Psicologa Psicoterapeuta Roma Dott.ssa Valentina Bigazzi

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Psicologa Psicoterapeuta Roma Dott.ssa Valentina Bigazzi Psicologa Psicoterapeuta Roma. Studio specialistico di Psicologia, Psicoterapia e Psiconcologia. Operatore di training autogeno e Tecniche di Rilassamento.

Dott.ssa Valentina Bigazzi
Psicologa, Psicoterapeuta e Psiconcologa. Laureata in Psicologia dinamica e clinica della persona, delle organizzazioni e delle comunità, iscritta all'albo degli Psicologi della Toscana con il n°5110, specializzata in Psicoterapia della Gestalt presso Istituto Gestalt Firenze. Psicoterapeuta Psiconcologa è docente per il corso biennale in Psicologia Oncologica presso l'I

stituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma. Specializzata in Terapia EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress ed, in particolare, allo stress traumatico. Svolge attività libero professionale in qualità di Psicologa Psicoterapeuta a Roma zona Eur, Marconi, Monteverde. Consulente e formatore aziendale in tema di salute e sicurezza sul lavoro. Esperienze lavorative
Psiconcologa, Ricercatrice e Psicoterapeuta per lo sportello d’ascolto psicologico per il disagio lavorativo e personale presso l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena. Docente presso l’Università La Sapienza di Roma, membro del Comitato Scientifico per la formazione gruppo Asapiens. Ha lavorato per la Lega Italiana per la lotta contro i tumori LILT e il Servizio di Neuropsichiatria Infantile ASL Roma C. Operatore di training autogeno e tecniche di rilassamento.

La fibromialgia è una condizione complessa, spesso invisibile agli occhi degli altri, ma profondamente reale per chi la ...
29/03/2026

La fibromialgia è una condizione complessa, spesso invisibile agli occhi degli altri, ma profondamente reale per chi la vive ogni giorno. Non è “solo dolore”: è stanchezza persistente, difficoltà di concentrazione, sonno non ristoratore. È un corpo che chiede attenzione e una mente che cerca di adattarsi.

In un percorso psicoterapeutico, non si tratta di “curare” la fibromialgia in senso medico, ma di prendersi cura della persona nella sua interezza. Dare spazio all’ascolto, riconoscere il proprio limite senza viverlo come una colpa, imparare a modulare lo stress e a ristabilire un contatto più autentico con sé stessi.

La sofferenza non va minimizzata, ma compresa. E dentro questa comprensione può nascere una nuova possibilità: quella di costruire un equilibrio più sostenibile, giorno dopo giorno.

Se vivi questa esperienza, sappi che non sei solo. E che il tuo sentire ha valore.

Il benessere autentico non è assenza di problemi, ma presenza a sé.È la capacità di sentire ciò che accade dentro, ricon...
07/02/2026

Il benessere autentico non è assenza di problemi, ma presenza a sé.
È la capacità di sentire ciò che accade dentro, riconoscere i propri bisogni, dare spazio alle emozioni senza giudicarle o forzarle.

Nella prospettiva gestaltica, il benessere nasce dal contatto: con il corpo, con le emozioni, con l’altro e con l’ambiente. Non è una meta da raggiungere, ma un processo vivo, che si costruisce momento per momento, nella consapevolezza e nella responsabilità personale.

Coltivare un benessere autentico significa smettere di adattarsi a modelli esterni e iniziare ad abitare la propria esperienza, con autenticità e presenza.

C’è una forma di protezione che il nostro organismo mette in atto quando l’esperienza diventa troppo intensa: la dissoci...
27/01/2026

C’è una forma di protezione che il nostro organismo mette in atto quando l’esperienza diventa troppo intensa: la dissociazione.

Dal punto di vista gestaltico, la dissociazione non è un “difetto” da correggere, ma una risposta creativa di adattamento. È il modo in cui la persona cerca di restare in vita emotivamente quando il contatto con ciò che accade sarebbe insostenibile. Parti dell’esperienza, del corpo o delle emozioni vengono momentaneamente messe a distanza per ridurre il dolore.

Il problema nasce quando questa modalità, nata per proteggere, diventa abituale e rigida: ci si sente scollegati da sé, dal corpo, dalle emozioni o dalla relazione con l’altro. La presenza si frammenta e il contatto perde vitalità.

In psicoterapia gestaltica il lavoro non è forzare il ricordo o “rompere” la dissociazione, ma creare le condizioni di sicurezza perché la persona possa tornare, poco alla volta, a sentire. Attraverso l’ascolto del corpo, del qui e ora e del ritmo individuale, la dissociazione può trasformarsi da chiusura difensiva a possibilità di integrazione.

Ritrovare contatto significa recuperare continuità, scelta e presenza. E permettere a ciò che è stato separato per sopravvivere di tornare a essere parte della propria esperienza.

