Associazione di promozione sociale "Il viandante e la montagna"

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Associazione di promozione sociale "Il viandante e la montagna" Associazione di promozione sociale volta all'erogazione di servizi e interventi psicologici sul territorio a costi sociali.

L'associazione nasce nel 2015 da un gruppo di 3 psicoterapeuti in formazione con lo scopo di offrire al territorio la propria competenza con interventi e servizi psicologici a costi sociali. Il nome dell'associazione comprende la tendenza al cambiamento raffigurata dal viandante e la stabilità e solidità della montagna. Non si può migliorare se non si uniscono queste due dimensioni. L'associazione ha aumentato il proprio numero di soci e si avvale, oltre alla presenza dei membri psicologi e psicoterapeuti, della collaborazione di figure quali psichiatri, neuropsichiatri e medici. L'associazione offre una serie di servizi e interventi quali:
- psicoterapia individuale, di gruppo e di coppia
- consulenza psicologica
- consulenza genitoriale
- psicodiagnosi
- costituzione e facilitazione di gruppi mutuo aiuto
- progettazione di sportelli d'ascolto
- gruppi di sostegno alla genitorialità
Per accedere ai servizi di quest'associazione è necessario un tesseramento annuale, dopodiché si potrà fruire delle varie prestazioni offerte.

13/01/2026

Difficile non schierarsi.

Lo scandalo sulla famiglia del bosco risveglia gli animi e chi sente il bisogno di schierarsi si espone e si mette a rischio. La prima distorsione per la quale il silenzio è d'oro è quella degli operatori della notizia che più che informare puntano a un sensazionalismo, che a sua volta si presta in un secondo momento come alibi per slogan ideologici, pubblicità semi-occulte, opinionismi, carrozzoni psico-educativi, show e gogne mediatiche. Tutto questo non porta a un autentico pensiero e ragionamento, presi come siamo a metterci in mostra e a calvalcare l'onda di quello che nei fatti è diventato un caso politico, cosa che ottunde il ragionamento. Se vogliamo provare a razionalizzare e ci sentiamo tirati alla manica con l'implicita richiesta di schierarci, possiamo limitarci a scegliere il male minore, non proprio un pieno ragionamento, ma meglio di niente. E fra lo stato imbarazzante del sistema socio educativo italiano e la sicumera di una coppia di anglosassoni tecno-rurale possiamo definire come meno peggio la prima. Ma solo dichiarando un'euristica non pienamente razionale basata sul pregiudizio e l'antipatia.

L'esame di realtà è la funzione cognitiva fondamentale il cui tracollo segna  la distinzione fra la cosiddetta piccola e...
11/01/2026

L'esame di realtà è la funzione cognitiva fondamentale il cui tracollo segna la distinzione fra la cosiddetta piccola e grande psichiatria. Come dice lo psichiatra Antonio Semerari la psicosi è quando confondiamo un dato interno con un dato esterno. Sentiamo le voci che sono solo nella nostra testa e non che sono carpite dai nostri organi di senso, siamo convinti di essere persone di successo e oggetto di invidia quando in realtà siamo considerati dei mediocri, ci intestardiamo a pretendere che gli altri dovrebbero capire al volo i nostri bisogni, a precipitarsi a soddisfarli e apprezzare qualunque cosa facciamo e diciamo, accettando con gratitudine il nostro fare che può essere imperioso e sprezzante e non si abbassa a seguire le benché minime norme sociali. La psicotico ha una realtà solo sua, che considera unica e che non concede alternative alle sue percezioni e pensieri, che sono visti come innegabili e non falsificabili.
L'esame di Realtà non risulta compromesso solo nelle fasi della sintomatologia positiva delle Schizofrenie e nei disturbi psicotici. Anche alcuni Disturbi Post traumatici e Disturbi di Personalità particolarmente gravi e non trattati portano a un grossolano slabbramento rispetto alla percezione di Realtà; come alcune disabilità intellettive (detti anche i vecchi Disturbi definiti come manifestazioni del Ritardo mentale secondo la manualistica meno recente) dal livello moderato in giù; li vediamo all'interno del decadimento cognitivi negli anziani; infine appare più direttamente e diffusamente fra i malati psichiatrici, all'interno dei Disturbi da Uso di Sostanze permesse e non, calcolando che recentemente la Medicina ha addirittura ammesso che ci sono alcuni farmaci e psicofarmaci con cattiva prescrizione e assunzione che innescano tali Disturbi.

