Dott.ssa Elena Bonavoglia - Psicologa Psicoterapeuta

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Dott.ssa Elena Bonavoglia - Psicologa Psicoterapeuta Coltivare gentilezza è un atto di coraggio.

Aiuto chi vive con ansia, stress e stanchezza a prendersi cura di sé in modo gentile e consapevole, per costruire un rapporto più sano e sereno con se stessi e con gli altri.

05/03/2026

Ti capita mai di essere più cattivo con te stesso di quanto lo saresti con un amico? Se la risposta è sì, sappi che non sei “sbagliato”. Sei solo umano.

L’autocritica non è un difetto di fabbrica, ma un antico meccanismo di sopravvivenza. Il tuo cervello si è evoluto per proteggerti dal rifiuto sociale (che una volta significava morte!) e oggi usa l’insulto per cercare di tenerti “al sicuro” nel branco.

Ecco cosa puoi fare quando l’autocritica prende il comando:

1️⃣ Riconoscila: puoi dire semplicemente: “Ok, questo è il mio Sistema di Minaccia che sta cercando di proteggermi”. Nominarla riduce il suo potere.
2️⃣ Togli la colpa: non hai scelto tu di avere un cervello programmato per la sopravvivenza. Non è colpa tua se provi queste emozioni.
3️⃣ Cambia prospettiva: chiediti: “Se un mio caro amico fosse in questa situazione, gli direi le stesse cattiverie?”.

La risposta è quasi sempre NO. Prova a usare con te lo stesso tono che useresti con lui.

La vera forza non sta nel colpirsi più forte per “migliorare”, ma nell’imparare a collaborare con la propria biologia, con un cervello a cui interessa di più tenerti al sicuro che renderti felice.

E tu? Qual è la frase che la tua autocritica ti ripete più spesso? Scrivimelo nei commenti o mandami un DM se senti che è arrivato il momento di cambiare questo dialogo interno. 👇

🤯Ti sei mai chiesto perché una semplice email o una critica possano farti sentire il cuore in gola, come se fossi in ser...
03/03/2026

🤯Ti sei mai chiesto perché una semplice email o una critica possano farti sentire il cuore in gola, come se fossi in serio pericolo?

La risposta è meno complicata di quanto pensi: il tuo cervello non è progettato per renderti felice, ma per farti sopravvivere. 🧠

🌿Siamo i discendenti di chi, migliaia di anni fa, non correva rischi. Di chi scambiava ogni fruscio nell’erba per un leone. Se scappavano e non c’era nulla, avevano solo fatto un po’ di esercizio; se restavano e il leone c’era davvero, non avrebbero avuto una seconda possibilità.

Oggi i predatori sono scomparsi, ma il nostro Sistema di Minaccia (quello che nella CFT definiamo “Sistema Rosso”) è rimasto lo stesso. Reagisce al giudizio sociale o al timore di fallire con la stessa intensità con cui reagirebbe a un predatore.

✨Il punto è questo: Non sei tu che non funzioni. Non è un tuo limite caratteriale. È la tua biologia che sta cercando di proteggerti, anche se in modo un po’ troppo zelante per il mondo moderno.

🚨Imparare a riconoscere questo radar, invece di combatterlo, è il primo passo per smettere di essere “sequestrati” dall’ansia.

📖 Ho approfondito questo meccanismo e come iniziare a gestirlo nell’ultimo post sul mio Blog.
Trovi il link in Bio. 🔗

E tu, senti che il tuo radar è un po’ troppo sensibile ultimamente? Parliamone nei commenti o, se preferisci, scrivimi in privato.

24/02/2026

È importante sapere come funziona per riuscire a capire le tue emozioni, soprattutto quando senti che ti stanno travolgendo.

🤜Quello che ti mostro è un esercizio famosissimo dello psichiatra Daniel Siegel, che serve a spiegare cosa accade dentro di noi quando perdiamo il controllo.

