Alimentazione e Stili di Vita S.I.M.P.e S.V.

La Scuola Nazionale di Medicina degli Stili di Vita Fimmg, costituita da Colleghi di MG di varie parti di Italia, ha il principale obiettivo di una migliore qualità di vita attraverso:
1) la prevenzione delle malattie ad alta prevalenza ed incidenza come le patologie cardio-cerebro-vascolari, osteo-articolari e metaboliche, agendo fondamentalmente sugli stili di vita errati per modificarli;
2)

la modifica dei comportamenti a rischio (fumo, abuso del gioco, etc). La sua azione, sui medici e sui cittadini, da quest’anno, si rafforza con la creazione, in casa FIMMG, della la SIMPESV (Società Italiana di Medicina di Prevenzione e degli Stili di Vita). La Società Scientifica nasce per confrontarsi, pariteticamente con le altre Istituzioni, e per rappresentare fortemente il ruolo dei MMG in questo ambito.

Buon Natale da
25/12/2021

Buon Natale da

NO ALLA DIPENDENZA: E' una questione di SCELTA1500 colleghi contro la dipendenza. La raccolta firme promossa da Fimmg Fo...
19/10/2021

NO ALLA DIPENDENZA: E' una questione di SCELTA

1500 colleghi contro la dipendenza. La raccolta firme promossa da Fimmg Formazione

Leggi l'articolo completo ➡
http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=99170

19 OTT - Gentile direttore, siamo 1500 Medici di Medicina Generale, Medici in formazione, neo-convenzionati o aspiranti tali, medici che da anni difendono il valore della convenzione; siamo medici che non si rispecchiano nella visione del Medico di Famiglia dipendente; siamo medici che non si rispec...

FIMMG FORMAZIONE e DIPENDENZA La Medicina del Territorio ha da sempre rappresentato le fondamenta del Sistema Sanitario ...
15/10/2021

FIMMG FORMAZIONE e DIPENDENZA

La Medicina del Territorio ha da sempre rappresentato le fondamenta del Sistema Sanitario Nazionale. Si può migliorare? Certamente, ma la soluzione non può e non deve essere la dipendenza. Siamo già dipendenti dei nostri assistiti e della convenzione, riprendendo le considerazioni del Segretario Generale Dott. Silvestro Scotti.

Deve continuare a prevalere il modello della LIBERA SCELTA. Deve continuare a prevalere il modello della FIDUCIA, su cui si basa l’alleanza terapeutica tra Medico e Paziente. Qualunque modello si abbia in mente, deve necessariamente tener in conto i tre pilastri su cui si fonda la Medicina del territorio: FIDUCIARIETA', PROSSIMITA', CAPILLARITA'

Esecutivo Nazionale Fimmg Formazione

Se vuoi firmare con noi e darci forza:
https://docs.google.com/forms/d/1huRn28vosKceBdiEGZFDPPqG2jVV-D2Z6napc0MPLA0/viewform?edit_requested=true

La Medicina del Territorio ha da sempre rappresentato le fondamenta del Sistema Sanitario Nazionale. Si può migliorare? Certamente, ma la soluzione non può e non deve essere la dipendenza. Siamo già dipendenti dei nostri assistiti e della convenzione, riprendendo le considerazioni del Segretario Generale Dott. Silvestro Scotti

Deve continuare a prevalere il modello della LIBERA SCELTA. Deve continuare a prevalere il modello della FIDUCIA, su cui si basa l’alleanza terapeutica tra Medico e Paziente. Qualunque modello si abbia in mente, deve necessariamente tener in conto i tre pilastri su cui si fonda la Medicina del territorio: FIDUCIARIETA', PROSSIMITA', CAPILLARITA'

Esecutivo Nazionale Fimmg Formazione

Se vuoi firmare con noi e darci forza:
https://docs.google.com/forms/d/1huRn28vosKceBdiEGZFDPPqG2jVV-D2Z6napc0MPLA0/viewform?edit_requested=true

Ricerca assolve carboidrati e grassi saturi, proteggono il cuoreConsumo moderato riduce il rischio di malattie cardiovas...
13/10/2021

Ricerca assolve carboidrati e grassi saturi, proteggono il cuore
Consumo moderato riduce il rischio di malattie cardiovascolari


Buone notizie per chi ama i carboidrati e non si preoccupa troppo di evitare i grassi saturi. Secondo un'ampia ricerca australiana proteggono dal rischio di subire un infarto.
Lo studio dell'Università Monash di Melbourne, pubblicato sul British Medical Journal, su 10.000 donne australiane che sono state seguite per 15 anni e il cui consumo di carboidrati costituiva fra il 41 e il 44% della dieta ha rivelato che avevano un rischio minore di malattie cardiache rispetto a chi consumava livelli minori di carboidrati.

