Associazione di promozione sociale "Il viandante e la montagna"

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Associazione di promozione sociale "Il viandante e la montagna" Associazione di promozione sociale volta all'erogazione di servizi e interventi psicologici sul territorio a costi sociali.

L'associazione nasce nel 2015 da un gruppo di 3 psicoterapeuti in formazione con lo scopo di offrire al territorio la propria competenza con interventi e servizi psicologici a costi sociali. Il nome dell'associazione comprende la tendenza al cambiamento raffigurata dal viandante e la stabilità e solidità della montagna. Non si può migliorare se non si uniscono queste due dimensioni. L'associazione

ha aumentato il proprio numero di soci e si avvale, oltre alla presenza dei membri psicologi e psicoterapeuti, della collaborazione di figure quali psichiatri, neuropsichiatri e medici. L'associazione offre una serie di servizi e interventi quali:
- psicoterapia individuale, di gruppo e di coppia
- consulenza psicologica
- consulenza genitoriale
- psicodiagnosi
- costituzione e facilitazione di gruppi mutuo aiuto
- progettazione di sportelli d'ascolto
- gruppi di sostegno alla genitorialità
Per accedere ai servizi di quest'associazione è necessario un tesseramento annuale, dopodiché si potrà fruire delle varie prestazioni offerte.

26/04/2026

Ci hanno segnalato che durante la prima puntata della fiction I Cesaroni su Canale 5 ci sono state scelte narrative alquanto discutibili, che veicolano informazioni inesatte e dannose riguardo alla figura del docente di sostegno.

➡ La madre comunica al figlio che conoscerà “il SUO insegnante di sostegno”
➡ La preside presenta all’insegnate di sostegno la mamma, come la madre del “SUO” alunno
➡ L’ insegnante, che si lamenta, dispiaciuto, per essere il docente di un "SOLO" alunno e suo padre dice “è solo un inizio però..”
➡ Il docente di sostegno arriva in classe e si presenta dicendo di essere lì in quanto insegnante di sostegno dell’alunno X.

In questi passaggi, viene trasmesso un messaggio che propone il docente, in questo caso incaricato sul sostegno, come un professionista specificamente assegnato ad una singola e unica persona, in modo esclusivo, ovvero “ad personam”.
Questa rappresentazione è fuorviante e contraria a quanto riportano il dettato normativo e la visione pedagogica che regolano l’inclusione scolastica in Italia.
Va rilevato che, peraltro, si tratta di una narrazione ripetuta in un prodotto di grande visibilità, come una fiction televisiva, che rischia e/o contribuisce a rafforzare stereotipi e idee sbagliate che da anni cerchiamo di sradicare e di contrastare: a quanto pare con scarsi risultati.

Per tanto chiediamo fermamente alla produzione Publispei Pubblicità Spettacoli Italiani a Mediaset Italia e al regista Claudio Amendola di correggere questa errata impostazione.
Vorreiprendereiltreno

RICORDIAMO CHE

✅ Il docente incaricato sul sostegno è un docente specializzato contitolare della classe che favorisce l’integrazione e l'apprendimento di tutti gli alunni della classe. Questo docente “non segue un singolo alunno”, bensì, insieme ai colleghi, promuove l'inclusione dell'intera classe, mediante interventi educativo-didattici, propri della professione docente, collaborando con i colleghi all’attuazione del percorso, come indicato nel PEI, contribuendo ad adattare le attività, confrontandosi insieme ai colleghi con famiglie e specialisti.
✅ È un docente assegnato alla classe: la normativa prevede che il docente specializzato intervenga nelle classi, alle quali è iscritto un alunno con disabilità, per promuovere “attività di sostegno all'intera classe” (art. 13 della legge 104/92).
✅ È un docente e non è un "assistente personale": il suo ruolo, docente, implica l’attuazione dei compiti di carattere pedagogico-didattico; il docente non può essere sostituito da figure educative e non può, a sua volta, sostituire figure educative. Per quanto concerne l’assistenza igienica di base, la norma attribuisce questo compito al personale ATA.

