Società Italiana di Pediatria

Società Italiana di Pediatria Le principali attività della SIP sono: la formazione continua dei pediatri; l’informazione scientifica in campo pediatrico; la consulenza alle Istituzioni.

La Società Italiana di Pediatria (SIP) è nata nel lontano 1898 proponendo un’innovazione che avrebbe segnato un grande cambiamento nei decenni successivi: separare la cura e l’assistenza del bambino malato dalla Medicina generale dell’adulto. Con i suoi 9000 Soci la SIP rappresenta la casa comune di tutti i pediatri italiani perché vi partecipano pediatri universitari, ospedalieri, di famiglia e

di comunità. Il principale obiettivo della SIP, esplicitato nello Statuto, è quello di “promuovere e tutelare la salute fisica e psichica del neonato, del bambino e dell’adolescente, di ogni cultura ed etnia difendendone i diritti nella società sin dal concepimento”. Alla SIP fanno capo 19 Sezioni Regionali, 16 Società scientifiche affiliate con specifiche competenze, 9 Gruppi di studio permanenti con diversi interessi e competenze, 14 Commissioni di Studio.

🗓️ Dal 26 al 29 maggio, si terrà a Padova il Congresso SIP!Un appuntamento centrale per la comunità pediatrica, con gior...
13/04/2026

🗓️ Dal 26 al 29 maggio, si terrà a Padova il Congresso SIP!

Un appuntamento centrale per la comunità pediatrica, con giornate dedicate all’aggiornamento scientifico, al confronto tra professionisti e alle sfide future della salute di bambini e adolescenti.

Un’occasione concreta per condividere esperienze e approfondire i temi più rilevanti della pediatria.

💥 Fino al 15 aprile sono attive le tariffe agevolate: iscriversi ora significa assicurarsi la partecipazione a un evento di alto profilo, con contenuti aggiornati e uno sguardo costante all’innovazione.

Tutte le informazioni su programma, sede e iscrizioni sono disponibili su www.sip26.it

07/04/2026

LETTERA A GIORGIA MELONI

Spettabile Presidente del Consiglio dei Ministri Italiani, Giorgia Meloni.

Scrivo a lei come nostro leader politico. Ma anche come madre di una figlia. Le chiedo di riflettere su quanto il suo ruolo politico oggi più che mai deve coincidere anche con il suo ruolo di madre di una (quasi) preadolescente. So che sua figlia ha quasi 10 anni. E’ sulla rampa di lancio per l’ingresso in pubertà. La preadolescenza dei nostri figli oggi è stata catapultata nel mondo virtuale dove – e le cronache di questi giorni ce lo hanno raccontato in più modi – i nostri figli si fanno male, molto male. E fanno anche molto male agli altri. E stanno male.

In queste settimane ho parlato con tantissimi genitori in eventi pubblici. Mi accorgo che mamme e papà oggi si interrogano sulle vite digitali dei loro figli. Eppure continuano a sperimentare un vissuto di profonda impotenza. Queste sono le domande che spesso fanno a noi esperti: Come possiamo imporre ai nostri figli di stare fuori dai social media, se tutti i loro compagni ci sono dentro? Come si può crescerli senza che possiedano uno smartphone, se tutti ce l’hanno? Come si può non farli giocare con i videogiochi, se tra di loro non parlano d’altro e non desiderano che fare questo?
Tutte queste domande sono costantemente lì: come genitore vorrei per mio figlio un’altra cosa, ma poi non posso che cedere alle sue richieste perché altrimenti lo farei soffrire, lo terrei fuori dal mondo, gli impedirei di vivere il suo tempo.

Il dato di fatto è che i figli che hanno precocemente in mano uno smartphone, che si iscrivono ad un social media e che possiedono una consolle connessa con le communities multiplayer stanno molto peggio di quelli che non hanno e non vivono tutto questo.
Il dato di fatto è che la Società Italiana di Pediatria a novembre 2025 ha invitato tutti i genitori a ritardare il possesso dello smartphone e l’accesso ai social media nella vita dei loro figli.

