Michelangelo Lecce:Osteopata esperto in Nevralgia del Nervo Pudendo

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Michelangelo Lecce:Osteopata esperto in Nevralgia del Nervo Pudendo Esperto nel trattamento della nevralgia del nervo Pudendo, Vulvodinia, dolore pelvico. Nausea, capogiri, cefalea, cervicalgia .

Se stai cercando un professionista che comprenda il tuo stato fisico ed emotivo credimi ti posso aiutare ad uscire fuori da questo tunnel de dolore. Ho svolto la mia tesi in Osteopatia nella valutazione e nel trattamento della disfunzione della nevralgia del pudendo. Ovviamente tratto ogni tipo di problematica : Dolore cervicale, torcicollo, limitazioni nelle rotazioni del capo, "sabbia" durante i

movimenti. Dolore al braccio, spalla congelata, sensazione di "scossa elettrica", ernia cervicale, formicolio, insensibilità delle dita. Dolore interscapolare, Lombalgia, artrosi lombare, colpo della strega. Dolore alla parte bassa dell'osso sacro, in zona coccigea, soprattutto in posizione seduta. Mal di schiena con dolore alla gamba, sindrome del piriforme. Mal di schiena, dolore allo starnuto, dolore o perdita di forza nella gamba. Dolori muscolo scheletrici associati ad atteggiamenti viziati. Vi aspetto per un consulto…Un abbraccio Michelangelo Lecce.

Quando un pensiero critico fa esplodere la “fede talebana”Ieri ho condiviso in privato una riflessione molto personale s...
06/03/2026

Quando un pensiero critico fa esplodere la “fede talebana”
Ieri ho condiviso in privato una riflessione molto personale sulla religione, sulla fede e sul modo in cui veniamo educati fin da piccoli a guardare noi stessi attraverso gli occhi di un Dio, di una Chiesa, di un sistema di regole già pronte.
Non stavo insultando nessuno, non stavo cercando di “convertire” nessuno all’ateismo. Stavo solo raccontando il mio percorso: da ex credente, cresciuto in un ambiente dove il metro del bene e del male era quasi sempre religioso, e dove il dubbio era vissuto come un problema, non come una risorsa.


La cosa interessante è stata vedere la reazione.
Di fronte a un testo pacato, argomentato, che parlava di paradiso, dogma, indottrinamento e ipocrisia, la risposta è stata subito:

“ti sei perso in un fiume di parole”,

“non c’è fede”,

“io parlo da un pulpito non attaccabile”,

“quello che dici è frutto marcio dei semi maligni dei massoni di tre secoli fa”.

Questa modalità non è un caso isolato: è un modello. La psicologia ci dice che quando una credenza è legata all’identità, ogni critica viene vissuta come un attacco alla propria persona, e si reagisce in modo difensivo e aggressivo. Non si risponde nel merito, si squalifica la fonte. Non si dice “non sono d’accordo perché…”, si dice “tu sei ingannato, tu sei perso, tu sei parte del male”.

È qui che nasce la pseudo‑fede talebana:

quella che non ascolta, ma etichetta;

che non argomenta, ma demonizza;

che non si mette mai in discussione, ma si sente sempre “da un pulpito non attaccabile”.

Non serve andare in Iran per vedere la logica della teocrazia: lì è armata e sanguinaria, qui è “solo” verbale.

Ma la radice è simile: la convinzione di possedere una verità assoluta che legittima qualsiasi chiusura, qualsiasi aggressività verso chi osa guardare nella direzione sbagliata.

Alcune domande per chi legge
Non mi interessa chi ha “ragione”. Mi interessa la qualità del dialogo.
Per questo, se ti va, ti lascio alcune domande:

Cosa provi quando qualcuno mette in discussione la tua religione: curiosità o fastidio immediato?

Quando ti senti toccato nella fede, reagisci spiegando o attaccando?

Ti è mai capitato di liquidare l’altro come “confuso”, “perso”, “strumento del male” solo perché non crede come te?

Se la tua fede è davvero forte, ha bisogno di aggredire chi fa domande?

