Letizia Cavallo - Psicologa e Psicodiagnosta

Letizia Cavallo - Psicologa e Psicodiagnosta Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Letizia Cavallo - Psicologa e Psicodiagnosta, Psicologo, Rome.

Sostengo e accompagno passo dopo passo le mamme e i papà che faticano a comprendere e a gestire i comportamenti e i "capricci" (crisi emotive) dei loro bambini, dall'età perinatale a 6 anni
Fornisco strumenti concreti, pratici, efficaci e individualizzati

🎯 La libertà che nessuno può toglierti (nemmeno durante un “capriccio”).Ti sei mai sentito completamente impotente di fr...
13/01/2026

🎯 La libertà che nessuno può toglierti (nemmeno durante un “capriccio”).

Ti sei mai sentito completamente impotente di fronte a una “tempesta emotiva” di tuo figlio?
Spesso pensiamo che il nostro compito sia fermare quel comportamento subito, ma la verità è che ci sono cose che non possiamo controllare.

Viktor Frankl, neurologo e psichiatra sopravvissuto a quattro campi di concentramento, ha scoperto una verità profondissima nel luogo più buio della storia: l’ultima delle libertà umane è la capacità di scegliere il proprio atteggiamento in ogni circostanza.

Cosa c’entra questo con la genitorialità?

Proprio come i prigionieri non potevano controllare gli eventi esterni, anche noi genitori non abbiamo il potere immediato di fermare un capriccio che esplode. Ma abbiamo la piena sovranità su una cosa sola: la nostra risposta.

Tra lo stimolo (il “capriccio” incontrollabile) e la risposta c’è uno spazio. In quello spazio risiede il nostro potere di Scegliere la Nostra Risposta.

Nella nostra risposta risiede la nostra crescita e la nostra libertà.

✨ Non possiamo impedire che piova, ma possiamo decidere di essere l’ombrello invece che il tuono. Essere quell’ombrello è un lavoro faticoso e richiede molta pazienza, soprattutto con noi stessi, perché anche noi adulti stiamo ancora imparando a gestire le nostre emozioni.

⁉️ Vuoi iniziare a trasformare le tue reazioni e diventare il porto sicuro di cui tuo figlio ha bisogno?

🎁 Ho creato per te una Mini Guida gratuita:
“La Mappa dei Segnali Emotivi che uso quando sto per “Esplodere””.

Al suo interno troverai:

✅ 3 Tecniche pratiche per mantenere la calma.

✅ La Mappa per riconoscere i segnali prima di “.
“esplodere”.

✅ Script pronti all’uso per sapere esattamente cosa
dire.

👇 Commenta con la parola “PICCOLO PASSO” qui sotto e te la invierò subito in regalo!







Cari mamme e papà,in questo anno che volge al termine, abbiamo celebrato tanti risultati tangibili: regali, le case semp...
31/12/2025

Cari mamme e papà,
in questo anno che volge al termine, abbiamo celebrato tanti risultati tangibili: regali, le case sempre in ordine, tavole imbandite e momenti da fotografare.

Ma vorrei che ricordaste anche le vostre “VITTORIE INVISIBILI”.

Sono quei momenti in cui, nonostante il rumore e la stanchezza, avete scelto di RESTARE e di ESSERCI.

Non sono successi che finiscono in una foto ricordo, ma piccoli semi che avete coltivato nel cuore dei vostri figli.
Sono i momenti che forse nessuno ha visto, ma che hanno contato di più.

Penso al vostro sforzo emotivo e alla fatica relazionale che avete affrontato ogni giorno:

🪷 LA CONNESSIONE: quando ti sei seduto a terra a giocare, nonostante la stanchezza.

🪷 LA GESTIONE DEL CAOS: quando hai accolto un pianto, invece di reagire alla tua irritazione.

🪷 IL CONFINE: quando hai detto ‘NO’ a un impegno di troppo per proteggere la tua energia e la serenità della tua famiglia.

🪷 LA RIPARAZIONE: quando, dopo aver perso la pazienza, hai saputo chiedere scusa e ricostruire l’equilibrio.

