Prof.Paolo Sammartino

Prof.Paolo Sammartino Il Professor Paolo Sammartino chirurgia oncologica specializzato nei tumori del peritoneo. PROF.

SAMMARTINO PAOLO è Medico Chirurgo, che ha concentrato la sua attività clinica e scientifica prevalentemente nel trattamento delle neoplasie primitive o metastatiche del peritoneo. Oltre a far parte del board del costituendo Registro Nazionale dei Tumori Peritoneali, è responsabile presso il Dipartimento Valdoni dell'Unità Operativa "Citoriduzione e Chemioipertermia endoaddominale" del Policlinico

Umberto I di Roma. Numerose le Attivita documentate da lavori scientifici facilmente reperibili in letteratura effettuati sia in prima persona che in collaborazione con centri nazionali o esteri.

⚕️ La prevenzione della diffusione peritoneale nel trattamento delle forme localmente avanzate (T3/T4) di carcinoma colo...
29/01/2026

⚕️ La prevenzione della diffusione peritoneale nel trattamento delle forme localmente avanzate (T3/T4) di carcinoma colorettale è un ambito di ricerca di cui mi sono personalmente occupato in passato (Sammartino P et al. Int J Colorectal Dis 2014) e che è stato successivamente approfondito anche da colleghi spagnoli (Arjona-Sanchez A et al. JAMA Surg 2023).

💉 I risultati di un recentissimo studio cinese evidenziano come l’adozione della chemio-ipertermia intraoperatoria (HIPEC) al termine della procedura di exeresi di una neoplasia colorettale localmente avanzata (T4 a/b) rappresenti, all’analisi multivariata, un fattore indipendente associato a un miglioramento della sopravvivenza globale e dell’intervallo libero da malattia in questi pazienti.

🩺 In contesti in cui siano presenti metastasi peritoneali da carcinoma colorettale, invece, i risultati finora limitati ottenuti dai trattamenti disponibili sottolineano la necessità di ulteriori studi mirati alla prevenzione di questa modalità di diffusione metastatica.

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⚕️ Una problematica estremamente grave, ma purtroppo frequente nella pratica clinica, è lo sviluppo di occlusioni intest...
27/01/2026

⚕️ Una problematica estremamente grave, ma purtroppo frequente nella pratica clinica, è lo sviluppo di occlusioni intestinali causate dalla presenza di metastasi peritoneali (PM) diffuse.

📖 Un recente articolo del Peritoneal Surface Malignancies Consortium Group statunitense illustra in modo chiaro le complesse situazioni cliniche che possono instaurarsi e la scarsità di opzioni terapeutiche disponibili per limitare complicanze significative o l’exitus del paziente.

💉 I risultati di un’indagine che ha coinvolto un significativo numero di esperti in materia hanno dimostrato:
• la necessità di un approccio multidisciplinare, che privilegi innanzitutto la valutazione dell’entità della diffusione neoplastica alla base del quadro ostruttivo;
• come, nei casi estremamente avanzati, la sola terapia di supporto, associata a procedure decompressive quali gastrostomie percutanee (PEG) o il posizionamento di stent endoscopici, debba essere preferita rispetto a interventi chirurgici, gravati da un’elevata incidenza di recidive e da una maggiore morbilità.

🩺 Ma soprattutto, il contributo ha evidenziato ancora una volta come un approccio preventivo alle patologie in grado di determinare la diffusione metastatica peritoneale sia fondamentale.

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⚕️ In passato, lo sviluppo di metastasi peritoneali da carcinoma colorettale era considerato lo stadio terminale della m...
22/01/2026

⚕️ In passato, lo sviluppo di metastasi peritoneali da carcinoma colorettale era considerato lo stadio terminale della malattia, con una sopravvivenza dei pazienti che, una volta fatta la diagnosi, raramente superava i 6 mesi.

🩺 A partire dai primi anni ’80, 𝐏𝐚𝐮𝐥 𝐒𝐮𝐠𝐚𝐫𝐛𝐚𝐤𝐞𝐫 ha sviluppato una strategia chirurgica basata su una procedura oggi nota come 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨𝐧𝐞𝐜𝐭𝐨𝐦𝐢𝐚 o 𝐜𝐡𝐢𝐫𝐮𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐝𝐮𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 (𝐂𝐑𝐒), che prevede l’asportazione completa di tutti gli impianti peritoneali, associata alla somministrazione, al termine dell’intervento, di una chemioterapia intraperitoneale ipertermica, nota come 𝐇𝐈𝐏𝐄𝐂.