09/01/2026

La Storia la scrivono i vinti e quando si parla di vite di perdenti è dura. Anche se a volte ci sta qualcuno che cerca di riabilitare qualcun altro, spesso arrampicandosi sugli specchi.

Nicolaji II Romanov è l'ultimo zar di Russia. Ha perso un paio di guerre importanti, pur essendo uno degli uomini più ricchi e potenti del suo tempo ha visto crollare il suo Impero, è stato spazzato insieme a tutti i suoi discendenti, dileggiato da sudditi, intellettuali e politici della sua epoca. Canonizzato dalla Chiesa ortodossa, molti storici cercano tutt'ora di riabilitarlo.

Ai posteri e ai tecnici l'ardua sentenza.

Aldilà di un accanimento strumentale e ideologico, che indubbiamente è stato portato a volte a un'esagerazione, forse Nicola II ha fatto anche cose buone.

Forse era un buon marito, forse un buon padre, forse una persona colta, forse una persona in fondo buona e che non reggeva una responsabilità che in fondo non ha mai scelto liberamente.

Nicola II richiama la similitudine che vive il clinico nel suo percorso di cura del paziente. Chi soffre e chiede qualche forma di aiuto ha delle parti malate che si aspetta di far curare e delle parti sane, col cui il professionista si deve alleare nel percorso di cura. Nessuno è totalmente buono e sano, specie se chiede aiuto, con motivazioni intrinseche o meno.

Tale percentuale è ovviamente variabile nelle persone, spesso ci permette di facilitare il percorso di cura e rafforzare nel clinico l'empatia e la compassione.

Certo, questa parte sana in alcuni casi è davvero difficile da trovare...

Il termine azzardo deriva dal francese hasard, probabilmente derivato dalla parola araba az-zahr, indica quando affronti...
23/11/2025

Il termine azzardo deriva dal francese hasard, probabilmente derivato dalla parola araba az-zahr, indica quando affrontiamo un rischio di cui non conosciamo le probabilità.
Rischio non significa che perderemo sicuro, significa che ci sta qualche probabilità a riguardo.

Non conoscere le probabilità non significa necessariamente che non sono note, significa che non ne siamo in grado, cosa per cui allibratori o docenti di statistica sanno invece perfettamente se hanno studiato. Non a caso alcuni professionisti e intellettuali sanno quali attività di azzardo evitare e non.

Chi non ha studiato non lo sa.

Gioco d'azzardo non è solo quando andiamo a Las Vegas, né quando giochiamo alle scommesse sportive, né quando finiamo nelle mani degli strozzini o ci giochiamo al gioco la casa o l'attività di famiglia.

Non a caso chi gioca spesso d'azzardo (e ci spende e perde molto!) è spesso una persona di bassa estrazione sociale e culturale e, salvo alcune note e famose eccezioni, è anche in condizioni di povertà.

Ma il gioco d'azzardo non si limita solo a quello, come molte compulsioni e dipendenze può operare in maniera più subdola e meno vistosa, non a caso chi soffre di Dipendenza da Gioco D'azzardo (GAP) sono seguiti presso gli stessi Servizi per le Dipendenze (SERD) che trattano tossicomani e alcolisti.

Il gioco d'azzardo non è solo quello illegale (tipo le bische clandestine), non è solo quello .legalizzato (tipo le macchinette al bar), ma è anche quello istituzionalizzato, come il biglietto della lotteria. Chiaramente il giocatore-scommettitore dirà che gioca poco, che lo fa per la famiglia, che ha calcolato tutti i rischi, che prega prima di giocare la sua schedina.

Cosa assai furba.