Lo studio si aggiunge alle crescenti evidenze secondo cui sono fuorvianti gli 'storici' consigli di salute che si concentrano nell'evitare i grassi saturi. "Forse - scrive Sarah Zaman del Centro ricerche cardiovascolari dell'università stessa - abbiamo demonizzato un po' troppo i grassi saturi. Ora abbiamo evidenze che non vi è un legame rilevabile con le malattie cardiache". Le donne la cui dieta conteneva tra il 41 e il 44% di carboidrati avevano una probabilità ridotta del 44% di malattie cardiovascolari.

Chi mangiava una proporzione molto alta o bassa di carboidrati aveva una salute meno buona. Mangiare una quantità moderata di carboidrati comporta un rischio ridotto del 79% di contrarre il diabete di tipo 2 e tra l'86 e il 99% minore di ipertensione e di obesità. I risultati contraddicono molta della storica ricerca epidemiologica che supportava un legame tra grassi saturi e malattie cardiovascolari. Al contrario, i risultati confermano recenti meta-analisi, secondo cui i grassi saturi non hanno relazioni significative con la mortalità totale o con malattie cardiovascolari. Mentre la causa di tale incongruenza nella letteratura medica è poco chiara, si ipotizza che i passati studi abbiano trascurato il ruolo delle fibre che aiutano a prevenire la formazione di placche nelle arterie.

"Le evidenze indicano che dovremmo concentrarci meno su principi nutritivi specifici e più sulla dieta nel suo insieme", aggiunge Zaman. "La migliore dieta è quella che incorpora cereali integrali, verdure e frutta, proteine sane come pesce, legumi, noci e semi, latte non aromatizzato e yoghurt. Raccomandiamo ancora di concentrarsi su scelte di grassi sani".

78º Congresso Nazionale FIMMGTornano le camminate mattutine prima dell’inizio dei lavori congressuali.
06/10/2021

78º Congresso Nazionale FIMMG
Tornano le camminate mattutine prima dell’inizio dei lavori congressuali.

Colesterolo alto, stili di vita e nuovi farmaci come arma        Non un fattore di rischio, cioè un elemento che può gen...
01/10/2021

Colesterolo alto, stili di vita e nuovi farmaci come arma


Non un fattore di rischio, cioè un elemento che può genericamente predisporre all’aterosclerosi, ma un vero e proprio agente che interviene nel determinare la malattia. È questa l’ipercolesterolemia, sui cui si è fatto focus oggi in digital talk in streaming su Ansa.
Negli ultimi anni l’ipercolesterolemia ha mostrato un trend in crescita preoccupante, e i livelli su cui agire sono due: gli stili di vita e un intervento farmacologico. A fare il punto è il presidente dell' Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, Furio Colivicchi.
”Ridurre il fumo, presente in oltre il 15% della popolazione adulta del nostro Paese , sarebbe molto rilevante per far calare l'incidenza - osserva l’esperto - non solo delle malattie cardiovascolari e polmonari, ma anche dei tumori. Lo stesso dicasi per l'esercizio fisico e per un'alimentazione sana con un contenimento degli alimenti di origine animale”.
“L'ipercolesterolemia -aggiunge Colivicchi - è crescente nella popolazione generale e richiede spesso un intervento farmacologico mirato. Questo diventa determinante nella prevenzione cosiddetta secondaria, cioè quando il paziente ha già avuto un segnale, un infarto, un problema cardiovascolare di qualche natura. A quel punto l'intervento deve essere ancora più incisivo, e i livelli di colesterolo devono essere fatti scendere in maniera importante, per raggiungere valori target da tenere monitorati. Abbiamo a disposizione farmaci sicuri ed efficaci, e se ne affacciano sulla scena di nuovi che lo sono ancor di più. La cosa importante è che la terapia venga condotta correttamente e in maniera intelligente e il paziente aderisca alle indicazioni”.
Ci sono state molte difficoltà legate alla pandemia che hanno reso più difficile la prevenzione primaria e secondaria ma Colivicchi sottolinea che “il controllo del colesterolo deve essere un tema all'attenzione non solo dei professionisti ma anche di chi decide.Questo aspetto deve essere ben presente a chi prende le decisioni soprattutto rispetto ai farmaci che possiamo e dobbiamo utilizzare nella pratica clinica”. “Quella contro le patologie cardiovascolari- conclude il professor Paolo Magni, Coordinatore del Comitato Scientifico Fondazione italiana per il cuore- è una partita che potremo vincere solo scendendo in campo come un’unica squadra, in cui anche i cittadini svolgono un ruolo attivo. Ci sono una serie di indicatori di facile monitoraggio, come il peso e la circonferenza dell’addome, e dei biomarcatori che si possono controllare con una diagnostica semplice, come i livelli di colesterolo e di glicemia. Quindi, è importante mantenersi ‘serenamente attivati”’ nel preservare il proprio stato di salute”.