Il dato di fatto è che quel senso di impotenza di noi genitori continuerà a rimanere lì con noi se non torneremo a fare gli adulti nella vita di chi cresce, cosa che però ci risulta impossibile fare visto che le multinazionali del digitale hanno imposto al mondo, alla scuola e alla famiglia la loro agenda: ovvero trasformare i nostri figli nel loro prodotto principale, così da generare profitti enormi proprio sfruttando la loro vulnerabilità psicologica così sensibile all’ingaggio dopaminergico di cui le loro piattaforme sono state scientemente e consapevolmente riempite. La condanna subita la scorsa settimana da Meta e Google a Losa Angeles dimostra la loro totale colpevolezza nel trattare i nostri figli allo stesso modo con cui il Gatto e la Volpe avevano trattato Pinocchio: sfruttarne l’ingenuità per portarsi a casa i loro Zecchini d’oro.

Oggi una politica che si dichiara vicina e attenta ai bisogni dei suoi cittadini non può rimanere indifferente al richiamo che la Comunità Europea ha fatto ad ogni suo singolo stato, con l’invito a legiferare a tutela dei minori. Molte nazioni lo stanno già facendo. L’Italia no. Nonostante le infinite richieste provenienti da più parti. Anche io, insieme a Daniele Novara, sono stato primo firmatario di una petizione in cui chiediamo al governo di intervenire velocemente e con fermezza per salvare il cervello dei nostri figli, la loro salute e tutelare la loro vita. Più di centomila persone l’hanno firmata, ma ad oggi siamo stati inascoltati.

Il 13 aprile alla Camera dei Deputati un folto gruppo di esperti e di rappresentanti dei cittadini invocherà nuovamente il bisogno che la politica intervenga velocemente su questa che è un’emergenza di sanità pubblica. La prego, se le sarà possibile, di non perdersi quell’evento. Le sarà utile come madre. Spero che ispirerà le sue decisioni politiche. I nostri figli ne hanno bisogno. Sua figlia ne ha bisogno. Glielo chiedo da medico, ricercatore universitario, specialista di Medicina Preventiva e Psicoterapeuta dell’età evolutiva. Ma soprattutto glielo chiedo da padre di quattro figli.

La saluto cordialmente. Alberto Pellai

Se potete e volete, commentate e soprattutto condividete questo messaggio. Se ci facciamo sentire, magari tutti insieme lo cambiamo questo mondo.

C’è un punto da cui tutto parte, sempre: la fiducia. Quella che lega pediatri e famiglie, quella che rende possibili sce...
07/04/2026

C’è un punto da cui tutto parte, sempre: la fiducia. Quella che lega pediatri e famiglie, quella che rende possibili scelte consapevoli e quella che protegge davvero la salute dei bambini.

Come ricorda il Presidente della Società Italiana di Pediatria Rino Agostiniani, nella Giornata Mondiale della Salute, «il presupposto essenziale per una buona salute dei cittadini - e, in modo particolare, dei bambini - è la fiducia nella scienza e nei medici.»

Una fiducia che costruisce nel tempo «grazie a evidenze solide e a un rapporto quotidiano di ascolto e responsabilità condivisa con le famiglie». Sostenere la scienza significa questo: coniugare competenze, relazione e responsabilità. E farlo, ogni giorno, per la salute dei più piccoli. 💙

Pasqua è un tempo di rinascita, di cura e di attenzione verso ciò che conta davvero: i bambini, il loro benessere e il l...
05/04/2026

Pasqua è un tempo di rinascita, di cura e di attenzione verso ciò che conta davvero: i bambini, il loro benessere e il loro futuro.

La Società Italiana di Pediatria augura a tutte le famiglie una Pasqua serena, fatta di piccoli gesti, affetto e salute 🌸🐣

30/03/2026

📱 Smartphone e accesso alla rete: quando è troppo presto?

