Psicoterapeuta Dott.ssa Trecca

Psicoterapeuta Dott.ssa Trecca Psicologa, Psicodiagnosta, Psicoterapeuta. Specializzata nel lavoro con adolescenti, giovani adulti e adulti.

🧠 Psicoterapeuta ad orientamento Psicoanalitico
👥 Specialista in Adolescenti, Giovani Adulti, Adulti e Genitorialità
🏠 Esperta in Ritiro Sociale e Hikikomori
📍 Roma | Todi | Online

Diventare genitori di figli adulti.Spesso si parla della fatica dei figli nel crescere, ma meno frequentemente si riflet...
20/04/2026

Diventare genitori di figli adulti.

Spesso si parla della fatica dei figli nel crescere, ma meno frequentemente si riflette sulla fatica dei genitori nel tollerare questo allontanamento. Lo svincolo sano di un figlio non è solo un compito evolutivo del giovane, ma una profonda sfida identitaria per chi lo ha cresciuto.

Per un genitore, vedere il figlio allontanarsi verso la propria vita significa dover rivedere la propria immagine di sé. Quando la funzione di accudimento quotidiano viene meno, emerge la necessità di abitare nuovi spazi personali e di risignificare il proprio ruolo. Se questo passaggio non viene elaborato, il genitore può involontariamente ostacolare la crescita del figlio, percependo la sua autonomia come una perdita o una minaccia alla propria stabilità interna.

Diventare genitori di adolescenti, e poi di adulti, richiede un lavoro psichico continuo. Significa accettare che la propria missione non è più la protezione totale, ma il riconoscimento dell'altro nella sua alterità. Un genitore che riesce a lavorare sulla propria identità oltre il ruolo genitoriale offre al figlio il dono più grande: la libertà di andarsene senza il peso di doverlo "salvare" dalla solitudine.

Studio di Psicoterapia Trecca
Roma | Todi

Le aspettative mute: l’eredità dei "non detti"Crescere non significa solo confrontarsi con ciò che i genitori dicono, ma...
16/04/2026

Le aspettative mute: l’eredità dei "non detti"

Crescere non significa solo confrontarsi con ciò che i genitori dicono, ma spesso, in modo molto più denso, con ciò che non dicono. I figli possiedono una sensibilità radar, un istinto che li porta a sintonizzarsi sui bisogni emotivi e sulle aspettative inespresse delle figure di accudimento, fin dalla tenera età.

Questa forma di conoscenza silenziosa porta spesso il figlio — anche adulto — a conformarsi a ideali e mandati che non sono mai stati esplicitati, ma che vengono percepiti come necessari per mantenere il legame o per non deludere l'altro. Il peso di queste aspettative "mute" può diventare un ostacolo invisibile nei processi di svincolo: ci si sente bloccati in un'impasse dove muovere un passo verso la propria autonomia sembra tradire un desiderio genitoriale mai dichiarato, ma profondamente avvertito.

In terapia, decodificare questi "non detti" è un passaggio fondamentale. Riconoscere l'origine di certi ideali permette di distinguere tra ciò che è proprio e ciò che è stato preso in carico per amore dell'altro, liberando finalmente la possibilità di una scelta autentica.

Studio di Psicoterapia Trecca
Roma | Todi

14/04/2026

Ecco la nostra campagna di raccolta fondiDona per sostenere un progetto importante. Aiutaci a finanziare il primo anno d...
14/04/2026

Ecco la nostra campagna di raccolta fondi

Dona per sostenere un progetto importante.

Aiutaci a finanziare il primo anno di attività del Numero Verde Nazionale di contrasto al ritiro sociale e all'hikikomori.

Aiutaci a far nascere "Fuori dalla stanza"
Dona ora!

Abitare la propria distanza: lo svincolo come atto psichicoConfondere lo svincolo dalla famiglia d'origine con l'autonom...
09/03/2026

Abitare la propria distanza: lo svincolo come atto psichico

Confondere lo svincolo dalla famiglia d'origine con l'autonomia economica o logistica è una posizione molto riduttiva se comparata al complesso processo di crescita che c'è alla base di questo passaggio di vita.

Cambiare casa non coincide necessariamente con il diventare adulti, se ci pensiamo.

Lo svincolo autentico è un processo psichico, spesso faticoso, che riguarda la capacità di differenziarsi dalle aspettative e dai vissuti dei genitori per iniziare a abitare la propria individualità adulta.

In un'epoca di profonda incertezza, questo passaggio può essere completo e arenarsi su blocchi scambiati per impossibilità materiali all'uscita di casa.