Un'unità ROZZUM 7134, che col tempo prenderà coscienza di sè e si identificherà come Roz, atterra in una foresta di ques...
12/04/2026

Un'unità ROZZUM 7134, che col tempo prenderà coscienza di sè e si identificherà come Roz, atterra in una foresta di questo film futuristico. Roz è un robot costruito per offrire un sopporto alla popolazione umana su specifici obiettivi. Identifica un obiettivo e il suo algoritmo elabora una serie di analisi e soluzioni strumentali per risolvere un problema. Roz, in questo viaggio non previsto si interfaccia con la fauna della foresta, che vedendola come un agente estraneo fugge e l'attacca, seguendo un naturale istinto di sopravvivenza orientato all'attacco, la fuga o la finta morte rispetto a un potenziale pericolo in quanto sconosciuto. Roz come gli animali è in uno stato di disorientamento profondo, solo che gli animali attaccano o fuggono, Roz segue le Leggi della cibernetica che fanno il verso a quelle di Asimov e non concepisce la violenza, solo si offre continuamente di aiutare gli animali che la rifiutano. Ma anche se qualcuno le chiedesse aiuto non troverebbe soluzioni previste dalla sua progettazione di fabbrica in un mondo sconosciuto che richiede un'improvvisazione fuori dal suo programma e un'accettazione da parte delle sue soluzioni che gli altri non accolgono. Roz si trova di fronte a un ulteriore imprevisto, deve crescere un'oca, il cui pulcino viene imprintato nel vedere questo automa, identificandolo come mamma. Crescere un cucciolo di qualunque tipo non è facile, non è un compito di facile soluzione impostato lungo una serie di semplice obiettivi e semplici soluzioni strumentali, viene doppiamente frustrata da questa complessità e dal fatto che gli animali, dopo averne rifiutato l'aiuto, maltratteranno il suo cucciolo in quanto estraneo perché collegato a lei. Roz si trova di fronte a un problema che, secondo i suoi strumenti razionali e strumentali non può offrire aiuto. Sarà solo il cucciolo, che la cerca in quanto mamma e alcuni che hanno sospeso il loro istinto attacco/fuga a sollecitare Roz a cambiare il suo pacchetto di soluzioni non adatte alla crescita della prole, i cui obiettivi vanno ben oltre la capacità di nutrire, difendere e crescere per prepararla alla vita. Roz scoprirà un pacchetto inedito, quello dei sentimenti, delle emozioni, dell'ambivalenza, dell'apparente irrazionalità inconcepibile per chi tenta di aiutare l'altro dal punto di vista prettamente razionale.

The whale è uno di quei film che se sei in un momento particolarmente negativo della  tua vita e  hai voglia di sentirti...
31/03/2026

The whale è uno di quei film che se sei in un momento particolarmente negativo della tua vita e hai voglia di sentirti una persona più buona col Mondo è particolarmente funzionale. Il protagonista è impersonato da un attore famoso per aver avuto una storia personale altrettanto tragica quanto positiva se pensiamo alla sua ripresa degli ultimi anni.

SPOILER

Il protagonista è un professore di Lettere severamente obeso, divorziato, omosessuale, ateo, depresso, confinato in una casa buia in affitto e isolato dal mondo. Parliamo di un individuo svantaggiato sociale e inevitabilmente emarginato, in quanto racchiude in sé almeno 5 (forse 7!) caratteristiche considerate inaccettabili e degne di condanna sociale in un paese vincente e fondamentalmente bigotto come gli USA

Il protagonista non è sempre stato così obeso, ha iniziato ad abboffarsi e trascurare la salute solo negli ultimi anni, prima perché aveva scelto di lasciare la famiglia per fidanzarsi con un uomo, poi perché quest'uomo è morto suicida, accelerando potentemente la sua depressione, il suo ritiro sociale e il suo stile di vita malsano che l'ha portato a iniziare quello che nei fatti è un lento suicidio. Il suo atteggiamento, insistente, ridondante ed esasperante consiste nel chiedere scusa, sentendosi perennemente in colpa nei confronti dei suoi cari e del Mondo. Tale stile, dove lui è ormai quasi totalmente ripiegato su se stesso è di auto-punizione e di voglia di risarcire qualcuno che sente di aver gravemente danneggiato.

FINE SPOILER

A un certo punto riceve la visita di sua figlia. Lei si pone come una ragazza cinica, aggressiva, spietata. È una ragazza arrabbiata con i compagni di scuola, con gli insegnanti, con la madre, con il mondo. Con lui. Fondamentalmente sta distruggendo anche lei la sua vita, rischiando di ritirarsi dagli studi. Inizia con una serie di provocazioni nei suoi confronti. Le dice che vorrebbe aiutarla a non essere bocciata a scuola, promettendole di lasciarle tutti i suoi soldi.

