Consapevolezza PsicoCorporea

Consapevolezza PsicoCorporea Psicologa, Psicoterapeuta, Somatic Movement Educator, Infant Developmental Movement Education

Vorrei prendere come spunto lo sciopero di oggi e usarla come metafora per riflettere su un fenomeno che accade spesso d...
20/04/2026

Vorrei prendere come spunto lo sciopero di oggi e usarla come metafora per riflettere su un fenomeno che accade spesso dentro di noi, molto lontano dai binari e dalle strade: lo "sciopero del corpo". 🛑

Mentre fuori le città si fermano e i trasporti si bloccano, all'interno del nostro organismo può crearsi una condizione simile, che in psicologia potremmo chiamare stasi. Non si tratta di una mancanza di energia, ma di un vero e proprio blocco del movimento vitale.

Wilhelm Reich parlava di corazza muscolare: quella serie di tensioni croniche che costruiamo, strato dopo strato, per proteggerci dal dolore o dalle emozioni troppo intense. Proprio come i treni fermi in deposito oggi, la nostra energia rimane "stipata" all'interno, senza poter fluire verso l'esterno.

Vivere in uno stato di stasi è estenuante.
Consumiamo una quantità immensa di forza vitale per mantenere i muscoli contratti e la corazza ben salda.
Ecco perché, paradossalmente, ci sentiamo esausti anche quando non stiamo "facendo" nulla: è la fatica del trattenere.

Il corpo, probabilmente, sciopera quando le sue ragioni non vengono ascoltate o quando il ritmo che gli imponiamo diventa insostenibile. O magari possono esserci anche altre situazioni da indagare.
Fatto sta che è proprio in questo "fermo immagine" che possiamo imparare a negoziare con le nostre tensioni e ritrovare un nuovo movimento, più autentico e libero.

In pratica, è un'opportunità!!

🌀Approfondisco questa riflessione nel forum della APG Academy.

Corazze muscolari
Consapevolezza
Benessere psicofisico
A Piccoli Gesti Academy

Ultimo gesto. Ultima parola: generatività.Per me generatività non è “dare di più”.È dare senza proiettare.È scegliere un...
19/04/2026

Ultimo gesto. Ultima parola: generatività.

Per me generatività non è “dare di più”.
È dare senza proiettare.
È scegliere un gesto per l’altra persona e, nel farlo, allenare una competenza rarissima: distinguere che cosa serve a lei da ciò che serve a me.

Questo è confine puro.
Perché smetti di fare l’errore più comune: offrire all’altro ciò che calmerebbe te.

E smetti anche l’altro “errore”: caricarti in modo onnipotente del benessere altrui.
La generatività sana non salva: offre uno strumento.
Non si sostituisce. Non invade. Non si annulla.

È un gesto che dice: “Ti vedo. Ti rispetto. E resto io.”

Grazie per aver fatto questa strada con me.
La challenge finisce qui, ma i semi possono continuare a crescere se li annaffierai.

Semi di Focus

Siamo al penultimo gesto-seme.Dopo 29 giorni, la parola che scelgo è integrazione.Integrare significa far diventare un’e...
18/04/2026

Siamo al penultimo gesto-seme.
Dopo 29 giorni, la parola che scelgo è integrazione.

Integrare significa far diventare un’esperienza abitabile: non solo capirla, non solo emozionarsi, ma lasciarla sedimentare fino a cambiare qualcosa nel modo in cui ti muovi, scegli, rispondi, vivi.

Il contrario lo conosciamo bene: insight bellissimi e poi ritorno al copione.
“Lo so”, ma non mi resta.
“Ho capito”, ma il corpo reagisce sempre uguale.

Non è mancanza di volontà: è che l’integrazione ha bisogno di tempo, ripetizione, contesto, e di un sistema nervoso abbastanza regolato da poter imparare davvero.