🪷 LA FLESSIBILITÀ: quando hai accettato che le cose non andassero come previsto.

🪷 L’ONESTÀ: quando hai ammesso di essere stanco e hai chiesto una pausa.

❤️ Esserci, con tutta la tua fatica, è stato il regalo più grande che potessi fare.

✨ Il mio augurio per la fine di questo 2025 è che possiate celebrare queste VOSTRE VITTORIE INVISIBILI.

🌱 Perché è lì che risiede la crescita autentica e mettono radici i legami più profondi.

✨ E Per questo 2026, il mio augurio è che possiate essere gentili con voi stessi.

✨ Vi auguro di non misurare il vostro valore di genitori dai piatti puliti o dai capricci evitati, ma dalla capacità di accogliervi anche quando siete stanchi.

🌱 E che, in ogni momento di fatica, possiate ricordare che il vostro “esserci” sta già cambiando il mondo dei vostri figli.
✨ Vi auguro un anno di connessioni autentiche.

Letizia.





🎄Le luci, i regali, le aspettative... e poi ci sei tu. Tu che cerchi di tenere tutto insieme mentre le routine saltano, ...
29/12/2025

🎄Le luci, i regali, le aspettative... e poi ci sei tu.
Tu che cerchi di tenere tutto insieme mentre le routine saltano, i bambini sono iperstimolati e i commenti dei parenti arrivano puntuali come il panettone.

Spesso, però ci dimentichiamo che il regalo più grande che possiamo fare ai nostri figli non è un Natale perfetto, ma un genitore presente.
Un genitore che si concede il permesso di dire: “Oggi facciamo quello che possiamo”.

In queste slide ho raccolto un piccolo promemoria per te, per ricordarti che la tua stanchezza è valida e che la gentilezza deve iniziare da te stesso/a.

🎁 Ho preparato per te una Mini Guida gratuita: “La Mappa dei segnali emotivi”.
Contiene 3 TECNICHE pratiche e degli SCRIPT pronti all’uso per gestire i momenti in cui senti di stare per “esplodere”

👇 Commenta con la parola GENTILEZZA e te la invierò subito in DM!






🎅🏻 Molti genitori vivono con il timore che raccontare la storia di Babbo Natale sia un “tradimento” della fiducia dei pr...
20/12/2025

🎅🏻 Molti genitori vivono con il timore che raccontare la storia di Babbo Natale sia un “tradimento” della fiducia dei propri figli.
Ci chiediamo: “E se poi ci restano male quando scoprono la verità?”.

❗️La realtà è che i bambini non guardano il mondo solo con la logica del “vero o falso”, ma attraverso la lente delle emozioni.

❗️Babbo Natale non è un inganno finalizzato a manipolare, ma una finzione condivisa, un rito, un gioco simbolico che nutre la loro immaginazione
I bambini non credono in modo ingenuo e passivo: partecipano, immaginano, fanno domande, dubitano.

Quando un bambino chiede di Babbo Natale, non sta cercando una risposta giusta o sbagliata,
ma un adulto che sappia stare con la sua domanda.
Non serve convincere.
Non serve difendere la storia a tutti i costi.
✨ Serve accompagnare.

✨ Babbo Natale vive in uno spazio “di mezzo”: non è realtà, non è inganno.
È un’esperienza emotiva condivisa, vera nel sentimento, anche se non lo è nei fatti.

Il problema non è quando un bambino scopre la verità,
ma come l’adulto reagisce ai suoi dubbi.

✨ Se il bambino si sente ascoltato, rispettato e non ridicolizzato, la magia non si rompe: si trasforma.

E crescere significa anche questo.

✨ Babbo Natale non serve a ingannare i bambini, ma a raccontare qualcosa su attesa, dono e relazione.
Quando non serve più, si lascia andare

In questo post vi spiego perché non dobbiamo aver paura di questa storia, a patto che:

• Sia un’esperienza di calore e complicità.
• Non venga usata come strumento di minaccia o controllo (“Fai il bravo o niente regali!”).
• Sia vissuta come una fiaba a tempo determinato, che accompagna dolcemente una fase della crescita.
Il segreto non è la perfezione della storia, ma come facciamo sentire i nostri figli mentre la viviamo insieme.

