PsycoBlog della Dott.ssa Serena Russo - Psicologa Psicoterapeuta

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PsycoBlog della Dott.ssa Serena Russo - Psicologa Psicoterapeuta "Noi non vediamo le cose come sono. Vediamo le cose come siamo noi." Anaïs Nin Per maggiori informazioni e appuntamenti contattatemi con un messaggio privato.

Mi chiamo Serena Russo e sono una Psicologa-Psicoterapeuta di orientamento sistemico-relazionale. Attraverso questa pagina condividerò link, articoli e curiosità inerenti il mondo della Psicologia, il benessere delle famiglie, delle coppie e dei singoli individui.

Qualche spunto di riflessione partendo da conversazioni reali avute con i miei   durante le   di
16/01/2025

Qualche spunto di riflessione partendo da conversazioni reali avute con i miei durante le di

26/11/2024

Oggi sono arrabbiata, delusa, stanca, impotente. La mia non è quel tipo di stanchezza rassegnata, di chi non ce la fa pi...
25/11/2024

Oggi sono arrabbiata, delusa, stanca, impotente. La mia non è quel tipo di stanchezza rassegnata, di chi non ce la fa più a sopportare il modo in cui va il mondo e si accascia sul comodo divano della propria vita borghese a guardare alla tv le tragedie degli altri senza fare niente… no, la mia è la stanchezza rabbiosa di chi questo dolore lo ascolta quotidianamente con le proprie orecchie, di chi raccoglie le testimonianze di donne che vengono giudicate, criticate e condannate per la loro “debolezza”, per la loro “incapacità” ad uscire da situazioni d’abuso; donne che non vengono credute quando decidono di aprirsi con qualcuno, che non vengono ascoltate o peggio ancora rivittimizzate, attribuendo loro la responsabilità di ciò che gli sta capitando. Donne che vengono trattate da pu***na in tribunale nel bel mezzo del processo per stupro e violenza domestica contro il loro ex; o che vengono rimandate a casa dal proprio abuser perché “signora non ha un appuntamento. Per denunciare è necessario che lei torni domani”. Potrei stilare una lista infinita di tutte le forme di abuso e rivittimizzazione che le donne subiscono quotidianamente, ma lo scopo non è istigare, ma accendere una riflessione che duri un po’ di più di una semplice giornata.
La mia personale riflessione è che sono stanca ed arrabbiata. Stanca che queste riflessioni smuovano la coscienza sociale soltanto in alcune giornate dell’anno, quando si commemora qualcosa o quando una di noi viene uccisa; stanca di dover pensare che nel 2024 siamo costrette a dover scendere in piazza per urlare cose che dovremmo ormai dare per scontate, come la tutela ed il rispetto dei nostri diritti umani… si, perché ci si dimentica troppo spesso che tutte le forme di abuso rappresentano una gravissima violazione dei diritti umani. Se conosci qualcuno che può essere vittima di violenza, non giudicarla per come pensi che dovrebbe reagire: non è incapacità, è paura. Rimani a disposizione, offrile ascolto e appoggio senza alcun tipo di pressione. Credile. Ascoltata. Non giudicarla. E denuncia se sei testimone diretto della violenza. Non rimanere in silenzio. Non girarti dall’altra parte. È sempre il 25 novembre.

Quante volte ci siamo sentiti attratti da relazioni che ci fanno soffrire? È facile cadere nella tentazione di salvare c...
11/11/2024

Quante volte ci siamo sentiti attratti da relazioni che ci fanno soffrire? È facile cadere nella tentazione di salvare chi ci circonda, soprattutto quando percepiamo la sofferenza o il dolore dell’altro. Tuttavia, la vera sfida, e anche il vero atto di amore verso sé stessi, non consiste nel tentare di cambiare gli altri ma sta nell’ascoltarci, comprendere e guarire quei lati di noi che si sentono attratti o influenzati proprio da dinamiche tossiche. Quando una relazione ci tocca in modo doloroso, spesso c’è qualcosa dentro di noi che risuona con quella dinamica, qualcosa che può derivare da ferite passate, insicurezze o parti di noi che hanno bisogno di essere comprese e accettate. Lavorare su questi aspetti non è sempre facile, ma è un atto di amore e rispetto verso noi stessi. Significa diventare capaci di riconoscere ciò che ci fa bene e di allontanarci da ciò che ci danneggia; riconoscere il nostro valore e imparare a stabilire confini sani, scegliendo consapevolmente relazioni che ci nutrono e ci rispettano.

