13/04/2026
Forse è un tema un po’ scomodo, ma La frequenza della psicoterapia è un aspetto fondamentale del setting.
I diversi approcci danno delle indicazioni e poi ciascun terapeuta si muove in queste indicazioni in base al suo modo di lavorare e anche un po’ in base al suo funzionamento.
Personalmente cerco sempre di ritagliare il percorso sul paziente, ovviamente però non solo sulle sue richieste esplicite, colludendo a priori su quanto e come vorrebbe abitare quello spazio, ma proponendo il mio modo di stare nella stanza di terapia, valutando anche gli aspetti reali ed economici della persona (oltre a quelli interni, relazionali e di funzionamento).
La mia proposta è generalmente di un setting settimanale, che ci permette di creare una buona alleanza terapeutica e di lavorare con costanza anche, anzi, soprattutto quando sembra che non ci sia molto da dire. È anche la frequenza della mia psicoterapia personale che va avanti da diversi anni.
La frequenza quindicinale è ciò che segue un periodo di lavoro, il momento in cui ci si avvicina alla conclusione del percorso, al momento in cui ci si saluterà. Ma detto ciò, è una modalità che si può valutare insieme in situazioni particolari, con la premessa che il lavoro sarà ugualmente valido ma diverso.
Voi con che frequenza andate in psicoterapia e come vivete e abitate quello spazio? Vi leggo ❤️
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