Quando qualcuno racconta la propria esperienza di dolore e di distacco da Dio, riesci ad ascoltarla o devi subito difendere il “pulpito”?

Il punto non è credere o non credere
Lo dico con chiarezza: non considero “stupido” chi crede. Ho visto persone trovare nella fede sostegno, comunità, senso, soprattutto nei momenti più bui.


Quello che critico sono i meccanismi:

l’uso del paradiso come chimera perfetta, non verificabile ma potentissima sul piano emotivo;

il dogma usato come test di obbedienza, non come mistero da contemplare;

l’indottrinamento precoce che non lascia spazio a costruirsi un centro autonomo;


l’ipocrisia di chi predica povertà vivendo nel potere e nel privilegio;

le reazioni “talebane” di chi, invece di dialogare, sente il bisogno di screditare e colpire.

Se ti riconosci in questo tipo di reazione, non ti sto insultando. Ti sto invitando a chiederti una cosa molto semplice:

La tua fede ti rende più capace di ascoltare, o più veloce a giudicare?

Se ti va, nei commenti non dirmi solo se credi o non credi.
Dimmi: come reagisci quando qualcuno tocca ciò che per te è sacro?

L’articolo che segue è pensato per chi crede, per chi ha creduto e per chi non sa più in cosa credere. Non è un attacco,...
05/03/2026

L’articolo che segue è pensato per chi crede, per chi ha creduto e per chi non sa più in cosa credere. Non è un attacco, è un invito a guardare con più coraggio ciò che spesso diamo per scontato.

Siamo davvero liberi quando crediamo?
Sono cresciuto in una famiglia in cui il metro del “bene” e del “male” era quasi sempre religioso. Ogni scelta, ogni errore, ogni gesto veniva letto alla luce di regole cattoliche e cristiane. Non era solo fede: era una griglia che ti entrava sotto pelle, fino a diventare il modo stesso in cui ti valutavi come persona.


Col tempo ho capito una cosa che mi ha fatto molto male: da bambino non mi è mai stato chiesto davvero “tu, chi sei?”. Mi è stato chiesto soprattutto “tu, sei come devi essere?”. Forse a molti di voi è successo qualcosa di simile.

Ti faccio una prima domanda:
quando pensi a te stesso, senti di guardarti con i tuoi occhi o con quelli di un Dio, di una Chiesa, di una comunità che ti giudica?

La riflessione guidata: quando ti dicono loro come “cercare la verità”
Le religioni parlano molto di “riflessione”, “esame di coscienza”, “discernimento”. In teoria, ti invitano a interrogarti. In pratica, però, le regole con cui dovresti riflettere te le danno loro.

Sono loro a stabilire quali domande puoi farti, quali pensieri sono leciti e quali invece sono già sospetti. Ti dicono che devi cercare la verità, ma ti offrono anche la lente con cui guardarla, i criteri con cui giudicarla, i confini oltre i quali non è più “sano” andare.

È un po’ come mettere i paraocchi a un cavallo e poi dirgli: “Corri dove vuoi”. Tecnicamente sei libero, ma solo lungo la pista che ti hanno tracciato.

Allora ti chiedo:
le domande più profonde che ti fai sulla vita e su te stesso le scegli tu, o sono già scritte da qualcun altro?

Il bisogno di appartenere: paura dell’errore, paura di essere fuori
La psicologia ci mostra quanto il contesto, le relazioni, il giudizio degli altri siano fondamentali nella costruzione dell’identità e dell’autostima. Noi esseri umani abbiamo bisogno di appartenere: famiglia, comunità, gruppo, Chiesa.



In questo quadro, la religione usa una leva potentissima: la paura dell’errore che ti esclude. Se sbagli, se dubiti, se ti allontani troppo, rischi di non essere più “uno dei nostri”. Questo vale nel cattolicesimo, nell’islam politico, in ogni sistema religioso forte: l’appartenenza è un premio, l’esclusione è una minaccia.