📌 Cosa puoi fare adesso? Scegliere pochi semi e farli tornare. Ciò che stiamo cercando è la continuità.
È così che qualcosa smette di essere un’idea e diventa una risorsa.
😁 Poi, ovviamente, puoi rifare la challenge quando vuoi, rimarrà lì per te.

🌀Domandone: qual è il seme che senti più “integrato” fin qui: attenzione, memoria, flessibilità, o un altro?

La capacità di decision making non è una dote di carattere. È una capacità: valutare, scegliere e chiudere una scelta se...
17/04/2026

La capacità di decision making non è una dote di carattere. È una capacità: valutare, scegliere e chiudere una scelta senza restare incastratə nel “e se…”.

Quando non è allenata, decidere diventa faticoso: troppe opzioni, troppa paura di sbagliare, troppa ansia da controllo. E il corpo lo segnala: urgenza, tensione, respiro corto, oppure spegnimento.

Da lì partono comportamenti tipici: procrastinare finché diventa emergenza, delegare per non sentire il peso, oppure scegliere di impulso per chiudere l’ansia (e poi pentirsi).

📌 Cosa puoi fare? Ridurre il rumore e scegliere un criterio semplice: non “la scelta perfetta”, ma il prossimo passo possibile.

🌱 Questo è uno dei semi di Semi di Focus, la challenge gratuita su APG Academy. Segui il link in bio se vuoi partecipare.

🌀Domandone: tu vai più in rimuginio (non decido) o in impulso (decido pur di chiudere)?

La regolazione non è “calmarsi” e non è “essere zen”.È una competenza: la capacità di modulare l’intensità e la durata d...
16/04/2026

La regolazione non è “calmarsi” e non è “essere zen”.
È una competenza: la capacità di modulare l’intensità e la durata dell’attivazione e di tornare presente dopo uno stimolo.

Quando la regolazione è buona, non è che non provi emozioni: le attraversi senza perderti.
Quando è in riserva, la vita diventa estrema: urgenza, reazioni impulsive, ruminazione, chiusura o spegnimento.

E compaiono i comportamenti-cerotto: scroll, cibo, controllo, evitamento.

In questo modo il tuo sistema sta cercando un modo rapido per abbassare la tensione, che purtroppo non è funzionale, non ti fa bene.

📌 Cosa puoi fare? Allenare il ritorno alla regolazione e poter “recuperare” in modo diverso.

🌱 Questo è uno dei semi di Semi di Focus, la challenge gratuita in corso su APG Academy. Segui il link in bio per iscriverti e partecipare.

🌀Domanda: quando sei sotto stress vai più in iper-attivazione (urgenza, controllo) o in spegnimento (stanchezza, chiusura)?

La creatività non è solo arte.È una funzione cognitiva: trovare alternative, fare connessioni, inventare una terza via, ...
15/04/2026

La creatività non è solo arte.
È una funzione cognitiva: trovare alternative, fare connessioni, inventare una terza via, una quarta e magari anche una quinta.
E per farlo serve una cosa che spesso manca: spazio interno.

Quando sei in stress, fretta o perfezionismo, la mente si restringe: vede meno opzioni, diventa bianco/nero, rimugina ma non crea.
Così non se ne esce.

E il corpo lo mostra tensione, urgenza, respiro corto.
In quello stato, non è che “non sei creativə” è che il sistema sta cercando sicurezza, e non ha tempo per cercare, confrontare, accogliere…

📌 Cosa puoi fare? Abbassare l’urgenza e riaprire il campo: quando scende l’allerta, tornano le alternative.
Così, andare alle ricerca della propria creatività è una strada diversa per creare uno stato di equilibrio.

🌱 È uno dei semi di Semi di Focus, la challenge gratuita ora in corso nella APG Academy. Se vuoi partecipare iscriviti seguendo il link in bio.

🌀La tua creatività si blocca di più per fretta, per paura di sbagliare, per stanchezza o perché pensi di non averla e non accedi al suo “cassetto”?