Immagina che il pollice, chiuso dentro il pugno, sia la tua parte emotiva: quella che scatta per proteggerti quando sei sotto stress. Le altre dita che lo coprono sono la tua parte saggia: la neocorteccia, quella che ragiona e ti tiene in equilibrio.

🤯Pensa a quando, ad esempio, ricevi una critica o qualcuno ti risponde male: senti il sangue salire alla testa e la voglia di reagire subito. In quel momento, il tuo cervello “si scoperchia”.
Le dita scattano in alto e la parte saggia perde il contatto con quella emotiva. Non sei più tu a decidere cosa dire: è il tuo istinto che ha preso il comando e la logica è sparita.

🌬️Per riattivare la tua parte saggia e far scendere di nuovo le dita, hai bisogno di un segnale fisico di calma.
Prova a fare un respiro profondo espirando molto lentamente, oppure dai un nome all’emozione che provi dicendo a te stesso: “In questo momento mi sento furioso”.

💡Dare un nome a quello che senti costringe la tua mente saggia a riaccendersi per “leggere” l’emozione, aiutando le dita a tornare giù.
Non sei sbagliato, sei solo momentaneamente scollegato.

In quegli istanti, l’unica cosa utile da fare è non agire finché non hai ritrovato la connessione.

🧠Informarti su come funziona il tuo cervello è l’unico modo che hai per smettere di sentirti in colpa e imparare finalmente a gestire quello che provi.

23/02/2026

🧠Amo il cervello perché è il custode di tutto ciò che siamo. Ma c’è un paradosso: lo abitiamo ogni secondo, eppure nessuno ci ha mai dato il manuale d’istruzioni né spiegato come funziona. È come avere tra le mani una tecnologia aliena e usarla totalmente a caso.

L’esperimento del limone ci insegna una cosa fondamentale: il pensiero è un’azione biologica.
Il tuo corpo non distingue tra una minaccia reale e un’autocritica feroce che ti rivolgi mentalmente.

Se immagini un limone, salivi. Se immagini un fallimento, il tuo sistema nervoso si accende come se fossi in pericolo di vita.

Il problema non sei tu, è il tuo cervello.

🤡Il nostro cervello è “Tricky” (ingannevole): ha circuiti antichi che cercano sicurezza e funzioni moderne che creano scenari complessi.

Spesso, questi due sistemi non si parlano bene.

Ciao, io sono Elena. Sono una psicoterapeuta e il mio lavoro è aiutarti a riprendere in mano le istruzioni della tua mente per smettere di subirla.

✨ Sul mio sito, trovi un esercizio per iniziare a regolare il tuo sistema di minaccia e iniziare a conoscere il tuo cervello.

🔗Link in bio

Sapevi che la tua vergogna è in realtà un vecchio "software di sicurezza" rimasto aggiornato alla preistoria? 🦴💻Migliaia...
20/02/2026

Sapevi che la tua vergogna è in realtà un vecchio "software di sicurezza" rimasto aggiornato alla preistoria? 🦴💻

Migliaia di anni fa, essere esclusi dal gruppo significava morte certa. Ecco perché oggi, quando temiamo il giudizio degli altri, il nostro corpo reagisce con un allarme così intenso, ci fa sentire piccoli e inadeguati.

Ho scritto un post per spiegarti perché la vergogna è universale e come disinnescarla con un piccolo esercizio pratico.

📖 Trovi tutto qui:

Ti è mai capitato di sperimentare il desiderio di rimpicciolirti o di sparire sotto terra dopo un errore, un rifiuto o un disappunto da parte di qualcun altro? Bene, anche tu hai conosciuto la verg…

11/02/2026

👪 Nel mio sito troverai una sezione dedicata interamente ai genitori, non e un caso: è una scelta intenzionale, profondamente desiderata e ragionata .

✨ Quando ho iniziato a lavorare, ho desiderato formarmi e sperimentarmi soprattutto nel parent training e sostegno alla genitorialità. Mi stimolava moltissimo l'idea di poter aiutare i genitori ad avere gli strumenti per sentirsi a proprio agio con i propri figli.