Diagnosi psicologica: etichetta o punto di partenza?In psicoterapia la diagnosi non è una definizione della persona, né ...
16/01/2026

Diagnosi psicologica: etichetta o punto di partenza?
In psicoterapia la diagnosi non è una definizione della persona, né una gabbia che ne cristallizza l’identità.
È piuttosto una mappa provvisoria, uno strumento di orientamento che aiuta a comprendere come una persona sta nel mondo, come entra in relazione e come prova ad adattarsi a ciò che vive.

Nell’approccio gestaltico la diagnosi non viene “appiccicata”, ma tenuta sullo sfondo. Al centro resta l’esperienza viva della persona, la sua storia, il suo modo unico di sentire, pensare e agire nel qui e ora.

Quando la diagnosi è usata con cura, può dare senso, contenimento e sollievo.
Quando diventa un’identità, rischia di ridurre la complessità e oscurare le risorse.

In terapia non lavoriamo sulla diagnosi, ma con la persona.
La diagnosi serve solo se apre possibilità, non se le chiude.

Il disagio psicologico raramente compare all’improvviso: spesso si manifesta attraverso piccoli segnali, cambiamenti di ...
05/01/2026

Il disagio psicologico raramente compare all’improvviso: spesso si manifesta attraverso piccoli segnali, cambiamenti di umore, difficoltà relazionali, stanchezza emotiva o una sensazione persistente di “qualcosa che non va”. Ascoltarli per tempo permette di evitare che il malessere si cristallizzi e diventi più difficile da attraversare.

Nella prospettiva gestaltica, dare spazio a ciò che emerge nel qui e ora aiuta a costruire consapevolezza, contatto e possibilità di scelta. Intervenire presto non significa patologizzare, ma offrire un luogo sicuro in cui riconoscere i propri bisogni e ritrovare equilibrio.

Prendersi cura oggi è un atto di responsabilità verso il domani.

In psicoterapia non lavoriamo solo con le parole, ma con il corpo intero. Il nervo vago è una parte fondamentale di ques...
29/12/2025

In psicoterapia non lavoriamo solo con le parole, ma con il corpo intero. Il nervo vago è una parte fondamentale di questo processo.

Il nervo vago è coinvolto nella regolazione del sistema nervoso autonomo e gioca un ruolo centrale nella nostra capacità di sentirci al sicuro, presenti e in relazione. Quando è attivo e ben regolato, favorisce calma, connessione, ascolto di sé e dell’altro. Quando invece è in uno stato di allarme o chiusura, possono emergere ansia, blocco, dissociazione o difficoltà relazionali.

La psicoterapia gestaltica lavora proprio su questo: creare uno spazio di sicurezza in cui il corpo possa uscire dalla modalità di difesa e tornare alla regolazione. Attraverso la relazione terapeutica, l’attenzione al qui e ora, al respiro, alle sensazioni e alle emozioni, il sistema nervoso può fare nuove esperienze di contatto e stabilità.

La terapia diventa così un’esperienza riparativa non solo mentale, ma anche neurofisiologica: un allenamento graduale alla presenza, alla fiducia e alla possibilità di stare in relazione senza perdersi o proteggersi eccessivamente.

Non sabotarsi è fondamentale perché ogni auto-sabotaggio ci allontana da ciò che davvero desideriamo. In Gestalt, sabota...
22/12/2025

Non sabotarsi è fondamentale perché ogni auto-sabotaggio ci allontana da ciò che davvero desideriamo. In Gestalt, sabotarsi non è un difetto, ma un tentativo di protezione che spesso ci blocca, interrompendo il contatto con i nostri bisogni autentici.

Imparare a restare presenti, a osservare cosa sentiamo e cosa temiamo nel qui e ora, ci permette di scegliere consapevolmente invece di farci ostacolare da vecchi schemi.

Non sabotarsi significa ascoltarsi, riconoscersi e aprirsi a possibilità nuove, passo dopo passo.

Nelle dinamiche di coppia disfunzionali spesso non è “il problema” a tenere insieme i partner, ma ciò che ciascuno impar...
16/12/2025

Nelle dinamiche di coppia disfunzionali spesso non è “il problema” a tenere insieme i partner, ma ciò che ciascuno impara a sopportare pur di non perdere il legame.

Critiche costanti, silenzi punitivi, ruoli rigidi, dipendenza emotiva o conflitti che si ripetono sempre uguali non nascono per caso. Sono modalità relazionali apprese, tentativi – spesso inconsapevoli – di mantenere un equilibrio, anche quando fa male.

Nell’ottica gestaltica, la coppia è un campo vivo: ciò che accade tra due persone parla di bisogni non riconosciuti, di confini poco chiari, di contatti interrotti o forzati.
Non si tratta di cercare colpe, ma di diventare consapevoli di come ciascuno contribuisce alla danza relazionale.

La trasformazione inizia quando smettiamo di chiederci “chi ha ragione” e iniziamo a domandarci: che cosa sta succedendo tra noi, qui e ora?

L’illness shame è quella vergogna che nasce quando la malattia modifica l’immagine che abbiamo di noi stessi e il modo i...
03/12/2025

L’illness shame è quella vergogna che nasce quando la malattia modifica l’immagine che abbiamo di noi stessi e il modo in cui pensiamo di “doverci mostrare” agli altri.