Lei accetta, pur continuando ad essere sprezzante con lui. Lei ha solo rabbia verso di lui. Anche se cerca lui. Lui era stato un padre divorziato disciplinato, pagava gli alimenti dopo la separazione, aveva accettato che la moglie avesse ottenuto l'affido esclusivo e gli avesse sempre vietato di vedere la figlia. Aveva accettato la grande e fisiologica rabbia che la moglie nutriva nei suoi confronti in seguito all'abbandono e tradimento, unito a uno scottante senso di umiliazione. Tutti si sono comportati bene a livello materiale e legale, meglio di molti divorzi che si sentono in giro. Ma non basta. La moglie è ancora arrabbiata con lui, ambivalentemente a lui legata rispetto a quello che lui era un tempo, anche se coperto da strati fisici, sociali e psicologici. Lui è depresso e sente di non essere stato corretto fino in fondo, sentendosene in colpa, responsabile per la rottura con la sua famiglia. La figlia ha una rabbia infinita, nata inequivocabilmente e prevalentemente da lui, non riesce a fare a meno di criticarlo, ma anche di chiedergli aiuto. Anche se l'aiuto materiale lui lo sta offrendo, l'ha offerto e l'offrirà. Ma non basta. Lei vuole un risarcimento psicologico, non bastano i soldi, non basta l'aiuto materiale. Parliamo di un risarcimento che rispetto al suo senso di rivalsa non sarà mai onorato.

Ci troviamo di fronte a un dolore che sentiamo come incalcolabile, irreparabile, imperdonabile.

Un poco come questo film, non perché fatto male, ma che si presenta onesto in tutta la sua sgradevolezza e dolore.

Guardatelo solo quando state molto male e avete a disposizione una buona rete sociale.

13/01/2026

Difficile non schierarsi.

Lo scandalo sulla famiglia del bosco risveglia gli animi e chi sente il bisogno di schierarsi si espone e si mette a rischio. La prima distorsione per la quale il silenzio è d'oro è quella degli operatori della notizia che più che informare puntano a un sensazionalismo, che a sua volta si presta in un secondo momento come alibi per slogan ideologici, pubblicità semi-occulte, opinionismi, carrozzoni psico-educativi, show e gogne mediatiche. Tutto questo non porta a un autentico pensiero e ragionamento, presi come siamo a metterci in mostra e a calvalcare l'onda di quello che nei fatti è diventato un caso politico, cosa che ottunde il ragionamento. Se vogliamo provare a razionalizzare e ci sentiamo tirati alla manica con l'implicita richiesta di schierarci, possiamo limitarci a scegliere il male minore, non proprio un pieno ragionamento, ma meglio di niente. E fra lo stato imbarazzante del sistema socio educativo italiano e la sicumera di una coppia di anglosassoni tecno-rurale possiamo definire come meno peggio la prima. Ma solo dichiarando un'euristica non pienamente razionale basata sul pregiudizio e l'antipatia.

L'esame di realtà è la funzione cognitiva fondamentale il cui tracollo segna  la distinzione fra la cosiddetta piccola e...
11/01/2026

L'esame di realtà è la funzione cognitiva fondamentale il cui tracollo segna la distinzione fra la cosiddetta piccola e grande psichiatria. Come dice lo psichiatra Antonio Semerari la psicosi è quando confondiamo un dato interno con un dato esterno. Sentiamo le voci che sono solo nella nostra testa e non che sono carpite dai nostri organi di senso, siamo convinti di essere persone di successo e oggetto di invidia quando in realtà siamo considerati dei mediocri, ci intestardiamo a pretendere che gli altri dovrebbero capire al volo i nostri bisogni, a precipitarsi a soddisfarli e apprezzare qualunque cosa facciamo e diciamo, accettando con gratitudine il nostro fare che può essere imperioso e sprezzante e non si abbassa a seguire le benché minime norme sociali. La psicotico ha una realtà solo sua, che considera unica e che non concede alternative alle sue percezioni e pensieri, che sono visti come innegabili e non falsificabili.
L'esame di Realtà non risulta compromesso solo nelle fasi della sintomatologia positiva delle Schizofrenie e nei disturbi psicotici. Anche alcuni Disturbi Post traumatici e Disturbi di Personalità particolarmente gravi e non trattati portano a un grossolano slabbramento rispetto alla percezione di Realtà; come alcune disabilità intellettive (detti anche i vecchi Disturbi definiti come manifestazioni del Ritardo mentale secondo la manualistica meno recente) dal livello moderato in giù; li vediamo all'interno del decadimento cognitivi negli anziani; infine appare più direttamente e diffusamente fra i malati psichiatrici, all'interno dei Disturbi da Uso di Sostanze permesse e non, calcolando che recentemente la Medicina ha addirittura ammesso che ci sono alcuni farmaci e psicofarmaci con cattiva prescrizione e assunzione che innescano tali Disturbi.