💬 E nella vostra famiglia come funziona?

Avete scelto di mantenere viva la tradizione o preferite un approccio diverso?

Vi è mai capitato di sentirvi in colpa per questa “bugia”?

Quali sono le domande più difficili (o divertenti) che vi hanno fatto i bambini?

Raccontami la tua esperienza nei commenti! 👇




🎅

👽“Voi Psicologhe siete extraterrestri, però!”Queste sono state le parole di una mamma dopo aver affrontato con lei l’arg...
14/12/2025

👽“Voi Psicologhe siete extraterrestri, però!”

Queste sono state le parole di una mamma dopo aver affrontato con lei l’argomento “Quanto oggi essere Genitori Gentili sia letteralmente una lotta quotidiana”.
E devo ammetterlo, fanno sorridere quelle parole, ma racchiudono una grande aspettativa e soprattutto una realtà irrealistica.

La verità è che anche noi professionisti siamo esseri umani: siamo soggetti a stanchezza, frustrazione, sovraccarico e a tutte le emozioni di questo mondo. Conosco tutti i meccanismi emotivi, ma questo non mi rende una statua di sale, per fortuna!

La vera differenza tra chi “controlla” e chi “esplode” non è non urlare MAI.
La vera differenza sta nell’essere allenati a:
✔️ Riconoscere i primi segnali (il corpo che va oltre i limiti).
✔️ Trasformare ogni scivolone in un pezzo di consapevolezza in più.
✔️ Sapere come disinnescare la bomba prima che faccia danni.

La nostra vita reale è imprevedibile: non avremo mai una “mappa” perfetta o un “manuale” che ci dice esattamente cosa succederà domani.

📌Quindi, ad esempio, non potremo mai controllare il traffico stradale, MA POSSIAMO IMPARARE A CONTROLLARE IL NOSTRO MANUALE EMOTIVO INTERNO (il nostro “Manuale di Primo Soccorso Emotivo Interno”).

🎯Questo manuale contiene le istruzioni per le nostre reazioni: “Se senti che la pressione sale (segnale rosso), fai questo passo (respira profondamente), poi quest’altro (allontanati un attimo)”.

L’ALLENAMENTO.
Il mio lavoro, come Psicologa, non è fornirti un Manuale per la vita, ma aiutarti a scrivere il tuo Manuale di Reazione. E soprattutto, ALLENARTI ad usarlo in modo automatico.

🎁 Scarica la mia Mini Guida Gratuita!
Ho creato per te la “Mappa dei Segnali Emotivi (MSE)” che uso io stessa quando sento che sto per “esplodere”.
È una guida pratica con TECNICHE e SCRIPT per risultati concreti che ti aiuteranno a non farti travolgere dalla rabbia e soprattutto ad ALLENARTI.

🔗 Come ottenerla (è gratis):
Metti un Mi Piace a questo post.
Salva il carosello per rileggerlo.
Scrivimi “GUIDA” nei commenti (o in DM) e te la invierò subito!







⁉️Chi è davvero il “Bravo Genitore”?Il Bravo Genitore non è quello che “non sbaglia mai”, ma quello che fa un buon uso d...
07/12/2025

⁉️Chi è davvero il “Bravo Genitore”?

Il Bravo Genitore non è quello che “non sbaglia mai”, ma quello che fa un buon uso degli inevitabili errori.

È un adulto che:

1️⃣ SI OSSERVA.
Riconosce le proprie emozioni, i propri limiti e i propri automatismi (“quando sono stanco reagisco così”).

2️⃣ RIPARA.
Dopo un errore, ritorna dal bambino.

3️⃣ CERCA COERENZA, NON PERFEZIONE.
Stabilisce confini e li mantiene il più possibile.
Quando non ci riesce, se ne assume la responsabilità.

