre detto ora lo compro ed è rimasto ancora li. È utile ascoltare se stessi e i propri desideri, coccolati un po' e pensa di meritare anche tu un regalo, quindi scegli un articolo e acquistalo per te (se vuoi incartalo per poi scartarlo la notte di Natale)

🔩 Sciogli la stretta, quella che deriva dalle aspettative e convinzioni sociali sul Natale e accetta ogni singola emozione che provi, che sia felicità o tristezza. La vita è tua cosi come le sensazioni che vivi in ogni contesto. Una buona lettura ed accettazione dei propri stati emotivi ti permetterà di avere una visione più serena di ogni situazione e rappresenta il punto di partenza di ogni migliore idea per cambiare ciò che non ti piace

👓 Cambia punto di vista, prova a coltivare una flessibilità sul concetto di "periodo natalizio", cercando di trovare spunti diversi da quelli che hai sempre usato, vivendo il tempo come una scelta e non come una imposizione sociale, sempre rimanendo coerenti con i propri valori

👋 Lascia andare i pensieri ricorrenti, infatti più concentrati la tua attenzione sul passato e sugli obiettivi falliti più questi ti abbracceranno in una stretta che aumenterà la tua sensazione di malessere e senso di inadeguatezza. Per far questo ti consiglio di chiudere gli occhi e immaginare una nave nel porto, si molto bella ma è fatta per solcare i mari, metti nella sua stiva tutti i pensieri e il rimungino, stacca le reti che la tengono legata al molo e vedila partire e perdersi lontano

🌞 Ore di luce, come descritto la settimana scorsa il sole è un ottimo rimedio naturale per mantenerci attivi, difatti la luce produce effetti positivi sul nostro benessere psicofisico, quindi se ti è possibile, rispettando il dpcm, fai una passeggiata fuori respirando aria e facendo entrare i raggi di sole

Questi sono alcuni suggerimenti per superare al meglio e cambiare prospettiva verso il Natale, ma se dovessi notare cambi di umore difficili da gestire, contatta un professionista psicologo che ti aiuterà a trovare le risposte alle domande che sembrano non avere soluzioni se non il malessere.

Ma è vero che a Natale sono tutti più felici? “a Natale puoi”, cosi inizia una delle canzoni più famose dedicate al peri...
15/12/2020

Ma è vero che a Natale sono tutti più felici?

“a Natale puoi”, cosi inizia una delle canzoni più famose dedicate al periodo delle feste natalizie, periodo che, ad eccezione di questo anno, fa ritrovare attorno ad una tavola intere famiglie, corse pazze per le vie dello shopping e pacchi regali da scartare. Sembrerebbe essere allora il periodo perfetto, quello del non pensiamo a nulla, della gioia e della felicità, ma davvero è per tutti cosi?

Christmas blu (la depressione natalizia)
Luci colorate, alberi addobbati, file al supermercato per comprare le migliori leccornie, per molti questo è il momento più allegro dell’anno, appunto, per molti non per tutti. Diverse sono le persone che lamentano invece sentimenti pieni di malinconia e tristezza, c’è chi per via di impegni lavorativi che lo portano a star lontano dai propri affetti, cari e amici, ma altri vivono questo momento come un vero e proprio stato depressivo, che viene chiamato Christmas blues (o depressione natalizia). La sintomatologia che le persone “affette” da questa particolare patologia manifestano sono vari, tra i quali sentimenti di tristezza, di delusione, forti crisi di ansia generalizzata, pianto, anedonia (ovvero l’incapacità di provare piacere), irritabilità, disturbi del sonno e in generale pensieri negativi persistenti.

