Le Nuvole . Scuola di Yoga

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Martedì 20 e mercoledì 21 febbraio.Due incontri con Guruji, guida spirituale del Paramanand ashram e direttore accademic...
13/02/2024

Martedì 20 e mercoledì 21 febbraio.
Due incontri con Guruji, guida spirituale del Paramanand ashram e direttore accademico del Paramanand Institute of Yoga Sciences and Research.

Il Dr.Omanand (Guruji) é un autentico maestro, capace di comunicare con semplicità, ironia e una irresistibile carica di energia. Da molti anni - sia nel suo ashram indiano che viaggiando per il mondo - aiuta le persone ad entrare in contatto con la propria natura realizzata, oltre gli stati di disagio, paura, rabbia e inadeguatezza sperimentati dall'Io.

Con gioia torniamo ad ospitare il maestro, questa volta dedicandoci a due argomenti: La shakti (martedì 20); Lo spazio di ascolto del cuore oltre la ruminazione mentale (mercoledì 21).

Gli incontri si svolgeranno dalle 18.00 alle 20.00/20.30 e prevedono una parte teorico-didattica e una parte pratica. Ampio spazio sarà dato a domande e risposte.

Per maggiori info contattaci in privato.

Om Shanti

08/02/2024

MARTEDI' 20 e MERCOLEDI' 21 FEBBRAIO - Ore 18.00 - 20.00
Due giorni con il Dr. Omanand (Guruji)

PROGRAMMA:
- Martedì 20: Come pulire i propri centri energetici (chakra) e riscoprire il proprio potenziale interiore
- Mercoledì 21: Uscire dalla negatività ed aprire lo spazio del cuore

I seminari sono fruibili insieme o singolarmente

COSTI:
60 euro per entrambi gli incontri
40 euro per il singolo incontro

Il Dr. Omanand è il direttore accademico e spirituale del Paramanand Institute of Yoga Science and Research, di Indore, nello stato indiano del Madhya Pradesh.
E' un autentico maestro, capace di comunicare con semplicità, ironia e una irresistibile carica di energia. Aiuta da molti anni le persone - sia nel suo ashram indiano che viaggiando per il mondo - ad entrare in contatto con la propria natura realizzata, oltre gli stati di paura, disagio e inadeguatezza sperimentati dall'Io.
Incontrare Guruji è un'esperienza speciale, non solo per ogni appassionato di yoga (non importa se studente avanzato o principiante) ma per ogni essere umano che desidera far emergere il proprio potenziale.

Necessaria la prenotazione al 339.6667260 (Andrea)

La cifra del Maestro.Arrivare al nocciolo delle cose intrecciando abilmente ironia, leggerezza e profondità, senza cader...
15/04/2023

La cifra del Maestro.
Arrivare al nocciolo delle cose intrecciando abilmente ironia, leggerezza e profondità, senza cadere nell'intellettualismo. Lavorare con potenza, nella pratica, per dissolvere, "come la lava con la roccia", la corazza egoica e trasformare "il metallo grezzo in oro".
Far sentire a casa e pur elevare, ispirando con autorevolezza e sorriso.
L'impegno costante e sincero per la diffusione della conoscenza portatrice di luce.

Grazie Guruji per la tua presenza.

Om Shanti

(Nelle foto i volti sorridenti e luminosi al termine dell'incontro con Dr. Omanand Guruji)

É necessario - ripeteva - rimuovere le tossine, attivare la shakti per avviare un processo di catarsi e trasformazione i...
29/03/2023

É necessario - ripeteva - rimuovere le tossine, attivare la shakti per avviare un processo di catarsi e trasformazione interiore che apra all'esperienza della Coscienza.
E ancora: pratica (abhyas), disciplina (anusasa), abbandono (samarpan), fiducia (sraddha), distacco (vairaghya): sono questi i cinque requisiti fondamentali per attingere alla conoscenza.

Rileggendoli ora, dopo diversi anni dalla mia esperienza in ashram, mi é evidente che tutti questi insegnamenti mirano essenzialmente ad una cosa: scardinare le costruzioni limitanti dell'Io affinché una vita più vasta, più vibrante, più grata, più pacificata, più in contatto col mistero possa farsi spazio.
Del resto l'ignoranza (avidya) non é proprio questo: mettere al centro se stessi e non il Tutto, pensarsi padroni e non creature?

Giovedì 13 aprile, dalle 18.30 alle 20.30, presso il nostro spazio di Via di Monte Testaccio, avremo la gioia di ospitare il Dr. Omanamd (amabilmente chiamato Guruji dai suoi studenti) per un incontro inatteso, speciale e dal sapore tutto indiano.

Guruji é la guida spirituale del Paramanand Ashram e direttore del Paramanand Institute of Yoga Sciences and Research di Indore, Madhya Pradesh (India) nel quale, diversi anni fa, ho avuto modo di praticare a approfondire i miei studi di yoga.