A livello emotivo è devastante. Molti accettano regole, dogmi, visioni del mondo non perché le sentano vere, ma perché non possono permettersi di restare soli, fuori, etichettati come “smarriti”, “tiepidi”, “infedeli”.

Domanda scomoda:
se oggi mettessi seriamente in discussione la tua religione, di cosa avresti più paura: di perdere Dio o di perdere il tuo posto nel gruppo?

Paradiso e dogma: la chimera perfetta e il test di obbedienza
Più guardo alla storia delle religioni, più mi colpiscono due strumenti: il paradiso e il dogma.

Il paradiso è una chimera perfetta: nessuno può dimostrarlo, nessuno può confutarlo. È un altrove dove tutto il dolore trova un senso, dove ogni lacrima avrà una ricompensa. È un’idea potentissima perché vive fuori da ogni verifica. Se non puoi metterla alla prova, non puoi nemmeno davvero contestarla.

Quando però provi a fare domande troppo incisive, ecco l’uscita laterale: il dogma. Il dogma è il punto in cui il discorso si chiude: “Qui non si discute, qui si crede”. Ma non te lo presentano come un muro, te lo presentano come una prova. Se accetti il dogma senza capire, dimostri di avere fede; se chiedi di capire, sei già sospettato di orgoglio o ribellione.

In pratica, il dogma diventa un test psicologico:
“Fino a che punto sei disposto a sacrificare la tua esigenza di capire pur di essere considerato un vero credente?”.

Per chi non ha un centro interno saldo, il risultato è micidiale. Ti pieghi: inizi a credere non perché trovi qualcosa convincente, ma perché non reggi il peso di essere fuori. È lì che, secondo me, comincia il declino: smetti di fidarti del tuo pensiero e deleghi la tua coscienza a un sistema esterno.

Allora ti chiedo:
quante volte ti sei sentito in colpa non perché tu stessi facendo del male a qualcuno, ma perché stavi iniziando a pensare con la tua testa?

Il dolore, la malattia, la morte: quando siamo più vulnerabili
Proviamo a toccare un punto che riguarda tutti.

Un paziente sotto chemio a cui restano pochi mesi. Un genitore che guarda un figlio spegnersi. Una diagnosi che dice “non c’è più nulla da fare”. In quei momenti tutte le nostre certezze crollano. La medicina ha dei limiti precisi, le statistiche sono brutali, il corpo non risponde più.

Cosa resta, allora? Molti, comprensibilmente, si rivolgono al divino. È umano. Ma è anche il punto in cui diventiamo più esposti. In quel vuoto di senso, la promessa del paradiso, del miracolo, della “ricompensa dopo la prova” si inserisce con una precisione quasi chirurgica.

Non penso a un complotto, penso a secoli di sedimentazione di parole, riti, narrazioni che hanno imparato perfettamente dove collocarsi: esattamente dove il dolore umano è più n**o.

Domanda diretta:
se ti promettono che questo dolore avrà un senso solo “dopo”, sei davvero consolato… o stai solo rinviando l’urgenza di guardare in faccia ciò che vivi adesso?

L’ipocrisia del potere: povertà predicata, ricchezza vissuta
C’è poi una contraddizione che fa fatica a essere ignorata, soprattutto qui in Italia.

Da una parte ascoltiamo parole su umiltà, semplicità, povertà evangelica. Dall’altra vediamo uno Stato pontificio con enormi patrimoni, immobili, investimenti, beni artistici, un’istituzione fra le più ricche e influenti al mondo che possiede vasti spazi del centro di Roma.

Mentre fuori dalle sue mura c’è chi non arriva a fine mese, chi lotta con lo stress, con il lavoro precario, con la perdita di dignità sociale. Sentire predicare la povertà da chi vive nel lusso istituzionale non è solo incoerenza: è uno schiaffo a chi la povertà la subisce davvero, nel corpo e nella psiche.


La domanda è inevitabile:
come ti senti quando chi ti parla di rinuncia materiale vive circondato da ricchezza, protezione e privilegi che tu non avrai mai?