Le cause
Il periodo natalizio è una parte dell’anno porta con se molti stravolgimenti, sia sul piano lavorativo che sul piano emotivo e del tempo libero a nostra disposizione. Cambiando in maniera così forte le normali attività quotidiane, cambiano anche i nostri ritmi e vanno ad alterare i nostri equilibri, e questo può portare a sensazioni di smarrimento e frustrazione.
I festeggiamenti natalizi inoltre sono fonte di potenziali eventi stressanti, tra i quali il dover “per forza” presenziare a pranzi e cene con parenti (più o meno graditi), liste di regali da dover fare all’ultimo minuto sono solo alcuni di questi, che se vissuti in maniera negativa portano la persona a sentire di essere “diversa” in quanto non vivono quella che molti chiamano la “magia del Natale”, e quindi non a viversi a pieno il periodo.
Inoltre le persone hanno la tendenza alla fine di ogni anno a “ti**re le somme” e spesso ci si concentra più su gli obiettivi non raggiunti che sui traguardi e i sogni realizzati, e questo provoca tristezza e a volte rabbia ed insoddisfazione nei propri confronti, e ciò non è certo un buon modo per affrontare il tempo.
Quest’anno inoltre il Natale potrà rappresentare una fonte di nostalgia per i possibili lutti dovuti al covid che hanno portato via persone care e che in un momento in cui ci si ritrova insieme fa sentire ancor di più la mancanza e il dolore ad esso connesso.
A livello neurobiologico inoltre, cosa da non sottovalutare, le giornate e con sé le ore di luce sono ridotte e questo porta una diminuzione dei livelli di serotonina, il neurotrasmettitore della felicità (che ama la luce solare). Una minore presenza di Serotonina ha come conseguenze un abbassamento del tono dell’umore, ritmi sonno-veglia alterati (e già messi a dura prova da lunghe giornate con enormi abbuffate), difficoltà legate alla sessualità e in generale uno stato diffuso di malessere.

Foto di PublicDomainPicture da Pixabay

Nel prossimo articolo vi indicherò qualche piccolo rimedio per combattere questa fastidiosa patologia e per cercare di vivere sereni il Natale, che di questo periodo è fondamentale.

07/12/2020

Come allenare l’intelligenza emotiva? 5 semplici esercizi psicologici per tenere in forma la nostra emotività

Cosi come il corpo, anche la nostra mente ha bisogno di sessioni di allenamento quotidiano per mantenersi attivo e migliorare. Come descritto, l’intelligenza emotiva rappresenta la nostra capacità di riconoscere e gestire le nostre emozioni e ci permette di capire gli altri. Con questo articolo ti indicherò 5 semplici esercizi da svolgere ogni giorno che amplieranno questa tua competenza, ti basteranno pochi minuti. Ma non perdiamo altro tempo e vediamo quali sono:

1) 🧘‍♀️ Permettiti di provare l’emozione ‍🧘
Il primo passo da fare è permettersi di provare le emozioni, e per farlo è necessario mettersi in contatto con noi stessi. Siediti in una posizione comoda, chiudi gli occhi e lasciati trasportare da ciò che senti, possano essere sensazioni, odori, profumi (se non dovessi sentirli ti consiglio un tampone rapido) o immagini e non chiudere la porta a nessuna di queste, è importante che tu rimanga sintonizzato su ciò che stai sentendo senza dare un giudizio, permettiti di essere felice, triste, arrabbiato o stanco, l’importante è che tu rimanga onesto/a con te senza critiche. Questo aumenterà la tua autoconsapevolezza delle emozioni e ti guiderà al meglio, ti farà vedere meglio la tua interiorità.

2) 🤔 Dai un nome e una forma alle emozioni
Una volta compreso ciò che stai provando dai un nome all’emozione, può essere la definizione classica, ma ti consiglio di utilizzare la tua fantasia per descrivere ciò che stai provando, magari associando all’emozione che provi un’immagine, un suono, una parola o un colore, questo ti aiuterà in seguito a saper riconoscere che emozione stai provando durante le situazioni di vita che ti troverai ad affrontare, cosa effettivamente ti rende felice, ma anche ciò che ti fa arrabbiare. Questo ti permetterà di trovare le migliori strategie per te per affrontare al meglio tutte le situazioni. Ogni situazione è vera nella misura in cui ognuno di noi vede il mondo e gli da il proprio significato. Ovviamente dando un nome e una forma alle emozioni (ad esempio riuscirai a dare un senso, una forma e un vocabolo per te comprensibile alle famose farfalle allo stomaco quando ami una persona), potrai comprenderle e di conseguenza gestirle se queste ti sono di aiuto o di ostacolo in una determinata situazione (ad esempio la paura può essere di aiuto in una situazione pericolosa perché ci permette di “scappare” ma può essere deleteria se facendo un esame temiamo troppo il giudizio e il voto del nostro esaminatore).
Se ti può essere utile poi associare la tua emozione ad una canzone che può aiutarti a dare un nome a ciò che stai provando, o anche ad un animale, libera la tua fantasia.