G come Gioco.Quando pensiamo al gioco, spesso pensiamo a qualcosa di leggero, infantile, secondario.Quasi a un lusso.Qua...
13/04/2026

G come Gioco.
Quando pensiamo al gioco, spesso pensiamo a qualcosa di leggero, infantile, secondario.
Quasi a un lusso.
Quasi a qualcosa che si perde crescendo.
E invece no.

Ci sono cose serissime che l’essere umano impara solo giocando:
la flessibilità, l’immaginazione, la possibilità di provare senza sapere già tutto, di sbagliare senza crollare, di trasformare una situazione senza esserne subito schiacciato.

Per questo, quando il gioco si ritira, non si ritira solo il divertimento.
A volte si ritira anche una parte molto profonda della vitalità:
la capacità di improvvisare, di creare possibilità, di stare nelle cose con un po’ più di movimento interno e un po’ meno rigidità.

Ci sono momenti della vita adulta in cui tutto diventa compito, peso, funzione, resistenza.

E allora il gioco non scompare perché siamo “maturi”.
Scompare perché qualcosa dentro è troppo stanco, troppo appesantito, troppo spento per potersi muovere in quel modo.
Forse anche per questo il gioco non è affatto superficiale.
È uno dei modi in cui la psiche mostra di avere ancora spazio, respiro, margine, trasformazione.

👉🏻 Nel forum dell’Academy ho continuato questa riflessione. Puoi leggere/partecipare iscrivendoti gratuitamente alla APG Academy seguendo il link in bio.

L’accesso lessicale è la capacità di trovare le parole quando servono. Non è solo una questione di “memoria”: è un proce...
13/04/2026

L’accesso lessicale è la capacità di trovare le parole quando servono. Non è solo una questione di “memoria”: è un processo di recupero che si inceppa facilmente quando sei in fretta, in ansia o emotivamente attivatə.

E infatti succede spesso così: la parola non esce, tu ti irrigidisci, senti pressione, e più ti sforzi più sparisce.

Poi arriva ore dopo.

Nelle relazioni può diventare delicato: se non trovi le parole giuste, rischi di diventare vagə o tagliente, e l’altro capisce male.

E dentro di te resta quella sensazione frustrante: “non sono riuscitə a dire davvero quello che sentivo. Avrei potuto dire “così” o “colì””.

📌 Cosa puoi fare? Creare spazio: ridurre urgenza e allerta. Quando il corpo si calma, il lessico torna più disponibile.

🌱 È uno dei semi di Semi di Focus la challenge gratuita adesso in corso in APG Academy. Segui il link in bio per iscriverti.

Domanda: a te succede di più di “perdere le parole” in ansia, in conflitto, o quando sei stancə?

Il monitoraggio è una competenza cognitiva fondamentale: la capacità di vedere cosa stai facendo mentre lo fai.È ciò che...
10/04/2026

Il monitoraggio è una competenza cognitiva fondamentale: la capacità di vedere cosa stai facendo mentre lo fai.

È ciò che ti permette di notare un dettaglio mancante, un errore, uno scarto, e correggere la rotta senza dover ricominciare da zero.

Quando è in riserva (fretta, stress, sonno scarso), succede la cosa tipica: ti accorgi dopo.

E lì partono frustrazione e autocritica: “ma com’è possibile che non l’abbia visto?”.

Nelle relazioni la situazione è più delicata: se manca monitoraggio, ti accorgi tardi che stai salendo di tono, che stai reagendo, che sei entratə in un copione.

📌 Cosa puoi fare? Allenare l’occhio interno: notare prima, correggere con gentilezza, aggiornare mentre agisci. In pratica, stiamo parlando di “essere presenti a se stessi”.

🌱 È uno dei semi di Semi di Focus la challenge gratuita che si sta svolgendo in Academy. Segui il link in bio per partecipare.

🌀Domanda: ti accorgi “tardi” di più nelle cose pratiche (errori, dettagli) o nelle relazioni (tono, reazioni)?

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Rome
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