Molti giovani adulti vivono una sorta di "stallo evolutivo": il timore di deludere, il senso di colpa per la propria autonomia o la paura di affrontare il mondo esterno senza la protezione familiare possono agire come forze invisibili che frenano la crescita.

Abitare la propria distanza però non significa "rompere" i legami, ma trasformarli. Significa passare da una dipendenza infantile a una relazione tra adulti, dove il riconoscimento reciproco prende il posto del bisogno di protezione totale.

Il percorso terapeutico offre lo spazio per elaborare queste resistenze allo svincolo. Lavorare sui legami profondi permette di sciogliere quei nodi che impediscono di proiettarsi nel futuro, trasformando la separazione da minaccia a opportunità per costruire una vita che risponda finalmente al proprio desiderio.

Studio di Psicoterapia Trecca Roma | Todi

Esiste una distinzione fondamentale tra la solitudine subita (l'isolamento) e la "capacità di essere solo". Quest'ultima...
25/02/2026

Esiste una distinzione fondamentale tra la solitudine subita (l'isolamento) e la "capacità di essere solo". Quest'ultima è considerata, in psicoanalisi, uno dei traguardi più alti della maturità emotiva.

Saper stare con se stessi, senza l'urgenza di colmare il silenzio con la presenza dell'altro o con l'approvazione esterna, è la base necessaria per ogni relazione autentica.

Se non tolleriamo la nostra solitudine, corriamo il rischio di cercare gli altri non per incontrarli davvero, ma per fuggire da noi stessi.

Abitare serenamente il proprio mondo interno è ciò che ci permette, paradossalmente, di aprirci al mondo esterno in modo libero e non dipendente.

È il primo passo fondamentale per ogni processo di svincolo e di crescita.

C’è una parte del  lavoro che non sempre risulta evidente ma che ne costituisce le fondamenta: la responsabilità.Negli u...
22/02/2026

C’è una parte del lavoro che non sempre risulta evidente ma che ne costituisce le fondamenta: la responsabilità.

Negli ultimi mesi ho dedicato tempo ed energie a un tema che mi sta molto a cuore: la Child Safeguarding. Grazie alla formazione con Save the Children Italia , ho approfondito come costruire contesti che proteggano realmente i minori. Questa formazione è andata a supporto di un lungo ed arricchente lavoro di riflessione e formazione avuto lo scorso anno con i professionisti di Defence for Children International Italia

Oggi porto questa competenza nel mio quotidiano e nel mio ruolo di co-referente per la policy di tutela dei minori per Fiori d'Acciaio. È stato un percorso stimolante, fatto di confronto e approfondimento per passare dalle parole ai fatti.

Essere una professionista significa anche questo: studiare, aggiornarsi e garantire che ogni progetto in cui ci facciamo coinvolgere possa essere davvero uno spazio sicuro per chi ne fa esperinza. ✨

Spesso la resilienza viene erroneamente confusa con la capacità di "resistere" agli urti della vita, quasi come se la sa...
19/02/2026

Spesso la resilienza viene erroneamente confusa con la capacità di "resistere" agli urti della vita, quasi come se la salute mentale dipendesse da una sorta di invulnerabilità.
Niente di più sbagliato e dannoso.

Nulla va negato, nessun vissuto, nessuna caduta, nessun blocco.
E' solo attraverso un ascolto profondo di noi stessi che possiamo davvero trasformare nel tempo le esperienze, anche le negative in qualcosa di pensabile e utilizzabile nel bagaglio delle nostre esperienze.
In un’ottica psicodinamica, essere resilienti non significa tornare esattamente come si era prima di un dolore o di una crisi.

Al contrario, la resilienza è il risultato di un lento lavoro di integrazione. È la capacità della mente di accogliere la ferita e trasformarla in parte della propria storia, senza permettere che essa occupi l’intero spazio dell’identità. Non si tratta di dimenticare o di "andare avanti" a tutti i costi, ma di dare un nuovo senso a ciò che si è vissuto. Una cicatrice non è solo il segno di una rottura, ma è la prova che un processo di riparazione ha avuto luogo. In psicoterapia, lavoriamo affinché quel processo non sia una semplice chiusura difensiva, ma una nuova apertura verso se stessi.

Non è il destino, è una memoria che cerca di essere ascoltata.Capita spesso di ritrovarsi a vivere situazioni o relazion...
11/02/2026

Non è il destino, è una memoria che cerca di essere ascoltata.