Nel suo intervento a Tgcom24, il presidente della SIP Rino Agostiniani richiama l’attenzione sui rischi di un utilizzo non guidato dei dispositivi digitali in età precoce, che può favorire dipendenza e interferire con lo sviluppo dei più giovani. Un messaggio chiaro ai genitori: accompagnare i figli, stabilire regole e promuovere un uso consapevole del digitale.

Nel video, l’approfondimento.

🏃‍♀️ Sport e salute devono correre insieme, fin da piccoli.Con questo obiettivo, la Società Italiana di Pediatria ha fir...
23/03/2026

🏃‍♀️ Sport e salute devono correre insieme, fin da piccoli.

Con questo obiettivo, la Società Italiana di Pediatria ha firmato oggi a Roma un Protocollo d’intesa insieme a CONI e Fondazione MilanoCortina2026: un’alleanza strategica che unisce medicina e sport per promuovere stili di vita sani tra bambini e adolescenti.

Al centro dell’accordo, un impegno concreto per contrastare sedentarietà e abbandono della pratica sportiva, soprattutto nelle fasi più delicate della crescita.

I pediatri, punto di riferimento per le famiglie, avranno un ruolo sempre più centrale nell’orientare verso scelte salutari e nell’incoraggiare il movimento fin dai primi anni di vita.

Obiettivo: sensibilizzare famiglie e ragazzi, fornire strumenti pratici e parlare ai più giovani con linguaggi e modelli positivi, anche grazie al contributo del mondo sportivo.

Lo sport non è solo attività fisica. È prevenzione, educazione, inclusione e benessere psicologico e sociale.

Come SIP, al fianco delle famiglie per costruire oggi la salute di domani.

🔴 Meningite: dai casi nel Regno Unito un richiamo che riguarda tuttiIl recente focolaio tra studenti nel Regno Unito, co...
20/03/2026

🔴 Meningite: dai casi nel Regno Unito un richiamo che riguarda tutti

Il recente focolaio tra studenti nel Regno Unito, con esiti anche gravi, ci ricorda quanto la meningite possa essere improvvisa e pericolosa, capace di evolvere rapidamente anche nell’arco di poche ore.

Per questo abbiamo raccolto in un carosello 10 consigli utili per aiutare genitori e ragazzi a conoscere la meningite e a proteggersi in modo consapevole.

Al centro, però, resta un messaggio chiaro. Come sottolinea Rino Agostiniani, Presidente della Società Italiana di Pediatria, il vaccino è la più importante arma che abbiamo contro una malattia che può avere esiti fatali o gravemente invalidanti.

Accanto a questo, c’è un passaggio fondamentale che riguarda soprattutto gli adolescenti. È proprio in questa fase, segnata da una maggiore socialità e da contatti ravvicinati, che diventa essenziale controllare il proprio stato vaccinale e completare le vaccinazioni raccomandate.

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) non sono un problema esclusivamente femminile e colpiscono in età sempre p...
15/03/2026

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) non sono un problema esclusivamente femminile e colpiscono in età sempre più precoce: circa il 30% dei casi riguarda minori sotto i 14 anni. Se le ragazze rappresentano la maggioranza dei pazienti, negli ultimi anni si è registrata una crescente evidenza clinica anche tra i ragazzi, soprattutto nella fascia di età 12-17 anni.

In occasione della Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, su RaiNews la Società Italiana di Pediatria (SIP) richiama l’attenzione su un aspetto ancora poco riconosciuto: nei ragazzi i disturbi alimentari possono manifestarsi con caratteristiche diverse rispetto alle ragazze e proprio per questo rischiano di essere intercettati più tardi, quando il quadro clinico è già più compromesso.

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Rino Agostiniani: "Fondamentale intercettare i primi segnali. Elena Inzaghi: "Minore presenza maschile nelle statistiche potrebbe dipendere da anni di mancato riconoscimento”

I disturbi del comportamento alimentare possono riguardare anche i ragazzi.Negli ultimi anni l’evidenza clinica è in aum...
15/03/2026

I disturbi del comportamento alimentare possono riguardare anche i ragazzi.