Dall’infanzia all’estrema teocrazia: quando il sacro diventa arma
Il meccanismo non si ferma all’ambito personale. Portato all’estremo, genera interi sistemi politici.

Lo vediamo in modo drammatico in Iran, dove lo Stato è una repubblica teocratica sciita: la guida suprema deve essere un religioso e la legge si fonda sull’interpretazione religiosa. In nome di questa visione “sacra”, le proteste scoppiate dopo la morte di Mahsa Jina Amini nel 2022 sono state represse nel sangue: centinaia di persone uccise, fra cui donne e minori, migliaia di feriti e arrestati.

Negli ultimi mesi, la repressione delle mobilitazioni collegate al movimento “Donna, Vita, Libertà” ha visto ancora morti, feriti, condanne a morte per chi osava sfidare l’ordine religioso imposto. È l’esempio più brutale di cosa può accadere quando un’idea religiosa diventa legge e chi governa si sente investito da Dio stesso.

Qui non siamo a quel livello, ma la logica di fondo è simile: chi controlla il sacro controlla anche il permesso di dissentire.

Ti chiedo:
ti sei mai chiesto fin dove sarebbe disposto ad arrivare il tuo sistema religioso, se avesse il potere assoluto di decidere su corpi e vite, come in Iran?

Indottrinamento precoce: un centro che non nasce mai
La ricerca mostra quanto le esperienze religiose infantili segnino la formazione dell’identità e del concetto di sé: ciò che vivi da piccolo nel contesto religioso familiare può sostenerti, ma può anche riempirti di colpa, vergogna e paura se l’ambiente è rigido e autoritario.


Se da bambino impari che il tuo valore dipende da quanto sei “puro”, “ubbidiente”, “in linea” con le regole della tua religione, è molto probabile che da adulto tu faccia fatica a costruire un centro autonomo. Sarai sempre un po’ appeso al giudizio di un Altro: Dio, la Chiesa, il gruppo.

Domanda personale:
se togliessimo, solo per un attimo, l’idea di Dio e di peccato dalla tua vita, sapresti ancora dire chi sei e cosa è giusto per te?

Dove può nascere una spiritualità onesta?
Non sto dicendo che chi crede sia ingenuo o manipolato in blocco. So che per molti la fede è stata una salvezza, una struttura, un approdo nei momenti di frattura. So che esistono credenti lucidi, profondi, capaci di mettersi in discussione.

Quello che metto in questione sono i meccanismi, non le persone. Il plagio emotivo, l’uso della paura, l’ipocrisia del potere, l’indottrinamento precoce che non lascia spazio a costruirsi un centro interno.

Per me, una spiritualità onesta dovrebbe:

non aver paura delle domande;

non usare dogmi come test di obbedienza;

non promettere paradisi come merce di scambio;

non minacciare esclusioni per chi cerca la propria verità;

non vivere nel lusso mentre predica la povertà.

Allora ti lascio con l’ultima domanda, forse la più importante:
se potessi credere solo in ciò che non ti chiede di rinunciare alla tua coscienza, alla tua libertà di pensare e di sentire, cosa resterebbe della tua fede?

Se queste domande ti hanno toccato, non ti chiedo di rispondere a me, ma a te stesso. Se ti va, però, puoi condividere qui sotto cosa ti ha fatto più male, cosa ti ha fatto più bene e cosa, onestamente, non riesci più a ignorare.

Music video by CCCP – Fedeli Alla Linea performing Spara Jurij (Visual). © 2023 Universal Music Italia Srlhttp://vevo.ly/PQ6Ynu

28/01/2026
📍 Studio di Roma Disponibilità visite fine annoLo studio di Roma sarà chiuso dal 23 al 28 dicembre.Saremo aperti per le ...
22/12/2025

📍 Studio di Roma Disponibilità visite fine anno

Lo studio di Roma sarà chiuso dal 23 al 28 dicembre.
Saremo aperti per le visite in presenza il 29 e 30 dicembre e poi di nuovo dal 2 gennaio 2026.