07/10/2025
Lilo e Stitch è il film tratto dall'omonimo cartone sempre della Disney che ritenta il colpo sicuro ripuntando a un suo ...
10/09/2025

Lilo e Stitch è il film tratto dall'omonimo cartone sempre della Disney che ritenta il colpo sicuro ripuntando a un suo titolo di successo con la versione live-action che pare stia andando di nuovo bene. Mediamente ambizioso visto che le variazioni al tema sono fondamentalmente pochine (a parte alcune sfaccettature nel finale e il personaggio dell'assistente sociale riconvertito al femminile con una Tia Carrere ripescata dagli anni'90 e ottimamente conservata), ma presentano un tema sociale e psicologico particolarmente impattanti.
Lilo è una bambina hawaiana di 6 anni orfana e simpatica, ma sola, divergente e isolata, cresciuta da una sorella che si è presa l'oneroso impegno di crescerla e barcamentarsi rispetto al suo ruolo di figura d'attaccamento combinata oltre che studentessa (ormai ha rinunciato agli studi) e lavoratrice.

Socialmente parlando vediamo una storia tragica e l'altra faccia della medaglia di una realtà che, aldilà della scoppiettante realtà hawaiana vacanziera vede un proletariato vivere in luoghi fatiscenti e abbandonati, oltre che vessati - per l'appunto - dai servizi sociali. Lilo è fondamentalmente una bambina sola e arrabbiata, che si sente abbandonata da una realtà trascurante e a volte persecutoria, sia da parte del mondo degli adulti, insegnanti perplessi, assistenti sociali minacciosi, una sorella stanca, nervosa e inevitabilmente goffa che dei coetanei, che la bullizzano, la escludono e le ricordano che non ha nessuno. Lilo da bambina non sa vedere le ragioni che portano il mondo a presentarsi a lei come un mondo cattivo, in fondo gli assistenti sociali fanno il loro sporco lavoro, la sorella è frustrata e sente il mondo caderle sulle spalle, gli insegnanti gestiscono una situazione complessa ben più impegnativa rispetto alle loro capacità, i bambini sono, in fondo, solo dei bambini, magari anche loro con storiacce familiari alle spalle!

Lilo pensa sempre alla Ohana, la famiglia allargata secondo il modello della cultura hawainana, una famiglia che non sente. In fondo è solo una bambina, non sa dare una spiegazione e una giustificazione rispetto al fatto che sente che i genitori l'hanno abbandonata, quando in realtà non ci sono semplicemente perché sono morti!

Lilo si comporta da bambina cattiva perché si sente cattiva, gioca in attacco in un mondo che la fa sentire abbandonata e attaccata, l'unico suo desiderio è di avere una persona a lei vicina, di avere la sua Ohana.

Anche Stitch è in fondo un bambino, un bambino creato in laboratorio e con poteri pericolosi eccezionali. Come Lilo non ha chiesto di nascere. Come Lilo si sente vittima degli eventi ben al di sopra di lui. Nato nello Spazio, dove niente più di altro ti fa sentire solo, frutto di giochi di potere fuori dalla sua portata e comprensione. E costretto a stare all'interno di un Universo che non gli ha chiesto il permesso se voleva esistere e di cosa avrebbe potuto e voluto fare, un Universo che impone solo regole, legacci, limitazioni alla sua Libertà.

Anche Stitch è un monello.

Anche Stitch fugge.

E trova Lilo.

E nasce una relazione che mai nessuno di loro ha avuto, dove l'uno si prende cura dell'altro.

https://www.google.com/maps/d/u/0/edit?mid=1Rx7r_zlE0vU6cVeidbXjPA5W8_Ww5Ic&usp=sharingL'Assiciazione aderisce al proget...
08/09/2025

https://www.google.com/maps/d/u/0/edit?mid=1Rx7r_zlE0vU6cVeidbXjPA5W8_Ww5Ic&usp=sharing

L'Assiciazione aderisce al progetto cittadino sulle tariffe calmierate oltre a ricordare l'iniziativa sul bonus psicologo

Il Municipio Roma XII, con la Delibera n. 21 del 16 aprile 2024, ha istituito un Elenco municipale di psicologi e psicoterapeuti disponibili a offrire i propri servizi a prezzi calmierati ai residenti del territorio. L'iniziativa nasce per rispondere alle crescenti richieste di supporto psicologico....

22/03/2025

Kirill Maksimov torna a casa dopo il lavoro, ma nel suo appartamento vive un'altra persona. L'arredamento è diverso, i vicini non si ricordano di lui, persin...

Indirizzo

Via Aurelia 338
Rome
00165

Orario di apertura

Martedì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 20:00

Telefono

3889911306

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