Nell’approccio gestaltico osserviamo come questa vergogna non sia solo un’emozione, ma una strategia di protezione: ci nascondiamo per non essere giudicati, per evitare di sentire la fragilità, per non percepire lo sguardo dell’altro come minaccia.
Ma nel silenzio la sofferenza cresce, e la solitudine diventa un peso ulteriore.

In terapia lavoriamo per riportare alla luce ciò che è stato nascosto, restituendo dignità all’esperienza e riconoscendo che nessuna condizione di salute definisce il valore di una persona. Dare nome alla vergogna permette di trasformarla, creare contatto e riaprire uno spazio di autenticità.
Non si tratta di “essere forti”, ma di essere accompagnati nel ritrovare un modo vero e possibile di stare con ciò che c’è.

L’auto-stigma è quel processo silenzioso in cui finiamo per interiorizzare i giudizi e i pregiudizi che arrivano dall’es...
26/11/2025

L’auto-stigma è quel processo silenzioso in cui finiamo per interiorizzare i giudizi e i pregiudizi che arrivano dall’esterno. È quando iniziamo a guardarci con gli occhi critici degli altri e a credere davvero di “essere sbagliati”.

Accade spesso nelle difficoltà psicologiche: non ci sentiamo solo in un momento complesso, ma iniziamo a pensare di valere meno, di essere inadeguati o responsabili della nostra sofferenza.
A quel punto non è più il mondo a stigmatizzare, ma diventiamo noi stessi a farlo.

L’auto-stigma porta a chiudersi, a tacere, a sentirsi soli.
Ma riconoscerlo apre una nuova possibilità: quella di raccontarsi con verità, di lasciare spazio ai propri bisogni e di costruire un rapporto più gentile e realistico con se stessi.

20/11/2025
Il burnout visto con gli occhi della Gestalt.Il burnout non è solo “troppo lavoro” o “stress accumulato”.Dal punto di vi...
01/11/2025

Il burnout visto con gli occhi della Gestalt.
Il burnout non è solo “troppo lavoro” o “stress accumulato”.
Dal punto di vista gestaltico, è il segnale di una interruzione nel contatto con sé stessi, con i propri bisogni e con l’ambiente.

Quando entriamo in burnout, qualcosa dentro di noi smette di essere in dialogo con ciò che accade fuori.
Continuiamo a fare, ma non sentiamo più.
Rispondiamo a richieste, ma perdiamo il senso.
Il contatto diventa meccanico, e la vitalità si spegne.

I sintomi spesso includono:

Mentali / emotivi:
Senso di vuoto o distacco emotivo
Difficoltà di concentrazione
Irritabilità, ansia o tristezza persistente
Perdita di motivazione o di significato nel lavoro

Fisici:
Stanchezza cronica, anche dopo il riposo
Disturbi del sonno
Cefalee, tensione muscolare o disturbi gastrointestinali

Relazionali:
Isolamento o chiusura verso gli altri
Sensazione di non essere compresi
Calo dell’empatia

Dal punto di vista Gestaltico, questi sintomi non sono “errori da correggere”, ma messaggi da ascoltare.
Il burnout parla di un bisogno di ricontatto, di rallentare e tornare a sentire. In terapia, il percorso non mira solo a “recuperare energie”, ma a ricostruire il ponte tra sentire e agire, tra sé e l’ambiente.

È un invito a tornare vivi nel presente, a riconoscere i propri limiti come parte della propria umanità.

Indirizzo

Via Baldassarre Castiglione 82
Rome
00142

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 21:00
Martedì 09:00 - 21:00
Mercoledì 08:00 - 21:00
Giovedì 11:00 - 19:30
Venerdì 13:00 - 21:00
Sabato 09:00 - 14:00

Telefono

339 82 89 259

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Psicologa, Psicoterapeuta e Psiconcologa. Operatore di training autogeno e Tecniche di Rilassamento. Laureata in Psicologia dinamica e clinica della persona, delle organizzazioni e delle comunità, iscritta all'albo degli Psicologi della Toscana con il n°5110, specializzata in Psicoterapia della Gestalt presso Istituto Gestalt Firenze. Psicoterapeuta Psiconcologa, docente per il corso biennale in Psicologia Oncologica presso l'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma. Specializzata in Terapia EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress ed, in particolare, allo stress traumatico. Svolge attività libero professionale in qualità di Psicologa Psicoterapeuta a Roma zona Eur, Marconi, Trastevere-Monteverde. Consulente e formatore aziendale in tema di salute e sicurezza sul lavoro. Esperienze lavorative Psiconcologa, Ricercatrice e Psicoterapeuta per lo sportello d’ascolto psicologico per il disagio lavorativo e personale presso l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena. Docente presso l’Università La Sapienza di Roma, membro del Comitato Scientifico per la formazione gruppo Asapiens. Ha lavorato per la Lega Italiana per la lotta contro i tumori LILT e il Servizio di Neuropsichiatria Infantile ASL Roma C. Operatore di training autogeno e tecniche di rilassamento.