🤯 Dopo qualche anno di esperienza, mi sono resa conto che questo da solo da non bastava. Non è sufficiente avere gli strumenti, immaginate avere una automobile ma non avere la patente.
"La patente", in questo caso, è l'intenzione della genitorialità.

☁️ Spesso ho osservato genitori che, pur utilizzando le strategie condivise nel percorso, continuavano a coltivare l'intenzione di "essere genitori perfetti" oppure che il figlio "facesse ciò che dicevano loro".

💞 L'intenzione che coltiviamo è un aspetto fondamentale della relazione genitore-figlio, ma di tutte le relazioni che coltiviamo.

🧠 Il bambino ha bisogno che il genitore faccia per lui da "sistema nervoso supplementare". I bambini piccoli non sono ancora pronti, dal punto di vista neurofisiologico, a bloccare comportamenti impulsivi e a regolarsi emotivamente. Hanno bisogno che i genitori mostrino loro come si fa.

😭 Spesso, però, i genitori stessi non sanno inibire comportamenti impulsivi o regolarsi emotivamente. Il risultato è una disregolazione generale, in cui le emozioni del bambino contagiano l'adulto e viceversa.

❤️ Io ho scelto di iniziare dai genitori. I miei pazienti spesso sono stati figli di genitori emotivamente immaturi, inconsapevoli, che non hanno saputo restituire un senso o una risposta accogliente alle loro emozioni. Per questo ho scelto di iniziare dai genitori: è all'interno della relazione genitore-figlio che si struttura il pezzo più grande di senso di sé, di autostima e valore personale.

👪 Nessun bambino nasce già sicuro di sé. Nessun bambino nasce con o senza una buona autostima. Queste cose si costruiscono nelle relazioni, e quella tra genitore e figlio è un pilastro.

Trovi le info utili nella sezione "Genitori" sul mio sito: Www.elenabonavoglia.com/genitori

11/02/2026

👪 Nel mio sito troverai una sezione dedicata interamente ai genitori, non e un caso: è una scelta intenzionale, profondamente desiderata e ragionata .

✨ Quando ho iniziato a lavorare, ho desiderato formarmi e sperimentarmi soprattutto nel parent training e sostegno alla genitorialità. Mi stimolava moltissimo l'idea di poter aiutare i genitori ad avere gli strumenti per sentirsi a proprio agio con i propri figli.

🤯 Dopo qualche anno di esperienza, mi sono resa conto che questo da solo da non bastava. Non è sufficiente avere gli strumenti, immaginate avere una automobile ma non avere la patente.
"La patente", in questo caso, è l'intenzione della genitorialità.

☁️ Spesso ho osservato genitori che, pur utilizzando le strategie condivise nel percorso, continuavano a nutrire l'intenzione di "essere genitori perfetti" oppure che il figlio "facesse ciò che dicevano loro".

💞 L'intenzione che coltiviamo è un aspetto fondamentale della relazione genitore-figlio, ma di tutte le relazioni che coltiviamo.

🧠 Il bambino ha bisogno che il genitore faccia per lui da "sistema nervoso supplementare". I bambini piccoli non sono ancora pronti, dal punto di vista neurofisiologico, a bloccare comportamenti impulsivi e a regolarsi emotivamente. Hanno bisogno che i genitori mostrino loro come si fa.

😭 Spesso, però, i genitori stessi non sanno inibire comportamenti impulsivi o regolarsi emotivamente. Il risultato è una disregolazione generale, in cui le emozioni del bambino contagiano l'adulto e viceversa.

❤️ Io ho scelto di iniziare dai genitori. I miei pazienti spesso sono stati figli di genitori emotivamente immaturi, inconsapevoli, che non hanno saputo restituire un senso o una risposta accogliente alle loro emozioni. Per questo ho scelto di iniziare dai genitori: è all'interno della relazione genitore-figlio che si struttura il pezzo più grande di senso di sé, di autostima e valore personale.