09/01/2026

La Storia la scrivono i vinti e quando si parla di vite di perdenti è dura. Anche se a volte ci sta qualcuno che cerca di riabilitare qualcun altro, spesso arrampicandosi sugli specchi.

Nicolaji II Romanov è l'ultimo zar di Russia. Ha perso un paio di guerre importanti, pur essendo uno degli uomini più ricchi e potenti del suo tempo ha visto crollare il suo Impero, è stato spazzato insieme a tutti i suoi discendenti, dileggiato da sudditi, intellettuali e politici della sua epoca. Canonizzato dalla Chiesa ortodossa, molti storici cercano tutt'ora di riabilitarlo.

Ai posteri e ai tecnici l'ardua sentenza.

Aldilà di un accanimento strumentale e ideologico, che indubbiamente è stato portato a volte a un'esagerazione, forse Nicola II ha fatto anche cose buone.

Forse era un buon marito, forse un buon padre, forse una persona colta, forse una persona in fondo buona e che non reggeva una responsabilità che in fondo non ha mai scelto liberamente.

Nicola II richiama la similitudine che vive il clinico nel suo percorso di cura del paziente. Chi soffre e chiede qualche forma di aiuto ha delle parti malate che si aspetta di far curare e delle parti sane, col cui il professionista si deve alleare nel percorso di cura. Nessuno è totalmente buono e sano, specie se chiede aiuto, con motivazioni intrinseche o meno.

Tale percentuale è ovviamente variabile nelle persone, spesso ci permette di facilitare il percorso di cura e rafforzare nel clinico l'empatia e la compassione.

Certo, questa parte sana in alcuni casi è davvero difficile da trovare...

Il termine azzardo deriva dal francese hasard, probabilmente derivato dalla parola araba az-zahr, indica quando affronti...
23/11/2025

Il termine azzardo deriva dal francese hasard, probabilmente derivato dalla parola araba az-zahr, indica quando affrontiamo un rischio di cui non conosciamo le probabilità.
Rischio non significa che perderemo sicuro, significa che ci sta qualche probabilità a riguardo.

Non conoscere le probabilità non significa necessariamente che non sono note, significa che non ne siamo in grado, cosa per cui allibratori o docenti di statistica sanno invece perfettamente se hanno studiato. Non a caso alcuni professionisti e intellettuali sanno quali attività di azzardo evitare e non.

Chi non ha studiato non lo sa.

Gioco d'azzardo non è solo quando andiamo a Las Vegas, né quando giochiamo alle scommesse sportive, né quando finiamo nelle mani degli strozzini o ci giochiamo al gioco la casa o l'attività di famiglia.

Non a caso chi gioca spesso d'azzardo (e ci spende e perde molto!) è spesso una persona di bassa estrazione sociale e culturale e, salvo alcune note e famose eccezioni, è anche in condizioni di povertà.

Ma il gioco d'azzardo non si limita solo a quello, come molte compulsioni e dipendenze può operare in maniera più subdola e meno vistosa, non a caso chi soffre di Dipendenza da Gioco D'azzardo (GAP) sono seguiti presso gli stessi Servizi per le Dipendenze (SERD) che trattano tossicomani e alcolisti.

Il gioco d'azzardo non è solo quello illegale (tipo le bische clandestine), non è solo quello .legalizzato (tipo le macchinette al bar), ma è anche quello istituzionalizzato, come il biglietto della lotteria. Chiaramente il giocatore-scommettitore dirà che gioca poco, che lo fa per la famiglia, che ha calcolato tutti i rischi, che prega prima di giocare la sua schedina.

Cosa assai furba.