4️⃣ ACCETTA LA PROPRIA UMANITÀ.
Capisce che non può essere il genitore perfetto; può però essere un genitore sufficientemente buono (per citare Winnicott).

5️⃣ IMPARA DAI MOMENTI DIFFICILI
Ogni crisi (del bambino o propria) diventa un punto di partenza per capire qualcosa in più sulla relazione.

Il “genitore che non urla mai” non esiste.
✨Il vero Bravo Genitore è reale, imperfetto, presente e sa riparare.
✨I bambini non hanno bisogno di perfezione: hanno bisogno di connessione ed elasticità, non di adulti robotici.

Sappiamo bene che tutto ciò non è facile metterlo in pratica.
Questo succede non perchè non sei capace a fare il genitore, ma perchè la genitorialità non è un talento innato.
E’ una competenza. Per questo va allenata.

⁉️Ma come allenarla se nessuno ci hai mai insegnato COME FARE e COSA FARE?

📌 Proprio per questo, ho creato una Mini Guida per voi: “La Mappa dei Segnali Emotivi che uso quando sto per “Esplodere””.

E’ normale perdere la pazienza, ma possiamo allenarci a gestirla.
Questa Mappa ti darà la bussola e gli strumenti concreti per farlo.

🎯 Cosa otterrai con la Mini Guida?

•. MENO SENSI DI COLPA: Imparerai a riconoscere i tuoi segnali di stress e a fare un passo indietro prima del punto di “rottura”.

•. 3 TECNICHE PRATICHE IMMEDIATE: Avrai a disposizione 2 strategie collaudate per disinnescare l'escalation emotiva (le “Frasi Ancora,” il “Reset Emotivo,”) + la Tecnica “Il Recupero” per ripristinare il legame con tuo figlio in caso di “rottura”.

•. LO SCRIPT COMPLETO: Nessuna teoria vaga! Ti fornisco il linguaggio esatto e la sequenza passo-dopo-passo per applicare subito le tecniche.

• PIU’ CONNESSIONE E MENO CRISI: Inizierai a reagire in modo intenzionale e non automatico. Trasformerai i momenti difficili in opportunità per rafforzare il legame e l’equilibrio con tuo figlio.

Se quello che ho detto risuona con te, commenta con la parola GUIDA e ti invierò la MINI GUIDA in regalo.






28/11/2025

🚨 STOP alla Confusione: Autoritario ≠ Autorevole!

Quanti di voi confondono spesso l'essere Autoritari con l'essere Autorevoli?

Questi modelli di relazione sono gli stessi in qualsiasi situazione in cui è presente una guida (genitori, insegnanti, medici, ecc.).

L’APPROCCIO AUTORITARIO
- cerca obbedienza immediata;
- impone regole senza spiegarle;
- genera risentimento, frustrazione
e passività.
Risultato: obbedienza veloce, ma danni alla relazione a lungo termine, nessuna autonomia e dipendenza dall’adulto.

L’APPROCCIO AUTOREVOLE
- cerca collaborazione e
connessione;
- stabilisce regole chiare con
empatia;
- spiega il perché dei limiti e
- accoglie i sentimenti.
Risultato: fiducia, sicurezza, autonomia e un legame stabile.

1. ESEMPIO – GENITORE E FIGLIO
Autoritario: “Metti il pigiama subito.”
Autorevole: “Capisco che vuoi continuare a giocare, ma è ora di dormire. Mettiamolo insieme.”

2. ESEMPIO – MEDICO E PAZIENTE
Autoritario: “Se vuole stare meglio, non ci sono alternative.”
Autorevole: “Capisco le sue preoccupazioni. Le spiego perché questa cura è la migliore e cosa succede senza.”

Questi esempi mostrano come ci si sente quando si subisce un ordine senza spiegazione.
Chiediamoci sempre:
“Come avrei reagito io?”
“Come avrei reagito io, se fossi stato il paziente di quel medico?”

Proviamo quindi a metterci nei panni dei nostri figli ancora in crescita.