👪 Nessun bambino nasce già sicuro di sé. Nessun bambino nasce con o senza una buona autostima. Queste cose si costruiscono nelle relazioni, e quella tra genitore e figlio è un pilastro.

Trovi le info utili nella sezione "Genitori" sul mio sito, link in bio!💞

08/02/2026

Sono Elena e sono la terapeuta giusta per te se... Hai l'impressione che la tua mente corra troppo veloce e ti senti sopraffatt* dai pensieri. Hai difficoltà nelle tue relazioni (di coppia, lavorative, familiari). Senti di avere una forte autocritica e ti giudichi duramente. Desideri imparare un nu...

È difficile spiegare la psicoterapia a chi non la conosce, ancora più difficile è spiegarla a un grafico che deve farti ...
07/02/2026

È difficile spiegare la psicoterapia a chi non la conosce, ancora più difficile è spiegarla a un grafico che deve farti un sito.

Desideravo che i miei pazienti potessero avere un luogo online in cui poter ritrovare qualcosa di ciò che facciamo insieme, e per renderlo possibile avevo bisogno che questo luogo mi assomigliasse. Avevo bisogno che potesse ricreare, in piccolo, ciò che succede nel lavoro terapeutico con me.

Alla fine, spiegarlo a chi non era mai stato con me nella stanza di terapia è risultato troppo difficile, quasi impossibile.

Quindi, eccolo qui il mio luogo: l’ho fatto da sola.

È imperfetto, ma è esattamente ciò che vorrei che chi mi conosce e chi non mi conosce possa trovare in un momento di difficoltà.
Lo riempirò di parole, delle metafore che condividiamo in terapia, delle pratiche che facciamo insieme, di pezzettini di storie condivise che non sono altro che ciò che viviamo tutti, la condizione umana.

Che tu sia stato un mio compagno di viaggio in terapia, che desideri esserlo in futuro, che tu lo sia adesso, attualmente, in questa fase delle tua vita, oppure che tu non ci stia proprio pensando…questo luogo è per te.

Uno spazio di respiro e confronto, di racconti e riflessioni.
È come aprire la porta della stanza di terapia.

Spero tu possa trovarci, nei prossimi mesi, spunti di riflessione utili per te o per chi ti sta accanto.

Ecco il mio sito, da oggi è tutto vostro. Piano piano ve lo racconterò.

💕🪷

Elena

Sono Elena e sono la terapeuta giusta per te se... Hai l'impressione che la tua mente corra troppo veloce e ti senti sopraffatt* dai pensieri. Hai difficoltà nelle tue relazioni (di coppia, lavorative, familiari). Senti di avere una forte autocritica e ti giudichi duramente. Desideri imparare un nu...

24/01/2026

Oggi, 24 gennaio, si celebra la Giornata Internazionale dell’Educazione, un’occasione per riconoscere l’importanza del rapporto educativo come strumento di crescita personale, sviluppo sociale e benessere psicologico.

La Compassion Focused Therapy è stata per me, come persona e come terapeuta, una torcia accesa nell'oscurità.Ognuno di n...
01/12/2025

La Compassion Focused Therapy è stata per me, come persona e come terapeuta, una torcia accesa nell'oscurità.

Ognuno di noi fa i conti con una voce interna severa, impaziente, convinta che dovremmo essere "più" qualcosa (più bravi, più performanti, più impegnati) o "meno" qualcos'altro (meno pigri, meno timidi, meno nervosi). È una voce spesso convincente, finiamo per crederle e questo ci fa stare male.

Lo scorso week-end ho partecipato alla formazione di terzo livello in Compassione Focused Therapy. Lo condivido perché per me è un percorso non solo di formazione, ma di trasformazione personale, la stessa in cui accompagno le persone con cui lavoro.

La CFT mi ha insegnato qualcosa che avrei voluto scoprire molto prima: possiamo diventare più accoglienti con noi stessi senza perdere forza, ma anzi, acquisendola.
Possiamo restare accanto alle nostre paure senza farci inghiottire.

