Studio di Psicoterapia Costa D'Agostini

Studio di Psicoterapia Costa D'Agostini Lo Studio Asse I mette a disposizione dei propri clienti percorsi di valutazione psicologica e di in

02/09/2024

Da oggi lunedi 2 Settembre riprendono le attività di accoglienza Psicologica.👩🏻‍💻📖
È possibile pertanto prenotare i nuovi appuntamenti.🖊👌
Sappiamo che Settembre è un po un Gennaio ...avanti tutta con i buoni propositi 😀

Quando qualcosa sembra impossibile proprio lì vale la pena di tentare...
10/07/2024

Quando qualcosa sembra impossibile proprio lì vale la pena di tentare...

05/02/2022
Tutto questo è solo commercio per chi vende, ma comporta poi all'interno delle famiglie attese distorte sulla gestione d...
01/05/2021

Tutto questo è solo commercio per chi vende, ma comporta poi all'interno delle famiglie attese distorte sulla gestione del sonno dei neonati e frustrazioni che possono incidere sull'umore dei neogenitori e sulla relazione col bimbo. Se dobbiamo investire qualche soldino , meglio un buon libro: vi suggerisco "I cuccioli non dormono soli" delka mia amata Alessandra Bortolotti

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23/01/2021

In Quale Spazio?

In quale spazio vivono oggi i nostri bimbi e ragazzi? Sempre più spesso confinati fisicamente tra le mura di casa, ma soli e persi nello spazio infinito e incontrollato del web.

Noi tutti viviamo immersi in un ambiente digitale saturo di messaggi di ogni tipo, sui quali è pressoché impossibile avere un controllo e che su una mente in formazione possono generare decodifiche immediate e spesso fuorvianti, senza possibilità di avere un filtro o spiegazione da parte di un adulto che possa metabolizzare per loro i veri significati di tutto ciò che li investe.

Un falso senso di sicurezza pervade poi gli adulti che credono di averli sotto gli occhi e sotto controllo, li vicini a loro, mentre i figli sono in realtà soli e lontani, in un territorio saturo di trappole, in cui è molto difficile mantenere una zona protetta.

Ci sono filtri e parental control, che invece di aiutare peggiorano a volte la situazione generando un falso senso di sicurezza, quando in realtà il sistema si rigenera di continuo, e continuamente dovremmo essere sul pezzo per controllare e limitare.

In quale spazio possono e crescere e confrontarsi i nostri ragazzi?

Non più in uno spazio fisico, sempre più pericoloso e temuto da adulti che trovano come unica soluzione il confinamento casalingo, o la delega a scuole e centri sportivi.

Con una pandemia in corso, di cui loro sono stati protagonisti passivi, vedendosi addossare inconsapevoli il ruolo di untori da segregare ed emarginare, neppure più questi luoghi di socialità sono stati loro concessi.

E allora in quale spazio? Dove queste giovani menti, cuori, anime, curiose di confrontarsi con la vita e con gli altri, avrebbero potuto incontrarsi?

A chi i genitori, incastrati nella gestione f***e di casa lavoro tra quattro mura, hanno potuto chiedere supporto?

I social si sono prestati spontaneamente, in modo seducente quanto semplice, affabile quanto insidioso, a questo ruolo di baby sitter o parchi giochi virtuali.

Ingenuamente abbiamo creduto che tutto ciò fosse gratis, ma ogni servizio ha un costo: quello dei social è la formazione delle menti dei ragazzi che vi hanno accesso, le loro immagini regalate ad uno show commerciale, i loro like, le loro scelte di acquisto, la profilazione dei loro gusti e orientamenti.

Davvero troppo semplice mortificare l’intera categoria dei minori con l’immagine di untori da confinare in casa, prima, per poi passare a mortificare i loro genitori come disattenti e complici di eventi tragici come quello della ragazzina di Palermo che ha perso la vita per una sfida su un famoso social.

La solitudine ha probabilmente giocato un ruolo chiave in questa vicenda: forse sarebbe bastato avere delle amiche vicino, che la allertassero, che la invitassero a lasciare la presa un momento prima, o la liberassero in tempo.

La realtà è che i nostri figli in questo momento sono soli, nei social sono soli.

Eppure percepiscono un falso senso di sicurezza e intimità con gli altri utenti, che li spinge a fare nella solitudine delle loro camerette cose che in un gruppo di coetanei al parco, tra passanti e nel confronto tra diversi pari, con ogni probabilità non farebbero.

Il rinforzo positivo diventa il like di tanti sconosciuti, invece del sorriso o dello sguardo complice di un amico.