Parleremo di yoga, ovviamente. Yoga del corpo ma anche di yoga oltre il corpo e oltre la mente; di yoga quale via per rimuovere quegli ostacoli che impediscono il cammino a ritroso verso la Sorgente.

(Andrea)

P.s. per partecipare, visto il piccolo spazio a disposizione, é necessaria la prenotazione.

Giovedì 13 aprile, incontro con il Dr. Omanand, guida spirituale del Paramanand ashram e direttore accademico del Parama...
28/03/2023

Giovedì 13 aprile, incontro con il Dr. Omanand, guida spirituale del Paramanand ashram e direttore accademico del Paramanand Institute of Yoga Science and Research di Indore, nel Madhya Predesh (India).

Una rara opportunità (dal sapore tutto indiano) di confronto, stimolo e approfondimento per praticanti, ricercatori, studiosi di ogni livello o anche solo curiosi.
L'incontro teorico-pratico avrà come oggetto lo yoga inteso come cammino oltre il corpo e la mente.
Guruji - cosi è chiamato affettuosamente dai suoi studenti - guiderà una pratica di Chidshakti Prakriya (pratica di risveglio della coscienza). Sarà dato spazio a domande e risposte.

“Noi siamo parte integrante e inseparabile della Coscienza suprema. Tutti dovremmo cercare di esperire e rivelare questa Unità originaria”. (Guruji)

L'incontro si terrà presso la nostra sede di Via di Monte Testaccio, dalle 18.30 alle 20.30. Necessaria la prenotazione.

Un metodo per rendere  il corpo più forte e flessibile e la mente più stabile e determinata.Da mercoledì primo marzo ini...
25/02/2023

Un metodo per rendere il corpo più forte e flessibile e la mente più stabile e determinata.
Da mercoledì primo marzo inizieranno le classi di Ashtanga Yoga guidate da .ugolini, uno stile tradizionale di yoga che prevede la sincronizzazione di respiro e movimento all'interno di specifiche sequenze di asana secondo l'insegnamento K. Pattabhi Jois, a sua volta studente di T. Krishnamacharia.
É una pratica intensa, purificante e aperta a tutti durante la quale lo studente, sotto la guida dell'insegnante, apprende come dare profondità al proprio respiro, canalizzare la propria energia mentale e stabilire una perfetta integrazione tra mente e corpo.
Le classi si terranno il mercoledì in italiano e il venerdì in inglese, sempre alle 18.30.
Necessaria la prenotazione.













English Class. Eva's Ashtanga Yoga classes will be held in english every Friday at 6.30 pm.Le lezioni tenute da Eva di A...
20/02/2023

English Class. Eva's Ashtanga Yoga classes will be held in english every Friday at 6.30 pm.

Le lezioni tenute da Eva di Ashtanga Yoga si terranno il mercoledì alle 18.30 in italiano e il venerdì, sempre alle 18.30, in inglese.

NUOVO CORSO di Ashtanga Yoga.A partire da mercoledì 22 febbraio con Eva Ugolini. Calendario lezioni: mercoledì e venerdì...
05/02/2023

NUOVO CORSO di Ashtanga Yoga.
A partire da mercoledì 22 febbraio con Eva Ugolini.
Calendario lezioni: mercoledì e venerdì ore 18.30-20.00

La pratica. Stile tradizionale, intenso e dinamico, dall'azione focalizzante e purificante, trasmesso da K. Pattabhi Jois, allievo di T. Krishnamacharia, e dai suoi studenti. Prevede la sincronizzazione di respiro e movimento all'interno di precise sequenze di posizioni - asana - strutturate in diverse serie di intensità crescente entro le quali lo studente procede e lavora supportato dalla presenza dell'insegnante che svolge un ruolo di monitoraggio e correzione dell'esecuzione dell'asana.
Il metodo specifico dell'insegnamento - che alterna lezioni guidate al Mysore Style - rende le classi aperte a tutti i livelli, principianti ed esperti.

L'insegnante. Eva Ugolini pratica yoga da circa vent'anni, ha studiato con alcuni tra i più prestigiosi insegnante di Ashtanga Yoga tra cui Lino Miele, David Swenson ed Eddie Stern. Per undici anni ha insegnato Ashtanga Yoga Mysore presso la rinomata scuola Delight Yoga di Amsterdam.