Possiamo non dover essere "più" o "meno" niente, ma piuttosto accogliere ciò che siamo per quello che è.

La parte più preziosa, e anche più faticosa da ammettere, è che io per prima ho dovuto imparare questo.
Ho dovuto riconoscere i momenti in cui la mia mente si irrigidiva, quelli in cui mi chiudevo, quelli in cui diventavo la mia stessa fonte di pressione.

La CFT non mi ha resa immune al dolore, alla vergogna o al giudizio interno.
Mi ha resa più capace di stare con tutto questo. E questo, nella vita come nella terapia, cambia profondamente la qualità di tutto il resto.

La Compassion Focused Therapy parte da un’idea molto semplice: non siamo sbagliati; siamo esseri umani con un sistema nervoso che prova a proteggerci, a volte in modo un po’ goffo. La compassione non è morbidezza passiva, ma una forza regolante che ci permette di affrontare ciò che ci spaventa senza scappare da noi stessi e senza rimproverarci.

È un atto rivoluzionario: l'atto rivoluzionario di stare con ciò che non ci piace, in un mondo che continua a spingerci ad essere qualcosa di diverso.

È utile anche se non cerchi una terapia. Ti aiuta a leggere la tua esperienza con più lucidità. Ti ricorda che certe reazioni non dicono nulla del tuo valore, ma molto della tua storia e della tua biologia.
Non sistema le emozioni, le accoglie. Non rigetta il dolore, te lo spiega nella tua natura umana.

Condivido questo certificato perché rappresenta il mio impegno a continuare a imparare, ma soprattutto perché credo che la CFT abbia qualcosa da offrire a chiunque senta che il proprio mondo interno, a volte, diventa un posto difficile da abitare.

Spero che arrivi un po’ di questo: la possibilità di guardarsi con occhi più umani, e scoprire che da lì può nascere qualcosa di nuovo.

Perché nessuno, né io che scrivo né te che leggi, ha mai deciso di esistere.
Figuriamoci di soffrire.
O di non essere abbastanza.

🌙 “Lividi invisibili” – Mercoledì 26 novembre, ore 17.30🫂Le relazioni possono curare e possono ammalare.  Al centro di q...
24/11/2025

🌙 “Lividi invisibili” – Mercoledì 26 novembre, ore 17.30

🫂Le relazioni possono curare e possono ammalare. Al centro di questo, il concetto di "cura", che quasi mai è una cura fisica.

❤️‍🩹Sono una terapeuta, lavoro con le relazioni, e ogni giorno, nel mio lavoro, conosco tante persone prive degli strumenti per riconoscere e proteggersi da relazioni violente, perché sono relazioni senza schiaffi e senza lividi.

🗓️In occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, mercoledì 26 novembre, presso la sede del Comitato di Quartiere di Tor Pignattara (via Gabrio Serbelloni 57), parleremo di “Lividi invisibili”.
Parlare di violenza (di genere, in questo caso, ma di ogni tipo) non significa solo parlare di violenza fisica o sessuale.

💡Sarà un'occasione per riflettere su:
• Come distinguere relazioni sane da relazioni disfunzionali, cioè distinguere l'amore dal controllo e dalla violenza.
• Segnali di violenza psicologica, economica e assistita.
• Strumenti concreti per tutelarsi e tutelare.

Sarà un momento pratico, informativo e aperto al dialogo, insieme alle Avvocate Francesca Ferrarese della Rovere e Mascia Di Gaspare.

✨E alla fine, un piccolo aperitivo offerto, per continuare a confrontarci e rispondere alle tue domande in un clima professionale, ma rilassato.

💬 Evento gratuito. Non serve portare nulla, solo curiosità e voglia di capire.
Ci sarai? Ti aspettiamo!

Mercoledì 26 novembre ore 17.30
Via Gabrio Serbelloni 57

Indirizzo

Rome
00176

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