Cosa mangiare e cosa no, ecco la dieta "salvacuore"Al congresso Siprec le indicazioni sui cibi da evitare        - L'ali...
20/09/2021

Cosa mangiare e cosa no, ecco la dieta "salvacuore"
Al congresso Siprec le indicazioni sui cibi da evitare


- L'alimentazione è un mezzo per la prevenzione delle patologie cardiovascolari e oncologiche. Da sola, infatti, riesce a limitare l'insorgenza di un gran numero di malattie e si 'sposa' con l'altro pilastro della prevenzione, l'attività fisica.

Di questo si è parlato nel corso del 19esimo congresso nazionale della Siprec, la Società italiana per la prevenzione cardiovascolare.
"Il cibo - ha spiegato Anna Villarini, biologa nutrizionista, professoressa a contratto all'Università di Milano e ricercatrice presso l'Istituto Nazionale Tumori - può rappresentare una difesa in più per proteggerci, ma può fare anche dei danni. Già semplicemente mangiare troppo e aumentare di peso, soprattutto a livello addominale, comporta la produzione di sostanze ad azione infiammatoria che, liberate in circolo, favoriscono l'insorgenza delle malattie cardiovascolari". Il sale, spiega Villarini, "è uno di quei condimenti che possono aumentare il rischio di ipertensione arteriosa, soprattutto negli anziani. Nonostante ciò consumiamo ogni giorno tantissimi alimenti salati (formaggi, salumi, cibi in scatola) e usiamo troppo sale come condimento; l'eccesso lo fa diventare un cibo che danneggia". Per la nutrizionista, inoltre, "consumiamo anche troppi zuccheri semplici non solo come tali o all'interno dei dolci". Sul versante delle proteine, invece, "è consigliabile ridurre il consumo di carne". Cosa si può mangiare per una dieta sana? E' possibile "aumentare il pesce, in particolare di quello grasso, ricco di omega-3 ad azione antinfiammatoria e protettiva per il cuore e le arterie" e poi, spiega, "mangiare frutta e soprattutto verdura di stagione". "Devono entrare a far parte di una dieta sana legumi e cereali, non raffinati, ma integrali, anch'essi ricchi di fibre che aiutano a controllare l'apporto di zuccheri e grassi - prosegue Villarini - Anche la frutta a guscio, come le noci, ricche di omega-3, in piccole quantità (sono molto caloriche, dunque non bisogna superare i 30 g al giorno) può entrare a far parte di una dieta amica del cuore". "L'olio extravergine d'oliva - spiega Villarini - è fatto principalmente da oleico, un grasso insaturo amico del cuore (attenzione però, deve essere 'extravergine' e non 'olio d'oliva'), naturalmente nelle giuste quantità; se non si superano i 30 gr al giorno, non si ingrassa e proteggiamo cuore e arterie".