3) Ascolta le sensazioni del tuo corpo
Spesso ci si dimentica, o si fa finta, che corpo e mente siano due cose separate, divise. Niente di più errato, anzi, il corpo ci “parla”, ci trasmette degli indizi che dobbiamo essere in grado di recepire e di utilizzare. Prova a vedere se c’è un collegamento magari tra tuo mal di testa e qualcosa che non vorresti fare e che magari devi fare per forza, oppure se quando sei felice senti una maggiore energia. Ecco delle volte i messaggi che il nostro corpo ci invia ci indicano cosa una determinata situazione ci fa provare. Imparando a fare ciò potrai capire le tue sensazioni in funzione dei messaggi del tuo corpo, questo ti aiuterà a fare le cose che più ti piacciono e a trovare modalità per te più efficaci per svolgere attività in cui senti più difficoltà (questo ti farà sentire meno stanco e più disponibile alle varie situazioni).

4) 🎭 Prova a vestire i panni degli altri
Un altro fondamentale esercizio è cercare di provare ad empatizzare ed immedesimarsi nell’altro, ciò non significa che dovrai per forza dare ragione agli altri, ma ciò ti permetterà di comprendere il come mai di alcuni comportamenti che magati non hai capito e che ti hanno portato ad inutili e poco gradevoli discussioni. Per far questo prova a porgere la tua attenzione alle emozioni che gli altri provano, a cercare di capire i loro stati emotivi, questo ti permetterò non solo di entrare più facilmente in relazione con gli altri, ma anche ti darà spunti per nuove intuizioni su come gestire delle situazioni emotive che ti creano difficoltà. Imparerai cosi a gestire le relazioni con gli altri in modo funzionale e autentico, reagendo alle difficoltà e allo stress in maniera più coerente per come tu sei.
A già dimenticavo, i panni da mettere sono solo in senso figurato, non riesco neanche lontanamente ad immaginarmi tifoso di un’altra squadra di calcio, però posso provare ad immedesimarmi nelle sensazioni che ogni tifoso prova guardando la propria squadra del cuore scendere in campo.

5) 👀 Coltiva le tue relazioni
In questo periodo storico, forse ancor di più per via della pandemia, non potendo uscire ed incontrarci, ti starai concentrando ancor di più sul tuo smartphone, ma fai attenzione a come lo usi. Ricerche scientifiche hanno appurato come il passare troppo tempo con lo sguardo rivolto verso lo schermo del nostro telefonino diminuisce le nostre capacità di saper riconoscere le emozioni altrui. Quindi magari prendi il tuo smartphone o cellulare e chiama i tuoi amici (massimo 6 mi raccomando) e vai a prendere un caffè all’aperto, rispettando le norme di distanziamento sociale e mantenendo sempre la mascherina, che si ti coprirà la bocca, ma gli occhi li lascia liberi, e si sa, gli occhi non mentono mai, prova a comunicare con loro, prova veramente a vedere come sorridono se sti sta in buona compagnia, o magari come uno sguardo possa essere di aiuto e possa rappresentare vicinanza e conforto magari in una persona a te cara e che sta passando un brutto periodo, noterai come vale più di mille frasi scritte e riviste inviate tramite social. E poi a casa prendi si il tablet, ma usalo per ascoltare la tua musica preferita o vedere un film e ascolta e registra le emozioni che provi anche li, e magari quelle che stava provando l’autore della canzone o il regista e gli attori.

e mi raccomando ora che la scheda esercizi è fatta comincia da subito ad allenare la tua emozione e dimmi…che colore è la felicità?

Intelligenza emotiva: la capacità di vedersi dentro e stare nel mondo“ma quanto sei sciocco”, “ma non ci arrivi a capirl...
22/07/2020

Intelligenza emotiva: la capacità di vedersi dentro e stare nel mondo

“ma quanto sei sciocco”, “ma non ci arrivi a capirlo, sei poco intelligente”, quante volte avete ascoltato queste frasi dette dalle persone con cui eravate, o spesso anche voi stessi? Ecco con voi oggi vorrei affrontare il tema dell’intelligenza, e più specificamente l’intelligenza emotiva, ma andiamo con ordine.

Concetto di intelligenza
In realtà per intelligenza cosa intendiamo? In psicologia viene spiegata come la capacità di acquisire conoscenze che poi verranno utilizzate nelle situazioni nuove, adeguandole o modificandole a seconda delle circostanze, degli obiettivi da raggiungere e delle problematiche che ci si trovano davanti. Rappresenta quindi la nostra capacità di cogliere le informazioni dal mondo esterno e saperle utilizzare. L’intelligenza ci permette di trovare risorse e strategie che ci permettono quindi di interagire con il mondo.