10/11/2024

09/11/2024

Le parole di Freud ci permettono di aprire una riflessione profonda sul rapporto che ognuno di noi ha con la sofferenza ...
08/11/2024

Le parole di Freud ci permettono di aprire una riflessione profonda sul rapporto che ognuno di noi ha con la sofferenza e sulle potenzialità di crescita che essa racchiude, se solo decidiamo di non evitarla. Il dolore è spesso visto come un nemico, un’emozione dalla quale fuggire per paura dell’abisso in cui potrebbe farci sprofondare. Ma ignorare il dolore o cercare di scappare da esso non ci aiuta a stare meglio, anzi, rimandare l’ascolto delle nostre ferite può portare a un accumulo di emozioni non elaborate, che a lungo andare trovano altre vie -spesso inconsce- per manifestarsi, influenzando negativamente le nostre relazioni, la nostra autostima e il nostro equilibrio emotivo....

Le parole di Freud ci permettono di aprire una riflessione profonda sul rapporto che ognuno di noi ha con la sofferenza e sulle potenzialità di crescita che essa racchiude, se solo decidiamo di non…

Le parole di Freud ci permettono di aprire una riflessione profonda sul rapporto che ognuno di noi ha con la sofferenza ...
08/11/2024

Le parole di Freud ci permettono di aprire una riflessione profonda sul rapporto che ognuno di noi ha con la sofferenza e sulle potenzialità di crescita che essa racchiude, se solo decidiamo di non evitarla.

Il dolore è spesso visto come un nemico, un’emozione dalla quale fuggire per paura dell’abisso in cui potrebbe farci sprofondare. Ma ignorare il dolore o cercare di scappare da esso non ci aiuta a stare meglio, anzi, evitare l’ascolto delle nostre ferite può portare a un accumulo di emozioni non elaborate, che a lungo andare trovano altre vie -spesso inconsce- per manifestarsi, influenzando negativamente le nostre relazioni, la nostra autostima e il nostro equilibrio emotivo.

Freud ci invita a trovare il coraggio di ascoltare la sofferenza, e questo richiede forza. Significa smettere di evitarla e, al contrario, accoglierla come parte della nostra esperienza. Non è mai semplice, perché il dolore ci mette di fronte a verità che a volte preferiremmo non vedere. Ma quando impariamo ad ascoltare e comprendere la nostra sofferenza, possiamo scoprire nuove risorse interiori e una consapevolezza più profonda di noi stessi.

Non è il dolore in sé a insegnare, ma l’atto di affrontarlo consapevolmente. Questo atteggiamento può trasformare le nostre ferite in un’opportunità di crescita, rendendoci più forti, resilienti e consapevoli. Anche in terapia, affrontare il dolore diventa un’opportunità di cambiamento che, sebbene faticosa, apre la strada alla guarigione e alla trasformazione.

Vi do il benvenuto nel mio nuovo   uno spazio di   e   nato per accogliere, ascoltare e accompagnare i pazienti nell’esp...
05/11/2024

Vi do il benvenuto nel mio nuovo uno spazio di e nato per accogliere, ascoltare e accompagnare i pazienti nell’esplorazione del loro mondo interiore.
Lo spazio di cura in terapia, definito “ ”, non è solo un luogo fisico, ma uno spazio co-costruito tra e ; un luogo in cui non solo vengono fissate delle regole condivise, ma in cui la stessa prende corpo, si costruisce e diventa essa stessa cura.

Winnicott (1956), definisce così il setting terapeutico: “Questo lavoro deve essere svolto in una stanza non di passaggio, una stanza tranquilla, al riparo da rumori improvvisi ed imprevedibili senza, tuttavia, che vi sia un silenzio di tomba o che vengano esclusi i rumori abituali di una casa. La stanza deve essere adeguatamente illuminata, ma non da una luce diretta sugli occhi o variabile. La stanza non è certamente buia e deve essere calda e confortevole. Il paziente si sdraia sul divano in modo da essere comodo, se comodo riesce a stare. Può eventualmente disporre di una coperta e di acqua da bere”.
Dunque un luogo sicuro, confortevole, in cui i pazienti si possano sentire liberi di esprimere loro stessi senza il timore di essere giudicati; un luogo in cui ogni persona possa portare con sé il proprio , le proprie , i propri , le proprie e possa sentirsi ascoltata, contenuta e accolta.
Lo studio di un terapeuta è molto più di una stanza: è un contenitore di esperienze, di , di colori, di tutto ciò che nasce spontaneamente dalla relazione che terapeuta e paziente co-costruiscono nel qui ed ora e che crea le basi per un percorso di crescita autentico e profondo.