Mangiare più frutta e verdura fa bene al cuoreStudi evidenziano rischio ridotto del 52% malattie cardiologiche        Ma...
26/08/2021

Mangiare più frutta e verdura fa bene al cuore
Studi evidenziano rischio ridotto del 52% malattie cardiologiche


Mangiare cibi più nutrienti e a base di frutta e verdura è salutare per il cuore a qualsiasi età, con una riduzione del 52% del rischio di sviluppare patologie legate al cuore. A dirlo sono due studi internazionali pubblicati sul Journal of American Heart Association.
I ricercatori hanno scoperto che sia i giovani adulti sia le donne in postmenopausa avevano avuto meno infarti e meno probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari quando hanno mangiato vegetali.
Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno classificato gli alimenti in benefici (come frutta, verdura, fagioli, noci e cereali integrali), avversi (come patate fritte, carne rossa ad alto contenuto di grassi, snack salati, pasticcini e bibite) e neutri (come patate, cereali raffinati, carni magre e crostacei) in base alla loro nota associazione con le malattie cardiovascolari.
I partecipanti che hanno ricevuto punteggi più alti avevano mangiato una maggiore varietà di cibi benefici, mentre le persone con punteggi più bassi avevano mangiato cibi avversi.
Nel complesso, valori più alti di salute cardiovascolare corrispondono a una dieta nutrizionalmente ricca e centrata sui vegetali. Le persone che mangiavano gli alimenti vegetali più ricchi dal punto di vista nutrizionale e meno prodotti animali avevano il 52% in meno di probabilità di sviluppare patologie legate al cuore.

Sport e una leggera dieta sono amiche della salute vascolareStudio nota una riduzione della rigidità aortica       Fare ...
19/08/2021

Sport e una leggera dieta sono amiche della salute vascolare
Studio nota una riduzione della rigidità aortica


Fare un po' di sport e mangiare un po' di meno (con una riduzione di circa 250 calorie al giorno) può migliorare la salute vascolare più del solo movimento fisico. E' quanto emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Circulation e realizzata dalla Wake Forest School of Medicine.

Si tratta di una nuova conferma di come una dieta sana e un'attività fisica regolare possano aiutare a compensare gli aumenti della rigidità aortica che sono legati all'età. Il lavoro ha controllato 160 adulti sedentari, tra i 65 e i 79 anni, obesi.
I risultati hanno dimostrato che la perdita di peso di quasi il 10% in cinque mesi è stata associata a miglioramenti che i ricercatori hanno definito "significativi" della rigidità aortica.
"Quando si mettono in sinergia l'esercizio fisico e una dieta non troppo restrittiva si ottengono grandi risultati - commenta il presidente della Sigg, la Società italiana di gerontologia e geriatria, Francesco Landi - Oggi abbiamo l'evidenza scientifica che anche se sei stato sedentario tutta la vita, e si riduce un po' l'apporto calorico e si fa movimento, si sta subito meglio.
È un volano virtuoso".
La Sigg proprio oggi è a Madonna di Campiglio per una delle tre tappe della Longevity Run, manifestazione che ha come obiettivo l'adozione di sani stili di vita. Le prossime tappe saranno a San Gabriele di Piozzano (Piacenza), il 5 settembre e a Roma il 4 ottobre. "Abbiamo fatto più di 200 check up - aggiunge Landi- E' stata l'occasione per dare consigli su tre fattori fondamentali: l'astensione dal fumo, più attività fisica e una migliore dieta. E' il momento di ripartire dopo l'emergenza Covid, e di fare sport".

Vaccini, cibo e sport, una guida per le vacanze in saluteRegola 3M, vitamine, attenzione a salute dei polmoni e a clima ...
30/07/2021

Vaccini, cibo e sport, una guida per le vacanze in salute
Regola 3M, vitamine, attenzione a salute dei polmoni e a clima


Tenere alta la guardia, sia prima che dopo la vaccinazione, ed essere consapevoli di tutti quei comportamenti pratici che possono contribuire a limitare i rischi di contagio, aumentare le difese del sistema immunitario e in particolare delle vie respiratorie. A indicarlo è la guida pratica 'Estate, io sono pronto', ideata da Maria Pia Foschino Barbaro, ordinario di Malattie dell'Apparato Respiratorio dell'Università di Foggia, e promossa da Zambon Italia.
La guida evidenzia le 10 cose da sapere.