Ma l’intelligenza è una sola?
Niente di più falso, come sostiene lo studioso Gardner attraverso la sua teoria delle intelligenze multiple, non esisterebbe una facoltà comune ma bensì forme diverse, ognuna indipendente dalle altre. Tra quelle individuate possiamo citare quella linguistica (capacità di apprendere, comprendere e riprodurre i suoni del linguaggio), quella logico-matematica (capacità di analisi dei problemi logici), quella musicale (capacità di riconoscere, comporre o riprodurre toni e ritmi). Altre ancora sono quella spaziale (riconoscimento ed utilizzo dello spazio), quella corporeo-cinestetica (coordinamento del corpo) e quella intrapersonale (riconoscimento dei propri stati d’animo e delle proprie sensazioni) e quella interpersonale (capacità di comprendere le intenzioni e le motivazioni degli altri).

L’intelligenza emotiva
Ultimamente viene troppo spesso abusato il concetto di empatia, che rappresenta l’abilità sociale che permette di capire e comprendere il gli stati d’animo degli altri per entrarci in relazione, e viene messo invece in secondo piano il concetto di intelligenza emotiva. Ma realmente cosa rappresenta tale intelligenza e come mai è così importante? Prima di rispondere questo è bene specificare come le emozioni che tutti noi proviamo rappresentino un sistema di allarme che si attiva nel momento in cui percepiamo un cambiamento nella situazione che stiamo affrontando. Sono una risorsa adattiva in quanto determinano la nostra relazione con il mondo. Detto questo risulta quindi molto importante non solo comprendere le emozioni altrui ma anche le nostre, e questo è il compito che svolge l’intelligenza emotiva.
L’intelligenza emotiva può essere definita come la competenza che l’essere umano possiede per capire, comprendere e monitorare le proprie sensazioni e quelle degli altri. Goleman la rappresenta come un insieme di caratteristiche che risultano fondamentali nell’affrontare con successo la propria vita (autocontrollo, automotivazione, perseveranza, entusiasmo). Per diversi autori (Goleman, Mayer e Salovey) l’intelligenza emotiva comprende:

- Consapevolezza delle proprie emozioni
- Controllo delle emozioni
- Capacità di controllo degli impulsi
- Riconoscimento delle emozioni altrui
- Capacità di gestione delle relazioni sociali rispetto alle emozioni
-
Sempre secondo Goleman il saper riconoscere e gestire le proprie emozioni è l’abilità che ci permette di tollerare sia gli eventi positivi che gli eventi negativi che ci capitano in maniera equilibrata. Quest’intelligenza risulta quindi fondamentale per la nostra stabilità e benessere psicofisico.
Solo riuscendo a riconoscere le nostre emozioni possiamo poi riconoscere ed empatizzare con quelle altrui.
Spero che questo articolo ti sia stato utile a capire quanto comprendere le proprie emozioni sia utile, nel prossimo ti indicherò qualche piccolo consiglio per coltivare questa intelligenza, nel frattempo ricorda, se qualcuno ti indica come scemo, o se tu lo pensi, chiediti ma di quale intelligenza sto parlando?

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

09/07/2020

Riuscire a farlo: 6 pillole per portare il compito a termine

Come descritto nel precedente articolo il procrastinare rappresenta una forma di evitamento che non concede alla persona di sperimentare i propri limiti, le proprie insicurezze e la fa fuggire senza affrontare le proprie paure. Se sei una di quelle persone che ha come modus operandi quello di posticipare il più possibile le attività da fare, che del dizionario ama la parola “dopo”, ecco questi consigli fanno per te:

💪 Lo hai già fatto: se stai continuando a leggere questo articolo non hai procrastinato, il primo passo lo hai concluso, questo perché sei interessato. Il primo consiglio è prova a concentrare le tue attenzioni su un obiettivo del compito e motivandoti verso il suo raggiungimento. L’interesse e la motivazione spingono alla curiosità e verso il traguardo;