❌ APPROCCIO AUTORITARIO

- obbedienza per paura, ma
temporanea;
- clima di tensione e distacco;
dipendenza dall’adulto;
confini rigidi;
- rischio di figli insicuri, ribelli o
bisognosi di approvazione.

✅ APPROCCIO AUTOREVOLE

- costruisce fiducia e
collaborazione;
- regole chiare e “no” fermo, ma
rispettoso;
- favorisce autonomia e
capacità di scelta anche in
assenza dell’adulto;
- insegna a riflettere;
- migliora regolazione emotiva,
- autostima e problem solving.

LA SCELTA E’ NOSTRA!

⁉️Vogliamo un figlio che obbedisce per paura o un figlio che collabora perché si sente compreso?

⁉️Vogliamo un figlio che diventi un adulto insicuro o un figlio che diventi un adulto con una buona autostima e consapevole delle azioni che compie?

E’ vero, L’APPROCCIO AUTOREVOLE richiede tempo e calma, ma i benefici a lungo termine sono enormi per i nostri figli.

Non servono rivoluzioni e non bisogna essere perfetti: basta una piccola azione al giorno. La costanza nei piccoli passi genera grandi cambiamenti.

Se senti di aver bisogno di supporto in questo, scrivimi in DM: possiamo affrontare questo viaggio insieme.

Con Passione
Dott.ssa Letizia Cavallo





In questa storia ci sono passaggi che, un po’ alla volta, hanno trasformato il mio mondo interiore.C’è la presenza di un...
17/11/2025

In questa storia ci sono passaggi che, un po’ alla volta, hanno trasformato il mio mondo interiore.

C’è la presenza di una madre.
C’è un sogno da inseguire, anche se per un po’ resta in pausa.
Ci sono chilometri di distanza e la paura di lasciare casa.
La paura di non farcela.
La paura di staccarsi da quel nido sicuro, protetto e prevedibile.

Poi arriva una partenza.

Una ricerca di sé, del proprio cammino.
Un percorso nuovo, scelto con coraggio.
E arrivano parole che ti raggiungono proprio quando ne hai più bisogno.
Parole che non si dimenticano.
Parole che guidano e diventano una “bussola”.

Le mie sono state:
“CREDI IN TE! IO CI SONO!”

Mi hanno accompagnata negli anni di studio, nei momenti difficili, nei primi passi nel mondo dell’educazione.
Sono le stesse che oggi ripeto a mio figlio.
E che dono alle mamme e ai papà che si affidano a me.

Per questo, nel mio lavoro sono diventata un ponte.
Un ponte tra due mondi:
quello dei bambini, fatto di emozioni, bisogno di ascolto e comprensione,
e quello degli adulti, fatto di aspettative, dubbi e fatica.

Accompagno concretamente i genitori ad attraversare quel ponte, per incontrare i loro figli a metà strada.
Lì dove nasce la vera connessione.
Lì dove il legame si costruisce davvero.

E se oggi ho scelto di sostenere i genitori nella crescita dei loro figli, è perché so quanto tutto può cambiare quando qualcuno ti sussurra:
“CREDI IN TE! IO CI SONO!.”

Oggi sono io a dirlo a te.

Se anche tu stai attraversando il tuo ponte,
sappi che puoi farlo.
Io ci sono.





CAPRICCIO” o BISOGNO?⁉️Ti è mai capitato di chiederti se tuo figlio stia davvero avendo un bisogno o facendo un“capricci...
08/11/2025

CAPRICCIO” o BISOGNO?

⁉️Ti è mai capitato di chiederti se tuo figlio stia davvero avendo un bisogno o facendo un
“capriccio”?

E’ la domanda che ogni genitore si fa davanti a un pianto, un “no” o una crisi improvvisa.

✨Riconoscere la differenza tra bisogno e “capriccio” non significa assecondare tutto, ma accogliere prima di correggere.
E’ il primo passo per rispondere con calma e consapevolezza.
Quando impariamo a guardare oltre il gesto, il pianto, il “no”, il rifiuto, scopriamo che spesso il bambino non ci sta “sfidando”, ma ci sta chiedendo di capirlo.