La gratificazione sta nel mostrarsi coraggiosi alzando l’asticella del pericolo nell’apparente sicurezza della propria casa, invece di mettersi in gioco rischiando in prima persona di sbucciarsi un ginocchio o fare qualcosa di stupido per cui poi si riceverà magari un rimprovero.

Viene a mancare la dimensione concreta sia della gratificazione che della percezione del pericolo, in un circolo vizioso che altera l’esperienza e il modo di elaborarla.

Da anni nel mondo della Psicologia il tema dell’accesso a questi strumenti è dibattuto e oggetto di ricerca, e ormai da molto si converge sull’idea di una non opportunità di offrire un accesso troppo precoce ai bambini e ragazzi a risorse che non saprebbero controllare, ma da cui rischiano di essere controllati.

Una giostra di voci, like, cuori, colori, immagini, che fa apparire meraviglioso un mondo fatto di trappole orribili, desensibilizzando rispetto al pericolo.

Ma le neuroscienze ci insegnano che un cervello in preadolescenza ha fame di stimoli e sensazioni estreme, e soprattutto sta ancora sperimentando “il limite” in cui si collocano bene e male, il reale confine tra vita e morte, che non è ancora percepito in modo del tutto realistico.

Come nella favola di Pinocchio che finisce nel paese dei balocchi, e a noi poveri Geppetto non resta che cercare di andare a ripescare questi figli smarriti, inghiottiti da una balena.

Il progresso accelera se stesso diceva Einstein, ma la velocità oltre un certo limite rischia solo di farci schiantare.

E’ il momento di invertire la rotta, imparare a rallentare, disconnettere, stare.

Imparare a farlo noi, per noi stessi in primis, e per poter poi creare uno spazio per i nostri figli. Uno spazio che non sia solo fisico, ma di dialogo, scambio, condivisione.

Dott.ssa Elena Costa, Psicologa Psicoterapeuta

Psicologa Perinatale Ordine Psicologi Lazi

15/05/2020

E se ti dicessimo che è una tattica della nostra mente per continuare ad essere prudenti?

Da lunedì 4 maggio il nostro settore di Psicologia riprenderà le sedute di persona 👩   👩‍⚕️per quanti si trovano in situ...
01/05/2020

Da lunedì 4 maggio il nostro settore di Psicologia riprenderà le sedute di persona 👩 👩‍⚕️per quanti si trovano in situazioni di impossibilità rispetto all'accesso alle terapie online👩‍💻.
Di seguito le procedure di sicurezza da adottare 😷🤭🗣🤲💨.
Saremo felici di accogliervi di nuovo, col sorriso un po più forte 😊 finché non potremo tornare a stringerci le mani 🤝

01/04/2020
30/03/2020

In questi giorni di solitudini e distanze ci risuona questo testo
"Aspettandoci di essere abbandonati, ci attacchiamo disperatamente: “Non lasciarmi senza di te non sono niente”.
Aspettandoci di essere traditi, facciamo caso a ogni piccola mancanza: “Lo sapevo che non potevo fidarmi di te”.
Aspettandoci di essere rifiutati, avanziamo richieste aggressive, furiose, che non verranno soddisfatte.
Aspettandoci di ve**re delusi, facciamo in modo di esserlo prima o poi.
Ogni volta che temiamo una separazione, azioniamo un attaccamento ansioso-ambivalente. Che si traduce in un tirarci addosso esattamente ciò di cui abbiamo paura. Allontanando chi amiamo con la nostra dipendenza e con la nostra rabbia. Temendo la separazione, ripetiamo, senza saperlo, la nostra storia, trasferendo ciò che ci aspettiamo a nuove persone in nuovi luoghi; imponendo ad altri il nostro passato (il nostro primo legame di attaccamento con i genitori) ancora così potente.

La Psicoterapia ci aiuta a spezzare le catene, per quanto si può, a sentirci liberi dal passato, scoprendo come questo influenza le ansie, le dipendenze, le paure, i legami abbandonici e le rovine dell’anima che affrontiamo oggi. Guardando la nostra storia in modo nuovo e creando una relazione finalmente diversa e più sana da quello a cui eravamo abituati."

(Didascalia ph C.G.Jung; J.Viorst)

Indirizzo

Via Del Pastore Faustolo 4
Rome
00183

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 20:00
Martedì 08:30 - 20:00
Mercoledì 08:30 - 20:00
Giovedì 08:30 - 20:00
Venerdì 08:30 - 20:00

Telefono

3409719140

Sito Web

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