16/01/2026
"PROGRESSO", CORTOCIRCUITO ORMONALE e CRISI D' IDENTITÀ DI GENERE :
la Psiconeuroendocrinologia (PNEI) spiega come i MESSAGGI esterni si traducano in cambiamenti biochimici reali, contribuendo a quella "confusione ormonale" che osserviamo oggi.
Il nostro SISTEMA ENDOCRINO non risponde solo al cibo o al movimento, ma traduce ogni nostra percezione del mondo in un SEGNALE CHIMICO.
Oggi assistiamo a un fenomeno biologico singolare:
le abitudini moderne e le pressioni culturali stanno portando a una sorta di "sovrapposizione" ormonale, dove i confini chimici tra UOMO e DONNA appaiono sempre più sfumati.
Nell'Uomo, il TESTOSTERONE è l'architetto della vitalità e della DETERMINAZIONE. Tuttavia, questo equilibrio è oggi minacciato da due fronti:
- stile di vita caratterizzato da eccesso calorico, scarsità di sforzi fisici e accumulo di grasso addominale che produce l' enzima AROMATASI, che converte letteralmente il testosterone in estradiolo (ormone femminile).
In assenza di un impegno fisico reale che segnali al cervello la necessità di "forza", la dominanza androgenica decade.
La cultura corrente e i mass media, inoltre, inviano costantemente messaggi che mettono in discussione o SVALUTANO i TRATTI PSICOLOGICI TIPICI della MASCOLINITÀ BIOLOGICA, generando una pressione sociale che crea un conflitto interno che può abbassare i livelli di testosterone.
La mancanza di modelli che valorizzino la determinazione e la "spinta" maschile RIDUCE lo stimolo neurochimico alla produzione ormonale, lasciando il campo libero alla femminilizzazione biochimica stimolata dall'Aromatizzazione.
- per le donne, il cambiamento segue una dinamica opposta, la costante promozione di un modello femminile basato sulla competizione e sulla performance ricalca schemi STORICAMENTE maschili. Questo stile di vita mantiene alto il cortisolo (ormone dello stress).
In risposta a una percezione di "lotta" continua, il corpo femminile devia le sue risorse verso la produzione di ormoni androgeni surrenali (come il DHEA) per garantire resilienza e aggressività mentale, a discapito della ciclicità ormonale e della fertilità.
LA CONFUSIONE DEI GENERI COME RISULTATO BIOCHIMICO :
L'informazione e la cultura corrente giocano un ruolo fondamentale in questo "scombussolamento". Quando Cultura e Mass media veicolano messaggi che rendono i ruoli di genere fluidi o INDEFINITI , il cervello (attraverso l'asse ipotalamo-ipofisi) adegua la produzione ormonale a questa nuova realtà percepita:
- Nell'uomo, la mancanza di una "missione" o di SFIDE FISICHE /MENTALI riduce la scarica pulsatile di LH, l'ormone che stimola i testicoli.
- Nella donna, l'assunzione di ruoli lavorativi in contesti ad alto stress e bassa cooperazione spinge il sistema verso una dominanza androgenica surrenale.
Questi conseguenti cambiamenti ormonali sono ADATTAMENTI.
La biologia non legge i nostri desideri, ma REAGISCE ai segnali chimici e ai MODELLI culturali che decidiamo di ASSORBIRE .
Se l'ambiente comunica che non è più necessaria la forza fisica maschile, la biochimica si adegua, e l'uomo si "ammorbidisce" ormonalmente , creando quel cortocircuito che confonde oggi i confini biologici tra i sessi.
. E se il cervello riceve segnali discordanti...Se il corpo dell'uomo è "femminilizzato" dall'aromatizzazione e quello di una donna è "mascolinizzato" dagli androgeni.. la percezione profonda di sé NON COINCIDE PIÙ con l'immagine allo specchio che si vorrebbe vedere..
Questa dissonanza cognitiva genera un senso di estraneità: non ci si riconosce più, e l'incapacità di abitare il proprio corpo può portare a un senso di vuoto, crisi d'identità di genere o il ricorso alla chirurgia estetica nel vano e maldestro tentativo di simulare ESTERNAMENTE quei tratti distintivi tipici dell'equilibrio ormonale del genere FEMMINILE e MASCHILE in via di estinzione.