4 Esempi Concreti di Differenza tra BISOGNO E “CAPRICCIO”.

1️⃣ SITUAZIONE

Il bimbo di 3 anni urla al supermercato perché vuole un giocattolo.

COSA STA SUCCEDENDO
Sta provando frustrazione per un “no”.

BISOGNO O CAPRICCIO ?
“Capriccio”.

COSA FARE NELLA PRATICA
Riconosci il suo desiderio e l’emozione (“Capisco che ti piace tanto e sei arrabbiato”), ma resta ferma nel limite (“Oggi non lo possiamo comprare”).
Se il bambino insiste, proporre una soluzione (lista dei regali per Babbo Natale).

2️⃣. SITUAZIONE

Il bambino piange la notte e cerca la mamma.

COSA STA SUCCEDENDO
Ha paura o bisogno di rassicurazione.

BISOGNO O CAPRICCIO ?
Bisogno.

COSA FARE NELLA PRATICA
Vai da lui, rassicuralo, accompagna con calma il ritorno al sonno.

3️⃣. SITUAZIONE

Vuole solo pasta in bianco e rifiuta tutto il resto.

COSA STA SUCCEDENDO
Sta testando limiti o vuole controllo.

BISOGNO O CAPRICCIO ?
“Capriccio” (parziale).

COSA FARE NELLA PRATICA
Offri scelta limitata (“Vuoi pasta o riso?”), ma non cucinare piatti infiniti.

4️⃣. SITUAZIONE
Ti chiede di restare un po’ di più a giocare insieme.

COSA STA SUCCEDENDO
Vuole attenzione e connessione emotiva.

BISOGNO O CAPRICCIO ?
Bisogno.

COSA FARE NELLA PRATICA
Dedica qualche minuto in più o spiegagli quando potrai tornare a giocare.

📌. Ricorda, questi esempi pratici vanno sempre personalizzati alle caratteristiche specifiche tue e di tuo figlio.

Salva questo post come promemoria e condividilo con chi potrebbe averne bisogno.








⁉️“Perché piange solo con me appena mi vede?”Quante volte te lo sei chiesto all’uscita dal Nido o a casa dei nonni?✨La v...
29/10/2025

⁉️“Perché piange solo con me appena mi vede?”

Quante volte te lo sei chiesto all’uscita dal Nido o a casa dei nonni?

✨La verità è questa: il pianto non è un capriccio!
E’ il più grande segno di fiducia che tuo figlio ti possa dare.

E’ un comportamento molto comune nei bambini piccoli, soprattutto in età da nido (0-3 anni). Può sembrare un po’ spiazzante per un genitore: il bambino era tranquillo, poi arriva la mamma o il papà e improvvisamente inizia a piangere, si rifiuta di collaborare o entra in una spirale di richieste e crisi.

ECCO LA 4° E 5° STRATEGIA

4️⃣ RIMANERE FERMI, MA EMPATICI

Nel caso di richieste “impossibili” o crisi, è possibile dire:

“Capisco che vorresti quella cosa, ma ora non possiamo prenderla”;

“So che sei arrabbiato, va bene. E’ normale! Io resto qui con te”.

Accogliere lo sfogo con presenza e calma, proprio come vorremmo che il nostro partner accogliesse il nostro sfogo rientrando dal lavoro.
Senza dirci: “Ma dai, non è successo niente di grave! Non fare così!”.

5️⃣ DARE TEMPO PER LA TRANSIZIONE

Non avere fretta. Se possibile, dedica qualche minuto tranquillo al momento del ricongiungimento:

-un abbraccio prima di vestirsi;
-un momento seduti vicini prima di uscire;
-lasciare che il bambino si riambienti.

Ricorda però, di prenderti CURA anche del TUO CONTENITORE.

Questo, è fondamentale: non puoi essere una base sicura e accogliente per il tuo bambino se il tuo serbatoio emotivo è vuoto.

Scegliere di non urlare, di restare calmi e presenti quando scoppia la tempesta emotiva, richiede tanta energia.