"L'emergenza sanitaria non è ancora finita e, sia prima che dopo il proprio turno di vaccinazione, è bene adottare un comportamento responsabile e non passivo", commenta Maria Pia Foschino Barbaro. In primis quindi, "mantenere la guardia alta" evitando situazioni di possibile contagio anche se si è vaccinati. All'aperto che al chiuso dovrebbe vigere "la regola delle 3 M": mascherine lavaggio mani e distanza di almeno un metro. In terzo luogo difendere i polmoni dallo stress ossidativo aumentando le difese immunitarie.
"Nei pazienti con polmoniti e sindrome da distress respiratorio acuto - spiega - si riscontrano livelli particolarmente bassi di glutatione, una sostanza prodotta dal fegato: per stimolarne la produzione endogena può così essere di aiuto il ricorso alla N-Acetilcisteina, una molecola antiossidante che deriva da un amminoacido naturale in grado di aumentare difese del sistema immunitario e delle vie respiratorie". Inoltre, vanno scelte bene non solo le mete, preferendo quelle non urbane e non inquinate, ma anche i mezzi di trasporto, evitando quelli troppo affollati. Per l'alimentazione puntare su "micronutrienti che hanno dimostrato di poter supportare il sistema immunitario, come le vitamine C e D". Non dimenticare di fare "sport a pieni polmoni" come nuoto, Yoga e sport aerobici.

Sport e dieta al centro della lotta alla psoriasiParte a Napoli il progetto di prevenzione "Pso wellness"        Attivit...
26/07/2021

Sport e dieta al centro della lotta alla psoriasi
Parte a Napoli il progetto di prevenzione "Pso wellness"


Attività fisica regolare e dieta alimentare sono alleati preziosi contro la psoriasi. Questo è al centro di "Pso wellness", un progetto di prevenzione e informazione promosso e realizzato da Gabriella Fabbrocini, direttore della Dermatologia dell'Azienda ospedaliera universitaria Federico II, insieme all'Associazione psoriasici italiani Apiafco, presieduta da Valeria Corazza.

Con il patrocinio del Comune di Napoli e il contributo di Guido Iaccarino, ordinario di Medicina dello Sport alla Federico II, il progetto si propone di dimostrare l'efficacia nel trattamento delle patologie infiammatorie croniche della cute, strettamente legate a disordini del metabolismo glucidico come la psoriasi, di corretti stili di vita e, in particolare, i benefici dell'attività fisica e di un'alimentazione corretta, che segua le linee della dieta mediterranea. Per Valeria Corazza, "la gestione dei pazienti psoriasici richiede un approccio multidisciplinare e cure sempre più personalizzate, finalizzate non solo a lenire le manifestazioni cutanee ma anche a garantire una qualità della vita tale da ridurre le situazioni di stress che incidono notevolmente nel quadro complesso e multifattoriale nel quale si inserisce la malattia".
Recenti studi clinici indicano che la psoriasi è una malattia infiammatoria sistemica. "Come emerso da specifiche analisi di metabolomica effettuate nel Laboratorio ad elevata specializzazione dell'Unità operativa clinica di Dermatologia della Federico II, il tessuto adiposo mostra di avere un ruolo decisivo nel peggioramento delle condizioni generali del paziente psorisiaco - spiega Fabbrocini - La nostra attenzione si è concentrata in particolare su alcune molecole prodotte dal grasso viscerale e sottocutaneo, le adipochine, che interagiscono con le citochine originate dalle placche psoriasiche. L'esercizio fisico, quindi, oltre ad avere plurimi effetti benefici sulla salute metabolica e mentale, potrebbe giocare un ruolo fondamentale nella gestione della psoriasi come anche contro l'insorgere o il peggiorare di molteplici disordini infiammatori cronici". Il progetto durerà 4 mesi, fino a ottobre 2021, coinvolgendo 50 pazienti psoriasici tra i 18 e i 35 anni.

Anguria regina tavola estiva, tutte le sue proprietàDietro la dolcezza antiossidanti,vitamine e minerali        L'anguri...
16/07/2021

Anguria regina tavola estiva, tutte le sue proprietà
Dietro la dolcezza antiossidanti,vitamine e minerali