💉 Questa combinazione terapeutica (CRS+HIPEC) è stata inizialmente utilizzata per il trattamento delle neoplasie appendicolari mucinose a basso grado (LAMNs), responsabili della sindrome nota come 𝐩𝐬𝐞𝐮𝐝𝐨𝐦𝐢𝐱𝐨𝐦𝐚, e solo successivamente è stata adattata al trattamento delle metastasi peritoneali (PM) da carcinoma colorettale.

💊 Per quest’ultima indicazione terapeutica, purtroppo, i risultati oncologici ottenuti sono stati meno incoraggianti del previsto, a causa della maggiore aggressività di questa forma neoplastica e della necessità che la terapia chirurgica fosse integrata con la chemioterapia sistemica, eventualmente associata a farmaci biologici, i quali, almeno fino a oggi, hanno raramente dimostrato un reale controllo della diffusione metastatica.

🥼 Per tale motivo, come si può osservare nella figura del post di oggi, tratta dall’esperienza del centro di Manchester, nel tempo l’adozione dei trattamenti CRS+HIPEC per le PM da carcinoma colorettale è stata proporzionalmente ridotta rispetto al numero complessivo dei pazienti osservati, riservando la procedura a casi estremamente selezionati.

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📈 Secondo dati recenti, il carcinoma colorettale colpisce circa 1.880.000 pazienti ogni anno, con una mortalità annuale ...
20/01/2026

📈 Secondo dati recenti, il carcinoma colorettale colpisce circa 1.880.000 pazienti ogni anno, con una mortalità annuale stimata di 916.000 casi. Le metastasi peritoneali (PM) associate a questa neoplasia interessano circa il 13% dei pazienti e sono caratterizzate da una prognosi peggiore rispetto ad altre sedi metastatiche.

🩺 La diffusione metastatica al peritoneo può avvenire già durante la crescita della neoplasia primaria ed essere diagnosticata contestualmente ad essa (PM sincrone), mentre le PM metacrone vengono diagnosticate in un secondo momento rispetto all’asportazione della neoplasia primaria.

⚕️ In entrambi i casi, la formazione delle PM avviene attraverso un complesso processo fisiopatologico noto come “PM cascade”, nel quale alterazioni cellulari, molecolari e genetiche contribuiscono alla creazione di uno specifico microambiente peritoneale favorevole all’impianto metastatico.

💉 La riduzione delle forze di adesione intercellulare (E-cadherin) consente alle cellule neoplastiche libere di diffondersi nella cavità peritoneale (IFCCs), acquisendo caratteristiche biologiche più aggressive attraverso il processo di transizione epitelio-mesenchimale (EMT), che consente loro di interrompere il rivestimento mesoteliale, degradare la matrice extracellulare sottoperitoneale, indurre neoangiogenesi e, infine, determinare l’impianto peritoneale (Fig. 1).

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⚕️ La diffusione della PIPAC nell’ambito delle cure palliativo delle metastasi peritoneali di vari distretti è supportat...
14/01/2026

⚕️ La diffusione della PIPAC nell’ambito delle cure palliativo delle metastasi peritoneali di vari distretti è supportato da un numero crescente di studi come quelli raccolti nell’editoriale dell’Annals of Surgical Oncology e condotti su pazienti non operabili, affetti da metastasi peritoneali dovute a tumori di origine ginecologica o gastrointestinale.

🩺 Tali evidenze sottolineano l’assoluta fattibilità dell'approccio bidirezionale, che consente a molti pazienti di proseguire le cure sistemiche in associazione al trattamento endoperitoneale.

📈 I dati mostrano una regressione istologica (PRGS) media del 60%, con una sopravvivenza mediana superiore ai 10 mesi e la possibilità, per oltre l’80% dei pazienti, di essere sottoposti a più di due procedure.

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⚕️ Recentemente, la rivista medica Annals of Surgical Oncology ha pubblicato un interessante studio sull’utilizzo della ...
08/01/2026

⚕️ Recentemente, la rivista medica Annals of Surgical Oncology ha pubblicato un interessante studio sull’utilizzo della PIPAC nelle recidive ovariche non trattabili con citoriduzione chirurgica e HIPEC e in progressione dopo ulteriore chemioterapia sistemica.

🩺 Utilizzando adeguati criteri di selezione (ECOG < 2; assenza di subocclusione; ascite < 5 L), il trattamento con PIPAC a base di cisplatino e doxorubicina somministrato ogni 6 settimane ha consentito di ottenere la stabilità della malattia nel 40% dei casi, con una sopravvivenza mediana di 17 mesi, dato di assoluto rilievo per pazienti con tale situazione clinica.