Non sentirti in colpa per la tua stanchezza o frustrazione: sono segnali che ti ricordano di ricaricare le tue risorse. Il tuo benessere non è un lusso, è la prima forma di educazione emotiva che puoi offrire a tuo figlio.

Se hai voglia di ritrovare la serenità e imparare come gestire i momenti di rabbia e i pianti improvvisi in modo pratico, trasformandoli in occasioni di vera connessione, scrivimi in privato per fare chiarezza sulla tua situazione. Potremo valutare insieme il percorso più adeguato a te.

Salva questo post come promemoria!






🎧 Ieri, tornando a casa, ho sentito una madre dire al figlio:“Ma che ridi! Sei cretino! Quando viene tuo fratello ti mas...
20/10/2025

🎧 Ieri, tornando a casa, ho sentito una madre dire al figlio:

“Ma che ridi! Sei cretino! Quando viene tuo fratello ti massacro, proprio ti massacro!”

Il bambino ha smesso di ridere.
Non ha detto nulla.
Non ha pianto.
Non ha protestato.
Solo uno sguardo abbassato, teso.
Uno di quegli sguardi che ti rimangono addosso.

Come psicologa che lavora nel sostegno alla genitorialità, queste scene mi parlano a più livelli.

Non giudico quella mamma.
So quanto può essere dura.
So quanto si può essere soli, stanchi, esausti, pieni di rabbia, che non trova una via d’uscita.
E so quanto questo si trasformi, a volte, in urla e parole che non vorremmo pronunciare.

Ma so anche che i bambini assorbono tutto.
Che certe parole si incollano addosso.
Che lasciano segni invisibili, ma profondi.
Quel silenzio del bambino è l’eco del suo “smarrimento”.

Questo post non è un’accusa.
È un invito a noi mamme e ai papà a fermarsi, a chiedere aiuto, a non restare soli con la fatica.
Perché si può imparare a dire le cose in un altro modo.
Perché crescere un figlio può essere anche un’occasione per crescere noi stessi.
Ci sono modi per farsi ascoltare senza ferire.
E supporti per farlo, insieme. ❤️

Quel bambino, sentendo quelle parole, è andato in modalità “BLOCCO” o “SOPRAVVIVENZA” (e’ rimasto in silenzio e non ha protestato).
Il suo cervello emotivo (limbico) ha preso il sopravvento.
Non è stata colpa sua, è stata una reazione biologica al dolore.
Ricorda: UN CERVELLO SPAVENTATO NON IMPARA.

Se anche voi, mamma e papà, a volte, sentite la rabbia salire e state per pronunciare frasi del genere, fermatevi un secondo.
Ricordate il “Silenzio che ferisce”.
Fate tre respiri profondi e, se non riuscite a parlare con calma, è meglio tacere che ferire.
Poi, quando la tempesta è passata, cercate il contatto.

Se invece, vengono pronunciate parole che feriscono, ricordiamoci che possiamo RIPARARE, chiedendo SCUSA ai nostri figli.
Perché anche loro, se pur piccoli, sono persone.
Persone che meritano il nostro rispetto.







Crescere un figlio che sa dire “NO” con rispetto, vuol dire crescerlo libero, sicuro, in connessione con te e consapevol...
14/10/2025

Crescere un figlio che sa dire “NO” con rispetto, vuol dire crescerlo libero, sicuro, in connessione con te e consapevole delle sue azioni.

Non temiamo il dissenso: insegnamelo con l’esempio!
Anche noi possiamo “Ribellarci con Educazione”, non come un atto di scontro, ma come l’affermazione di confini e bisogni essenziali di noi stessi.
Mantenendo allo stesso tempo il rispetto e la guida.

TI è mai capitato che tuo figlio ti dicesse “no”…..ma con rispetto?
Come hai reagito?

Scrivimelo nei commenti.

Salva il post se ti è utile, così potrai rileggerlo quando ne avrai bisogno.

Condividilo con altri genitori a cui potrebbe servire.








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