L'anguria è la regina della tavola estiva. Piace perché succosa e rinfrescante, ma quali proprietà si nascondono dietro tanta dolcezza? La frutta fa sempre parte di una dieta sana, tuttavia combinazione di nutrienti dell'anguria la rende speciale secondo gli esperti dell'American Heart Association, che le dedicano un approfondimento scientifico.
È una ricca fonte di minerali come potassio e magnesio, una buona fonte di vitamine C e A (più beta carotene, che aiuta a produrre vitamina A) e ha discrete quantità di vitamine B1, B5 e B6. Tutto questo con un apporto calorico molto basso (mangiandone il contenuto di una coppetta appena 46 calorie). E' detta anche melone d'acqua,l'anguria contiene circa il 92% di acqua.
Dove questo frutto spicca davvero è nella sua concentrazione di alcuni antiossidanti, che regolano i radicali liberi dannosi per le cellule nel corpo.
Il licopene, che conferisce all'anguria il suo colore rossastro, è uno di quegli antiossidanti, insieme alle vitamine C e A.
Funziona anche come antinfiammatorio ed è stato collegato a un minor rischio di ictus. È più abbondante nei prodotti a base di pomodoro cotto, ma i livelli di licopene dell'anguria sono circa il 40% superiori invece a quelli dei pomodori crudi.
L'anguria contiene anche glutatione, che Tim Allerton, ricercatore del Pennington Biomedical Research Center della Louisiana State University a Baton Rouge definisce un "antiossidante globale e versatile". È inoltre ricca di un amminoacido chiamato citrullina, che è stato al centro della ricerca di Allerton."L'anguria è piuttosto unica perché non molti alimenti ne sono ricchi" specifica lo studioso. Questo amminoacido è legato ad esempio alla produzione di ossido nitrico, importante per la salute dei vasi sanguigni. Anche se ha zucchero naturale e un alto indice glicemico, ha però un basso carico glicemico. Ciò significa che il suo effettivo effetto sulla glicemia è molto basso. E "riempirà" più velocemente di una ciotola di biscotti.

Due porzioni di frutta per diminuire del 36% rischio diabeteDue porzioni al giorno riducono diminuiscono insulina nel sa...
21/06/2021

Due porzioni di frutta per diminuire del 36% rischio diabete
Due porzioni al giorno riducono diminuiscono insulina nel sangue


Una dieta che includa il consumo di frutta intera di stagione è un'ottima strategia per ridurre il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Mangiare almeno due porzioni di frutta al giorno, infatti, è collegato a una probabilità inferiore del 36% di sviluppare questa condizione, che colpisce circa 451 milioni di persone in tutto il mondo e vede altri 374 milioni di persone a rischio di svilupparlo.
A confermare con nuovi dati il legame è uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism.

Lo studio dell'Istituto per la ricerca nutrizionale dell'Edith Cowan University (ECU) ha esaminato i dati di 7.675 australiani, valutando l'assunzione di frutta e succhi di frutta con la prevalenza del diabete dopo cinque anni. I risultati mostrano un'associazione tra l'assunzione di frutta e i marcatori dell'insulina, suggerendo che le persone che ne consumavano di più dovevano produrre meno quantità di questo ormone per abbassare i livelli di glucosio nel sangue.

"Questo è importante - ha affermato l'autore principale Nicola Bondono - perché alti livelli di insulina (iperinsulinemia) possono danneggiare i vasi sanguigni e sono correlati a ipertensione, obesità e malattie cardiache". I benefici sono stati osservati solo per chi consumava frutta intera, non per chi consumava succhi di frutta, e ciò è dovuto al fatto che questi sono molto più ricchi di zuccheri e poveri di fibre.

"La frutta, così come la verdura, - commenta Agostino Consoli, presidente della Società Italiana di Diabetologia (Sid) - oltre ad essere ricca di vitamine e minerali, è un'ottima fonte di sostanze fitochimiche che possono aumentare la sensibilità all'insulina e di fibre, che aiutano a regolare il rilascio di zucchero nel sangue. Questo fa sì che gli zuccheri contenuti vengano assorbiti più lentamente rispetto a quelli contenuti in altri alimenti. E' importante quindi assumerne minimo due porzioni al giorno e possibilmente a filiera corta, per far sì che mantenga tutte le proprietà nutritive".

L'esercizio, prima prescrizione contro pressione altaSe lieve o moderata, anche anti-colesterolo        Sedersi meno e m...
09/06/2021

L'esercizio, prima prescrizione contro pressione alta
Se lieve o moderata, anche anti-colesterolo


Sedersi meno e muoversi. È questa la prima prescrizione per ridurre la pressione sanguigna da lieve a moderatamente elevata e il colesterolo nel sangue in adulti complessivamente sani.