📖 Cambia le parole: comincia a modificare la narrazione delle situazioni, le parole che usi, passa da descrivere il tutto come problema, che ti mette già in una condizione di non arrivarci e ingigantisce la situazione, (dai su a chi piaceva risolverli quelli di matematica a scuola?) e usa il termine difficoltà (la difficoltà può essere una o più di una, ma non investe tutta la situazione, anzi come si come ci sono cose difficili ci sono alcune che sono facili questo attenua il grado di paura nell'affrontare le situazioni e ti aiuterà ad iniziare);

🥇 Micro-traguardi: spesso capita che un compito non lo si incominci perché lo si vede troppo lungo, difficoltoso, pieno di insidie. Prova a scomporre questo in azioni più piccole e lanciati nel farle, ciò porta due vantaggi, il primo è che ti permetterà di valutare se nella programmazione ci sono dei passaggi superflui che non servono e quindi li eliminerai e farai meno fatica. Il secondo è che raggiungendo più traguardi aumenterai la fiducia e la stima verso di te, ciò comporterà una spinta a continuare a fare e finite tutti gli altri;

⏱ Datti un tempo: le cose noiose, pesanti o quelle in cui pensiamo di non riuscire sono difficili da affrontare, però come detto la motivazione è tutto. Prova a darti un tempo prestabilito per fare queste cose, ad esempio le faccende di casa sono stancanti? Bene concedi loro un’ora al giorno in cui farai questo e poi una volta finito dedicati ad un’attività per te piacevole come premio e riprenderai le faccende domestiche domani. Lo stabilire un tempo ti permette di avere già all'orizzonte (più o meno vicino) un obiettivo raggiungibile, questo permetterà a te di sentirti meno appesantito;

👻 Affronta gli spettri: la paura di fallire, di non essere in grado, di sentirsi inferiori e non adatti. Oppure di contro, o le cose si fanno così oppure non di fanno, perfezionismo allo stato puro. Ecco scrollati di dosso queste etichette, primo perché sei tu a mettertele addosso, nessuno ti sta giudicando se non te stesso. Concentrati quindi sul primo passo da fare e vai, buttati. Se la matematica non è un’opinione hai il 33,3% che le cose le finirai, il 33,3% che le cose andranno non per il verso giusto e il 33,3% potrai andare incontro a delle inaspettate sorprese che ti potranno stupire (in positivo o in negativo). Se invece non inizi hai la certezza del 100% che dove sei rimarrai. Affrontare le situazioni potrà portarti ad avere paura, ma sbloccarsi e provarci ti porterà ad alleviare il senso di colpa e ad aumentare il senso di coraggio e di forza che hai;

🥰 Volersi bene: permettiamoci di fallire, di non arrivare, scopriremo cose di noi che neanche immaginiamo, scoprirai come alcuni paletti siamo noi stessi a metterli. Accetta di essere una costellazione di pregi in un universo di errori, troverai cose in te che non ti aspettavi, SEI MOLTO DI Più DI COME TI RACCONTI, e per raccontarti impara a conoscerti senza pregiudizi.

Spero che questi piccoli consigli ti aiutino a superare la procrastinazione, ma se dovessi riuscire i primo passo da fare è contattare uno psicologo che ti aiuterà nella risoluzione di questa difficoltà e ricorda:

“Un lungo viaggio comincia con un passo” (Giovanna Celia)

"Non dobbiamo permettere alle percezioni limitate degli altri di definire chi siamo" (Virginia Satir)
29/06/2020

"Non dobbiamo permettere alle percezioni limitate degli altri di definire chi siamo" (Virginia Satir)

"Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto" (Thomas Jefferson)
27/06/2020

"Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto" (Thomas Jefferson)

“Ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà l’intera vita...
23/06/2020

“Ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà l’intera vita a credersi stupido” (Albert Einstein)

Domani si adesso no: l’arte del farlo dopoIn un vecchio brano, Vasco Rossi chiedeva ad una persona proprio questo, come ...
22/06/2020

Domani si adesso no: l’arte del farlo dopo

In un vecchio brano, Vasco Rossi chiedeva ad una persona proprio questo, come mai non volesse fare le cose subito ma le rimandasse al domani. Questa modalità di affrontare le situazioni la si riscontra in molte persone, magari anche in te che stai leggendo ora, ma in fin dei conti cosa rappresenta il procrastinare, con questo articolo cercherò di spiegartelo, se ci riesci a leggerlo ora.