Se desideri prenotare una visita in presenza a Roma in queste date (29–30 dicembre o dal 2 gennaio in poi), puoi:

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Hai mai pensato che il tuo passato possa trasformarsi da problema a risorsa?Le Costellazioni Familiari sono un’esperienz...
25/11/2025

Hai mai pensato che il tuo passato possa trasformarsi da problema a risorsa?
Le Costellazioni Familiari sono un’esperienza potente, che scioglie blocchi emotivi e porta leggerezza nella vita.

Domenica 7 dicembre c’è un nuovo incontro di gruppo guidato da Laura Bianconi (costellatrice sistemica, consulente di psicogenealogia, ideatrice del metodo “La Soluzione del Cuore”).

L’evento si terrà da Emisferi, Via Michele di Lando 72, Roma.

Novità: oltre ai gruppi in presenza, Laura è disponibile per percorsi individuali online di 10 sessioni, dedicati a chi desidera lavorare in profondità su di sé, ovunque si trovi.

Per info e prenotazioni visita www.laurabianconi.net o chiama il 347 5599 368.

Scrivici per domande o per prenotare il tuo percorso!

06/11/2025

Ricordo che alle 21 di oggi ci sarà una diretta per incontrare i pazienti sul mio gruppo.

02/11/2025

Per chi vuole entrare nel mio canale WhatsApp:

12/09/2025

Risonanza Magnetica ed Elettromiografia: come orientarsi se sospetti la nevralgia del pudendo

Molti pazienti arrivano da me dopo mesi, a volte anni, di visite ed esami inconcludenti.
Se c’è un sospetto di nevralgia del pudendo o di dolore pelvico cronico, due esami diventano fondamentali:

La Risonanza Magnetica (RMN) del bacino – Non basta eseguirla in un centro qualsiasi. Serve che sia refertata da medici radiologi che conoscono molto bene il nervo pudendo. Per questo indirizzo sempre i miei pazienti a specialisti di riferimento.
⚠️ Evita le risonanze aperte: per i claustrofobici sembrano una soluzione, ma la qualità d’immagine non è sufficiente per un’analisi accurata del nervo. Rischi di buttare tempo e soldi senza ottenere risposte utili.

L’Elettromiografia del nervo pudendo – Questo esame permette di valutare se ci sono problematiche di conduzione, se il nervo “funziona” oppure no. È il tassello che completa il quadro, soprattutto nei casi in cui la clinica lascia dubbi.

👉 Il mio consiglio: se pensi di avere questa problematica, non affidarti a esami generici. Rivolgiti a chi ha esperienza. Se non vuoi sprecare energie e denaro in percorsi senza uscita, ti aspetto a Roma per una valutazione globale.

📖 Se vuoi approfondire, nel mio libro “Pudendo si può” troverai informazioni chiare e testimonianze vere che ridanno speranza a chi soffre di dolore pelvico.

📍 Mi trovi a Roma, facilmente raggiungibile da Termini.
💳 Pagamento con carta o contanti, fattura elettronica via mail.

👉 Compila ora il questionario dal sito o prenota la tua visita: non rimandare ancora. https://www.opudendo.it/questionario-dolore-pelvico/

12/09/2025

Per chi ancora non mi conosce: mi chiamo Michelangelo Lecce Osteopata, mi occupo da oltre 11 anni di pavimento pelvico, nevralgia del pudendo e dolore cronico. Ho un approccio integrato che unisce osteopatia, conoscenze psicologiche e 20 anni di esperienza come personal trainer.

Ho deciso di dedicare la seconda metà di Settembre a chi sente il bisogno di fare il primo passo, ma non ha mai avuto il coraggio o la possibilità economica di farlo.

Dal 15 al 30 Settembre, la prima visita sarà scontata del 50%:

Visita pavimento pelvico / nevralgia del pudendo: da 140€ → 70€

Visita Osteopatica classica (colonna, articolazioni, postura, traumi sportivi): da 120€ → 70€

Solo la prima visita, riservata a chi non è ancora mio paziente.