A evidenziarlo è una nuova dichiarazione scientifica dell'American Heart Association pubblicata sulla rivista Hypertension. Il primo cambio di passo secondo gli esperti riguarda quindi lo stile di vita.
"Le linee guida dell'American Heart Association per la diagnosi dell'ipertensione e del colesterolo - evidenzia Bethany Barone Gibbs, che presiede il gruppo che ha scritto le dichiarazioni scientifiche - riconoscono che individui altrimenti sani con livelli lievemente o moderatamente elevati di questi fattori di rischio cardiovascolare dovrebbero tentare attivamente di ridurre i rischi. La prima strategia di trattamento per molti di questi pazienti dovrebbero essere cambiamenti nello stile di vita che iniziano con l'aumento dell'attività fisica".
"Ciò può aiutare ad abbassare la pressione sanguigna e il colesterolo, apportando anche molti altri benefici per la salute", sottolinea Gibbs. I miglioramenti vanno oltre la salute cardiovascolare, con una riduzione anche del rischio di alcuni tumori, un miglioramento della salute ossea, cerebrale e mentale e un sonno migliore.
L'aumento dell'attività fisica determina riduzioni clinicamente significative della pressione sanguigna sistolica e diastolica, tipicamente di una media di 3 o 4 millimetri di mercurio.
Miglioramenti simili vengono osservati con il colesterolo nel sangue. Anche i medici possono fare la loro parte, informandosi con i pazienti di quale sia il loro livello di attività fisica, incoraggiandoli quando osservano anche piccoli cambiamenti positivi e fornendo loro idee e risorse utili. I cambiamenti dello stile di vita evidenziati nelle linee guida per la pressione sanguigna e il colesterolo includono oltre a un aumento dell'attività fisica, anche la perdita di peso, il miglioramento della dieta, l'interruzione del fumo e la moderazione dell'assunzione di alcol.

Arriva l'indice per una dieta sana e sostenibileValuta la qualità nutrizionale e l'emissione di gas serra         Fare u...
02/06/2021

Arriva l'indice per una dieta sana e sostenibile
Valuta la qualità nutrizionale e l'emissione di gas serra


Fare una dieta più sostenibile è possibile. Non c'è più solo l'apporto di nutrienti e calorie e fare la differenza.

I ricercatori della Facoltà della salute pubblica dell'Università di San Paolo del Brasile hanno infatti sviluppato il Planetary Health Diet Index, l'indice che valuta l'impronta ecologica delle diete.
Più è alto l'indice, minore è l'emissione di gas serra generati nella produzione del cibo consumato e maggiore è la qualità nutrizionale della dieta. Le analisi hanno anche rilevato che i punteggi più alti sono costituiti da diete a base di frutta, verdura, cereali integrali e fagioli più che da alimenti di origine animale e ultra lavorati, ricchi di grassi e di zuccheri.
I risultati che hanno portato alla realizzazione dell'indice sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nutriens e hanno visto la partecipazione di 14.779 persone, con dati raccolti tra il 2008 e il 2010. Tutto è partito dal Rapporto Eat pubblicato su Lancet, che divide gli alimenti in 16 gruppi. Il punteggio assegnato dai ricercatori brasiliani parte da 0 e arriva a 150.
Secondo lo studio, gli anziani seguono di più un'alimentazione sana e sostenibile, così come le persone che non fumano e che praticano attività fisica. Chi ha punteggi più alti, inoltre, ha valori di pressione sanguigna più bassi e minori possibilità di essere in sovrappeso.

In popolazione Amazzonia invecchiamento cervello piú lentoMerito di dieta ricca di fibre e di molta attivitá fisica     ...
27/05/2021

In popolazione Amazzonia invecchiamento cervello piú lento
Merito di dieta ricca di fibre e di molta attivitá fisica


Non hanno accesso a cure mediche, ma la salute cerebrale degli indigeni Tsimane, dell'Amazzonia boliviana, è decisamente migliore di quella di americani ed europei: la perdita di volume nel loro cervello - segno di demenza - è del 70% piu' lenta che nelle popolazioni occidentali. Lo indica lo studio pubblicato dalla USC Leonard Davis School of Gerontology sul Journal of Gerontology, Series A: Biological Sciences and Medical Sciences.