🩺 La risposta istologica è stata valutata secondo i parametri del Peritoneal Regression Grading Score (PRGS) e ha evidenziato ottime percentuali di riduzione del PCI e di controllo del versamento ascitico.

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🩺 Durante il follow-up oncologico, l’attenzione si concentra quasi esclusivamente sugli esiti degli esami radiologici, c...
05/01/2026

🩺 Durante il follow-up oncologico, l’attenzione si concentra quasi esclusivamente sugli esiti degli esami radiologici, con il rischio di trascurare la visita clinica vera e propria.

⚕️ Le recidive peritoneali di una neoplasia, tuttavia, spesso insorgono inizialmente nella pelvi, poiché la posizione eretta mantenuta per gran parte della giornata favorisce il deposito delle cellule neoplastiche davanti al retto, nel cosiddetto spazio del Douglas.

🏥 Questa localizzazione può sfuggire anche alla TAC più accurata, poiché volumetricamente limitata, ma risulta facilmente individuabile tramite un’accurata esplorazione clinica, che il medico dovrebbe eseguire a ogni controllo.

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🥂 Che il 2026 porti con sé la serenità che ciascuno di noi merita. Buon anno nuovo! 🥂
01/01/2026

🥂 Che il 2026 porti con sé la serenità che ciascuno di noi merita. Buon anno nuovo! 🥂

25/12/2025

🎄 Che la magia del Natale porti luce e gioia nei vostri cuori. Auguri di Buone Feste, ricche di emozioni e di momenti da condividere con chi si ama! 🎄

⚕️ Per ottenere i risultati desiderati, la chirurgia di una neoplasia peritoneale deve partire da un’accurata selezione ...
18/12/2025

⚕️ Per ottenere i risultati desiderati, la chirurgia di una neoplasia peritoneale deve partire da un’accurata selezione dei pazienti, analizzando con attenzione le caratteristiche istologiche e biomolecolari della malattia d’origine.

🩺 Sulla base di questi aspetti, è necessario considerare la risposta ai trattamenti chemioterapici, eventualmente integrati con farmaci biologici, in grado di ridurre in modo significativo il volume di malattia, rendendo così l’approccio chirurgico davvero radicale.

📋 Lo studio delle metodiche di stadiazione più affidabili è quindi fondamentale per portare al tavolo operatorio i pazienti per i quali è lecito attendersi i migliori risultati, con il minor rischio possibile di complicanze.

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⚕️ Lo sviluppo di tecniche chirurgiche sempre più avanzate per il trattamento delle neoplasie peritoneali non deve farci...
11/12/2025

⚕️ Lo sviluppo di tecniche chirurgiche sempre più avanzate per il trattamento delle neoplasie peritoneali non deve farci credere che la chirurgia, da sola, sia sufficiente per la guarigione del paziente.

🩺 Per essere davvero efficace, infatti, essa deve inserirsi in un percorso multidisciplinare che tenga nella giusta considerazione le condizioni generali del paziente candidato a un intervento così complesso. Per questo motivo, non solo l’età del soggetto, ma anche le eventuali patologie concomitanti devono essere accuratamente investigate dal punto di vista internistico, così da limitare al minimo le complicanze, non solo di tipo chirurgico.

🏥 Inoltre, è essenziale che questo tipo di chirurgia venga eseguito all’interno di centri specializzati che abbiano ampiamente superato la curva di apprendimento (oltre 100 casi trattati) e dispongano di presidi, come la terapia intensiva o la radiologia interventistica, in grado di gestire efficacemente eventuali situazioni critiche.

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🩺 Negli ultimi anni si è osservato un significativo incremento delle forme cosiddette “poorly cohesive” di neoplasie gas...
03/12/2025

🩺 Negli ultimi anni si è osservato un significativo incremento delle forme cosiddette “poorly cohesive” di neoplasie gastriche, caratterizzate da un’elevata aggressività istologica e da una precoce ed estesa diffusione al peritoneo.

💉 Gli sforzi terapeutici con finalità curativa si stanno concentrando esclusivamente sulle forme “sincrone”, in cui neoplasia primitiva e diffusione peritoneale coesistono.

⚕️ Nelle forme “metacrone”, ovvero quando la recidiva peritoneale avviene a distanza di tempo dall’intervento di gastrectomia, le opzioni terapeutiche attualmente disponibili sono limitate a un approccio di tipo palliativo.

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