Rosaria Pannella, Psicologa Psicoterapeuta

Rosaria Pannella, Psicologa Psicoterapeuta Psicologa Psicoterapeuta SIstemico Relazionale

A 23 anni lavorava come cameriere in un ristorante di hamburger a Chicago, collezionando un rifiuto dopo l'altro ai prov...
15/01/2026

A 23 anni lavorava come cameriere in un ristorante di hamburger a Chicago, collezionando un rifiuto dopo l'altro ai provini. Oggi è una star globale con due carriere parallele ai vertici delle classifiche, capace di superare persino i giganti del pop senza alcuna promozione tradizionale.
Joe Keery non era destinato a essere il protagonista.
Quando ottenne il ruolo di Steve Harrington in Stranger Things, il suo personaggio era scritto per essere il classico bullo odioso destinato a morire presto.
Tutti nell'industria avevano già deciso chi dovesse essere.
"È solo il ragazzo carino degli anni '80."
"Il suo personaggio non ha futuro nella serie."
"Gli attori che fanno TV raramente vengono presi sul serio in altri campi."
Lui non ascoltò.
Ecco cosa sapeva Keery che gli altri ignoravano:
Il tuo punto di partenza non è il tuo limite, è solo la tua opportunità di sorprendere tutti. Se metti l'anima in quello che fai, il pubblico riscriverà la storia per te.
Ha trasformato Steve Harrington nel personaggio più amato della serie, passando da antagonista a eroe protettivo. Ma mentre la sua fama esplodeva come attore, Joe coltivava un'altra ossessione: la musica.
Invece di usare il suo nome famoso per lanciare una carriera pop commerciale, scelse la via più difficile. Si nascose dietro uno pseudonimo: Djo. Indossava parrucche, baffi finti e occhiali sul palco per assicurarsi che la gente ascoltasse la musica, non guardasse l'attore.
Molti critici musicali erano scettici.
"È solo l'ennesimo attore che gioca a fare la rockstar."
"Senza la faccia di Stranger Things non lo ascolterebbe nessuno."
"La musica psichedelica non scalerà mai le classifiche."
Si sbagliavano di grosso.
Nel 2024 è successo l'incredibile. Una sua canzone pubblicata due anni prima, End of Beginning, è diventata virale. Senza una major alle spalle, senza pubblicità aggressiva, solo grazie alla forza pura del brano.
La canzone ha scalato le classifiche globali di Spotify, superando in streaming giganti come Taylor Swift. Un pezzo introspettivo e malinconico su Chicago ha battuto le macchine da guerra del pop mondiale.
Joe Keery ha dimostrato che non devi scegliere una sola strada. Puoi essere un attore di serie A e un musicista credibile allo stesso tempo, a patto di mettere l'arte davanti all'ego.
Tutto perché un cameriere di Chicago non si è accontentato di seguire il copione che altri avevano scritto per lui.
Ha trasformato un ruolo marginale in un'icona culturale.
Ha trasformato una passione nascosta nel brano più ascoltato al mondo.
Ha dimostrato che l'autenticità vince sempre sugli algoritmi.
Quale parte del tuo talento stai nascondendo perché pensi che "non sia il tuo settore"?
Quale etichetta ti hanno appiccicato addosso che ti impedisce di esplorare nuove versioni di te stesso?
Keery ha ignorato chi voleva che rimanesse "solo un attore". Ha lavorato in silenzio, ha protetto la sua visione artistica e ha lasciato che fossero i risultati a parlare.
Smettila di preoccuparti di come verrai etichettato.
Recita la tua parte. Scrivi la tua musica. Sorprendi il mondo.
Pensa in grande.

29/06/2025
10/02/2022

Dall’inizio della crisi proliferano prodotti e prestazioni low-cost in tutti i settori produttivi e ormai la filosofia a prezzi stracciati dilaga...

30/11/2021

Dal profilo di una donna saggia
Wanda D'Amico

🛑 COME PUGNALARE LE ALI DEI FIGLI
(Lettera aperta ai genitori)

La nostra è una società algofobica che ha espulso dal proprio orizzonte la dimensione del dolore, della fatica e della caduta.

Anche l'educazione è algofobica.

Portiamo gli zaini dei figli, facciamo per loro i compiti e in alcuni casi bullizziamo gli insegnanti rei di essere troppo autorevoli.