Il merito è di una vita fisicamente molto attiva e una dieta ricca di fibre, fatta di verdure, pesce e carne magra, a differenza delle nazioni industrializzate, dove si conduce una vita sedentaria e si mangiano molti cibi con grassi saturi. "Gli Tsimane sono un esperimento naturale sui potenziali effetti negativi degli stili di vita moderni sulla nostra salute - commenta Andrei Irimia, uno dei ricercatori - Questi risultati indicano che l'atrofia cerebrale puo' essere rallentata con gli stessi fattori dello stile di vita che riducono il rischio di malattie cardiache". I ricercatori hanno coinvolto 746 Tsimane adulti tra i 40 e 94 anni, e li hanno portati nella città di Trinidad per fargli una tac al cervello, per calcolare il volume del cervello. Poi hanno confrontato i risultati ottenuti con quelli di tre popolazioni industrializzate di Usa ed Europa.
Oltre alla differenza nel volume cerebrale, i ricercatori hanno anche notato che gli Tsimane avevano alti livelli di infiammazione, di solito associati all'atrofia cerebrale nelle popolazioni occidentali, ma che su di loro non aveva particolari effetti sul cervello. L'ipotesi è che il basso rischio cardiovascolare di questa popolazione indigena superi il rischio infiammatorio, ma pone delle domande sulle cause di demenza. Una possibile ragione potrebbe essere che, negli occidentali, l'infiammazione è legata a obesità e cause metaboliche mentre negli Tsimane a infezioni respiratorie, gastrointestinali e parassitarie. "Il nostro stile di vita sedentario e la dieta ricca di grassi e zuccheri - commenta Hillard Kaplan, autore dello studio - possono accelerare la perdita di tessuto cerebrale con l'eta' e renderci piu' vulnerabili a malattie come l'Alzheimer".

Iss,in Italia raggiunti adeguati livelli di assunzione iodioSconfitto gozzo alla tiroide in età scolare,studio su 4000 b...
18/05/2021

Iss,in Italia raggiunti adeguati livelli di assunzione iodio
Sconfitto gozzo alla tiroide in età scolare,studio su 4000 bimbi


La carenza di iodio nell'alimentazione è una delle principali cause dei disturbi alla tiroide, ma l'Italia ha fatto negli ultimi anni grandi passi avanti per contrastarla. Tanto che i nuovi dati dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) certificano il raggiungimento, nel nostro Paese, della iodiosufficienza e la fine della malattia del gozzo tra i bambini.

È quanto emerge dal nuovo Rapporto Istisan Monitoraggio della Iodoprofilassi 2015-2019, pubblicato a ridosso della Settimana Mondiale della Tiroide, che si celebra dal 24-30 maggio.
Una dieta equilibrata garantisce solo il 50% del fabbisogno giornaliero di iodio, di qui la necessità di integrarlo. Il report è stato condotto dall' Osservatorio per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia (Osnami) dell'Iss e ha riguardato 9 Regioni del Nord, Centro e Sud (Liguria, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Calabria, Sicilia). La determinazione della concentrazione urinaria di iodio su 4.000 bambini tra gli 11 e i 13 anni ha evidenziato il raggiungimento della iodosufficienza in tutte le Regioni esaminate, mentre l'ecografia della tiroide in questi bambini ha mostrato la scomparsa del gozzo in età scolare. Inoltre, è scesa al 3% la percentuale di neonati con elevati livelli dell'ormone TSH, un marcatore utilizzato per lo screening neonatale dell'ipotiroidismo congenito, che costituisce un indicatore dei livelli di iodio in epoca neonatale della gravidanza. Infine il sale iodato si utilizza in circa il 70% delle famiglie dei bambini reclutati.
I dati positivi giungono a 15 anni dalla Legge 55/2005 che ha introdotto il programma di iodoprofilassi nel nostro Paese regolando la vendita e l'utilizzo del sale iodato. E sono stati ottenuti nonostante negli ultimi anni si sia osservata in Italia una riduzione di circa il 12% del consumo di sale. "Il raggiungimento della iodosufficienza rappresenta un traguardo importante per la salute pubblica - commenta Antonella Olivieri, responsabile Osnami - ma è solo un primo passo da consolidare"

Indirizzo

Rome

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Alimentazione e Stili di Vita S.I.M.P.e S.V. pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Alimentazione e Stili di Vita S.I.M.P.e S.V.:

Condividi