Negli ultimi anni l’evidenza clinica è in aumento, soprattutto tra i 12 e i 17 anni. Ma nei maschi i segnali possono essere meno riconoscibili, perché non sempre compaiono con le manifestazioni più tipiche.

A volte emergono invece attenzione marcata alla massa muscolare, attività fisica eccessiva o diete molto rigide.

Per questo è importante imparare a riconoscere anche questi segnali. Perché una diagnosi precoce può cambiare il percorso di cura.

Il Fiocchetto Lilla ci ricorda che parlare di disturbi alimentari significa anche superare gli stereotipi e guardare con attenzione alla salute di tutti gli adolescenti.

😴 In occasione della Giornata mondiale del sonno vale la pena ricordarlo: dormire bene non è solo riposare. Nel sonno il...
13/03/2026

😴 In occasione della Giornata mondiale del sonno vale la pena ricordarlo: dormire bene non è solo riposare. Nel sonno il cervello dei bambini continua a lavorare, consolida ciò che hanno imparato durante il giorno e sostiene i processi di crescita.

Anche alcune abitudini serali possono fare la differenza: l’uso di smartphone e computer prima di dormire, attività troppo stimolanti o routine irregolari possono rendere più difficile l’addormentamento.

Nel carosello alcuni semplici consigli dei pediatri per favorire un sonno di qualità.

🎧 Ne abbiamo parlato anche nel vodcast con Adnkronos: segui il link per ascoltarlo https://www.adnkronos.com/salute/sonno-pediatri-nei-bimbi-non-e-solo-riposo-ma-pilastro-benessere-psicofisico_3PMMIy3hDklGw06tDlCTDK

12/03/2026

Oggi si celebra la Giornata Mondiale del Rene, una ricorrenza che da 20 anni richiama l’attenzione sull’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e della cura delle malattie renali.

È anche un’occasione importante per ricordare che la salute dei reni si costruisce fin dall’infanzia. Come spiega il prof. Carmine Pecoraro, nefrologo pediatra e membro del Comitato per la bioetica della Società Italiana di Pediatria, la prevenzione parte da gesti semplici nella vita quotidiana di bambini e bambine.

Bere acqua regolarmente, seguire un’alimentazione equilibrata, limitare il consumo di sale e di cibi troppo processati, fare movimento e mantenere controlli pediatrici periodici sono abitudini fondamentali per proteggere la salute dei reni nel tempo.

Nel video il prof. Pecoraro spiega il significato di questa giornata e ricorda perché prendersi cura dei reni dei più piccoli significa investire nella loro salute di domani.

🗣️ Oggi ho partecipato alla tavola rotonda “Vaccini HPV: un impegno condiviso”, moderata da Annalisa Manduca. Un importa...
05/03/2026

🗣️ Oggi ho partecipato alla tavola rotonda “Vaccini HPV: un impegno condiviso”, moderata da Annalisa Manduca. Un importante momento di confronto tra pediatri, igienisti, medici di medicina generale e ginecologi sul ruolo dei professionisti sanitari nella promozione della vaccinazione.

Proprio la vaccinazione contro l’HPV rappresenta uno degli strumenti più efficaci di prevenzione dei tumori HPV-correlati. Eppure l’adesione resta ancora insufficiente, soprattutto tra i ragazzi: meno del 40% ha completato il ciclo vaccinale.

Per questo è sempre più necessario un impegno condiviso tra pediatri, medici di medicina generale, ginecologi e servizi vaccinali. Migliorare la comunicazione e rafforzare la fiducia nelle vaccinazioni è compito di tutti noi, ma il pediatra ha una responsabilità particolare: è spesso il primo punto di riferimento per i genitori e può parlare di prevenzione fin dai primi anni di vita dei bambini, costruendo nel tempo consapevolezza e fiducia.

Indirizzo

Via Gioberti, 60
Rome
00185

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