26/07/2022

“Mia cara amica,
lei si chiede, e mi chiede, come possa la vita continuare dopo un evento così doloroso come solo può esserlo il distacco dall’amato, dalla persona cioè alla quale abbiamo unito il nostro desiderio e con la quale abbiamo affidato tutto noi stessi nelle mani del futuro. È questo è un interrogativo al quale, debbo confessarle, non so dare risposte.
Per quanto vittoriosa sia la fede, per quanta temperata, pure essa non sovrasta l’enigma della morte.
Quando la morte si manifesta sul nostro cammino, quando ci sottrae il nostro bene, è violenza insostenibile dalla quale sempre siamo sconfitti. E per quanto profonda possa essere, come lei gentilmente mi attribuisce, la conoscenza dell’animo umano, ebbene essa ci conduce solo là dove non si può che ammettere, per quanto a malincuore, la propria ignoranza.
Ugualmente lei mi impone di osare, e giustamente. Ebbene, per cominciare, debbo avvisarla di non prestare orecchio alle facili consolazioni che certamente riceve e riceverà e che sempre più d’altra parte si vanno facendo folla intorno a noi, complice la stessa psicologia di cui vorremmo essere fedeli e umili testimoni.
Le consolazioni consolano anzitutto i consolatori. Consentono a essi di coltivare l’illusione di essere immuni da ciò che agli altri è toccato in sorte, e ancor più d’essere saggi, prudenti e avveduti.
Così sentendosi al riparo e al sicuro, essi conservano la loro buona reputazione al prezzo di qualche buona parola. Ma, può esserne certa, se fossero onesti con se stessi, come dicono di esserlo, con gli altri, dovrebbero ammettere sinceramente che le consolazioni che offrono, consapevoli o meno che ne siano, nascondono null’altro che commiserazione per sé e risentimento per la vita.
Ecco dunque un primo consiglio: né commiserazione per sé né risentimento per la vita.
Benché oscuro sia lo sfondo sul quale la morte si manifesta, altrettanto oscuro quanto quello della vecchiaia e della malattia, per non dire di quello del peccato e della stoltezza, ebbene è lo stesso sfondo sul quale si staglia il sereno splendore della vita.
Per la nostra salute mentale sarebbe perciò un bene non pensare che la morte non è che un passaggio, una parte di un grande, lungo e sconosciuto processo vitale: sia nei giorni dolorosi nei quali precipitiamo per la perdita di chi ci è caro sia nei giorni tristi nei quali siamo sorpresi dal pensiero della nostra stessa morte.
La nostra morte è un’attesa o, se vuole, una promessa che non è mai compiuta. Per questo essa non ci impone di vuotare la nostra vita ma piuttosto di procedere alla sua pienezza.
Mentre la morte ci toglie ciò che ci è più caro, al tempo stesso ci restituisce a ciò che ci è più prezioso. Non è il mistero della morte che siamo chiamati a sciogliere: piuttosto è quello della vita.
La vita è un imperativo assoluto al quale nessuno deve sottrarsi. Per quanto ostico ci paia il compito, per quanto insostenibile, per quanto ostile, abbandonarci a noi stessi, abbandonare noi stessi non è contemplato tra le molte possibilità.
È la vita che dobbiamo piuttosto, direi addirittura, arrenderci alla vita e al suo costante fluire. A questo scorrere non possiamo imporre alcun argine, né potremmo tentare di deviarlo o di mutarne la traiettoria. Ciò sarebbe assai sciocco e per molti versi pericoloso.
Se vogliamo inimicarci la vita, se vogliamo davvero averla contro sappiamo come fare: rinunciamo a viverla. Vi sono numerosi modi per ottenere questo, l’ultimo dei quali, il più stupido e spietato, è troncarla con le nostre stesse mani. Questo è il supremo peccato.
Se ci teniamo al di sopra di questo baratro potremo sempre, in ogni caso, imporre alla vita un corso predeterminato, forzarla o sospenderla, in una parola dirigerla.
Abbiamo infiniti compiti che possiamo imporci e infinite mete verso le quali orientarci. Tutto ciò fa pur sempre parte della nostra vita, ma è ciò che la nostra vita ci chiede? La vita che abbiamo scelto per noi potrebbe infatti rivelarsi ben diversa da quella che avrebbe scelto noi.
Il problema è allora questo: giunto alla fine dalla mia vita che cosa mi ritrovo tra le mani? Se trovo solo il rimpianto per ciò che avrebbe potuto essere e non è stato non sarà gran cosa. Ma potremmo trovare ben di più, ben di peggio.
Ogni vita non vissuta accumula rancore verso di noi, dentro di noi: moltiplica le presenze ostili.
Così diventiamo spietati con noi stessi e con gli altri. Intorno a noi non vediamo che lotta, cediamo e soccombiamo alle perfide lusinghe dell’invidia. Si dice bene che l’invidia accechi il nostro sguardo è saturo delle vite degli altri, noi scompariamo dal nostro orizzonte. La vita che è stata perduta, all’ultimo, mi si rivolterà contro.
Perciò, l’ultima cosa che vorrei dirle, mia cara amica, è che la vita non può essere, in alcun modo, pura rassegnazione e malinconica contemplazione del passato. È nostro compito cercare quel significato che ci permette ogni volta di continuare a vivere o, se preferisce, di rispondere, a ogni passo, il nostro cammino.
Tutti siamo chiamati a portare a compimento la nostra vita meglio che possiamo.”

Jung, in Jung parla. Interviste e incontri.
♨️

Indirizzo

Via Di Monte Testaccio, 73
Rome
00153

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