11/01/2026
A Capodanno quei ragazzi erano immersi in luci, suoni, festa ed eccitazione. Avevano davanti la vita, il futuro, si scambiavano messaggi. In un’atmosfera così allegra, ciò che stava accadendo non era immediatamente leggibile come pericoloso. Tutto è successo con una rapidità altissima. Parlare di “sottovalutazione” non coglie il punto: dal punto di vista psicologico, la lettura è chiara. La responsabilità principale è degli adulti: predisporre, monitorare e mantenere sistemi di sicurezza perché i giovani possano festeggiare protetti e al sicuro. L’educazione alla sicurezza è sempre utile, certo, ma non può sostituire il dovere di tutela.
E poi c’è Aurora. Si è parlato del suo desiderio di libertà, di allontanarsi dalla famiglia, della fiducia data a uno sconosciuto per un piccolo aiuto. Forse stava cercando la sua strada.
Dall’altra parte, profili con disordini comportamentali evidenti, violenza consapevole e incontrollata, aggressività esercitata ovunque. Persone che non possono stare in giro, tanto meno in contesti aperti e non controllati.
Queste tragedie ci chiedono una cosa sola: guardare oltre il giudizio facile e assumere una responsabilità vera. Proteggere, prevenire, vigilare.
A Capodanno quei ragazzi erano immersi in luci, suoni, festa ed eccitazione. Avevano davanti la vita, il futuro, si scambiavano messaggi. In un’atmosfera cos...