Capita spesso di ritrovarsi a vivere situazioni o relazioni che sembrano la replica di un passato già conosciuto. In psicoanalisi, questo fenomeno è noto come "coazione a ripetere": la tendenza inconscia a rimettere in scena vecchie ferite o dinamiche relazionali sofferenti, quasi come se fossimo prigionieri di un copione già scritto.

Ma perché la mente dovrebbe scegliere di rivivere il dolore?

Lungi dall'essere un atto di autolesionismo, la ripetizione è un tentativo disperato del nostro mondo interno di padroneggiare ciò che un tempo ci ha sopraffatto. Ripetiamo nella speranza inconscia che, questa volta, l'esito possa essere diverso, o semplicemente perché quella dinamica — per quanto dolorosa — è l'unica "mappa" che conosciamo per stare nel mondo e nelle relazioni.

Finché un'esperienza traumatica o un conflitto sospeso rimangono non pensati e non elaborati, essi continueranno a premere per manifestarsi nella realtà attuale.

Il lavoro terapeutico agisce proprio su questo automatismo. Attraverso l'ascolto analitico e, dove utile, l'integrazione con l'EMDR, si punta a trasformare la ripetizione in ricordo. Solo quando ciò che è accaduto smette di essere "agito" nel presente e diventa finalmente "storia", la persona può sentirsi libera di scrivere capitoli nuovi, svincolati dalle vecchie memorie.

Studio di Psicoterapia Trecca Roma | Todi

I percorsi clinici sono orientati alla comprensione delle dinamiche profonde che sottostanno al malessere. Approfondimenti disponibili sul sito web.

Il corpo conserva ciò che la mente non può ancora dire.Spesso, accade che la mente dimentichi, ma il corpo continui a ri...
03/02/2026

Il corpo conserva ciò che la mente non può ancora dire.

Spesso, accade che la mente dimentichi, ma il corpo continui a ricordare. Tensioni muscolari croniche, disturbi del sonno o stati di allerta improvvisa senza una causa apparente sono spesso le tracce di esperienze traumatiche che non hanno ancora trovato la via della parola.

Quando un vissuto doloroso eccede la nostra capacità di elaborazione, rimane "congelato" nel sistema nervoso in una forma grezza, fatta di sensazioni fisiche e immagini frammentate. In questi casi, il corpo si fa teatro di una memoria che non è diventata ricordo, ma che continua a premere nel presente sotto forma di sintomo.

L’integrazione della tecnica EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) all’interno di una cornice psicoterapeutica orientata psicodinamicamente permette di lavorare proprio su questi blocchi. Attraverso la stimolazione bilaterale, si favorisce la riattivazione della capacità innata della mente di elaborare le informazioni, permettendo a quelle memorie "congelate" di fluire nuovamente e di essere integrate nella storia personale del soggetto.

L’obiettivo non è la cancellazione del passato, ma la sua trasformazione: fare in modo che l’evento doloroso appartenga al passato e smetta di invadere il presente attraverso il corpo.

Studio di Psicoterapia Trecca Roma | Todi

L'attività clinica si avvale di metodologie integrate per l'elaborazione del trauma. Maggiori informazioni sul sito web.

In adolescenza, il corpo cessa di essere un dato acquisito per diventare il terreno di una profonda negoziazione identit...
19/01/2026

In adolescenza, il corpo cessa di essere un dato acquisito per diventare il terreno di una profonda negoziazione identitaria. Non è solo un organismo che cambia, ma uno spazio psichico che deve essere abitato e riconosciuto.

Spesso, quando le parole mancano o il mondo interno diventa troppo caotico, è proprio il corpo a farsi carico del disagio. I blocchi evolutivi, le difficoltà relazionali e le forme di ritiro possono essere letti come tentativi di gestire una trasformazione che appare troppo rapida o estranea.

Nella pratica clinica a orientamento psicodinamico, il corpo non viene considerato solo nella sua dimensione biologica o estetica. Viene ascoltato come un linguaggio: un "teatro" dove vanno in scena conflitti, paure legate allo svincolo e la difficoltà di proiettarsi nel futuro.

Comprendere il significato di questi segnali è il primo passo per permettere all'adolescente di riappropriarsi della propria immagine e della propria storia.

Indirizzo

Via Benedetto Varchi 5
Rome
00179

Sito Web

https://www.produzionidalbasso.com/project/il-ragazzo-invisibile-un-numero-v

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Psicoterapeuta Dott.ssa Trecca pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Psicoterapeuta Dott.ssa Trecca:

Condividi

Digitare

Our Story

Psicologa per l’infanzia, l’adolescenza e la famiglia

Psicodiagnosta in ambito clinico e peritale

Psicoanalista in Training