16/01/2026
Nessuno ci insegna a sentire “dentro”
Cresciamo imparando a fare.
A rispondere.
A performare.
Ci insegnano a stare fuori:
negli orari, nelle richieste, nei risultati.
Quasi mai a stare dentro.
Così, poco alla volta, perdiamo contatto con ciò che sentiamo davvero.
Non perché non ci sia.
Ma perché non ci fermiamo più ad ascoltarlo.
La routine aiuta a funzionare.
Ma quando diventa automatica, spegne i segnali interni.
Vai avanti anche se sei stanco.
Dici “sì” anche quando dentro senti un “no”.
Tieni il ritmo, anche se il corpo chiede altro.
Questo distacco ha un costo.
Non immediato, ma progressivo.
Perdi chiarezza.
Reagisci invece di scegliere.
Ti accorgi di essere in difficoltà solo quando il corpo alza la voce:
tensione, irritabilità, stanchezza che non passa.
La mindfulness riapre questo contatto.
Non aggiungendo qualcosa,
ma togliendo rumore.
Ti riporta a sentire il corpo mentre sei nella vita reale,
non fuori dal mondo.
Sentire “dentro” non è introspezione infinita.
È orientamento.
Quando torni ad ascoltarti, le scelte diventano più semplici.
Non perché la vita lo sia,
ma perché smetti di ignorarti.
E quel contatto, una volta ritrovato,
diventa una bussola.