07/10/2025
Lilo e Stitch è il film tratto dall'omonimo cartone sempre della Disney che ritenta il colpo sicuro ripuntando a un suo ...
10/09/2025

Lilo e Stitch è il film tratto dall'omonimo cartone sempre della Disney che ritenta il colpo sicuro ripuntando a un suo titolo di successo con la versione live-action che pare stia andando di nuovo bene. Mediamente ambizioso visto che le variazioni al tema sono fondamentalmente pochine (a parte alcune sfaccettature nel finale e il personaggio dell'assistente sociale riconvertito al femminile con una Tia Carrere ripescata dagli anni'90 e ottimamente conservata), ma presentano un tema sociale e psicologico particolarmente impattanti.
Lilo è una bambina hawaiana di 6 anni orfana e simpatica, ma sola, divergente e isolata, cresciuta da una sorella che si è presa l'oneroso impegno di crescerla e barcamentarsi rispetto al suo ruolo di figura d'attaccamento combinata oltre che studentessa (ormai ha rinunciato agli studi) e lavoratrice.

Socialmente parlando vediamo una storia tragica e l'altra faccia della medaglia di una realtà che, aldilà della scoppiettante realtà hawaiana vacanziera vede un proletariato vivere in luoghi fatiscenti e abbandonati, oltre che vessati - per l'appunto - dai servizi sociali. Lilo è fondamentalmente una bambina sola e arrabbiata, che si sente abbandonata da una realtà trascurante e a volte persecutoria, sia da parte del mondo degli adulti, insegnanti perplessi, assistenti sociali minacciosi, una sorella stanca, nervosa e inevitabilmente goffa che dei coetanei, che la bullizzano, la escludono e le ricordano che non ha nessuno. Lilo da bambina non sa vedere le ragioni che portano il mondo a presentarsi a lei come un mondo cattivo, in fondo gli assistenti sociali fanno il loro sporco lavoro, la sorella è frustrata e sente il mondo caderle sulle spalle, gli insegnanti gestiscono una situazione complessa ben più impegnativa rispetto alle loro capacità, i bambini sono, in fondo, solo dei bambini, magari anche loro con storiacce familiari alle spalle!

Lilo pensa sempre alla Ohana, la famiglia allargata secondo il modello della cultura hawainana, una famiglia che non sente. In fondo è solo una bambina, non sa dare una spiegazione e una giustificazione rispetto al fatto che sente che i genitori l'hanno abbandonata, quando in realtà non ci sono semplicemente perché sono morti!

Lilo si comporta da bambina cattiva perché si sente cattiva, gioca in attacco in un mondo che la fa sentire abbandonata e attaccata, l'unico suo desiderio è di avere una persona a lei vicina, di avere la sua Ohana.

Anche Stitch è in fondo un bambino, un bambino creato in laboratorio e con poteri pericolosi eccezionali. Come Lilo non ha chiesto di nascere. Come Lilo si sente vittima degli eventi ben al di sopra di lui. Nato nello Spazio, dove niente più di altro ti fa sentire solo, frutto di giochi di potere fuori dalla sua portata e comprensione. E costretto a stare all'interno di un Universo che non gli ha chiesto il permesso se voleva esistere e di cosa avrebbe potuto e voluto fare, un Universo che impone solo regole, legacci, limitazioni alla sua Libertà.

Anche Stitch è un monello.

Anche Stitch fugge.

E trova Lilo.

E nasce una relazione che mai nessuno di loro ha avuto, dove l'uno si prende cura dell'altro.

https://www.google.com/maps/d/u/0/edit?mid=1Rx7r_zlE0vU6cVeidbXjPA5W8_Ww5Ic&usp=sharingL'Assiciazione aderisce al proget...
08/09/2025

https://www.google.com/maps/d/u/0/edit?mid=1Rx7r_zlE0vU6cVeidbXjPA5W8_Ww5Ic&usp=sharing

L'Assiciazione aderisce al progetto cittadino sulle tariffe calmierate oltre a ricordare l'iniziativa sul bonus psicologo

Il Municipio Roma XII, con la Delibera n. 21 del 16 aprile 2024, ha istituito un Elenco municipale di psicologi e psicoterapeuti disponibili a offrire i propri servizi a prezzi calmierati ai residenti del territorio. L'iniziativa nasce per rispondere alle crescenti richieste di supporto psicologico....

22/03/2025

Kirill Maksimov torna a casa dopo il lavoro, ma nel suo appartamento vive un'altra persona. L'arredamento è diverso, i vicini non si ricordano di lui, persin...

Indirizzo

Via Aurelia 338
Rome
00165

Orario di apertura

Martedì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 20:00

Telefono

3889911306

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