Durante la visita riceverai:
✔ Una valutazione globale e personalizzata
✔ Indicazioni pratiche su esercizi e prevenzione
✔ Un approccio empatico e multidisciplinare per iniziare un percorso serio

📍 Mi trovi a Roma (facilmente raggiungibile dalla stazione Termini in metro).
💳 Pagamento con carta o contanti – fattura elettronica via e-mail.

Settembre è il mese delle nuove partenze.
Questa può essere la tua occasione per riprendere in mano il corpo, la salute e la fiducia.

👉 Prenota ora la tua visita: https://www.opudendo.it/questionario-dolore-pelvico/

08/09/2025

Il questionario preliminare è il tuo primo strumento di libertà. Con le tue risposte potrò conoscere i limiti che ti hanno imposto e costruire un percorso mirato a restituirti ciò che il dolore ti ha tolto.

Compila il questionario: https://www.opudendo.it/costo-visita-osteopatica/



📖 Libro: “Nevralgia del pudendo – PUDENDO SI PUÒ”
Disponibile su Amazon: https://www.amazon.it/dp/B0CZH5T24P

📞 Contatti:
Email: nevralgiapudendo@gmail.com

Telefono: 371 457 95 68
Sito web: https://www.opudendo.it/

Indirizzo

Via Val Di Lanzo
Rome
00141

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00

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OSTEOPATIA: TRATTAMENTO DELLA NEVRALGIA DEL NERVO PUDENDO VULVODINIA

Ho svolto la mia tesi in Osteopatia nella valutazione e nel trattamento della disfunzione della nevralgia del pudendo, attualmente l’unica tesi fatta in Osteoptia. Dalla tesi ad oggi il trattamento si è completamente evoluto con risultati sempre più interessanti e risolutivi. Questo percorso formativo è stata molto duro, nel reperire informazioni in quanto, i pochi che trattano l’argomento, dai Medici ai fisioterapisti, non hanno nessuna voglia di collaborare, né di condividere le proprie esperienze, a discapito dei paziente. Comunque la mia tesi è la prima fatta nell’ambito osteopatico, mai nessuno si era interessato prima all’argomento, ostico, poco conosciuto, molto complesso da trattare. Ad oggi ho il mio sito www.opudendo.it, ho fondato un gruppo su faceobook : https://www.facebook.com/groups/nevralgiadelnervopudendo/ in cui ci sono tutti pazienti affetti da nevralgia del nervo Pudendo e Vulvodinia, dove si confrontano, c’è un interessante scambio di opinioni e dove sono coinvolto, la dove serve il mio parere rispondo alle loro domande. Il gruppo nasce anche per cercare professionisti seri, qualificati, competenti sulla materia, per poter indirizzare il paziente nel muovere i propri passi nella ricerca di esami specifici e professionisti nel campo della nevralgia del nervo Pudendo. Ad oggi su dieci pazienti visitati, che si rivolgono alla mia figura come Osteopata, 8 sono affetti da nevralgia del nervo Pudendo, è una disfunzione a cui mi sono appassionato e dedico gran parte del mio tempo, tutto me stesso. Qui di seguito vi metto il link di un mio video dove spiego il mio approccio nel trattare la nevralgia del nervo pudendo. https://www.youtube.com/watch?v=p6hs-U3nTYA&t=188s .Ovviamente tratto ogni tipo di problematica : Dolore cervicale, torcicollo, limitazioni nelle rotazioni del capo, "sabbia" durante i movimenti. Nausea, capogiri, cefalea, cervicalgia . Dolore al braccio, spalla congelata, sensazione di "scossa elettrica", ernia cervicale, formicolio, insensibilità delle dita. Dolore interscapolare, Lombalgia, artrosi lombare, colpo della strega. Dolore alla parte bassa dell'osso sacro, in zona coccigea, soprattutto in posizione seduta. Mal di schiena con dolore alla gamba, sindrome del piriforme. Mal di schiena, dolore allo starnuto, dolore o perdita di forza nella gamba. Dolori muscolo scheletrici associati ad atteggiamenti viziati. Vi aspetto per un consulto…Un abbraccio Michelangelo Lecce.