È il complesso di Superman.

Scendiamo in campo e col nostro mantello rosso cerchiamo di proteggerli dalla spigolo duro della vita.

A monte c'è un grande fraintendimento.

Il gesto empatico del genitore è sedersi accanto al figlio: ascoltarlo, parlare con lui e fargli sentire che è nel suo sguardo.

Quando ci sostituiamo invece lo derubiamo della sacralità del sacrificio e della possibilità di mettere alla prova la tempra delle proprie ali.

Lo spirito si forgia solo nell'incontro con lo spigolo duro del reale.

Lo spirito si forgia nel dolore della fatica.

L'educazione algofobica, che espropria la dimensione della fatica, de-realizza la vita dei figli.

Pugnala le loro ali.

Pensa di proteggere, ma ferisce gravemente.

Ai figli date amore, ascolto, tempo, ma non togliete loro il sudore della fatica, la polvere della caduta e la responsabilità dell'errore.

Lo spirito si forgia nella sacralità del sacrificio

Coltivare l'autostima nelle bambine e la tolleranza alla frustrazione nei bambini, potrebbe essere un buon modo per prev...
25/11/2021

Coltivare l'autostima nelle bambine e la tolleranza alla frustrazione nei bambini, potrebbe essere un buon modo per prevenire la violenza

Fermati cinque minuti e vieni a farti un giro nel salotto sgangherato de Le mamme imperfette 😅    Non sono una brava mam...
20/10/2021

Fermati cinque minuti e vieni a farti un giro nel salotto sgangherato de Le mamme imperfette
😅



Non sono una brava mamma ma almeno sono simpatica

  Stasera parliamo di un argomento sempre attuale😰I CAPRICCI😨Lo sappiamo, gestire un   non è mai facile! Spesso non sapp...
30/03/2021



Stasera parliamo di un argomento sempre attuale
😰I CAPRICCI😨

Lo sappiamo, gestire un non è mai facile! Spesso non sappiamo come comportarci, soprattutto se siamo in un luogo pubblico, dove gli sguardi delle altre persone ci fanno sentire a disagio e la sola cosa che vorremmo è che nostro figlio SMETTESSE DI PIANGERE E URLARE, o ROTOLARSI IN TERRA scalciando come se lo stessimo torturando e se fossimo le persone peggiori sulla faccia della terra.
Magari la nostra unica “colpa” è quella di avergli solo detto che non possiamo comprargli l’ennesimo giocattolo al supermercato, o che non può mangiare un’altra caramella.

È difficile accogliere le emozioni “negative” dei bambini, come la rabbia, la frustrazione, la delusione.. ma per un bambino è altrettanto difficile riuscire ad esprimere le sue emozioni in modo efficace e pertanto lo fa nel modo in cui gli riesce meglio.

😈Un bambino deve sentirsi libero di fare i “capricci” perché è un suo diritto comunicare emozioni e bisogni, così come è una nostra responsabilità accoglierlo, comprenderlo e sostenerlo!

d'altro canto, noi abbiamo il sacrosanto diritto di sentirci impanicate, spaesate, confuse, arrabbiate, frustrate...ecc

—> 💡CONSIGLI PER GESTIRE UN CAPRICCIO IN MODO EFFICACE

😈 Assicurati che non ci siano bisogni fisiologici da soddisfare
😈 Non prenderla sul personale
😈 Lascia al bambino il diritto di manifestare le sue emozioni (frustrazione, delusione, sofferenza..)
😈 Se possibile, cerca un contatto fisico, ma senza costringerlo!
😈 Mantieni un tono di voce calmo e tranquillo. Le tue urla non lo faranno calmare!
😈 Se siete in un luogo affollato, spostatevi in un posto più appartato, lontano da occhi indiscreti, e lascialo sfogare.
😈 Se non puoi esaudire la sua richiesta mantieni la calma e non ricorrere a qualsiasi soluzione pur di calmarlo. Quando l’escalation emotiva arriverà al suo picco, si calmerà fisiologicamente
😈 Rassicuralo e accogli le sue emozioni
😈 Sii onesto con te stesso: se sei consapevole che con un intenso capriccio il NO si trasformerà in un SI, evita quella mezz’ora di delirio e.. che SI sia!

Fonte: Invece di dire.. prova a dire, di Alli Beltrame 📓

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