E tu, vuoi farmi una domanda?
24/10/2024

E tu, vuoi farmi una domanda?

A tutte le persone che si sentono ferme nella loro vita e che non riescono a vedere né a percepire il cambiamento, dico…...
21/10/2024

A tutte le persone che si sentono ferme nella loro vita e che non riescono a vedere né a percepire il cambiamento, dico… Siate pazienti e tolleranti con voi stessi perché state lavorando per diventare la versione migliore di voi, anche se adesso vi sembra di non scorgere niente all’orizzonte. È normale avere paura, pensare di essere vagabondi senza meta, anime in cerca di sollievo che si spostano in balia del vento… Ogni difficoltà incontrata sul vostro percorso, vi renderà solo più forti e consapevoli… più capaci di capire chi siete e cosa desiderate per voi stessi. Ricordate: l’obiettivo è proprio il viaggio non la destinazione!! Ogni piccolo passo è importante perché vi allontana da dove non volete più stare un passo alla volta e vedrete quanto lontano riuscirete ad arrivare!

Le esperienze del   , soprattutto quelle traumatiche, possono lasciare un segno profondo nella nostra   quotidiana. Poss...
17/10/2024

Le esperienze del , soprattutto quelle traumatiche, possono lasciare un segno profondo nella nostra quotidiana. Possono manifestarsi attraverso , complesse, blocchi o apparentemente inspiegabili ma che sono legati in modo inequivocabile a ció che ci ha segnati nel passato. Quante volte ti sei sentito bloccato da vecchi schemi, da non ancora guarite, o dalle esperienze traumatiche che hai vissuto?

La EMDR, sviluppata da Francine Shapiro, è uno strumento potente per elaborare e trasformare in modo funzionale i e le emozioni ad essi associate.
Grazie a questa tecnica, è possibile ridurre l’impatto emotivo dei ricordi dolorosi e creare nuove connessioni mentali, liberandosi così dalle catene del passato.

Il passato ha infatti un potere enorme su di noi e condiziona il modo in cui vediamo il mondo e noi stessi. Ma non è il passato a definire chi siamo o chi possiamo diventare.
Il nostro passato non deve essere necessariamente una condanna, ma il nostro presente deve diventare un’opportunità di crescita e rinascita.
Ogni giorno possiamo scegliere di riscrivere la nostra storia e diventare i protagonisti attivi delle nostre vite. Il passato ci ha plasmato, ma siamo noi a decidere come affrontare il futuro.

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Rome

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Lunedì 09:00 - 21:00
Martedì 09:00 - 21:00
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Chi sono e cosa posso fare per te

Mi chiamo Serena Russo e sono una Psicologa-Psicoterapeuta di formazione sistemico-relazionale. Mi sono laureata presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" nel 2004 e sono iscritta alla sezione A dell'Albo degli Psicologi della Regione Lazio con n° 14505 dal 2006. Ho conseguito la Specializzazione in Psicoterapia Sistemico-Relazionale presso l'Accademia di Psicoterapia della Famiglia di Roma. Tra le altre attività di cui mi occupo, svolgo principalmente la libera professione come Psicoterapeuta individuale, di coppia e familiare. Da diverso tempo ormai, mi occupo prevalentemente di terapie con pazienti vittime di rapporti di coppia abusanti, vittime di abuso narcisistico e dipendenze affettive, nonché di pazienti con tratti e disturbi narcisistici di Personalità. Conduco gruppi di auto-aiuto sull'elaborazione del lutto, sulla gestione dell'ansia e di sostegno alla genitorialità, anche nei casi di separazione e divorzio. Collaboro con il "Gruppo Ictus Emiplegia Onlus" per il sostegno psicologico a pazienti colpiti da ictus ed anche alle loro famiglie. Realizzo corsi di formazione e di preparazione all'esame di stato per studenti laureandi e neo laureati in Psicologia in collaborazione con strutture ed enti accreditati.

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