12/05/2026
Da pochi giorni si è conclusa la XIX edizione del Festival Internazionale della cinematografia sociale .
Da sei anni ho il privilegio di vivere il Tulipani di Seta Nera non solo come giurata, ma anche come psicologa.
E ogni anno questo festival mi ricorda quanto le storie possano creare connessioni profonde tra le persone.
Il suo valore sociale è immenso perché accende luce su fragilita, disabilita, differenze, identità, emozioni e resilienza, trasformando il cinema in uno spazio di inclusione, ascolto e umanità autentica.
Non racconta “categorie”, ma persone. Vite.
Esperienze in cui tutti, in modi diversi, possiamo riconoscerci.
Dal punto di vista psicologico, un film ha il potere di abbassare le distanze: ci permette di immedesimarci, di sentire, di comprendere realtà lontane dalla nostra senza giudizio.
Ed è proprio qui la forza del Tulipani di Seta Nera: creare empatia attraverso l’emozione.
In un tempo in cui tutto corre veloce, questo festival ci invita a fermarci davvero.
Ad ascoltare.
A guardare oltre le etichette.
A ricordarci che ogni persona porta con sé una storia che merita rispetto, dignità e voce.
Quando una sala si emoziona insieme, quando un corto rompe il silenzio su temi difficili, quando qualcuno si sente finalmente rappresentato, il cinema diventa qualcosa di più dell’arte: diventa uno spazio umano condiviso.
Ed è questo, ogni anno, il dono più grande che porto con me. Nuovi incontri, nuove amicizie e nuovi sogni sono doni fondamentali che custodisco nel mio cuore.
Al prossimo incontro
artesostenibilità inclusivita’