Il procrastinatore seriale
Per definizione procrastinare si intende quando un individuo ritarda volutamente l’esecuzione di un compito nonostante possa prevedere che tale comportamento provocherà delle conseguenze negative. La procrastinazione la si può riscontrare nelle diverse sfere di vita della persona, quindi sia in ambito lavorativo (soprattutto) ma anche in quello relazione, e ciò comporta delle conseguenze sia a livello fisico che psicologico. Il procrastinatore cronico è colui che rimanda sempre “al dopo”, che preferisce, o meglio sceglie, un piacere momentaneo ma breve ad uno più lungo ma che si potrà manifestare solo in seguito. Questo stile di comportamento che alcuni autori definiscono “evitante”, oltre come dicevamo a provocare una serie di problematiche lavorative va ad intaccare anche l’idea di fiducia e stima nei nostri confronti rispetto alle proprie capacità. Esistono due stili di procrastinazione, il primo può essere definito come rilassato, ovvero che vengono ritardate solo quelle attività che sono ritenute noiose o poco accattivanti. Il secondo stile è di tipo preoccupato, ovvero non si affrontano le situazioni o si rimanda a data da destinarsi un tale compito per paura che le proprie capacità non siano mai abbastanza per risolvere la situazione o l’attività che si ha davanti.

Spunto psicologico
Se avete letto fino ad ora (e quindi non avete posticipato) avrete sicuramente capito che il “farlo dopo” sia una forma difensiva e che questo evitamento “concede” alle persone di non entrare in contatto con le proprie paure, insicurezze, dà quindi un sollievo istantaneo ma nella realtà non permette mai di confrontarsi con i propri limiti, sfuggendo anzi da loro. Ma a livello cognitivo ed emotivo cosa succede?
Prima di tutto possiamo affermare come questo sia un meccanismo disfunzionale di gestione dello stress e dell’ansia, in quanto la paura e le idee di fallimento e di insicurezza portano il soggetto al non agire. Paradossalmente avviene ciò che non si vorrebbe, il contrario di quel che ci si propone, ovvero noi non facciamo una cosa per paura di sbagliare, ma il già solo non farla ci porta a non concludere l’attività e quindi ad un risultato che viene interpretato come negativo dalla persona (e quindi sbagliato).
Proprio il concetto di paura è centrale in queste persone, più specificamente quella del fallire, e ciò provoca il rimandare che a lungo andare porta delle conseguenze invalidanti. E questo perché il continuare a rimandare aumenta in noi la nostra percezione di non efficacia e mina l’autostima nelle nostre possibilità e qualità, e di conseguenza fa aumentare la sensazione di rabbia nei nostri confronti.
Ma la procrastinazione, come tutte le aree della psicologia, ha diverse sfaccettature, difatti non riguarda solo chi ha un ascendete “ansiogeno” verso le situazioni o poca fiducia in Se, ma la si ritrova anche nelle persone che si definiscono “perfezioniste”. È già vi sembrerà strano in quanto nella visione generale il perfezionista è colui che porta brillantemente a termine ogni azione della sua vita. Ma nella realtà non è proprio così. Difatti, se da una parte siamo cosi attenti a finire un compito nella giusta maniera, questo nostro senso di compiutezza non sarà mai raggiunto in quanto si cercherà sempre di porre l’asticella altissima (sempre più) e se non verranno rispettate tutte le caratteristiche il compito ci risulterà sempre incompiuto e non lo si porterà mai a termine, questo perché mai ci si sentirà soddisfatti perché non ci si permette di essere “imperfetti”.
In base a ciò che abbiamo detto si può possono quindi affermare come la procrastinazione sia un processo composto da diverse variabili, tra cui difficoltà di autoregolamentazione, scarsa motivazione, percezione cognitiva dell’attività (peso alle difficoltà che noi personalmente diamo alle situazioni), senso di inadeguatezza alle situazioni (che si manifesta con sentimenti di indecisione perenne) o perfezionismo assoluto senza possibilità di errore (tutte e due portano ad una difficoltà di pianificazione e di decisione che portano a sottostimare le nostre qualità).

Spero che questo articolo sia stato utile per comprendere il fenomeno e ciò che c’è di psicologico alla base della procrastinazione, nel prossimo articolo indicherò qualche piccolo stratagemma per contrattaccare tale comportamento. Vi lascio con una frase che molti di voi conosceranno:

“Mai rimandare a domani ciò che puoi fare benissimo dopodomani” (Mark Twain)

Foto di Christine Schmidt da Pixabay

Indirizzo

Rome
00144

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 13:00

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+393495242519

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